Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La teoria marxista ci spiega in che mondo viviamo

di Clara Treves

Marx ha scritto che ci sono 3 fasi della formazione di una nuova società dopo che ha avuto luogo la rivoluzione socialista:

I - periodo di transizione dal capitalismo al comunismo;

II - comunismo in prima fase (o fase inferiore);

III - comunismo in seconda fase (la fase superiore) o comunismo completo.

I - Periodo di transizione dal capitalismo al comunismo

"...Tra la società capitalistica e la società comunista, - prosegue Marx, - vi è il periodo della trasformazione rivoluzionaria dell'una nell'altra. Ad esso corrisponde anche un periodo politico di transizione, il cui Stato non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato..." [1]

«Democrazia per l'immensa maggioranza del popolo e repressione con la forza, vale a dire esclusione dalla democrazia, per gli sfruttatori, gli oppressori del popolo: tale è la trasformazione che subisce la democrazia nella transizione dal capitalismo al comunismo.» [2]

Quindi un paese si può chiamare socialista se è stata fatta la rivoluzione socialista e stata fondata la dittatura del proletariato.

II - Comunismo in prima fase abitualmente chiamato socialismo, e che Marx chiama prima fase del comunismo

«E' questa società comunista appena uscita dal seno del capitalismo, e che porta ancora sotto ogni rapporto le impronte della vecchia società, che Marx chiama "la prima fase" o fase inferiore della società comunista. I mezzi di produzione non sono già più proprietà privata individuale. Essi appartengono a tutta la società.» [3]

«Ma la differenza scientifica fra socialismo e comunismo è chiara. Marx chiama "prima" fase o fase inferiore della società comunista ciò che comunemente viene chiamato socialismo. La parola "comunismo" può essere anche qui usata nella misura in cui i mezzi di produzione divengono proprietà comune, purchè non si dimentichi che non è un comunismo completo. Ciò che conferisce un grande pregio all'esposizione di Marx è ch'egli applica conseguentemente anche qui la dialettica materialistica, la teoria dell'evoluzione, e considera il comunismo come un qualcosa che si sviluppa dal capitalismo. Anziché attenersi a definizioni "escogitate", scolastiche e artificiali, a sterili dispute su parole (che cos'è il socialismo? che cos'è il comunismo?), Marx analizza quelli che si potrebbero chiamare i gradi della maturità economica del comunismo.» [4]

III - Comunismo completo è abolizione completa delle classi, significa che:

«È chiaro che per abolire completamente le classi non basta abbattere gli sfruttatori, i grandi proprietari fondiari e i capitalisti, non basta abolire la loro proprietà, ma bisogna anche abolire ogni proprietà privata dei mezzi di produzione, bisogna sopprimere tanto la differenza fra città e campagna quanto la differenza fra lavoratori manuali e intellettuali. È un’opera di lungo respiro. Per compierla occorre un enorme progresso nello sviluppo delle forze produttive, occorre vincere la resistenza (spesso passiva e particolarmente tenace e difficile a vincere) dei numerosi residui della piccola produzione; occorre vincere la forza immensa dell'abitudine e dell’inerzia, connessa con quei residui.» [5]

L'imperialismo, precisamente, capitalismo monopolistico è una fase suprema e l’ultima fase del capitalismo. Questa fase del capitalismo contiene già dentro se stessa una cosa (formazione) nuova. L'imperialismo tende a trasformare l'intera società in un unico monopolio. Lenin scrisse:

«il socialismo non è altro che il monopolio capitalistico di Stato messo al servizio di tutto il popolo e che, in quanto tale, ha cessato di essere monopolio capitalistico.» [6]

Il socialismo non è un'invenzione dei socialisti-comunisti. Questa è la tendenza oggettiva che esiste nel capitalismo moderno monopolistico. Inoltre, è già diventato capitalismo monopolistico di Stato. Difatti, oggi, il mondo, sotto l'imperialismo, è diviso tra le maggiori potenze imperialiste. Un gruppo di predatori imperialisti: Stati Uniti d'America, Gran Bretagna, Francia, Germania, Giappone.

«L'imperialismo è l'era del capitale finanziario e poi dei monopoli, che sviluppano dappertutto la tendenza al dominio, non già alla libertà.» [7] «..e quindi anche di una lotta particolarmente intensa per la partizione e ripartizione del mondo.» [8]

Abbiamo vissuto in un mondo completamente capitalista fino al 1917. Inoltre, anche prima del 1917, a partire dalla fine del XIX secolo, vivevamo già sotto l'imperialismo. E l'imperialismo non è solo irto di guerre, ma è anche irto di rivoluzioni.

Quindi da un’altra parte rispetto al campo capitalista si formò il campo socialista; si formò un intero sistema di Stati socialisti: la Cina (1,3 miliardi di persone), la Corea del Nord (26 milioni), Cuba (11 milioni), il Vietnam (96 milioni), il Laos (7 milioni).  Dopo la Rivoluzione d'Ottobre e con il sostegno dell'Unione Sovietica, tutti questi paesi, che altruisticamente combattevano e hanno subito colossali sacrifici nella lotta per la libertà e l'indipendenza, per il futuro socialista della loro patria, per la liberazione dallo sfruttamento, hanno tutti ricevuto sostegno dall'Unione Sovietica. Circa 1,5 miliardi di persone vivono nel socialismo oggi, anche se questo campo socialista ha subito perdite in Europa e ha visto la scomparsa dell'Unione Sovietica socialista.

In quella parte del mondo che rimane capitalista, cioè nella parte arretrata del mondo, la quale fa di tutto per presentarsi come l’unica tipologia di società, non si accorge di questo miliardo e mezzo di persone che stanno, invece, andando avanti. E stannno andando avanti molto più velocemente rispetto alla grande parte del mondo capitalista, in cui dominano ancora i rapporti di sfruttamento, delle rapine di alcuni paesi da parte degli altri, di una manciata di Stati ricchi.

Ricordiamoci le parole di Lenin che ha scritto che noi viviamo in

«...un periodo di tempestose scosse politiche ed economiche, della più acuta lotta di classe, di guerra civile, di rivoluzioni e di controrivoluzioni», e che «l'ineguaglianza dello sviluppo economico e politico è una legge assoluta del capitalismo. Ne risulta che è possibile il trionfo del socialismo all'inizio in alcuni paesi o anche in un solo paese capitalistico, preso separatamente.» [9]

 

[1] K. Marx, Critica del programma di Gotha, bordeaux, 2018 p. 27

[2] V. Lenin, Stato e rivoluzione, red star press, 2015, p. 108

[3] V. Lenin, Stato e rivoluzione, red star press, 2015, p. 111

[4] V. Lenin, Stato e rivoluzione, red star press, 2015, pp. 117-118

[5] V. Lenin, La grande iniziativa: l'eroismo dell'operaio russo nel fronte interno i sabati comunisti, 1919. (Opere complete, vol. 29, Editori Riuniti, Roma, 1967, p. 385)

[6] V. Lenin, La catastrofe imminente e come lottare contro di essa, 1917

[7] V. Lenin, L'imperialismo fase suprema del capitalismo, edizioni Lotta Comunista, 2015, p. 140

[8] V. Lenin, L'imperialismo fase suprema del capitalismo, edizioni Lotta Comunista, 2015, p. 144

[9] V. Lenin, Sulla parola d'ordine degli Stati Uniti d'Europa, 1915

Ultima modifica ilVenerdì, 05 Febbraio 2021 17:18
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