Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Keynes e la pianificazione

di Renato Gatti

Keynes: State planning 1932. Come uscire dalla crisi P.Sabbatini Laterza

Credo che noi soffriamo di una cronica incapacità a vivere al livello consentitoci dalle nostre possibilità tecniche di produzione di beni materiali. Il problema della pianificazione nasce per rimediare a questo fallimento. La pianificazione consiste nel fare quelle cose che sono, per loro natura, al di fuori della portata dell’individuo. Trarre frutto dall’intelligenza collettiva, trovare uno spazio nell’ordine economico delle cose per la capacità decisionale centrale, non significa screditare i risultati dello spirito individuale o dell’iniziativa privata. In realtà sono i risultati di questa iniziativa che hanno posto il problema. Quello a cui dobbiamo porre rimedio è il fallimento dell’intelligenza collettiva, non dico a tenere il passo, ma a non rimanere troppo indietro rispetto ai risultati dell’intelligenza individuale.”

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Oltre Keynes

di Renato Gatti

Premessa

Le insanabili contraddizioni del capitalismo, rappresentate tipicamente dalle crisi, sono state superate grazie alla dottrina di Keynes. Keynes ha usato l'intervento dello stato, aborrito dai liberisti, per salvare il capitalismo che, altrimenti, sarebbe crollato sotto le proprie macerie. Quindi il vero salvatore del capitalismo è Keynes, ed è curioso che chi è keynesiano venga ritenuto di sinistra così come è curioso che personaggi che si definiscono di sinistra si proclamino keynesiani. Quindi chi è socialista e quindi anticapitalista non può essere keynesiano. Ciò non significa essere anti-keynesiani ma significa andare oltre Keynes, come hanno fatto i socialisti più illuminati nella storia.

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Il moltiplicatore keynesiano

di Renato Gatti

Premessa

Tutto l’impianto della nota di accompagnamento al DEF si basa sulla previsione di crescita del PIL nel 2019 e anni successivi. Voglio subito chiarire che sono completamente d’accordo che per ridurre l’incidenza del debito pubblico sul PIL sia da perseguire la strada che tende ad aumentare il denominatore piuttosto che quella che tenderebbe soltanto a diminuire il numeratore.

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