Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Socialisti per l'Europa

di Renato Gatti

L’analisi

Mundell nel 1961 individuò tre condizioni affinchè si potesse realizzare con successo un processo di unificazione monetaria, ovvero la realizzazione di un Area Valutaria Ottimale AVO. Analizzando l’area euro possiamo verificare la presenza o meno dei tre criteri indicati da Mundell:

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I conti della flat tax

di Renato Gatti

Ho comparato le dichiarazioni di 8 contribuenti per il 2017 con l’imposizione derivante dall’applicazione della flat tax. Naturalmente mentre conosco benissimo le modalità di imposizione vigente, per la flat tax ho considerato l’ultima versione nota, ovvero: due aliquote 15% fino a 80.000 euro, 20% oltre gli 80.000; deduzioni dall’imponibile di 3.000 € per ogni componente familiare per redditi fino a 35.000€, 3.000 per ogni persona a carico fra 35.000 a 50.000€, nessuna deduzione oltre i 50.000€.

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Europa e socialismo

di Renato Gatti

  1. La mia prima scelta è di stare in Europa. In una economia mondiale che si sta, o forse lo ha già fatto, organizzando a livello di continenti, pensare ad una Italia fuori dall’Europa con le sue debolezze, le sue incapacità, la sua inconsistenza, mi fa schierare per una soluzione che persista in una Europa unita e da rafforzare. Lo slogan “prima gli italiani”, che con scarsa fantasia scimmiotta l’”America first” di Trump, individua la debolezza del paese ai “non italiani” da cui dovremmo difenderci, nascondendo il fatto, che considero più avanti, che la debolezza nasce prima che da altri, da noi, solo da noi (vedasi l’andamento dei nostri indici di produttività, non certo esaltati dalla piccola impresa osannata dalla Lega).
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L'articolo 46 della costituzione

di Renato Gatti

Premessa

Quando nei miei articoli propongo un fondo di solidarietà costituito dalle partecipazioni generate da un nuovo regime delle agevolazioni fiscali e destinato a costituire uno degli elementi per diffondere tra i produttori di produttività i benefici della stessa in particolare in previsione della rivoluzione 4.0, non faccio altro che contribuire alle varie proposte per un diverso assetto delle imprese, tale da attuare quella “partecipazione” sancita dall’art. 46 della Costituzione.

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Incentivi fiscali

  1. Gli sgravi fiscali

Con il termine sgravio si intende il sollevamento da un obbligo o un peso morale, ma anche un alleggerimento di un onere. In senso economico lo sgravio vuol dire la riduzione di un’imposta concessa dalla legge. Gli sgravi fiscali, quindi, non sono altro che una riduzione delle tasse. Istituti per incentivare attività o supportare determinati soggetti, rappresentano un vantaggio per chi ha possibilità di usufruirne. E’ importante che siano correttamente istituiti ed applicati per garantire un vantaggio maggiore per la collettività rispetto all’entrata dei tributi. Un esempio? Pensiamo agli utili di un’azienda che, una volta reinvestiti, non subiscono le tasse. Si tratta di un vero e proprio incentivo per l’occupazione, ma anche per le aziende che in questo modo sono maggiormente interessate a restare in Italia e non ad espatriare all’estero dove la manodopera e i costi sono relativamente bassi.

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Banche venete, eurostat e campagna elettorale

  1. IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE

Martedì, il giorno dopo Pasquetta, Eurostat ha inviato all’Istat le proprie valutazioni per il calcolo dell’intervento di salvataggio delle banche venete e MPS nel quadro dei conti pubblici.

Le valutazioni Eurostat costringono l’Istat a modificare i dati: del deficit 2017 che aumenta di 4.7 miliardi e del debito che aumenta di 11.2 miliardi.

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Le bolle finanziarie

di Renato Gatti

Dagli effetti dell’ultima bolla finanziaria non siamo ancora usciti; è dal 2007 anno in cui è scoppiata la bolla sub-prime che, a livello mondiale, stiamo pagando le conseguenze di quel disastro; un disastro cinico perché nato dalla follia del mondo finanziario si è scaricato dapprima sulle banche mandandone in fallimento molte, tra cui la più nota è la Lehman Brothers, oppure costringendo gli stati a salvarle. Questi salvataggi hanno squassato i bilanci degli stati mettendo in pericolo i loro conti.

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Quantitative easing e cancellazione del debito pubblico

di Renato Gatti

Le finalità del quantitative easing

Il 22 gennaio 2015 la BCE ha annunciato un piano di acquisto di titoli di Stato per un importo di circa 1000 miliardi di euro: si tratta del famoso “Quantitative easing” che ricalca l’azione fatta dalla FED negli Stati Uniti.

L’obiettivo di questa operazione è quello di scongiurare gli effetti di una recessione che si trasformi in deflazione, e cerca quindi di immettere liquidità nei mercati europei acquistando sul mercato secondario, e quindi dalle banche i titoli di stato che queste detengono e che quindi possono trasformare in liquidità.

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