Rivista aperiodica teorica del Socialismo
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La 5° edizione del Primo Festival Internazionale di Haiku “La Luna Roja” In evidenza

La 5° edizione del Primo Festival Internazionale di Haiku “La Luna Roja” è stata una finestra con vista panoramica sul mondo

Autore originale del testo: Roberta Toffee Cordaro, a cura di Maddalena Celano

di Maddalena Celano

Un’originale letteratura cubana, iniziò ad emergere per la prima volta dopo la fine del XVIII secolo. All’inizio del XIX secolo diversi scrittori cubani acquisirono importanza sposando l’intellettualismo e il concetto di libertà. 

Queste idee hanno acquisito forse la loro maggiore intensità negli scritti di José Martí, un cubano di modeste origini spagnole che guidò il movimento modernista nella letteratura cubana. Ha ispirato un’intera scuola di scrittura dedicata alla conquista della libertà dalla Spagna. Il modernismo martiano è evidente nel suo minimalismo verbale e linguistico, per cui la semplicità linguistica non è sinonimo di “banalità”, bensì, al contrario,  di intensità ed austerità. Un’ essenzialità che richiama direttamente la trascendenza e l’ impeto dei sentimenti espressi, nonchè ad una diretta connessione con la natura.

Qui si evidenzia anche una notevole affinità con la cultura nipponica, in particolare con la tradizione nipponica degli haiku.  Tra gli scrittori le cui opere riflettevano la protesta sociale nel periodo pre-castrista, abbiamo Nicolás Guillén, uno dei leader nella fondazione della scuola di letteratura afro-cubana, e Jose Z. Tallet, entrambi poeti e attivisti.  Nel XX secolo i racconti divennero la forma letteraria predominante, in prosa, ma furono prodotti anche romanzi eccezionali, come ¡Ecué-Yamba-Ó! DiAlejo Carpentier!  (1933; “Lord, May You Be Praised!”), che è un tributo sulla vita e sulla cultura afro-cubana, eEl siglo de las luces   (1962; Explosion in a Cathedral, 1963), che ritrae la violenza e il caos provocati sui Caraibi, durante la Rivoluzione francese.  Anche le opere del poeta, romanziere e saggista José Lezama Lima   sono state molto influenti.Inoltre, le opere dello scrittore statunitense Ernest Hemingway (statunitense ma innamorato di Cuba, nonchè uomo animato da idee socialiste) è profondamente ammirato sull’isola, che è stata per molti anni la sua casa e l’ambientazione di  The Old Man and the Sea  (1952) eIslands in the Stream(1970).   Scrittori cubani come Leonardo Padura Fuentes e Ronaldo Menendez hanno guadagnato l’attenzione internazionale nell’era post-rivoluzionaria. Dall’inizio del 21 ° secolo, sono sempre più numerosi gli scrittori cubani che hanno pubblicato un gran numero di romanzi e riviste letterarie importanti. Cuba è uno dei pochi paesi al mondo che presta ancora molta attenzione allo sviluppo di una produzione letteraria di alta qualità ed ad una notevole formazione della stessa, da parte delle nuove generazioni. L’ evento indetto da La Luna Roja (Stantiago de Cuba) e l’ ass. Para un Principe Enano (associazione Italo-Cubana di Jesi) ne è l’ esempio più evidente.

 

Haiku: una finesta sul mondo

di Roberta Toffee Cordaro 

È una storia originaria quella che lega Poesia e Mondo: siamo nel mondo eppure siamo anche ‘con’ questo, il mondo precede il nostro senso, ma ‘di’ questo è anche fatto. Questa storia è un po’ quella dell’Haiku, la poesia nata in Giappone fra Seicento e metà Ottocento (periodo Edo) come forma poetica “popolare:, un’urgenza che i canoni letterari considerati “alti” non sono riusciti a far tacere, fino a oggi, in tutto il mondo.

