Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

  • Pubblicato in Economia

Il futuro del lavoro

di Renato Gatti

L’amico Aldo Potenza mi ha segnalato un documento dell’ISPI (italian insititute for international political studies) intitolato IL FUTURO DEL LAVORO UOMO VS MACCHINA? La segnalazione è conseguenza della mia attenzione al problema che è stata spesso, e continua ad essere, tema per miei interventi e scritti e che è motivo dominante nelle tesi su Economia e Lavoro elaborate nel febbraio del 2019 alla convention di Socialismo XXI secolo tenutasi a Rimini.

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L'imposta sui dividendi

di Renato Gatti

Parte introduttiva

Poiché nulla succede a caso, voglio ripercorrere come sono tassati i dividendi nel tempo, cercando di individuare come i mutamenti succedutisi hanno modificato l’effetto sui redditi dei percipienti. Esaminerò allora come erano tassati i dividendi (presi ad esempio del classico reddito da capitale) ai tempi dell’IRPEG, poi con la riforma Tremonti che ha generato l’IRES, quindi con la differenziazione tra partecipazioni qualificate e non ed infine nella vigente tassazione ma con un occhio rivolto a possibili futuri cambiamenti.

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  • Pubblicato in Economia

Ridurre il debito italiano

di Renato Gatti

I dati

Il debito pubblico italiano viaggia attorno ai 2.250 miliardi di euro, pari al 132.6% sel PIL pari a 1.690 euro, in valore assoluto il debito italiano si piazza al quarto posto dopo USA, Giappone e Cina. In percentuale sul PIL è al terzo posto dopo Giappone e Grecia. Il debito pubblico è posseduto al 32% da investitori esteri, al 22% dalle banche, al 22% da istituzioni finanziarie diverse dalle banche, al 19% da bankitalia e da privati il 5%.

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  • Pubblicato in Economia

Il nulla e i mini-bot

di Renato Gatti

Questa nauseante polemica sui mini-bot, basata sull’illusione bambinesca della soluzione dei problemi con la semplicità di singoli provvedimenti o strumenti che risolvono tutto, negando la complessità della situazione e limitandosi alla superficie delle cose senza penetrarne l’intima struttura, mi pare essere più che altro un’arma di distrazione di massa, uno dei tanti temi estratti dal cilindro di Salvini per dirottare l’attenzione e la discussione dal vero tema da affrontare.

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La grande lotta socialdemocratica è su tre fronti: teorica, politica ed economica. Engels docet!

di Manuel Santoro

Il nostro compito è riportare il socialismo a casa, dopo troppi decenni di distorsioni e tradimenti. Il nostro compito è chiaro e sarà una lunga battaglia teorica e politica contro quella collettività di sedicenti socialisti che intendono il socialismo come strumento del capitale per l’addolcimento coatto dell’esistenza schiavizzata dell’essere vivente. Naturalmente non è così.

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  • Pubblicato in Cultura

Struttura e superstruttura

di Antonio Gramsci

dal Quaderno 7 (VII)

Economia e ideologia, La pretesa (presentata come postulato essenziale del materialismo storico) di presentare ed esporre ogni fluttuazione della politica e dell’ideologia come una espressione immediata della struttura, deve essere combattuta teoricamente come un infantilismo primitivo, o praticamente deve essere combattuta con la testimonianza autentica del Marx, scrittore di opere politiche e storiche concrete.

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  • Pubblicato in Economia

La filosofia della flat tax

di Renato Gatti

Il ministro Salvini definisce la flat tax come una proposta rivoluzionaria, per giudicare questa affermazione occorre, a mio avviso, addentrarci nella conoscenza delle origini e della filosofia che ispira questa politica fiscale.

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  • Pubblicato in Economia

Un elemento di socialismo

di Renato Gatti

A monte della nostra proposta per un Fondo di solidarietà finalizzato alla socializzazione dei mezzi di produzione nella prospettiva di un’economia completamente robotizzata, troviamo delle considerazioni storiche, filosofiche e politiche.

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Modello economico, lavoro, welfare e la “proporzione socialista”

di Roberto Spagnuolo

L’influenza su lavoro e welfare dei cambiamenti mondiali, all’interno del modello attuale di sviluppo economico, è decisamente a sfavore dell’equilibrio sociale ma a beneficio della crescita accentrata di capitale e reddito. La trasformazione tecnologica con l’avvento dell’AI e dei robot, la globalizzazione dei mercati con la relativa domanda di lavoro in continua competizione sovranazionale sui relativi costi, uniti al cambiamento demografico europeo (inteso come invecchiamento ed equità intergenerazionale) alimentano una continua relazione inversa (perversa) tra crescita della ricchezza, concentrazione della medesima e crescita dei bisogni sociali collaterali a tale sviluppo.

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Economia del consumo vs economia dell’uso: una riflessione tra inflazione e deflazione

di Roberto Spagnuolo

Possibile che la deflazione sia un male così grave per la crescita sostenibile della società? Laddove il valore in termini monetari dei beni perde peso a beneficio di quello in termini reali; il mercato finanziario puro si svalorizza rispetto all’economia reale; in un certo senso il breve termine perde appeal rispetto al lungo termine; laddove il bene (valore) di consumo entra in crisi rispetto al bene (valore) d’uso; ancora, dove indebitare il domani per consumare oggi entra in competizione con l’avere redditi di lavoro oggi ma per consumare dopodomani; laddove anche il valore di beni/servizi sociali (lungo periodo) incorpora il reale valore del lavoro e delle risorse utilizzate, a dispetto del valore dei beni di consumo misurato sui mercati finanziari; scopo finanziario di profitto viene recuperato dallo scopo reale d’uso e, in ultima analisi, il consumismo si macchia di connotazioni socialiste.

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