Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Lavoro salariato e capitale. Parte III

di Karl Marx

Il capitale consta di materie prime, di strumenti di lavoro e di mezzi di sussistenza d’ogni genere, che vengono impiegati per la produzione di nuove materie prime, di nuovi strumenti di lavoro, di nuovi mezzi di sussistenza. Tutte queste sue parti costitutive sono creazioni del lavoro, prodotti del lavoro, lavoro accumulato. Il capitale è lavoro accumulato che serve come mezzo per una nuova produzione.

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Lavoro salariato e capitale. Parte II

di Karl Marx

Da che cosa è determinato il prezzo di una merce?

Dalla concorrenza fra compratori e venditori, dal rapporto tra la domanda e la disponibilità, tra l’offerta e la richiesta. La concorrenza, da cui viene determinato il prezzo di una merce, ha tre aspetti.

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Il populismo si combatte e si vince con il classismo

di Manuel Santoro

“Quando il gruppo dell’Emancipazione del lavoro impegnò la lotta per il marxismo nella stampa russa all’estero, il movimento socialdemocratico non esisteva ancora in Russia. Era indispensabile innanzitutto aprire la via a questo movimento sull’arena teorica e ideologica. E il più grosso ostacolo ideologico alla diffusione del marxismo e del movimento socialdemocratico era, in quel tempo, costituito dalle concezioni populiste, prevalenti allora tra gli operai d’avanguardia e gli intellettuali di ispirazioni rivoluzionarie” [1].

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Lavoro salariato e capitale. Parte I

di Karl Marx

Da diverse parti ci è stato rimproverato che non abbiamo esposto quali sono i rapporti economici, che formano la base materiale delle attuali lotte di classe e nazionali. Di proposito, abbiamo sfiorato questi rapporti soltanto là dove essi esplodevano immediatamente in collisioni politiche.

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Lavoro salariato e capitale, Marx (1847). Introduzione del 1891 di Friedrich Engels

di Friedrich Engels

Londra, 30 aprile 1891

[...] Ciò che gli economisti avevano considerato come costo di produzione del “lavoro”, erano i costi di produzione non del lavoro, ma dello stesso operaio vivente. E ciò che questo operaio vendeva al capitalista non era il suo lavoro. “Appena il suo lavoro comincia realmente — dice Marx — esso ha già cessato di appartenergli e quindi non può più essere venduto da lui” [1].

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Lettera di Marx a Pavel Vasilevič Annenkov

Bruxelles, 28 dicembre 1846
rue d'Orléans 42, Fbg. Namur

Caro signor Annenkov,[1]

avrei risposto già da molto tempo alla Sua lettera del 1° novembre, se il mio libraio non mi avesse inviato il libro di Proudhon "Philosophie de la misère" solo la settimana scorsa. L'ho scorso in due giorni, onde poterLe comunicare immediatamente la mia opinione. Siccome ho letto il libro molto in fretta, non sono in grado di scendere in particolari e non posso che comunicarLe l'impressione generale che mi ha fatto. Se Lei lo desidera, potrei addentrarmi in particolari in una seconda lettera.

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La Sicilia e i siciliani

di Karl Marx

Era il 1860 quando Karl Marx scrisse questo breve intervento sulla Sicilia e i siciliani, partendo dal passato per arrivare a dare uno sguardo al presente e al futuro di questa terra meravigliosa.


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Sull’internazionalismo socialista

di Manuel Santoro

Nelle prime righe del Manifesto del Partito Comunista, Marx ed Engels dichiaravano che la storia di ogni società è storia di lotte di classe, una lotta tra uomo libero e schiavo, tra patrizio e plebeo. Una lotta tra oppressori e oppressi. O si è oppressori, o si è oppressi. Entrambi avevano compreso la graduale e costante polarizzazione dei due campi, i quali venivano indicati, nel documento destinato alla Lega dei Comunisti, come borghesia e proletariato. Useremo anche noi questi due termini nel corso dell’intervento.

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Più politica, più socialismo. E' tornato il tempo delle riforme di struttura

di Manuel Santoro

Il Socialismo è la sinistra. Esso è struttura, è corpo e anima insieme. E’ l’antitesi, ideologicamente intesa, del capitalismo. Sino a quando la sinistra non inizierà ad interrogarsi su 1) chi è, 2) cosa vuole fare da grande, non vedrà mai la luce. Il socialismo può certamente schiarire le menti di chi ancora pensa che non si debba menzionare per pudore o per vergogna, ma sicuramente consente di vedere con più acutezza il percorso da seguire. Dopotutto non si passa mai all’azione senza aver fatto i conti con la teoria, con il pensiero.

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What is Socialism?

di Renato Gatti

“… a system of society based upon the common ownership and democratic control of the means and instruments for producing and distributing wealth by and in the interest of the whole community”.
The socialist party of Great Britain 1904.

Premessa
Affronto il tema lanciato da Manuel Santoro non da economista, titolo che mi si condece nell’introdurre i miei articoli, ma da appassionato di economia. Economia intesa, tuttavia, non come grande elaborazione di calcoli marginalistici sui parametri del mercato, ma come rapporto tra la produzione e la distribuzione della ricchezza prodotta con le conseguenze nei rapporti sociali (parlando di ricchezza prodotta escludo a monte la legittimità di considerare la rendita come elemento dell’economia).

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