Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

L'imposta sui dividendi

Dividendi Dividendi

di Renato Gatti

Parte introduttiva

Poiché nulla succede a caso, voglio ripercorrere come sono tassati i dividendi nel tempo, cercando di individuare come i mutamenti succedutisi hanno modificato l’effetto sui redditi dei percipienti. Esaminerò allora come erano tassati i dividendi (presi ad esempio del classico reddito da capitale) ai tempi dell’IRPEG, poi con la riforma Tremonti che ha generato l’IRES, quindi con la differenziazione tra partecipazioni qualificate e non ed infine nella vigente tassazione ma con un occhio rivolto a possibili futuri cambiamenti.

Quando parlo di imposta sui dividendi occorre aver presente che detta imposizione non può essere esaminata soltanto ponendo attenzione all’imposta sui dividendi in senso stretto, ma occorre aver presente che l’imposizione avviene in due fasi: prima quando gli utili vengono generati e successivamente quando i dividendi vengono deliberati e distribuiti.

L’articolo 53 della Costituzione prevede che: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” Quel “tutti” significa “tutti i cittadini” (residenti e non a seconda dei presupposti) in considerazione che le imposte sono personali, sono cioè richieste alle persone, ai cittadini, ai contribuenti. Una classica finalità socialista era “l’imposta unica personale” che con i criteri della progressività colpiva solo i redditi escludendo ad esempio i consumi (l’iva è la classica imposta sui consumi) che se tassati avrebbero effetti regressivi non ispirati quindi al principio costituzionale. Se quindi l’imposizione è personale come è possibile tassare i redditi d’impresa, quei redditi cioè che non sono prodotti da persone ma da entità di tipo associativo. La risposta corretta sarebbe che quei redditi non vanno tassati quando vengono prodotti dalle società bensì quando sono distribuiti ai soci, vale a dire quando diventano reddito delle persone, dei cittadini.

La realtà delle cose, tuttavia, spinge a trovare soluzioni originali a problemi concreti. E in tal caso il problema concreto è che sarebbe passato un tempo incommensurabile tra la produzione di ricchezza e l’incasso delle imposte dovute da parte dello stato. Si pensi al caso di una impresa che fa utili notevoli e non li distribuisce ai soci se non in sede di liquidazione che giunge all’estinzione statutariamente prevista, ad esempio, dopo cento anni. Se ci pensiamo bene la stessa cosa succede con l’iva il cui presupposto è il consumo e che quindi dovrebbe essere riscossa dallo stato al momento del consumo. La soluzione trovata è stata quella di far anticipare il versamento dell’iva man mano che il valore del bene finale viene creato; si paga cioè a partire dal primo “valore aggiunto” e quindi ad ogni successivo passaggio fino al consumo finale anticipando di molto l’incasso dell’imposta da parte dello stato.

Nel caso dei redditi di capitale con lo scopo di anticipare il versamento delle imposte dovute allo stato senza aspettare la distribuzione finale degli utili, si sono inventate due cose: prima cosa si sono istituite le “persone” giuridiche, cioè a quelle associazioni che non hanno carattere personale si è coniato il nome di persona giuridica in modo tale di poterla tassare, come seconda cosa si è istituita l’IRPEG ovvero l’imposta sulle persone giuridiche parafrasando l’IRPEF (imposta sulle persone fisiche), e si è data a questa imposta quel carattere di acconto finalizzato ad anticipare allo stato la riscossione delle imposte dovute. Questo stratagemma entrava in crisi quando una società avesse versato utili ad un socio che non fosse una persona fisica ma giuridica, il caso tipico di utili corrisposti da affiliate alla casa madre. Questo intralcio è stato tolto esentando la distribuzione di utili intrasocietari con l’istituto denominato “participation exemption”.

L’articolo 1 della Costituzione definisce il nostro paese come “una repubblica democratica fondata sul lavoro”. Ciò significa che la missione economica del nostro paese è quella indicata dal lavoro, lasciando come non prioritari i redditi non scaturenti dal lavoro quali ad esempio la rendita, la speculazione, il capitale. Se ci fosse un reddito da tutelare, salvaguardare, colpire con più cautela fiscale dovrebbe quindi essere quello del lavoro, non necessariamente favorendolo ma certamente non favorendo le altre fonti.

Per concludere questa parte introduttiva, ricordo che l’imposta sui dividendi è costituita da un anticipo corrisposto come imposta sulle persone giuridiche al momento della creazione dell’utile e da un saldo da corrispondersi al momento della distribuzione del dividendo. In questo lavoro non consideriamo la distinzione tra partecipazioni qualificate o meno, né consideriamo l’effetto IRAP.

Il sistema impositivo dell'IRPEG

Il sistema originario della tassazione dei dividendi rispettava alla lettera quanto abbiamo descritto nel precedente paragrafo; ovvero l’utile di una persona giuridica era tassato al 33%, la successiva distribuzione del dividendo partiva come imponibile dal valore dell’utile distribuito prima dell’imposizione IRPEG, calcolava l’imposta secondo le tabelle della progressività, determinava l’IRPEF lorda dovuta, detraeva da questa l’acconto già pagato sotto forma di IRPEG, determinava quindi l’IRPEF da pagare. Vediamo un esempio per un utile di 100.000€ pre-imposte, interamente distribuito.

