Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

A proposito di moneta fiscale

Moneta Fiscale Moneta Fiscale

di Renato Gatti

Ho trovato, con piacere, sull’ultimo numero de L'Ideologia socialista un articolo sulla moneta fiscale (CCF) a firma Bossone, Cattaneo, Costa e Sylos Labini. Ho dialogato spesso con Stefano Sylos Labini su questo argomento e colgo l’occasione per porre all’attenzione della rivista alcuni punti che vorrei approfondire.

La moneta fiscale supera le disfunzioni dell’Eurozona

La moneta fiscale, sulla quale mi sono pronunciato a favore già da tempo, aiuta a superare i vincoli che le regole europee ci pongono, favorendo la mobilitazione delle risorse produttive inutilizzate, l’accelerazione degli investimenti e il riavvio del credito privato. Potremmo dire che la moneta fiscale permette di attuare la golden rule di Delors (tenere gli investimenti al di fuori del calcolo del deficit) senza rompere le norme europee. Posto che, e non ho ragione di pensare il contrario, effettivamente gli IFRS escludano i CCF dalla classificazione come debito e che tale interpretazione sia accettata in Europa.

Ma il punto che volevo approfondire è il seguente: la moneta fiscale aiuta a superare vincoli europei, ma a mio parere non supera tutte le disfunzioni dell’Eurozona. In particolare e precisamente non viene superato il tema del General Surplus Recycling Mechanism, la contraddizione massima del sistema europeo. Mentre da una parte la Germania si è assicurata con la moneta unica “l’esorbitante privilegio” di proibire riallineamenti e svalutazioni competitive in presenza di asimmetrie finanziarie tra i vari paesi, dall’altra parte non è disposta a prendere in considerazione alcuna proposta o accettata alcuna soluzione al problema; un paese obiettivamente egemone non può rifiutare di farsi carico di risolvere questo tema affrontato su basi ragionevoli sia da Minenna, che da Varoufakis che da Savona.

Gli effetti fiscali dei CCF

I CCF vengono distribuiti gratuitamente a imprese, lavoratori oltre che essere destinati a investimenti pubblici, programmi di spesa sociale e riduzione del cuneo fiscale.

Non vedo chiarito il trattamento fiscale di queste “donazioni, sovvenzioni, contribuzioni”. A mio parere andrebbero a costituire reddito imponibile sia all’Irpef che all’Ires nel momento in cui sono erogati. Ma un chiarimento in tal senso, da parte degli autori, sarebbe gradito.

I moltiplicatori

Nel distribuire i CCF sarebbe importante cercare di ottenere da questi incentivi il massimo di resa in termini di PIL (visto che è dalla crescita di questo che dipende la capacità di recuperare il gettito fiscale perso alla scadenza dei due anni).

Recentemente è stata pubblicata la seguente tabella dei moltiplicatori fiscali a seconda dei differenti strumenti adottati:

A FISCAL MULTIPLIERS BASED ON ESTIMETED IMPULSE RESPONSES

                                                                                                    LONG RUN      MAXIMUM

Gov. consumptions G                                                                           0.84                  1.15

Gov. investment IG                                                                              1.13                  1.13

Gov. transfer TR                                                                                  0.03                  0.06

Consumption taxes                                                                              0.13                  0.28

Labour income taxes                                                                            0.10                  0.11

 

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