Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Facciamo i conti

di Renato Gatti

I fautori dell’uscita dall’euro, tra i vari vantaggi dell’operazione, ritengono che con l’uscita il nostro Paese potrebbe procedere alla svalutazione della nuova lira, facendo in tal modo scendere il rapporto debito/PIL.

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Redistribuire la produttività

di Renato Gatti

Redistribuire la produttività

di Vincenzo Visco – 7 settembre 2018

“Per quanto riguarda il lavoro, le proposte esistono numerose. Va comunque posto sul tappeto, come si è detto, soprattutto a livello internazionale, il problema dei tempi di lavoro che nei prossimi decenni può diventare centrale. In prospettiva lo sviluppo della IA può portare effettivamente alla opportunità di introdurre un vero reddito di cittadinanza (cioè non condizionato) dal momento che molti lavori sono destinanti a scomparire, e quelli che si creeranno nei servizi saranno di bassa qualifica e ridotta retribuzione. Un reddito di cittadinanza da finanziarsi con un’accurata redistribuzione del valore aggiunto prodotto dall’innovazione tecnologica.

La questione di fondo è che la ricchezza collettivamente prodotta, con il contributo di imprese, lavoratori, managers, scienziati, governi, va ripartita tra tutti, e non diventare appannaggio di pochi. Per questo occorrono forti poteri pubblici, e questo è il messaggio fondamentale che un nuovo socialismo deve trasmettere.”

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La geopolitica dell'euro

di Renato Gatti

  1. Le elezioni europee di maggio

La consultazione di maggio assume una importanza difficlmente riscontrata nel passato. Se infatti nelle consultazioni delle precedenti elezioni dovevamo scegliere tra partito socialista europeo e partito popolare all’interno del Parlamento, nella prossima consultazione si prospetta una specie di referendum sul futuro dell’europa, divisa tra: sovranisti, conservatori della vecchia Europa ed eredi dello spirito di Ventotene che mirano ad un rilancio ed un rinnovamento dell’istituto europeo.

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A proposito di moneta fiscale

di Renato Gatti

Ho trovato, con piacere, sull’ultimo numero de L'Ideologia socialista un articolo sulla moneta fiscale (CCF) a firma Bossone, Cattaneo, Costa e Sylos Labini. Ho dialogato spesso con Stefano Sylos Labini su questo argomento e colgo l’occasione per porre all’attenzione della rivista alcuni punti che vorrei approfondire.

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Mark to market

di Renato Gatti

I principi contabili

Il mark to market (mtm) è un principio contabile che prescrive alle banche di valutare i titoli posseduti al valore di mercato. Ciò comporta che se la quotazione di mercato è positiva la banca può registrare utili non realizzati;  ma se le quotazioni di mercato sono negative  gli assets detenuti dalle banche vanno svalutati al loro valore di mercato, si genera quindi una perdita non realizzata ma che va a ridurre il patrimonio netto e di conseguenza riduce i prestiti che la banca può erogare essendo parametrati al patrimonio netto in base ai criteri del Common Equity Tier 1 (CET1). La valutazione è determinata dal mercato, principalmente dal mercato dei Cds, dai credit default swaps che sono basati sul rischio di credito ovvero sul rischio che quel titolo possa non essere rimborsato per default dell’emittente.

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Riallineamento e svalutazione competitiva

di Renato Gatti

Riallineamento

Ipotizziamo due paesi con due monete e con un cambio nominale di 350 monete A contro 100 monete B. Immaginiamo che il tasso di inflazione nel paese A sia del 3% e quello del paese B sia dell’1.5%. Quindi la stessa merce che costava 350 nel paese A costerà ora (350*1.03) 360.5 e quella che costava  100 nel paese B costerà (100*1.015) 101.5. Il cambio reale  allora non sarà più 350/100 ma ( 360.5/101.5) 355/100.

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Il moltiplicatore keynesiano

di Renato Gatti

Premessa

Tutto l’impianto della nota di accompagnamento al DEF si basa sulla previsione di crescita del PIL nel 2019 e anni successivi. Voglio subito chiarire che sono completamente d’accordo che per ridurre l’incidenza del debito pubblico sul PIL sia da perseguire la strada che tende ad aumentare il denominatore piuttosto che quella che tenderebbe soltanto a diminuire il numeratore.

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Il mantra del governo del cambiamento

di Renato Gatti

Le linee direttrici del governo del cambiamento sembrano essere, in campo economico, due, e precisamente:

  • Riduciamo, con la flat tax, le imposte di modo che le imprese possano rilanciare la loro attività anche emergendo dal nero; il rilancio della attività produrrà a catena la ripresa dalla stagnazione.
  • Diamo ai cittadini un reddito di cittadinanza che, combattendo la povertà, aumenterà i consumi e di conseguenza la domanda, la produzione, l’occupazione.
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Politica e consenso

di Renato Gatti

Lo spettacolo, cui stiamo assistendo, sulla formazione della legge di stabilità (e sviluppo), ci offre due modalità di intendere e praticare la politica: quella che guarda alla ricerca del consenso e quella che ha un disegno strategico per il domani.

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Tra flat tax e reddito di cittadinanza

di Renato Gatti

Premessa

In questo scritto intendo chiarire quali, a mio parere, sono le caratteristiche macroeconomiche e le conseguenze che le due proposte del “governo del cambiamento” recano in sé. Quando parlo di “flat tax” intendo il progetto originario presentato dalla Lega e non quel provvedimento che sta circolando in questi giorni e che, nonostante il nome di flat tax, altro non è che una estensione dell’esistente regime forfettario; parimenti quando parlo “reddito di cittadinanza” intendo quel reddito subordinato alla sola condizione di essere “cittadino” e non a quella proposta del movimento 5S attualmente in discussione che altro non è che una estensione dell’esistente reddito di inclusione (una indennità di disoccupazione estesa ai non occupati).

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