Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Diritto delle famiglie, una conquista della giurisprudenza socialista

di Tomas Emilio Silvera 

Lunedi 4 aprile 2022, nella accogliente ambasciata di Cuba a Roma si è svolta una conferenza (un incontro interessante è dire poco) sul processo di attualizzazione del Diritto familiare a Cuba, tenuta dal prof. Leonardo Perez Gallardo, della facoltà di Diritto della Università di La Habana.

Anche con la partecipazione dell'eminente economista e giurista prof. Vincenzo Barba della Università La Sapienza di Roma, a cui il governo cubano ha consegnato un’onorificenza per il suo contributo alla riforma del Codice di famiglia e per il suo assiduo lavoro intellettuale con riviste e ambienti giuridici europei e cubani; un profondo conoscitore della società e della cultura cubana, nonostante la giovane età.

All'inizio di questo evento una cordialissima funzionaria ci ha ricevuto con il sorriso del Tropico "Benvenuti alla Ambasciata di Cuba, che è la vostra Ambasciata! “, un migliore saluto non poteva esserci.

Mi sono allora tristemente ricordato dei comportamenti poco cordiali delle nostre ambasciate latino americane in Italia e in Europa, dove il comune denominatore è l'arroganza, la superbia e la maleducazione.  I nostri funzionari e diplomatici dovrebbero molto apprendere sulla cortesia e disponibilità dei rappresentanti cubani, i quali non si identificano con il loro alto ruolo e cercano di mettere a suo agio l'interlocutore. Sono cordiali in una forma naturale non forzata né burocratica: questa è stata la mia prima impressione.

All'inizio della presentazione, ha preso la parola il prof. Vincenzo Barba, esprimendo in chiara lingua spagnola la sua gratitudine verso il governo cubano e in particolare per l'intercambio accademico fra l'Università La Sapienza di Roma e quella di La Habana, nel suo prolungato soggiorno nell’isola per l'approfondimento del prossimo “Codice delle famiglie".

Infatti il vigente Codice cambierà radicalmente, tenendo in conto soprattutto l'evoluzione, la trasformazione della società cubana.

Ha aggiunto che in Italia di Codice di famiglia risale al 1942 e non porta piena uguaglianza fra uomo e donna; gli studiosi del Diritto civile vorrebbero assegnare valore al significato della famiglia, e lo scambio di cultura e conoscenza fra i vari paesi è auspicabile. Si spera inoltre che l'esperienza del 'Codice delle famiglie' a Cuba possa essere terminata a beneficio anche degli altri paesi latino americani e per l'Europa stessa.

Dopo questo preambolo, ha iniziato la sua circostanziata relazione il prof. Leonardo Perez Gallardo; con una congenita simpatia cubana ha illustrato in maniera semplice e comprensibile la tematica del suo intervento, comprendente diversi campi.

Innanzitutto ha ricordato che a Cuba il vigente Codice ha le radici nel Codice civile spagnolo: nel 1918 viene approvato l'istituto del 'divorzio’ e successivamente il 'voto alle donne', seguito anche dalla 'equiparazione delle unioni di fatto al matrimonio'.

A Cuba si è assistito a varie inquietudini relative al problema familiare, e nel 1975 si è concretizzato il peculiare 'Codice familiare', che ha ispirato altri paesi del Centro America.

Ha quindi posto in evidenza la 'tutela del bambino' sia da parte del padre che della madre, notando con sincero realismo che la società cubana, come ogni società, cambia con il tempo, con il divenire degli avvenimenti e con i processi politici e sociali fra loro relazionati.

Sono inclusi cambiamenti psicologici nei rapporti umani, che influenzano la necessità della riforma del Codice familiare.

Un paese come Cuba, che ha attraversato stravolgimenti nella sua storia, ha necessariamente dovuto adattarsi ai cambiamenti alla radice dei fatti affrontati.

Un altro tema riguarda 'l'invecchiamento' ('envejecimiento') perché nell'isola maggiore dei Caraibi gli anziani sono molto longevi, e si crea il triste problema che sta conoscendo anche l'Europa occidentale, ossia quello di una società che invecchia e non ha ricambio generazionale, non esiste un equilibrio demografico fra le persone che muoiono e quelle che nascono.

