Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Economia

Rilancio o cerotti?

di Renato Gatti

La sospensione del mercato

In questo periodo di coronavirus moltissime regole sociali sono state sospese; penso ad esempio alle norme europee sugli aiuti di Stato e sulle norme per la stabilità e lo sviluppo, penso ai diritti civili dei cittadini e a quelli economici di tutti gli operatori produttivi; in quest’ultimo caso si è sospesa la funzione del mercato ed ad essa si è sostituito l’interventismo politico.

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Sulle fasi della società capitalistica

di Manuel Santoro

L’imperialismo è una questione economica, strutturale, da cui la relativa componente politica, e non solo, si erge in tutta la sua brutalità. Considerare l’imperialismo come atteggiamento meramente politico è teoricamente, e di conseguenza politicamente, errato e tale fu l’errore di tanti esponenti di primo piano del socialismo internazionale, e tale è l’errore che ancora in tanti commettono oggi.

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Idealismo e materialismo

di Renato Gatti

Se io, dalle mele, pere, fragole, mandorle - reali - mi formo la rappresentazione generale "frutto", se vado oltre e immagino che il "frutto" - la mia rappresentazione astratta, ricavata dalle frutta reali - sia un'essenza esistente fuori di me, sia anzi l'essenza vera della pera, della mela, ecc., io dichiaro - con espressione speculativa - che "il frutto" è la "sostanza" della pera, della mela, della mandorla ecc. Io dico quindi che per la pera non è essenziale essere pera, che per la mela non è essenziale essere mela. L'essenziale, in queste cose, non sarebbe la loro esistenza reale, sensibilmente intuibile, ma l'essenza che io ho astratto da esse e ad esse ho attribuito.
Karl Marx (La sacra famiglia)

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Globalizzazione o imperialismo

di Renato Gatti

La crisi del coronavirus, costringendoci a casa, alla lettura, alla riflessione ci spinge a fare considerazioni che in quella che era la vita normale forse rimandavamo o forse neppure ci ponevamo. Ad esempio stavo riflettendo se la nuova categoria di “globalizzazione” non fosse altro che un nuovo nome impostoci dal potere egemone, in sostituzione di una vecchia categoria denominata “imperialismo”.

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Teoria del conflitto in Karl Marx

di Maddalena Celano

Che cos'è la teoria del conflitto?

La teoria del conflitto o teoria dei conflitti, suggerita da K. Marx, afferma che la società è in uno stato di conflitto perpetuo a causa della concorrenza per l’accaparramento delle risorse. Sostiene che l'ordine sociale è mantenuto dal dominio e dal potere, piuttosto che dal consenso e dalla conformità. Secondo la teoria del conflitto, le persone con ricchezza e potere cercano di conservare i privilegi con ogni mezzo possibile, principalmente sopprimendo i poveri e i deboli. 

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Dal lavoro alla forza-lavoro, dai suoi costi di produzione al suo valore di scambio

di Manuel Santoro

Il 30 Aprile 1891, a Londra, Engels scrive la prefazione al testo di Marx “Lavoro salariato e Capitale” del ‘49. Prefazione necessaria in cui il maestro del socialismo ci lascia due messaggi.

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Il Target 2

di Renato Gatti

Nel mio precedente articolo “Vendor financing” facevo riferimento al Target 2 e mi chiedevo come mai esso fosse negativo nonostante la nostra bilancia commerciale fosse positiva. Sarà tuttavia necessario dare una veloce spiegazione di cosa sia e come funzioni il Target 2.

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Demi-vierge

di Renato Gatti

Come professioniste consumate indossano vestiti inconsistenti, mediamente corti, che consentono affacci sull’intimità, e gestiscono gli incroci delle gambe in modo casuale ma casualmente perfetti per suscitare sussulti e consentire fotografie sublimi delle quali i giornali di gossip vanno pazzi.

L’Europa è come una demie-vierge, è e non è, vorrebbe essere una cosa ma nei fatti ne è un’altra, è un po’ dell’una e un po’ dell’altra e per questa ragione deve decidere cosa farà da grande, deve decidere chi e cosa essere dopo che il corona virus, essendo rientrato, ci pone scelte definitive.

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La crisi Coronavirus

di Renato Gatti

Scrive Gramsci commentando la crisi del ’29 (pagina 1756 nell’edizione Gerratana):”

“Si potrebbe allora dire, e questo sarebbe il più esatto, che la crisi non è altro che l’intensificazione quantitativa di certi elementi, non nuovi e originali, ma specialmente l’intensificazione di certi fenomeni, mentre altri che prima apparivano e operavano simultaneamente ai primi, immunizzandoli sono divenuti inoperosi o sono scomparsi del tutto. Insomma lo sviluppo del capitalismo è stato una continua crisi, se così si può dire, cioè un rapidissimo movimento di elementi che si equilibravano. Ad un certo punto, in questo movimento, alcuni elementi hanno preso il sopravvento, altri sono spariti o sono divenuti inetti nel quadro generale. Sono allora sopravvenuti avvenimenti ai quali si dà il nome specifico di crisi, che sono più gravi, meno gravi appunto secondo che elementi maggiori o minori di equilibrio si verificano”.

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Gramsci e l'economia

di Renato Gatti

Scrive Perry Anderson nelle sue “Considerations on western marxism” del 1976 che “il silenzio di Gramsci sui problemi dell’economia fu pressoché totale”.

In effetti negli scritti di Gramsci non ci sono testi squisitamente economici come siamo abituati a leggerli nei testi degli economisti, ma, al contrario, si trovano parecchi punti che affrontano tematiche di carattere economico da un livello più elevato, che non le formule ed i grafici, ma legati a questioni di ragionamento di classe e come fondamento per elaborare quel contenuto teorico da usare come base comune di una cultura del “blocco storico” che ricerchi spazi di egemonia.

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