Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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L'eco di Eraclito in Marx

L’eco di Eraclito e di Aristotele nella dialettica del Capitale di K. Marx

Néstor Kohan pubblicato il 24 giugno, 2018

Traduzione di Maddalena Celano

Il fantasma insepolto della dialettica

Il "pensiero contemporaneo" auto-potenziato, in gran parte egemonizzato dalla metafisica "post" (postmodernismo, post-strutturalismo, post-marxismo, ecc.), ha prodotto, negli ultimi decenni del XX secolo e all'inizio del XXI, il certificato di morte della logica dialettica (Jameson, 2013: 32). Non solo è stata abbandonata come epistemologia critica del sistema mondiale, basata sul mercato e sul capitale, ma viene anche espulsa dalla filosofia e dalle scienze sociali e ostracizzata.

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Il lavoro e la dialettica “servo-padrone” in Hegel

di Maddalena Celano

Un fatto sorprendente è che negli scritti di Marx ed Engels non vi sono riferimenti diretti o espliciti alla dialettica “servo-padrone” di Hegel. L'analisi che Marx fa dell'argomento si trova nella teoria dell'alienazione espressa nei manoscritti parigini del 1844, dove l'uomo alienato, come lo schiavo (sebbene qui si parli di "schiavitù indiretta", cioè di proletario), vive nell'altro o per l'altro (il padrone, cioè il borghese); sebbene questo rapporto non sia né eterno, né naturale ma storico, e come tale andrebbe risolto - secondo Marx - nell'emancipazione del proletariato che porta con sé l'emancipazione dell'umanità in generale.

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La dialettica della crisi

di Renato Gatti

Per Marx la ricerca scientifica si compone di due momenti. Il primo, dal con­creto all’astratto, resta insufficiente e richiede un secondo passaggio (astratto-concreto) in cui questa generalizzazione mentale, che riflette pur sempre una generalizzazione reale, viene indagata nella sua peculiarità, in quanto l’elemento costante è sempre frutto di combinazioni diverse e rispon­de a leggi sempre differenti. L’astrazione determinata è formata dai due pro­cessi. Si può affermare che il concreto nel pensiero si attui mediante l’astrat­to: “Il pensiero salendo dal concreto all’astratto, non si allontana – quando sia corretto – dalla verità, ma si avvicina a essa” [Lenin].

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