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRPEG

33.00%

33.000

Dividendo

 

67.000

Imponibile  IRPEF

 

100.000

Aliquota Irpef

36.17%

 

IRPEF LORDA

 

36.170

Acconto IRPEG

 

33.000

IRPEF NETTA

 

3.170

L’imposizione fiscale è quindi pari al 36.17% pagata per 33.000€ come IRPEG e per 3.170 come IRPEF. Notare come l’imponibile ai fini IRPEF è l’importo dell’utile pre IRPEG in modo da calcolare la progressività su quell’imponibile e quindi dedurre l’acconto pagato come IRPEG.

Il metodo Tremonti

Poi arriva Tremonti e smonta tutto il meccanismo sopra descritto. Si continua a applicare quella che ora non si chiama più IRPEG ma si chiama IRES, poi si prende il dividendo e se ne calcola il 40%, su questo importo si calcola l’IRPEF col meccanismo progressivo. Rifacendo l’esempio di cui sopra avremo:

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRES

33.00%

33.000

Dividendo

 

67.000

Imponibile  IRPEF

40.00%

26.800

Aliquota Irpef

24,76%

 

IRPEF

 

6.636

Aliquota IRPEF + IRES

39,64%

 

IRPEF + IRES

 

39.636

Tuttavia il metodo Tremonti prevede che al mutare dell’aliquota IRES vari la percentuale imponibile ai fini IRPEF. Infatti quando l’IRES viene ridotta al 27,50%, la quota imponibile IRPEF viene elevata al 49,72%. Rivediamo allora l’esempio di cui sopra:

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRES

27,50%

27.500

Dividendo

 

72.500

Imponibile  IRPEF

49,72%

36.047

Aliquota Irpef

27,79%

 

IRPEF

 

10.018

Aliquota IRPEF + IRES

37,52%

 

IRPEF + IRES

 

37.518

 

 

 

Similmente quando l’aliquota IRES viene ridotta al 24%, la percentuale imponibile IRPEF viene elevata al 58,14%. Vediamo i conti:

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRES

24,00%

24.000

Dividendo

 

76.000

Imponibile  IRPEF

58,14%

44.186

Aliquota Irpef

29,67%

 

IRPEF

 

13.111

Aliquota IRPEF + IRES

37,11%

 

IRPEF + IRES

 

37.111

 

 

 

Arriva la Flat Tax

ìDopo di che arriva la flat tax, ovvero sul 100% dell’utile distribuito si applica una imposta sostitutiva del 26% che annulla ogni progressività ma penalizza di molto i piccoli percettori di dividendi. L’aliquota IRES in vigore è quella del 24% per cui, proseguendo con l’esempio sopra avremo:

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRES

24,00%

24.000

Dividendo

 

76.000

Imponibile  imposta sost.

100,00%

76.000

Aliquota Imposta sost.

26,00%

 

Imposta sost.

 

19.760

Aliquota IRES + sost.

43,76%

 

IRES + sostitutiva

 

43.760

 

 

 

Va da sé che se in un domani si diminuisse l’aliquota IRES, ad esempio al 15% come ipotizzava una proposta della Lega prima che il governo entrasse in crisi, si dovrebbe rivedere l’aliquota dell’imposta sostitutiva, per mantenere invariata l’imposizione totale sui dividendi. Riprendendo l’esempio avremmo allora:

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRES

15,00%

15.000

Dividendo

 

85.000

Imponibile  imposta sost.

100,00%

85.000

Aliquota Imposta sost.

33,84%

 

Imposta sost.

 

28.760

Aliquota IRES + sost.

43,76%

 

IRES + sostitutiva

 

43.760

 

 

 

Al limite, volendo eliminare l’IRES, l’imposta sostitutiva dovrebbe salire al 43,76%.

Utile pre imposte

 

100.000

Aliquota IRES

  0,00%

0

Dividendo

 

100.000

Imponibile  imposta sost.

100,00%

100.000

Aliquota Imposta sost.

43,76%

 

Imposta sost.

 

43.760

Aliquota IRES + sost.

43,76%

 

IRES + sostitutiva

 

43.760

 

 

 

Si vuol cioè sottolineare che nella filosofia delle varie configurazioni di imposizione dei dividendi esiste un collegamento tra IRPEG/IRES e IRPEF/imposta sostitutiva, per cui ad ogni variazione della prima consegue un aggiustamento della seconda. Tale adeguamento, per esempio, non esiste per quella riduzione dell’IRES comportata dalla minor aliquota applicabile agli utili reinvestiti, alle agevolazioni fiscali varie etc.

Ipotizzando invece un reddito di 100.000€ non proveniente da dividendi si avrebbe invece una imposizione progressiva che, a quel livello, toccherebbe il 36,17%.

Qual'è la ratio della Flat Tax?

Se mettiamo a confronto un reddito di capitale (con le tre diverse sistematiche) con un reddito oltre di 100.000€ e di 20.000€ con un reddito non di capitale per gli stessi ammontari, avremmo i seguenti risultati:

Per un reddito di100.000€

Metodo

Aliquota

Imposta

Irpeg

36,17%

36.170

Tremonti

37,11%

37.111

Flat

43,76%

43.760

Non capitale

36,17%

36.170

 

 

 

 

 

 

Per un reddito da 20.000€

Metodo

Aliquota

Imposta

Irpeg

24.00%

4.800

Tremonti

34,16%

6.833

Flat

43,76%

8.752

Non capitale

24,00%

4.800

 

 

 

 

 

 

Non è dato capire la ratio che sta a monte del sistema impositivo attuale.

Ultima modifica ilDomenica, 01 Settembre 2019 10:16
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