Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Il modello giapponese

di Renato Gatti

Premessa

Il vice-premier Matteo Salvini dice che dopo le europee non dovremo più ripagare all’Europa i 23 miliardi dell’Iva. Quei miliardi in effetti non dobbiamo ripagarli all’Europa che non ce li ha mai chiesti, ma derivano dalla legge di stabilità che il ministro Salvini, ha predisposto e che è stata approvata dal parlamento col voto determinante del suo partito. Ma si sa, il gretto semplicismo con cui Salvini presenta i problemi è perfettamente organico all’ignoranza di gente cui risulta estremamente complicato interpretare una frase con anche una sola subordinata, abituata com’è a slogan perentori e maschilmente virili.

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La minaccia di una patrimoniale

di Renato Gatti

Premessa: si definisce imposta patrimoniale quella che non colpisce il reddito ma il patrimonio del contribuente; essa può essere annuale (come l’Imu) o una tantum (come quella sui conti correnti bancari fatta da Amato nel 1992), può avere come scopo la riduzione del debito o la riduzione delle disuguaglianze o entrambe le cose.

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La filosofia della flat tax

di Renato Gatti

Il ministro Salvini definisce la flat tax come una proposta rivoluzionaria, per giudicare questa affermazione occorre, a mio avviso, addentrarci nella conoscenza delle origini e della filosofia che ispira questa politica fiscale.

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Un elemento di socialismo

di Renato Gatti

A monte della nostra proposta per un Fondo di solidarietà finalizzato alla socializzazione dei mezzi di produzione nella prospettiva di un’economia completamente robotizzata, troviamo delle considerazioni storiche, filosofiche e politiche.

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Decreto crescita (salvo intese)

di Renato Gatti

Leggiamo alcuni tra i  provvedimenti presi, salvo intese, dal governo il 4 aprile. L’impressione è che, a seguito di questi provvedimenti, il PIL non aumenterà in modo tale da toglierci tutte le preoccupazioni che la lettura dei dati economici ci sollevano.

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Oltre Keynes

di Renato Gatti

Premessa

Le insanabili contraddizioni del capitalismo, rappresentate tipicamente dalle crisi, sono state superate grazie alla dottrina di Keynes. Keynes ha usato l'intervento dello stato, aborrito dai liberisti, per salvare il capitalismo che, altrimenti, sarebbe crollato sotto le proprie macerie. Quindi il vero salvatore del capitalismo è Keynes, ed è curioso che chi è keynesiano venga ritenuto di sinistra così come è curioso che personaggi che si definiscono di sinistra si proclamino keynesiani. Quindi chi è socialista e quindi anticapitalista non può essere keynesiano. Ciò non significa essere anti-keynesiani ma significa andare oltre Keynes, come hanno fatto i socialisti più illuminati nella storia.

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Tax expenditures

di Renato Gatti

La revisione delle tax expenditures ed al limite la loro soppressione finalizzata all’introduzione della flat tax è un argomento che va, a mio parere, approfondita anche al fine di appurare se tali “spese fiscali” (è questo il termine italiano) siano giustificate, efficaci ovvero “inutili o dannose” se non frutto di pressioni lobbistiche scaturenti in scambio di voti, come sostengono i 5S.

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La finanziaria prossima ventura

di Renato Gatti

Molti osservatori ritengono, ed io concordo, che la prossima finanziaria, anche se dovesse intervenire nel frattempo una manovra correttiva, dovrà affrontare una situazione tutt’altro che facile, ma al contrario tanto difficile per cui non è escluso che l’attuale governo possa scegliere di lasciare il cerino ad un diverso successivo esecutivo.

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Alcune note per le elezioni europee

di Renato Gatti

Nelle indicazioni date dal tavolo Economia e lavoro del recente convegno di Rimini organizzato da Socialismo del XXI secolo, tavolo che ho avuto l’incarico di coordinare, mi piace ricordare un punto importante relativo ai nostri rapporti con l’Europa. Riporto il punto:

  • una particolare attenzione va data al fatto che, dopo la bocciatura della fusione tra Siemens e Alstom, si stanno rimettendo in discussione le regole della concorrenza e degli aiuti di stato; revisione alla quale non possiamo, come paese, essere assenti.

Purtroppo non si vedono segnali di attenzione ad un disegno, che pare poter cambiare la governance europea, se non quello dato da Confindustria che si è incontrata pochi giorni fa con i colleghi francesi, con la presenza del ministro Tria, per affrontare i temi del ristagno della manifattura ed il rilancio del mondo produttivo.

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Riduzione del tempo di lavoro

di Renato Gatti

In molti post che affrontano il tema della digitalizzazione e della robotizzazione viene affermato che un modo di affrontare il problema è quello della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Ammetto che proporre che l’incremento della produttività vada distribuito anche al lavoro salariato o come aumento della paga oraria o della riduzione del tempo di lavoro, abbia una sua logica economica valida per un’economia keynesiana, lungi, quindi, dall’essere perseguita in questa unione europea in cui ci troviamo ad operare.

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