Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Dalla teoria ad un programma politico In evidenza

di Renato Gatti

La catarsi

L’approfondimento teorico  e filosofico sono un necessario passo preliminare per attuare il passaggio auspicato da Marx affinchè i filosofi che sinora hanno interpretato il mondo, si apprestino a cambiarlo.

Si può parlare di momento catartico (Gramsci) in cui si passa dalla teoria alla prassi, dalla filosofia alla politica, dal momento economico-corporativo a quello dirigente. Si tratta cioè, grazie alla maturazione teorica coltivata, di individuare quale sia la situazione strutturale e sovrastrutturale esistente nel momento storicamente determinato e dopo averne individuati i punti nodali, elaborare un progetto politico atto a modificare l’esistente verso un obiettivo socialista.

Il modello di sviluppo

Vorrei, per semplificare, indicare tre tipici modelli di sviluppo oggi operanti nel mondo:

1. Modello democratico liberista, basato sul libero mercato con controlli statali che vigilano sulla non-infrazione della concorrenza onde evitare monopoli o posizioni dominanti. Esiste una scarsissima programmazione per interventi statali (o europei) che mirino alla correzione di quelle carenze o contraddizioni generate dal mercato. Recentemente, in Europa, dopo la bocciatura della fusione Siemens-Alstom, da parte francese e tedesca sono state fatte proposte che superino il controllo della concorrenza privilegiando la creazione di “campioni europei” e rivedano la normativa sugli aiuti di stato.

Con un bilancio di circa 80 miliardi di euro, «Orizzonte 2020​​ » è il programma di ricerca e innovazione dell’UE per il periodo 2014-2020. É stato progettato per attuare la strategia europea per l’innovazione «Unione dell’innovazione​​ », che è una delle iniziative faro della strategia Europa 2020​​. Orizzonte 2020 si propone di fare dell’UE un’economia della conoscenza di primo piano, protagonista mondiale nel mondo della scienza e dell’innovazione, per assicurare la competitività globale dell’Europa.

2. Modello USA. Negli USA esistono aziende con bilanci maggiori di molti stati sovrani. Queste società hanno la forza di investire laddove le normali imprese di tutto il mondo non sono in grado di fare. Investimenti in ricerca e sviluppo con un alto grado di rischio di insuccesso e comunque richiedenti tempi insostenibili dalle normali imprese. Ecco che Google può investire nel calcolatore quantistico, Amazon pensare ai droni e, perché no, al teletrasporto ponendosi all’avanguardia della ricerca scientifica più avanzata. Tuttavia non bisogna dimenticare che le ricerche scientifiche più estreme sono effettuate dallo stato (generalmente col budget della difesa) per far ricadere i risultati sul mondo delle imprese. Ricordo le ricerche del gps, dell’IOT, della robotica e dei droni, nella microfisica e microbiologia, dei microchip etc. Lo stato cioè si pone come il ricercatore ultimo a sostegno dell’economia del paese.

Giuseppe Nardulli dell’Università di Bari ha fatto uno studio sulle dimensioni della ricerca scientifica di carattere militare negi Stati Uniti d'America. Le dimensioni degli investimenti pubblici degli Stati Uniti d'America in Ricerca e Sviluppo (d'ora in poi R&D) militare sono indicative del fenomeno nella sua globalità. Il 30% di tutti gli scienziati ed ingegneri che lavorano R&D industriali operano in settori attinenti ad attività militari; un po' meno del 50% di tutta la spesa in R&D negli USA è sostenuta dal governo federale e 2/3 circa di tutta la spesa federale in R&D va ad attività collegate con il Pentagono.

3. Modello cinese. Una forte, determinata, intelligente (a volte anche furtiva) programmazione dello stato fissa obiettivi i più avanzati nel mondo della ricerca. In pochi decenni l’economia cinese intesa come salari pagati con una ciotola di riso, hanno realizzato risultati incredibili in campo tecnologico, ad esempio il 5G, e sono all’avanguardia in tutti i campi della tecnologia contendendo agli USA il primato nel mondo scientifico e a ricaduta nel campo della produzione e del commercio.

La scienza e la tecnologia in Cina hanno conosciuto negli ultimi decenni un rapido sviluppo. Attraverso finanziamenti, riforme e status sociale, il governo cinese ha posto molta enfasi sulla scienza e la tecnologia come parte fondamentale dello sviluppo socio-economico del paese, nonché come veicolo per il prestigio nazionale. La Cina ha fatto rapidi progressi in campi come l'istruzione, le infrastrutture, le produzioni ad alta tecnologia, le pubblicazioni accademiche, i brevetti e le applicazioni commerciali ed è ora, sia pure in alcuni campi ed entro certi limiti, una guida mondiale. La Cina sta ora puntando sempre di più sull'innovazione interna e mira a riformare le restanti debolezze.

Appare con evidenza la differenza tra i modelli USA e Cina con quelli europei; ne discande allora una diversa impostazione della funzione dello stato nel tempo e nei diversi paesi. Possiamo osservare una stagione di depressione in Europa ed in particolare in Italia soprattutto negli ultimi venti anni, depressione che ha fatto rimettere in attualità il concetto di stagnazione secolare.

Lo Stato cioè da salvatore delle contraddizioni del capitalismo, così come indicato da Keynes, diventa il soggetto principale dello sviluppo economico dei paesi che operano con una dimensione continentale, ma è evidente la timidezza e l’incapacità di essere efficienti dell’Europa rispetto agli altri due soggetti, l’uno, gli USA, a trazione difesa/multinazionali digitali, l’altro, la Cina, a trazione partitica.

Il next generation EU

Mi pare evidente che il modello europeo così come oggi configurato, non tanto e non solo a livello decisionale (decisamente inefficace rispetto agli altri due modelli) ma soprattutto come ruolo da assumere nella ricerca e nell’economia, sia decisamente destinato all’emarginazione e alla scomparsa, oggetto forse dei desideri annessionistici degli altri due modelli. In particolare l’Italia fondata sulle dimensioni micro delle sue imprese, non a caso, paga lo scotto di una minor crescita sempre sull’orlo della stagnazione o della recessione.

Si rende necessario fare di questa Europa un soggetto che si pone come elemento essenziale nella vita economica, investendo in quelle attività di ricerca e sviluppo con alto rischio di successo ed elevatissimi tempi di pay-back, ma che garantiscono una posizione autonoma dell’Europa nel contesto mondiale.

Il next generation Eu è un primo minimo tentativo di cambiare marcia, ma evidentemente non regge alle cifre e al decisionismo degli altri due modelli.

Riuscirà il movimento socialista europeo a fondare lo “STATO INNOVATORE” (non a caso prendo il titolo di un’opera di Mariana Mazzucaro) libero dai condizionamenti delle multinazionali tipo USA e senza gli aspetti autoritari tipo CINA?         

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