Rivista aperiodica teorica del Socialismo
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Crisi Ucraina. Intervengono i comunisti russi

di Luca Bagatin

Relativamente alla crisi in Ucraina è intervenuto Gennady Zjuganov, leader del Partito Comunista della Federazione Russa, maggior partito di opposizione alla Duma, Parlamento russo.

Come si legge nel sito ufficiale del partito, Zjuganov denuncia le provocazioni statunitensi contro la Russia, ricordando come, nella Storia, la Russia abbia sempre respinto ogni avversario, a cominciare dai nazifascisti, durante la Seconda Guerra Mondiale.

Riferendosi agli USA, Zjuganov ha fatto presente come questi “in termini di provocazioni e guerra ibrida, sono artigiani molto abili che sanno come minare la stabilità in altri Paesi”.

Allo stesso tempo, Zjuganov, denuncia l'azione del governo russo guidato da Putin, che ha ridotto la spesa pubblica in ogni settore sociale, da quello per la ricerca scientifica, l'istruzione pubblica, sino al settore sanitario. Ovvero il governo ha favorito unicamente l'oligarchia e le classi sociali più ricche, che in Russia continuano ad arricchirsi.

La guerra ibrida e le sanzioni degli USA e dei loro alleati, contro la Russia, dunque, secondo Zjuganov, non fanno che peggiorare ulteriormente le condizioni dei cittadini russi.

Zjuganov e i comunisti russi, dunque, rilanciano la proposta di riconoscimento ufficiale delle Repubbliche Popolari antifasciste di Donetsk e Lugansk, non riconosciute affatto dal governo russo. Zjuganov ritiene che questo riconoscimento può assicurare la protezione dei 600.000 cittadini russi presenti nel Donbass e prevenire ogni conflitto.

La linea dei comunisti russi è dunque quella di proteggere il mondo russo post-sovietico, in Ucraina come in Kazakistan, passando per ogni Repubblica ex sovietica.

Della stessa linea anche il partito nazionalbolscevico “L'Altra Russia di Eduard Limonov”, il cui fondatore, lo scrittore Eduard Limonov, fu il primo, alla fine degli Anni '90, a sostenere tale tesi.

Una tesi che, in realtà, il governo liberal-capitalista di Putin, non ha mai voluto realmente prendere in considerazione, esattamente come non aveva voluto farlo il suo predecessore, Boris Eltsin, che ha fortemente contribuito, invece, allo smembramento dell'URSS e all'impoverimento economico e sociale del popolo russo.

Ultima modifica ilLunedì, 14 Febbraio 2022 17:43
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