Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Donne Cubane: l’altra metà della Rivoluzione

dal libro di Maddalena Celano, responsabile esteri di Convergenza Socialista, presto in stampa

Ci vogliono occhi pieni di cuore

Introduzione di Roberta Toffee Cordaro

Roberta Toffee Cordaro si è laureata presso l’Università di Roma “Tor Vergata” con una tesi di Estetica sulla Fenomenologia Femminista. Con il Master in Gender Equality e Diversity Management - presso la Fondazione Brodolini di Roma - si è specializzata nella ricerca e nella progettazione di un nuovo modello di empowerment femminile. Attraverso best practice, gender mainstreaming e politiche di D&I (Diversity & Inclusion), intende implementare la ricerca filosofica femminista e intersezionale nei settori lavorativi e nelle istituzioni interessate alla vita associate, per incoraggiare una leadership spontanea che conservi e valorizzi le diversità.

Stanno a spiare dietro le finestre a mezz’asta, la strada grida basta! E fa di nuovo paura; e si barricano dentro la loro casa scura ostili e inariditi, benpensanti sterilizzati si credon sani e forti... e invece son già morti.

             [D. Del Prete, Le talpe]

Questo libro di Maddalena Celano è un naturale proseguimento delle intenzioni già inscritte nel suo precedente Manuela Sáenz Aizpuru. Il femminismo rivoluzionario oltre Simón Bolívar (2018), che ho avuto il piacere di presentare il 13 Maggio 2019 all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Lì, a partire dalla storia, dalle azioni e dalla personalità de La Libertadora ci si soffermava sugli aspetti più fecondi per il femminismo materialista e intersezionale. Qui il rapporto appare quasi invertito: dal rapporto fra cambiamento economico e politico, strategia pedagogica e rivoluzione si ricava narrativamente la lunga storia delle donne cubane. Detto altrimenti, in Donne cubane: l’altra metà della Rivoluzione si chiarisce come il processo di liberazione sia essenzialmente uno sforzo scettico e cioè: non solo lo scetticismo serve a fare un’analisi attenta (sképsis significa ‘dubbio’, ma anche ‘ricerca’), ma lo sforzo pratico – alimentato dal desiderio e dalla passione – si fa strumento con cui guardare attraverso le azioni passate per progettare quelle future (scopo di ogni buona ricerca e senso della famosa massima “Historia magistra vitae”).

Così l’autrice percorre la storia dell’identità cubana, nel rapporto dei vecchi e nuovi stati colonizzatori con l’economia interna e le sue parti fra equilibri, occasioni mancate e rivoluzione. Attraverso il pensiero cubano di metà Ottocento – rappresentato soprattutto nella poetica e nella pedagogia di José Martí – Celano ricostruisce una certa cultura cubana sulle donne che a poco a poco lascia spazio alla voce delle donne cubane stesse. Si passa così simbolicamente alla storia delle donne che a Cuba partecipano alla Rivoluzione, sia in termini di Progetto rivoluzionario, sia attivamente, nell’Esercito rivoluzionario; donne che incarnano la volontà di liberazione.

Nonostante l’approccio sia costantemente permeato dalla volontà di individuare i punti sistematici di un percorso femminista e di inclusione, il testo non sacrifica affatto (come si aspetta una certa narrativa storica) una lucida e chiara descrizione della società cubana e delle sue dinamiche storico-culturali. Al contrario, uno sguardo appassionato – come afferma l’autrice stessa – è l’unico modo “per osservare la politica e il popolo cubano attraverso la quotidianità” che, nei testi tradizionali così come nel pensiero femminista, troppo spesso rimane silente o del tutto parziale.

Ultima modifica ilLunedì, 30 Marzo 2020 08:12
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