Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Decreto crescita (salvo intese)

Governo Conte Governo Conte

di Renato Gatti

Leggiamo alcuni tra i  provvedimenti presi, salvo intese, dal governo il 4 aprile. L’impressione è che, a seguito di questi provvedimenti, il PIL non aumenterà in modo tale da toglierci tutte le preoccupazioni che la lettura dei dati economici ci sollevano.

  1. Dal primo aprile tornano i superammortamenti. Questo primo provvedimento riconosce la giustezza degli incentivi Calenda 4.0, ripristinando ciò che la finanziaria, solo pochi mesi fa, aveva cancellato. Si tratta quindi di un riconoscimento di un errore fatto in sede di legge finanziaria che, tuttavia, toglierà qualche nube dall’orizzonte di chi intenderebbe investire ma non rasserena certo l’orizzonte.
  2. Riduzione dell’Ires per gli utili reinvestiti. Anche in questo caso il governo reintroduce un vecchio incentivo alla ricapitalizzazione varato da V.Visco sotto il nome di Dual Income tax (DIT), cancellato da Tremonti, reintrodotto da Monti con il nome di Aiuto alla Crescita Economica ACE, cancellata da questo governo e sostituito da un regime di mini ires. Quest’ultimo provvedimento previsto dalla finanziaria approvata pochi mesi fa, viene cancellata e si torna, grosso modo, a quella che era l’ACE. Rispetto a prima non cambia nulla se non la conferma dell’incompetenza di questo governo, incapace di prendere provvedimenti concreti, ma capace solo di cambiare il nome di cose già fatte attribuendosene il merito, ma in verità facendo confusione. Non rassicura certo l’investitore.
  3. Alitalia, entra il Tesoro convertendo il prestito. Pochi giorni fa le FS sono state invitate con veemenza a sciogliere le loro riserve circa l’ingresso nell’azionariato di Alitalia: “altrimenti si va verso la liquidazione”. Con il provvedimento preso ieri il governo ha rinviato di un altro mese, al 30 aprile, i tempi concessi a FS per sciogliere detta rieserva. Quindi c’è da pensare che i dubbi di FS siano tanti e che quindi l’ipotesi liquidazione sia più incombente. Ebbene nel momento in cui aumentano le probabilità di liquidazione il governo trasforma un prestito in azioni. Avrebbe potuto condizionare la conversionw ad una risposta positiva di FS, invece da creditore di una società in possibile liquidazione diventa azionista. Essendo le azioni rimborsabili dopo aver pagato i debiti lo Stato con questo provvedimento rischia di buttare fino a 900 milioni di €. Ma nessuno ha fatto un analisi costi benefici?
  4. Incentivo rientro cervelli. Esiste un grosso problema di “mismatch” sul mercato del lavoro. I disoccupati sono sempre sopra il 10%, la disoccupazione giovanile sopra il 30% e d’altra parte l’industria cerca figure lavorative che non si trovano e che minano seriamente la produzione innovativa. Dare un incentivo fiscale a cervelli che rientrano dall’estero senza pensare a risolvere questo non incontro tra domanda e offerta di lavoro non mi pare risolutivo.
  5. Immunità a manager e commissari Ilva. Non si vede quali incentivi alla crescita derivino da queste immunità. Se aggiungiamo che simili immunità sono previste per funzionari e dirigenti relativamente al contestatissimo rimborso ai risparmiatori sedicenti truffati, pare che questo governo stia lavorando per salvare da pene e responsabilità per chi, eseguendo i suoi provvedimenti di legge, compia irregolarità.
  6. Obbligo ritenuta per i dipendenti di forfettari. Certo che incassare prima le ritenute dei dipendenti dei forfettari è il toccasana per la crescita. Forse il governo si è spaventato del crollo degli introiti Irpef.
  7. Registro per marchi anti delocalizzazioni. Mi pare un provvedimento corretto che ostacola le delocalizzazioni ma non fa certo riprendere l’economia.
  8. Nuova rottamazione per multe e tasse locali. Evvai, un altro condono. Questo sì che risolve tutti i problemi.
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