Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Riforma Sociale o Rivoluzione? Il metodo opportunistico

Premessa del Direttore

Il testo di Rosa Luxemburg, che in questa rivista proponiamo, è la primissima parte del lavoro "Riforma sociale o rivoluzione?" e pensiamo sia molto attuale. Anticipiamo, inoltre, che pubblicheremo nel tempo il resto del lavoro di Luxemburg. In questa breve premessa vorrei dedicare spazio ai passaggi in cui Luxemburg critica giustamente Bernstein per il suo 'revisionismo' e 'opportunismo', e paritariamente vorrei ricordare ai nostri lettori che sempre in questa rivista è uscito un editoriale dal titolo "Il socialista è sia riformatore che rivoluzionario" con molte affinità con quanto scritto da Luxemburg. Luxemburg, come si leggerà appena sotto, afferma che la riforma sociale non è contro o contraria all'atto rivoluzionario, bensì entrambi sono strumenti, mezzi per la trasformazione della società. Riforma e rivoluzione, difatti, sono degli strumenti per la realizzazione di un percorso politico, ovvero la transizione al socialismo. Essi sono opzioni, sono il mezzo. Non il fine. Non è accettabile, invece, dal punto di vista del socialismo, l'abbandono dell'obiettivo politico della trasformazione di società che porta il socialismo e i socialisti fuori dal terreno della lotta di classe e rende, come poi è effettivamente successo, il socialismo ciambella di salvataggio del sistema capitalista. Penso che questo passaggio indichi oggi, in maniera plastica, dove è la lotta politica interna al socialismo: tra chi ha abbandonato il terreno della lotta di classe e considera il socialismo una sorta di strumento per rendere il capitalismo più umano e sopportabile, e chi, come noi, ha tutta l'intenzione di riprendere dove "eravamo rimasti". Prima dei Bernstein e dei suoi accoliti. Il socialismo è un sistema di società alternativo al capitalismo e si basa sulla proprietà comune ed il controllo democratico dei mezzi di produzione e di distribuzione della (e per l'interesse) della comunità. In quanto tale, la via al socialismo implica una trasformazione strutturale della società, come spiegato nei passaggi sotto riportati da Luxemburg.

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Il socialista è sia riformatore che rivoluzionario

di Manuel Santoro

Riforma e rivoluzione sono gli strumenti del partito per arrivare al socialismo

Dobbiamo chiarirci su alcuni termini da usare. Alcuni, leggendo gli editoriali, gli scritti che regolarmente vengono pubblicati su questa rivista, ritengono che parole come ‘proletariato' e ‘borghesia' siano ormai antiquati. Forse lo sono, ma lo sono in modo direttamente proporzionale alla sconfitta culturale del socialismo. Almeno sino ad oggi. Coloro che mi rimproverano l’uso di terminologia, per lor signori, antiquata forse hanno le stesse timidezze quando devono citare altre espressioni quali ‘lavoratori’, 'lotta di classe, 'coscienza di classe'.

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Per ricominciare prendiamo esempio dal passato per riformulare il futuro...evitando gli errori

di Manuel Santoro

Anno 1892. Nasce a Genova il Partito dei Lavoratori Italiani che fonde in sé l’esperienza del Partito Operaio Italiano (nato nel 1882 a Milano), della Lega Socialista Milanese (d’ispirazione riformista, fondata nel 1889 per iniziativa di Filippo Turati) e di molte leghe e movimenti italiani che si rifanno al socialismo di ispirazione marxista.

[1] Il Partito dei lavoratori italiani si caratterizzava per tre punti chiave di chiara derivazione marxista: 1) la lotta di classe; 2) la socializzazione dei mezzi di produzione; 3) la costituzione di un partito di classe.

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