Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

I conti della flat tax

di Renato Gatti

Ho comparato le dichiarazioni di 8 contribuenti per il 2017 con l’imposizione derivante dall’applicazione della flat tax. Naturalmente mentre conosco benissimo le modalità di imposizione vigente, per la flat tax ho considerato l’ultima versione nota, ovvero: due aliquote 15% fino a 80.000 euro, 20% oltre gli 80.000; deduzioni dall’imponibile di 3.000 € per ogni componente familiare per redditi fino a 35.000€, 3.000 per ogni persona a carico fra 35.000 a 50.000€, nessuna deduzione oltre i 50.000€.

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Sì ad un Fronte Socialista

di Manuel Santoro

Sì ad un Fronte Socialista per una Italia ed una Europa socialista. Per una revisione profonda dei Trattati Europei, per una Europa finalmente politica e sociale. Contro il liberismo e per il superamento del sistema economico capitalista.

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Non solo casa

di Giandiego Marigo

Se , saltuariamente ci chiedessimo cosa significhi “abitare” e quale connessione questo verbo abbia con il “vivere e con l'essere felici”, ma soprattutto quanto esso s' intersechi, annodandosi con quelli che definiamo, pomposamente “Diritti Umani” … forse riusciremmo a vedere con maggiore chiarezza quanto questo sistema sia iniquo e lontano da qualsiasi ideale.

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Europa e socialismo

di Renato Gatti

  1. La mia prima scelta è di stare in Europa. In una economia mondiale che si sta, o forse lo ha già fatto, organizzando a livello di continenti, pensare ad una Italia fuori dall’Europa con le sue debolezze, le sue incapacità, la sua inconsistenza, mi fa schierare per una soluzione che persista in una Europa unita e da rafforzare. Lo slogan “prima gli italiani”, che con scarsa fantasia scimmiotta l’”America first” di Trump, individua la debolezza del paese ai “non italiani” da cui dovremmo difenderci, nascondendo il fatto, che considero più avanti, che la debolezza nasce prima che da altri, da noi, solo da noi (vedasi l’andamento dei nostri indici di produttività, non certo esaltati dalla piccola impresa osannata dalla Lega).
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Sovranismo e populismo non sono il socialismo

di Manuel Santoro

La reazione al globalismo elitario, al transnazionalismo del grande capitale era certamente doverosa e auspicabile ma purtroppo si è avviata su un percorso alquanto pericoloso per gli effetti che nell’immediato futuro andremo a testimoniare. La reazione alla furia del capitale e alle crisi di sistema si sta traducendo in Europa in una sorta di revival del nazionalismo, in certi casi, e di un più confuso sovranismo di stampo populista che semina nelle ferite causate dalla ferocia del liberismo globale e raccoglie consensi di pancia e non di testa.

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5.000.000 cinquemilioni

di Giandiego Marigo

Non ci fa piacere constatare di avere ragione. Non ci interessa la saggezza compiaciuta di chi vede passare il cadavere del proprio nemico, pur riconoscendo l'importanza dell'attesa e del passaggio del cadavere. L'Istat ci consegna 5.000.000 (cinquemilioni) di poveri assoluti residenti, vale a dire Italiani, per coloro per i quali la nazionalità costituisce un problema. Lo avevamo detto, l'analisi sottoposta da questa rivista “non fa una grinza”, ma non ci fa piacere.

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L'articolo 46 della costituzione

di Renato Gatti

Premessa

Quando nei miei articoli propongo un fondo di solidarietà costituito dalle partecipazioni generate da un nuovo regime delle agevolazioni fiscali e destinato a costituire uno degli elementi per diffondere tra i produttori di produttività i benefici della stessa in particolare in previsione della rivoluzione 4.0, non faccio altro che contribuire alle varie proposte per un diverso assetto delle imprese, tale da attuare quella “partecipazione” sancita dall’art. 46 della Costituzione.

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Sul risveglio ideologico socialista

di Manuel Santoro

Le società moderne sono dilaniate da processi di impoverimento progressivo di tipo culturale e sociale da diversi decenni ormai. Il capitalismo finanziario ha, da un lato, progressivamente distrutto, con la complicità della politica, lo stato sociale il quale era da considerare il minimo sindacale, l’ultimo baluardo agli egoismi di pochi e, dall’altro, spostato con forza crescente pezzi di ricchezza dai meno abbienti ai più ricchi.

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Incentivi fiscali

  1. Gli sgravi fiscali

Con il termine sgravio si intende il sollevamento da un obbligo o un peso morale, ma anche un alleggerimento di un onere. In senso economico lo sgravio vuol dire la riduzione di un’imposta concessa dalla legge. Gli sgravi fiscali, quindi, non sono altro che una riduzione delle tasse. Istituti per incentivare attività o supportare determinati soggetti, rappresentano un vantaggio per chi ha possibilità di usufruirne. E’ importante che siano correttamente istituiti ed applicati per garantire un vantaggio maggiore per la collettività rispetto all’entrata dei tributi. Un esempio? Pensiamo agli utili di un’azienda che, una volta reinvestiti, non subiscono le tasse. Si tratta di un vero e proprio incentivo per l’occupazione, ma anche per le aziende che in questo modo sono maggiormente interessate a restare in Italia e non ad espatriare all’estero dove la manodopera e i costi sono relativamente bassi.

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