Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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L'output gap

di Renato Gatti

Nel cinquantenario della disputa fra le due Cambridge

Il primitivismo di Salvini

Nel programma economico della Lega c’è l’utilizzo del parametro di Maastricht del 3% del PIL quale livello del disavanzo. Il 3% vale circa 50 miliardi, importo che Salvini indica come obiettivo per finanziare il suo programma fatto soprattutto di flat tax a favore di una vastissima area di artigiani, commercianti, minimi imprenditori, a favore cioè della sua massa elettorale bottegaia. Le conseguenze del suo progetto sarebbero disastrose ma non è di quelle che voglio parlare, ciò che voglio rimarcare è che il 3% è un parametro previsto dai trattati senza alcun fondamento scientifico, così come il 60% del ratio Debito/PIL, e non è un diritto incondizionato.

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MES: la riforma ci renderà ancora più schiavi

di Massimiliano Grazioli e Manuel Santoro

Convergenza Socialista è contraria alla modifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) in discussione in questi giorni semplicemente perché è contraria a qualsiasi controllo tecnocratico e burocratico dei processi economici interni all’Europa. Convergenza Socialista, organizzazione politica socialista e avanguardia del socialismo scientifico, combatte la gabbia liberista europea e lotta per la destrutturazione di questa Europa del capitale e della finanza, per il raggiungimento dell’Europa socialista, quindi dei popoli.

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Per non tirare i remi in Barca, ricominciamo da 3

di Renato Gatti

Premessa

Nella recente tre giorni del Pd a Bologna, la seconda giornata è stata aperta da Fabrizio Barca che ha dato una sferzata con un intervento che, tra le altre cose tese a aiutare il partito a sfuggire al pericolo di una semplice gestione dell’esistente, ha proposto una iniziativa radicale. “Per rafforzare la protezione collettiva dei giovani, prima mossa: trasferire ad ogni ragazzo al compimento dei 18 anni, un’eredità pari a 15mila euro: un trasferimento universale, perché, per una volta, tutte e tutti siano sullo stesso piano e per accrescere la libertà di ogni giovane dalle pressioni famigliari; non condizionato, perché mira a responsabilizzare; accompagnata da un servizio abilitante, offerto attraverso la scuola e l’intera comunità sin dalla più giovane età, per riequilibrare le differenze di capacità nella futura decisione di impiego dell’eredità.

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Il futuro del lavoro

di Renato Gatti

L’amico Aldo Potenza mi ha segnalato un documento dell’ISPI (italian insititute for international political studies) intitolato IL FUTURO DEL LAVORO UOMO VS MACCHINA? La segnalazione è conseguenza della mia attenzione al problema che è stata spesso, e continua ad essere, tema per miei interventi e scritti e che è motivo dominante nelle tesi su Economia e Lavoro elaborate nel febbraio del 2019 alla convention di Socialismo XXI secolo tenutasi a Rimini.

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L'imposta sui dividendi

di Renato Gatti

Parte introduttiva

Poiché nulla succede a caso, voglio ripercorrere come sono tassati i dividendi nel tempo, cercando di individuare come i mutamenti succedutisi hanno modificato l’effetto sui redditi dei percipienti. Esaminerò allora come erano tassati i dividendi (presi ad esempio del classico reddito da capitale) ai tempi dell’IRPEG, poi con la riforma Tremonti che ha generato l’IRES, quindi con la differenziazione tra partecipazioni qualificate e non ed infine nella vigente tassazione ma con un occhio rivolto a possibili futuri cambiamenti.

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  • Pubblicato in Economia

Ridurre il debito italiano

di Renato Gatti

I dati

Il debito pubblico italiano viaggia attorno ai 2.250 miliardi di euro, pari al 132.6% sel PIL pari a 1.690 euro, in valore assoluto il debito italiano si piazza al quarto posto dopo USA, Giappone e Cina. In percentuale sul PIL è al terzo posto dopo Giappone e Grecia. Il debito pubblico è posseduto al 32% da investitori esteri, al 22% dalle banche, al 22% da istituzioni finanziarie diverse dalle banche, al 19% da bankitalia e da privati il 5%.

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  • Pubblicato in Economia

Il nulla e i mini-bot

di Renato Gatti

Questa nauseante polemica sui mini-bot, basata sull’illusione bambinesca della soluzione dei problemi con la semplicità di singoli provvedimenti o strumenti che risolvono tutto, negando la complessità della situazione e limitandosi alla superficie delle cose senza penetrarne l’intima struttura, mi pare essere più che altro un’arma di distrazione di massa, uno dei tanti temi estratti dal cilindro di Salvini per dirottare l’attenzione e la discussione dal vero tema da affrontare.

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La grande lotta socialdemocratica è su tre fronti: teorica, politica ed economica. Engels docet!

di Manuel Santoro

Il nostro compito è riportare il socialismo a casa, dopo troppi decenni di distorsioni e tradimenti. Il nostro compito è chiaro e sarà una lunga battaglia teorica e politica contro quella collettività di sedicenti socialisti che intendono il socialismo come strumento del capitale per l’addolcimento coatto dell’esistenza schiavizzata dell’essere vivente. Naturalmente non è così.

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Struttura e superstruttura

di Antonio Gramsci

dal Quaderno 7 (VII)

Economia e ideologia, La pretesa (presentata come postulato essenziale del materialismo storico) di presentare ed esporre ogni fluttuazione della politica e dell’ideologia come una espressione immediata della struttura, deve essere combattuta teoricamente come un infantilismo primitivo, o praticamente deve essere combattuta con la testimonianza autentica del Marx, scrittore di opere politiche e storiche concrete.

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