Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Cultura

Pagheremo caro, pagheremo tutto

di Giandiego Marigo

Sono abbastanza vecchio per ricordarle bene le piazze del “Pagherete caro, Pagherete tutto”. C'era un che di rabbioso ed implicitamente reattivo in questo slogan. L'abbiamo usata milioni di volte per centinaia di eventi e per molti morti per strada.

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L'Antifascismo oggi

di Giandiego Marigo

Quello che “toccherò” in questo articolo è un argomento “delicato”. Divisivo, ma che oggi viene spesso usato in modo strumentale. Lo premetto, tale argomento mi tocca direttamente. La mia gioventù e media età è stata caratterizzata dall'antifascismo “militante” ed ancora oggi ritengo importante questa caratteristica.

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L'eco di Eraclito in Marx

L’eco di Eraclito e di Aristotele nella dialettica del Capitale di K. Marx

Néstor Kohan pubblicato il 24 giugno, 2018

Traduzione di Maddalena Celano

Il fantasma insepolto della dialettica

Il "pensiero contemporaneo" auto-potenziato, in gran parte egemonizzato dalla metafisica "post" (postmodernismo, post-strutturalismo, post-marxismo, ecc.), ha prodotto, negli ultimi decenni del XX secolo e all'inizio del XXI, il certificato di morte della logica dialettica (Jameson, 2013: 32). Non solo è stata abbandonata come epistemologia critica del sistema mondiale, basata sul mercato e sul capitale, ma viene anche espulsa dalla filosofia e dalle scienze sociali e ostracizzata.

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Il lavoro e la dialettica “servo-padrone” in Hegel

di Maddalena Celano

Un fatto sorprendente è che negli scritti di Marx ed Engels non vi sono riferimenti diretti o espliciti alla dialettica “servo-padrone” di Hegel. L'analisi che Marx fa dell'argomento si trova nella teoria dell'alienazione espressa nei manoscritti parigini del 1844, dove l'uomo alienato, come lo schiavo (sebbene qui si parli di "schiavitù indiretta", cioè di proletario), vive nell'altro o per l'altro (il padrone, cioè il borghese); sebbene questo rapporto non sia né eterno, né naturale ma storico, e come tale andrebbe risolto - secondo Marx - nell'emancipazione del proletariato che porta con sé l'emancipazione dell'umanità in generale.

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L'arroganza. Punto!

di Giandiego Marigo

È un ben misero esempio da cui partire, ma comunque efficace, perché i modi ed i comportamenti definiscono i contenuti e derivano, sempre, dalle premesse. È un discorso che personalmente ho affrontato molte volte, anche su queste pagine che, cortesemente e coraggiosamente, mi ospitano. Sto parlando ovviamente della gaffe (gaffe o volontaria affermazione ad effetto?) di Giuseppe Conte alla festa del Fatto Quotidiano.

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Perché mi percuoti?

di Martha Alvarez 

Perché mi percuoti?

È la questione che il Prigioniero più illustre della storia sottopone all’anonima guardia che lo ha volontariamente schiaffeggiato.

È l’interrogante che non ha potuto scrivere chi ha esalato l’ultimo respiro sotto il ginocchio dell’improvvisato boia.

È il pensiero mai pronunciato da Domingo Choc, il medico maya assassinato, bruciato vivo il 6 giugno 2020 per praticare la medicina ancestrale, per volere salvare il bosco e conoscere le piante e sapere come usarle, a Chimay, nel Guatemala.

È la voce del fuoco che fa ritornare l’argine dell’armonia che i processi politici abbracciati a l’economia non ecosostenibile hanno spostato, eroso e voluto annientare nella società naturale.

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La peste emotiva

di Maddalena Celano

Nel 1933, lo psicoanalista austriaco, Wilhelm Reich, pubblicò l'opera “Psicologia di massa del fascismo”, una data che coincide con l'ascesa di Adolfo Hitler al potere. Il lavoro di riferimento è una denuncia del comportamento della società tedesca in quel momento storico, una fase che ha sviluppato una psicologia di massa caratterizzata dalla sottomissione psicologico-comportamentale di un popolo, per legittimare l'ascesa di un leader autoritario che ha favorito la classe borghese (principalmente ariana), di cui i principi ideologici erano protetti dal partito nazista, guidato anche da Hitler.

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Quando manca l’Amore – Le rivelazioni di Marion: quando il contesto abusante inficia una vita intera

di Maddalena Celano

Quando manca l’Amore – Le rivelazioni di Marion”, è un romanzo biografico edito da Curti Editore, nel 2017, della scrittrice lecchese Federica Maria Onganìa. É la descrizione di una lunga e faticosa storia di resilienza personale, in un oscuro contesto abusante.

L’ autrice, nata nel 1957 a Perledo (Lecco); ragioniera di professione e, per passione, giornalista, Direttrice Responsabile di “Lecco 2000”, mensile di Cronaca, Sport, Cultura, Turismo; nel 2017 è stata insignita del titolo di “Ambasciatrice di Pace” dalla “International University of Peace – Switzerland”. L’ autrice, per la stesura del romanzo, si è ispirata alla biografia dell’amica Marion (Marianna, una donna che avendo deciso di vivere in Sudafrica, “inglesizza” il suo nome con Marion), consegnata in diario e un plico di fogli, affinché scrivesse e pubblicasse, postuma, la storia della sua vita.

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