Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Il Capitalismo non modificherà se stesso (non nella sostanza)

di Giandiego Marigo

Si multano i poveri in fila per la mensa caritatevole, si multano i senza tetto perché “fuori casa”. È follia? Purtroppo no, è normale abuso di potere. Normalizzazione dell'abuso sarebbe meglio definirla.

Si usa la repressione come forma di convincimento (Questo è avvenuto sin dalla prima fase dei Lockdown), oltre, ovviamente, alla manipolazione mediatica. Si colpiscono le piccole aziende, l'artigianato, i negozianti, anche con iniziative apparentemente incoerenti, discordanti, esasperate per difetto o peggio per eccesso. Incapacità? Stoltezza? Purtroppo no è strategia.

Si ripete parossisticamente l'annuncio che il mondo non possa più essere come lo conoscevamo, che il cambiamento sia imprescindibile, necessario, irrimandabile. Improvvisa presa di coscienza del Climate Change o costrizione causata da dilagare del virus? No! Piuttosto progetto preciso di modificazione profonda della società. Ormai evidente e persino pubblicamente dichiarato dalla tribuna del Forum di Davos.

Tutto questo rientra sotto la definizione di The Great Reset, coniata appunto al Forum e patrocinata da tutti i potenti del mondo.

Il capitalismo dirige ed ammorbidisce, gestendola ed ammortizzandola la propria crisi naturale ed epocale cercando nella “trasformazione” che non trasforma nulla la propria rivivificazione. La trasformazione prevista e di facciata è fra capitalismo della persona a capitalismo azionario.

Per fare questo è disposto a tutto e qui si confonde l'utilità e la strumentalità della pandemia, che se non c'era la dovevano inventare. Qui nessuno mette in dubbio l'esistenza del virus, ma semmai ci si interroga sulla sua innegabile utilità per il sistema.

Il tempo ci dimostrerà cosa sia realmente The Great Reset ed in parte questa rivista si è già interrogata sulla sua evoluzione ogni volta che si è parlato di lavoro, di futuro e di industria 4.0, di robotica ed automazione; quello che oggi vogliamo annotare è il “travestimento” da Green Economy, questo voler spacciare per un ineluttabile fenomeno positivo questa trasformazione (già in atto per altro). Questo avviene con la necessaria complicità degli pseudo-progressisti.

È stato, di recente constatato, anche producendo un video assolutamente agghiacciante nella sua tagliente ironia grottesca con sovrapposizioni delle dichiarazioni degli/delle anchorman ed anchorwoman, come TUTTE le emittenti televisive statunitensi abbiano usato “LE MEDESIME PAROLE”, sino al grottesco per parlare della lotta alle fake news, la nuva arma per affinare sottotraccia la censura mondialista di tutto quello che è “fuori dal Pensiero Unico e dalla sua definizione del campo”.

Non è un caso che le parole siano identiche e dimostra come e quanto accurata sia la regia che si è da tempo impossessata del Mainstream. Sino a produrre circostanze grottesche come questa appunto.

La volontà di isolare e tacitare le voci fuori dal coro si manifesta a molti livelli. È ormai palese e conclamato il tentativo, umilmente da noi segnalato da tempo, di ridurre ad una forma di malattia mentale ogni manifestazione di dissenso. Il povero Bertold Brecht sarebbe stato probabilmente definito “terrapiattista” con il suo celeberrimo “Elogio al dubbio” e forse costretto ad un TSO.

Questo stato di cose apre un numero infinito di discussioni possibili: dal ruolo dello pseudo progressismo, a quello del neo-liberismo di pseudo sinistra, passando per la domanda se sia possibile che la regia di tale epocale cambiamento debba essere in mano ai medesimi che ne hanno creato le condizioni di ineluttabilità, se la regia debba essere di quegli stessi multimiliardari che hanno visto i loro forzieri paperoneschi gonfiarsi a dismisura negli ultimi anni. Se l'esigenza reale, assoluta ed urgente di un cambiamento reale sia mediabile con il sistema capitalistico, se il potere possa davvero modificare se stesso.

Chi scrive è convinto di no, così come è convinto che solo un cambiamento paradigmatico possa produrre un vero Great Reset. Eppure il mondo si avvia a grandissimi passi alla sua trasformazione.

Robotica antropomorfa, intelligenza artificiale, banda larghissima, Internet satellitare, 5/6/7 G, scomparsa del lavoro umano, Trans-umanizzazione, De-popolazione. Sino ad oggi, sino a qui (e chi scrive teme per ancora troppo tempo)tutto è stato sottoposto ad una accurata regia capitalistica... cambiare il regista è indispensabile.

Imporre il Controllo democratico dal basso, Ridistribuire la ricchezza non solo a parole, ma andando a toccare i grandissimi, mostruosi accumuli dell'èlite mondiale e mondialista.

Si sventola , all'interno del progetto la proposta di “Reddito universale”, ma questa non può essere appannaggio di una ristretta cerchia votata all'immortalità, alla sopravvivenza ed alla perpetuazione futura del proprio potere (ed anche di se stessi), altrimenti è solo un tragico, grottesco, drammatico inganno.

 

Ultima modifica ilDomenica, 29 Novembre 2020 08:32
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