Questo l’humus culturale del Primo Festival Internazionale di Haiku “La Luna Roja”. Ideato da Yulier Canuto Pérez, direttore del Progetto letterario “Pensar en Haiku”, e coordinato da Waldo Reguiferos Gutiérrez, il Festival presenta un programma di laboratori, letture, promozioni e presentazioni bibliografiche attraverso piattaforme digitali e s’inserisce in una rete virtuosa di gemellaggio fra Cuba e Italia. Gli haiku del concorso “La Luna Roja”, infatti, sono stati scritti dai bambini e dalle bambine dell’Associazione di Santiago de Cuba e, una volta inviati, sono stati letti da un’apposita commissione per l’Associazione di Olga Lidia Priel-Herrera “Para un principe enano”. Oltre che dalla Presidente dell’Associazione stessa, gli haiku sono stati letti e valutati dalla commissione così composta: Maddalena Celano (Responsabile Esteri di Convergenza Socialista), Roberta Toffee Cordaro (ricercatrice femminista), Rita Ricciardelli (poeta e avvocata), Manuel Santoro (Segretario Nazionale di Convergenza Socialista), Marina Mangiaterra (insegnante e Responsabile del Progetto interculturale per la Scuola Federico II), Angela Anconetani (insegnante), María Teresa Chechile (poeta), Arianna Petrolati (insegnante), Fiorella Di Mauro (videomaker) e infine Sergio Osimani (poeta e pittore, autore del Primo Premio del Festival, che consiste in un dipinto artistico).

Una volta letti gli haiku sono stati valutati dalla commissione dell’Associazione “Para un principe enano” con un sistema di votazione da 1 a 5. Le poesie dei giovanissimi haijin (autori e autrici di haiku) sono infine giunte a Lisette Arguelles, Responsabile della Cultura e della Comunicazione per l’Ambasciata di Cuba in Italia.

Seguita da Infante e Melissa, al primo posto è giunta Liz, con un componimento – ci teniamo a precisare – che come per ogni haijin mostra una particolare sensibilità al sentimento corporeo nella propria com-presenza alla natura. Ecco l’haiku vincitore:

Día de calor
Una mariposa
volando hacia mi

Noche de estrellas,
veo una luna llena
en el mar

Per questioni di spazio non è possibile riportare tutti gli altri haiku, che hanno mostrato pari sensibilità nell’aspetto concreto della propria scrittura e che, nella propria partecipazione all’Associazione di Santiago de Cuba, hanno espresso un sentimento di collettività profondamente autentico e geograficamente sconfinato.

Come in una sorta di affinità elettiva, tutte le parti in gioco al Primo Festival Internazionale “La Luna Roja” esprimono questa unione orgogliosamente internazionale, nello spirito letterario quanto nella messa in atto dell’interesse sociale. Attraverso la piattaforma virtuale, lo scambio di esperienze ha coinvolto movimenti, gruppi e haijin di altri 6 Paesi ispanofoni – quali Spagna, Argentina, Colombia, Perù, Ecuador e Messico – che hanno mostrato l’appoggio spirituale e l’interesse alla celebrazione dell’evento. Questo spazio è un’opportunità di interscambio e in questo mese di Aprile 2021 arriva al quinto anno di vita.

Il Primo Festival Internazionale di Haiku “La Luna Roja” trae ispirazione da diverse realtà. Anzitutto la poetica rivoluzionaria di José Martí, il politico e poeta cubano nei cui confronti lo stesso Che Guevara “ha sempre sentito un profondo debito politico e ideologico” e il cui esercizio letterario è stato riconosciuto come profondamente intrecciato con la forma poetica giapponese dell’haiku.

È inoltre dedicato al trentacinquesimo anniversario dell’Asociación Hermanos Saíz (AHS) e al quinto anniversario del Progetto “Pensar en Haiku”. Va inoltre ricordata la ricorrenza del quinto anniversario della morte del diplomatico e intellettuale giapponese, Erich Hayashiya.

L’origine dell’haiku si fa risalire alla pubblicazione di Manyōshū (万葉集), nell’anno 759, in cui appaiono la maggior parte di tanka o renga, considerati suoi antenati letterari. Il suo creatore, il monaco buddista Sijifiro Munefusa Matsuo Bashōo (1644-1694) in stretta connessione con la natura, infine gli conferì quello stile con cui oggi lo si distingue.

Come si diceva, nella brevità dell’haiku si condensa una potente forza riflessiva, trascendente e suggestiva. La sua economia verbale, in effetti, è una sorta di silente interrogativo, una richiesta estetica non contemplativa, ma presenziale (estesiologica): l’haiku richiede la propria presenza nel mondo ed è questa responsabilità dell’esserci che, attraverso l’immediatezza del sentimento e della scrittura, mostra il suo profondo valore politico.

Eppure, recuperando una storia letteraria molto più vecchia di loro, o forse proprio a ragione della componente fortemente intuitiva e materica dell’haiku, le bambine e i bambini dell’Associazione “Pensar en Haiku” hanno dato prova che essere haijin è anzitutto una storia di naturale connessione col proprio corpo e con quello del mondo.

Ultima modifica ilVenerdì, 30 Aprile 2021 16:23
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