Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Economia

La lotta di classe esiste e l'hanno vinta le multinazionali

di Renato Gatti

Parafrasando (e modificando) la famosa frase di Warren Buffet multimiliardario statunitense, affronto in questo articolo la situazione della guerra mondiale in atto, per ora solo a livello fiscale, dove lo strumento bellico tipico sono i dazi doganali.

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L'output gap

di Renato Gatti

Nel cinquantenario della disputa fra le due Cambridge

Il primitivismo di Salvini

Nel programma economico della Lega c’è l’utilizzo del parametro di Maastricht del 3% del PIL quale livello del disavanzo. Il 3% vale circa 50 miliardi, importo che Salvini indica come obiettivo per finanziare il suo programma fatto soprattutto di flat tax a favore di una vastissima area di artigiani, commercianti, minimi imprenditori, a favore cioè della sua massa elettorale bottegaia. Le conseguenze del suo progetto sarebbero disastrose ma non è di quelle che voglio parlare, ciò che voglio rimarcare è che il 3% è un parametro previsto dai trattati senza alcun fondamento scientifico, così come il 60% del ratio Debito/PIL, e non è un diritto incondizionato.

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Demografia e rivoluzione 4.0

di Renato Gatti

Premessa

Nei prossimi 40/50 anni, l’orizzonte cui confrontarsi per impostare fin da oggi la nostra azione politica, dovremo affrontare due grandi temi: quello climatico e quello demografico. Mi soffermo sul secondo tema in quanto mi sento più coinvolto ed attrezzato con la mia formazione culturale. Pare altamente probabile un aumento della popolazione africana tale da far parlare di “bomba demografica”, ciò ci pone come problema quello delle probabili emigrazioni di massa ma, più importante, quello di mettere in moto un processo di sviluppo del continente africano che non può non riportarci alla mente la proposta di Olof Palme.

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MES: la riforma ci renderà ancora più schiavi

di Massimiliano Grazioli e Manuel Santoro

Convergenza Socialista è contraria alla modifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) in discussione in questi giorni semplicemente perché è contraria a qualsiasi controllo tecnocratico e burocratico dei processi economici interni all’Europa. Convergenza Socialista, organizzazione politica socialista e avanguardia del socialismo scientifico, combatte la gabbia liberista europea e lotta per la destrutturazione di questa Europa del capitale e della finanza, per il raggiungimento dell’Europa socialista, quindi dei popoli.

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Per non tirare i remi in Barca, ricominciamo da 3

di Renato Gatti

Premessa

Nella recente tre giorni del Pd a Bologna, la seconda giornata è stata aperta da Fabrizio Barca che ha dato una sferzata con un intervento che, tra le altre cose tese a aiutare il partito a sfuggire al pericolo di una semplice gestione dell’esistente, ha proposto una iniziativa radicale. “Per rafforzare la protezione collettiva dei giovani, prima mossa: trasferire ad ogni ragazzo al compimento dei 18 anni, un’eredità pari a 15mila euro: un trasferimento universale, perché, per una volta, tutte e tutti siano sullo stesso piano e per accrescere la libertà di ogni giovane dalle pressioni famigliari; non condizionato, perché mira a responsabilizzare; accompagnata da un servizio abilitante, offerto attraverso la scuola e l’intera comunità sin dalla più giovane età, per riequilibrare le differenze di capacità nella futura decisione di impiego dell’eredità.

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Sotto l'albero europeo. La riforma del MES

di Renato Gatti

Premessa

Nel mese di dicembre è scadenzato l’esame ed eventuale approvazione della riforma del MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), è una riforma abbastanza seria che non sarebbe bene che l’Italia prendesse sottogamba, cosa che purtroppo ha fatto altre volte. Ma veniamo al MES: nasce dalla trasformazione del FESF (Fondo Europeo di Stabilità Finanziaria) ed ha lo scopo di fungere da “lending of last resort” ovvero intervenire o dichiarare di voler intervenire contro la speculazione che mette sotto attacco i titoli di un qualsivoglia stato europeo aderente.

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C'è un dopo per lo stato sociale?

di Renato Gatti

Quando studiavo alla Bocconi il testo politico-economico più discusso era quello di Giovanni Demaria “Lo stato sociale moderno”, uno dei testi che ha ispirato la Costituzione italiana; il Demaria presiedette la commissione economica per la Costituente e pubblicò quel testo nel 1946. Quel testo è quindi a monte dell’articolo 38 della Costituzione che recita:

“Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale.I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L’assistenza privata è libera.”

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La manovra di bilancio del governo giallorosso

di Renato Gatti

Impossibile esimersi dal commentare l’inizio della stagione della legge di stabilità da approvarsi entro la fine di quest’anno. L’iter passa attraverso la nota di aggiornamento del DEF, i documenti di programmazione per il triennio a venire avendo presenti gli andamenti dell’economia mondiale e impostando strategie per correggere andamenti indesiderati o incentivare azioni ritenute politicamente auspicabili.

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