Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Banche venete, eurostat e campagna elettorale

  1. IL SALVATAGGIO DELLE BANCHE

Martedì, il giorno dopo Pasquetta, Eurostat ha inviato all’Istat le proprie valutazioni per il calcolo dell’intervento di salvataggio delle banche venete e MPS nel quadro dei conti pubblici.

Le valutazioni Eurostat costringono l’Istat a modificare i dati: del deficit 2017 che aumenta di 4.7 miliardi e del debito che aumenta di 11.2 miliardi.

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Le bolle finanziarie

di Renato Gatti

Dagli effetti dell’ultima bolla finanziaria non siamo ancora usciti; è dal 2007 anno in cui è scoppiata la bolla sub-prime che, a livello mondiale, stiamo pagando le conseguenze di quel disastro; un disastro cinico perché nato dalla follia del mondo finanziario si è scaricato dapprima sulle banche mandandone in fallimento molte, tra cui la più nota è la Lehman Brothers, oppure costringendo gli stati a salvarle. Questi salvataggi hanno squassato i bilanci degli stati mettendo in pericolo i loro conti.

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Quantitative easing e cancellazione del debito pubblico

di Renato Gatti

Le finalità del quantitative easing

Il 22 gennaio 2015 la BCE ha annunciato un piano di acquisto di titoli di Stato per un importo di circa 1000 miliardi di euro: si tratta del famoso “Quantitative easing” che ricalca l’azione fatta dalla FED negli Stati Uniti.

L’obiettivo di questa operazione è quello di scongiurare gli effetti di una recessione che si trasformi in deflazione, e cerca quindi di immettere liquidità nei mercati europei acquistando sul mercato secondario, e quindi dalle banche i titoli di stato che queste detengono e che quindi possono trasformare in liquidità.

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Pragmatici con visione

di Renato Gatti

Il tramonto dell’ideologia socialista

Oggi l’ideologia socialista, in tutta Europa, salvo gli sprazzi di Corbyn, e nel mondo, salvo gli sprazzi di Sanders, appare in netto stato di obsolescenza. Quando parlo di socialismo non mi riferisco ad un particolare partito, ma al suo messaggio culturale indipendentemente da come esso sia stato interpretato e vissuto nei vari paesi e dai vari partiti.

Anche gli intellettuali, che negli anni trascorsi hanno interpretato quel ruolo gramsciano di creatori di cultura, si sono rifugiati in un conformismo sdraiato sull’esistente (non tutti per fortuna) sicché la loro funzione di antitesi è venuta sfumando.

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