Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

15 settembre 2008, solo 10 anni fa

di Renato Gatti

L’irrisolta crisi del capitalismo finanziario

Dieci anni fa vivevamo la più grande crisi del capitalismo dopo il 1929; le illusioni create dal capitalismo finanziario si scontravano con la dura realtà di un mondo reale che, prima o poi, smaschera le vacue creazioni di valori senza un supporto reale; le dottrine dei nuovi economisti, dei teorici statistici valutatori dei rischi che predicano la diffusione universale del rischio come presupposto dell’eliminazione del rischio stesso, si dissolvono come cera al sole nel disastro dei titoli tossici e dei derivati; le ipocrisie di agenzie di rating assurte a giudici indiscutibili della vitalità delle istituzioni vengono derise e smascherate da fallimenti di titoli pur valutati con la tripla A; in fondo crolla il modello nato dopo l’annuncio di Nixon, nel 1971, sulla fine della convertibilità del dollaro lasciandoci abbandonati a crolli e fallimenti che facevano temere, come poi in effetti accadde, una falcidia di dimensioni mai viste senza una speranza di una soluzione, senza una possibilità di indicare una strada.

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Il debito pubblico e il PIL

di Renato Gatti

Come funziona il rapporto debito/PIL.

Di fronte alla situazione di un paese con un alto rapporto debito PIL, come l’Italia, il cui indice supera il 130%, è bene considerare approfonditamente come funziona questo indice.

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Lo spread

di Renato Gatti

A margine de “La moneta incompiuta” di M.Minenna.

Riprendo l’esempio di pagina 41 del libro di Minenna:

“Immaginiamo ora uno Stato non proprio solido, su cui ci sono seri dubbi che possa assolvere l’obbligo di restituire il capitale alla scadenza e/o pagare le eventuali cedole periodiche (Stato I). Il governo di questo Stato emette un’obbligazione ad un tasso di interesse uguale a quello dello Stato super tranquillo (Stato D) ovvero 1.1%.

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L'economia della conoscenza

di Renato Gatti

Chiunque legga il Manifesto oggi, sarà sorpreso di scoprire un’immagine di un mondo molto simile al nostro, in bilico sulla soglia dell’innovazione tecnologica. Al tempo del Manifesto, il motore a vapore rappresentava la più grande sfida per i ritmi e le routine della vita feudale. I contadini furono travolti negli ingranaggi e nelle ruote di questo macchinario e una nuova classe di padroni, i proprietari delle fabbriche e i mercanti, usurparono il controllo della nobiltà terriera sulla società. Ora, è l’intelligenza artificiale e l’automazione che incombono come minacce dirompenti, promettendo di spazzare via “tutti i rapporti stabili e irrigiditi“. “Rivoluzionare continuamente gli strumenti di produzione“, il Manifesto proclama, trasforma “tutti i rapporti sociali“, determinando “l’ininterrotto scuotimento di tutte le situazioni sociali, l’incertezza e il movimento eterni contraddistinguono l’epoca“.(da VAROUFAKIS: IL MANIFESTO DI MARX HA PREDETTO LA NOSTRA CRISI)

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Perché il nostro PIL non cresce?

di Renato Gatti

Il nostro prodotto interno lordo, dopo il crollo conseguente alla crisi del capitalismo finanziario del 2007, ha ripreso a crescere: nel 2015 dell’1%, nel 2016 del ,09%, nel 2017 dell’1,5%. Ma già nel 2018 la previsione di crescita scende al 1,4% (per l’Istat) ma all’1,3% per il Centro studi Confindustria e, sempre per lo stesso centro, scenderà al 1,1% nel 2019.

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Socialisti per l'Europa

di Renato Gatti

L’analisi

Mundell nel 1961 individuò tre condizioni affinchè si potesse realizzare con successo un processo di unificazione monetaria, ovvero la realizzazione di un Area Valutaria Ottimale AVO. Analizzando l’area euro possiamo verificare la presenza o meno dei tre criteri indicati da Mundell:

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I conti della flat tax

di Renato Gatti

Ho comparato le dichiarazioni di 8 contribuenti per il 2017 con l’imposizione derivante dall’applicazione della flat tax. Naturalmente mentre conosco benissimo le modalità di imposizione vigente, per la flat tax ho considerato l’ultima versione nota, ovvero: due aliquote 15% fino a 80.000 euro, 20% oltre gli 80.000; deduzioni dall’imponibile di 3.000 € per ogni componente familiare per redditi fino a 35.000€, 3.000 per ogni persona a carico fra 35.000 a 50.000€, nessuna deduzione oltre i 50.000€.

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Europa e socialismo

di Renato Gatti

  1. La mia prima scelta è di stare in Europa. In una economia mondiale che si sta, o forse lo ha già fatto, organizzando a livello di continenti, pensare ad una Italia fuori dall’Europa con le sue debolezze, le sue incapacità, la sua inconsistenza, mi fa schierare per una soluzione che persista in una Europa unita e da rafforzare. Lo slogan “prima gli italiani”, che con scarsa fantasia scimmiotta l’”America first” di Trump, individua la debolezza del paese ai “non italiani” da cui dovremmo difenderci, nascondendo il fatto, che considero più avanti, che la debolezza nasce prima che da altri, da noi, solo da noi (vedasi l’andamento dei nostri indici di produttività, non certo esaltati dalla piccola impresa osannata dalla Lega).
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L'articolo 46 della costituzione

di Renato Gatti

Premessa

Quando nei miei articoli propongo un fondo di solidarietà costituito dalle partecipazioni generate da un nuovo regime delle agevolazioni fiscali e destinato a costituire uno degli elementi per diffondere tra i produttori di produttività i benefici della stessa in particolare in previsione della rivoluzione 4.0, non faccio altro che contribuire alle varie proposte per un diverso assetto delle imprese, tale da attuare quella “partecipazione” sancita dall’art. 46 della Costituzione.

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