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Mao Tse Tung: cultura e arte

Mao Tse Tung: cultura e arte

di Mario Eustachio De Bellis

La "rifondazione" comunista deve essere una cosa seria, non una barzelletta e un imbroglio in cui convivono democraticismo di base liberista e centralismo burocratico autoritario, dogmatico e settario. Ciò significa che non tutto si risolve chiusi al proprio interno senza confronto esterno chiaro, critico e autocritico. Lo scontro personale e tra gruppi per il possesso di un posto di comando distrugge quello che stato costruito per anni e quel poco che è rimasto ereditato da altri.

Se tutto si riduce all'elettoralismo improvvisato e immediato, contabile e strumentale, non si ha una visione e un progetto di trasformazione e di unità necessaria per battere un fronte padronale economico e finanziario. Per questo la costruzione di un Fronte Antimperialista e Anticapitalista è una proposta che unisce forze sociali, democratiche, popolari e intellettuali in campo e dà una prospettiva futura di lotta, di potere alternativo di massa, sovrano e socialista.

La cultura rivoluzionaria è per le larghe masse popolari una potente arma rivoluzionaria. Prima della rivoluzione prepara ideologicamente il terreno; durante la rivoluzione è un settore importante, anzi essenziale, di combattimento, sul fronte generale della rivoluzione. "Sulla nuova democrazia" (Gennaio 1949). Opere Scelte, Vol. II.

Nel mondo contemporaneo tutta la cultura, tutta la letteratura e l'arte appartengono a determinate classi e si rifanno a determinate linee politiche. L'arte per l'arte, l'arte al di sopra delle classi, l'arte al di fuori della politica o indipendente da essa, nella realtà non esiste. La letteratura e l'arte proletarie sono parte dell'intera causa rivoluzionaria del proletariato; come ha detto Lenin, sono "una piccola ruota e una piccola vite" dell'intero meccanismo rivoluzionario. "Discorsi pronunciati alla Conferenza di Yenan sulla letteratura e l'arte (Maggio 1942), Opere Scelte, Vol. III

I nostri lavoratori della letteratura e dell'arte devono assolvere questo compito e cambiare la loro posizione; devono passare gradualmente dalla parte degli operai, dei contadini e dei soldati, dalla parte del proletariato, andando fra essi, gettandosi, nel vivo delle lotte pratiche, studiando il marxismo e la società. Solo così avremo una letteratura e un'arte veramente al servizio degli operai, dei contadini e dei soldati, una letteratura e un'arte davvero proletarie. Ibidem

Nella critica letteraria e artistica vi sono due criteri: quello politico e quello artistico.... Da una parte vi è il criterio politico, dall'altra il criterio artistico. In quale rapporto stanno? La politica non può identificarsi con l’arte, né una concezione generale del mondo può identificarsi con il metodo di creazione e critica artistica. Noi neghiamo il criterio politico astratto, assolutamente immutabile, ma anche il criterio artistico astratto, assolutamente immutabile; ogni classe, in ogni società divisa in classi, ha i suoi criteri particolari, sia politici che artistici. Ma tutte le classi, in tutte le società divise in classi, mettono sempre il criterio politico al primo posto e quello artistico al secondo. Nel campo della letteratura e dell'arte dobbiamo condurre una lotta su due fronti. Ibidem

"Che cento fiori sboccino e cento scuole contendano". Questa politica mira a stimolare il progresso delle arti e delle scienze e la fioritura della cultura socialista nel nostro paese. Nell'arte, forme e stili diversi possono svilupparsi liberamente. Nella scienza, scuole diverse contendere liberamente. Pensiamo che sia dannoso allo sviluppo dell'arte e della scienza ricorrere a misure amministrative per imporre un particolare stile d'arte o una particolare scuola e proibirne altri. Il problema del giusto e dell'errato nell'arte e nella scienza deve essere risolto mediante la libera discussione negli ambienti artistici e scientifici e attraverso il lavoro pratico in questi campi Questo problema non dev'essere risolto in modo semplicistico. "Sulla giusta soluzione delle contraddizioni in seno al popolo" (27 febbraio 1957).

I tempi e gli spazi sono fondamentali per agire. Dunque al lavoro e alla lotta.

 

Ultima modifica ilSabato, 02 Ottobre 2021 15:19
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