Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La nostra missione: riportare il socialismo sul terreno della lotta di classe

di Manuel Santoro

Riprendo in questo editoriale un passaggio importante che definisce chiaramente la missione politica di Convergenza Socialista, ovvero “riportare il socialismo a casa”. Cosa si intende per casa? Quale casa? Tutto è stato ampliamente detto nel nostro Manifesto del Socialismo ma penso sia importante in questo intervento enfatizzare la funzione storica del lavoro della nostra organizzazione politica.

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Appello comune per le elezioni europee 2019. Per un'Europa delle lavoratrici e dei lavoratori, dei popoli

Introduzione di Manuel Santoro

Convergenza Socialista aderisce, insieme ad altre organizzazioni politiche europee, all'appello comune per una Europa delle lavoratrici, dei lavoratori. Dei popoli.

Soprattutto in questo frangente storico in cui le destre sovraniste, nazionaliste e xenofobe sono in forte ascesa e il liberismo globalista riprende una dialettica pericolosa per le classi lavoratrici, è urgente riattualizzare discorsi oggi apparentemente lontani ma concretamente attuali e ricucire relazioni in Europa su fondamenta politiche classiste.

Riteniamo, quindi, fondamentale ricercare forme di unità con formazioni politiche che rimettano al centro la questione del lavoro e del lavoratore, del contrasto tra capitale e lavoro salariato, e la questione sociale. Le elezioni europee si avvicinano e riteniamo che uno sforzo politico-programmatico unitario sia necessario in Europa per destrutturarla definitivamente ed avviarci con forza verso la costruzione dell’Europa socialista.

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Dal consumismo al conservismo

di Manuel Santoro

Karl Marx nel ‘57 scriveva che “ogni produzione è appropriazione della natura da parte dell’individuo all’interno e per mezzo di una determinata forma sociale”. La proprietà (e l’appropriarsi) è una condizione della produzione.” Non esiste, quindi, produzione senza proprietà, sia essa privata o comune, e non esiste produzione senza consumo poiché produzione è immediatamente consumo, così come il consumo è immediatamente produzione. Ciò significa che l’appropriazione della natura per la produzione e, quindi, per il consumo può essere più o meno invasiva e distruttiva per la natura stessa a seconda del tipo di proprietà, e responsabilità, della produzione stessa.

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La forza della diversità

di Manuel Santoro

Occorre un nemico per dare al popolo una speranza. Qualcuno [Samuel Johnson] ha detto che il patriottismo è l’ultimo rifugio delle canaglie: chi non ha principi morali si avvolge di solito in una bandiera, e i bastardi si richiamano sempre alla purezza della loro razza. L’identità nazionale è l’ultima risorsa dei diseredati. Ora il senso dell’identità si fonda sull’odio, sull'odio per chi non è identico. Ci vuole sempre qualcuno da odiare per sentirsi giustificati nella propria miseria.[1]

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Che fare?

di Manuel Santoro

Avevamo già detto mesi fa che la “sinistra è morta, il socialismo no”. Non abbiamo bisogno degli ultimi risultati elettorali per comprenderlo. E per diversi motivi. 

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Moneta, debito e derivati. La transizione di fase in atto nel capitalismo

di Manuel Santoro

Il mondo sta cambiando velocemente e nuovi scenari si aprono davanti a noi. L’involuzione del capitalismo moderno è stato rapido e molto doloroso per miliardi di esseri umani. La metamorfosi ancora in atto del capitalismo dalla sua fase produttiva a quella finanziaria è stata un cambio di paradigma che ancora la sinistra non riesce ad assorbire. Il capitalismo è divenuto post-capitalismo o neo-liberismo e si avvia ad assumere i connotati dell’ipercapitalismo, vale a dire salire da un contesto prettamente economico, globalizzato e uniformato, in cui la politica cerca ancora di sopravvivere e di non genuflettersi completamente ponendo resistenza, al controllo diretto delle masse. La via è spianata poichè testimoniamo non solo una crescente accumulazione di ricchezza in pochissime mani, ma una concorrenza su singoli prodotti, a livello globale, tra pochissime realtà multinazionali oppure un assoluto regime di monopolio mondiale. Non mi riferisco solo ai beni di consumo come, per esempio, i cellulari, ma al cibo, alla farmaceutica, alle risorse disponibili nel pianeta.

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Keynes oggi

di Renato Gatti

Il presente contributo non vuole certamente essere un compendio dell’opera di Keynes, ma vuol cercare di indicare alcune vie di approccio alle problematiche presenti nella situazione economica attuale, figlia della crisi del 2007, che rappresenta il culmine della crisi del sistema del capitalismo nella sua fase finanziaria.

Premessa

La Teoria generale di Keynes venne pubblicata nel 1936, quando ancora erano pienamente in atto le conseguenze del “Giovedì nero” e della Grande depressione. Il reddito nazionale degli Stati Uniti crollò e la disoccupazione raggiunse livelli estremamente alti.

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