Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Oltre il PIL esiste il benessere di milioni di donne e di uomini

di Manuel Santoro

Il tema della misurazione del benessere di una società è serio e complesso, e non può essere declinato a semplice questione statistico-burocratica. Sapere cosa si vuol misurare, e quali indici di misura usare, indica già una certa consapevolezza del tipo di società che si vuole costruire, quali sono le priorità su cui spingere, con quali mezzi costruire il futuro delle generazioni a venire.

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Lavoro salariato e capitale. Parte III

di Karl Marx

Il capitale consta di materie prime, di strumenti di lavoro e di mezzi di sussistenza d’ogni genere, che vengono impiegati per la produzione di nuove materie prime, di nuovi strumenti di lavoro, di nuovi mezzi di sussistenza. Tutte queste sue parti costitutive sono creazioni del lavoro, prodotti del lavoro, lavoro accumulato. Il capitale è lavoro accumulato che serve come mezzo per una nuova produzione.

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L'unione bancaria

di Renato Gatti

Una questione di stile

“Alla fine del summit europeo del giugno 2012, mentre la cancelliera Merkel si preparava ad uscire, Monti chiese la parola. Con un tono pacato e in modo elegante espose quella che forse sarebbe stata la dichiarazione più spinosa della sua vita. La cancelliera si rimise a sedere, aveva capito che se Mario Monti prendeva quella linea, dietro doveva esserci qualcosa di significativa importanza”.(Yanis Varoufakis I deboli sono destinati a soffrire? Pag. 364)

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Lavoro salariato e capitale. Parte II

di Karl Marx

Da che cosa è determinato il prezzo di una merce?

Dalla concorrenza fra compratori e venditori, dal rapporto tra la domanda e la disponibilità, tra l’offerta e la richiesta. La concorrenza, da cui viene determinato il prezzo di una merce, ha tre aspetti.

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Il decreto crescita è legge

di Renato Gatti

La nuova legge approvata definitivamente il 27 di questo mese, letto con un’ottica di classe, si sostanzia in numerose agevolazioni fiscali per le imprese. Alcune, le principali, sono riproposte dopo essere state inopportunamente cancellate (agevolazioni 4.0 e mini Ires), altre sono nuovi bonus e provvedimenti di supporto a nuove assunzioni (contratti di espansione).

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Cara egemonia

di Renato Gatti

Non sono filosofo né “politico” ma sento di interpretare il concetto gramsciano di “egemonia” come un modo, una forma diversa di fare la rivoluzione rispetto a come la fecero i bolscevichi.

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Il populismo si combatte e si vince con il classismo

di Manuel Santoro

“Quando il gruppo dell’Emancipazione del lavoro impegnò la lotta per il marxismo nella stampa russa all’estero, il movimento socialdemocratico non esisteva ancora in Russia. Era indispensabile innanzitutto aprire la via a questo movimento sull’arena teorica e ideologica. E il più grosso ostacolo ideologico alla diffusione del marxismo e del movimento socialdemocratico era, in quel tempo, costituito dalle concezioni populiste, prevalenti allora tra gli operai d’avanguardia e gli intellettuali di ispirazioni rivoluzionarie” [1].

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Lavoro salariato e capitale. Parte I

di Karl Marx

Da diverse parti ci è stato rimproverato che non abbiamo esposto quali sono i rapporti economici, che formano la base materiale delle attuali lotte di classe e nazionali. Di proposito, abbiamo sfiorato questi rapporti soltanto là dove essi esplodevano immediatamente in collisioni politiche.

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Riflessioni sul sindacato

di Giandiego Marigo

Il 40% degli iscritti alla CGIL ha votato M5S o Lega, più di metà degli iscritti gradisce il Premier Conte. C'è un significato profondo, anche se umiliante e desolante dal punto di vista politico in questo (e nella sicura debacle della rappresentanza sindacale) e certamente Landini acquisisce su questo scenario il ruolo di “maschera e giustificazione a sinistra” che si è fondamentalmente scelto. Ammesso che una giustificazione a sinistra ai tempi in cui viviamo abbia qualche utilità e senso, per chi la adotta.

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Ridurre il debito italiano

di Renato Gatti

I dati

Il debito pubblico italiano viaggia attorno ai 2.250 miliardi di euro, pari al 132.6% sel PIL pari a 1.690 euro, in valore assoluto il debito italiano si piazza al quarto posto dopo USA, Giappone e Cina. In percentuale sul PIL è al terzo posto dopo Giappone e Grecia. Il debito pubblico è posseduto al 32% da investitori esteri, al 22% dalle banche, al 22% da istituzioni finanziarie diverse dalle banche, al 19% da bankitalia e da privati il 5%.

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