Questa grave situazione di una grande quantità di anziani vulnerabili, che non ricevono protezione da parenti e familiari perché emigrati o perché lavorano tutto il giorno, implica il bisogno di una figura intermedia geriatrica, che possa riempire il vuoto delle cure familiari.

Qui in Europa, specialmente in Italia, si è formata la figura indicata con il termine inappropriato di 'badante', meglio 'assistente familiare'.

Da quello che ho compreso, a Cuba non esiste la cultura o la tradizione delle case di riposo per anziani, i quali vivono nel contesto familiare e partecipano nelle decisioni. Però negli ultimi anni questa concezione di collettività e di appoggio si è indebolita, e sono emersi i "cuidadores” (assistenti) che la legge intende proteggere a livello giuridico (lavoratori che hanno fra i 45 e 65 anni).

Gli anziani reclamano a volte anche un sostegno economico ai loro congiunti, per poter vivere.

Per la futura riforma del Codice si sta studiando anche la problematica della 'violenza familiare': a Cuba purtroppo se il vero genitore è violento viene accettato comunemente dalla famiglia.

Il professore ha posto poi l'attenzione sul tema dei frequenti divorzi e sulle diffuse unioni consensuali fra cui 'l'unione di fatto' che prevede (dopo almeno due anni di stabile convivenza) il riconoscimento giuridico alla pari di un contratto matrimoniale.

Molto importante è il quadro della 'plurifamiliarità' (già affrontato in Bolivia e in Ecuador), cosi si incontrano ad esempio ' famiglie monoparentali' , o 'famiglie multifamiliari poliaffettive' ( frequenti pure in Brasile),  e 'famiglie anaparentali'.

La famiglia è una istituzione ultramillenaria a Cuba; a parità di condizioni, il giudice assegna il bambino alla madre perché i padri sono periferici; i nonni al contrario sono reali protagonisti in famiglia.

Per i diritti dei bambini e della donna ci si rivolge nella attualità alle Convenzioni internazionali.

Si stanno approfondendo anche: a) il ruolo e valore dei 'padrini e delle madrine' che accudiscono figli che non sono loro; b) l'obbligo agli 'alimenti' che oggi si applica solo nel rapporto matrimoniale; c) il tema della 'eredità' (sarà prevista una parte per chi accudisce la persona anziana).

Vi è inoltre 'l'adozione', non frequente a Cuba per pregiudizi razziali e burocrazia; ad ogni modo anche un singolo può adottare (cosa che non avviene in Italia), così come una coppia omosessuale ( perché seri studi scientifici dimostrano che non trasmette al bambino le proprie tendenze di genere).  Anche un adulto si può adottare, viene inserito in un registro a parte.

Dal concetto di ' patria potestà' si è passati a quello di ' responsabilità'.

E troviamo la cosiddetta 'autonomia progressiva' quando la famiglia dà gradualmente al figlio adolescente la sua autonomia sociale.

È previsto il 'matrimonio adolescente' dei minori di 18 anni, in particolare quello fra una minorenne e un cittadino straniero maggiore di 20-25 anni (tema legato agli alimenti e al diritto della pensione).

"I Codici hanno una funzione pedagogica, educativa soprattutto per i giovani; ci vuole tempo ma desideriamo a Cuba un Codice di democrazia familiare che sia 'flessibile', e desideriamo giudici dal pensiero aperto” così con queste parole il professore Leonardo Perez Gallardo ha concluso la sua esposizione.

Quello che mi ha colpito del giurista (al di là del discorso sulle regole da applicare nei diritti e doveri) é stata una sua frase che riassume tali obbiettivi ambiziosi nell'ambito di una società unica: "nel costume familiare, nelle abitudini familiari esiste una relazione quando c'è amore, quando c'è affetto e, alla luce di questo, il Codice civile di romana origine che considera la ‘consanguineità' come condizione di diritto, dovrebbe riconsiderarsi".

Cercare questo risultato è già di per sé trovarlo: questo nuovo "Codice delle famiglie" sarà l’esempio di più di 50 anni di socialismo, la 'società superiore' senza l'arrivo della quale questi scopi sarebbero stati dimenticati nell'oblio della storia.

Il 'diritto alla felicità' in senso ampio si costruisce attraverso una società non egoista, che sa lasciare alle spalle la falsa felicità del benessere borghese e capitalista. 

Cuba, con enormi sforzi e con grande dignità, ha cercato in ogni momento la costruzione dell’uomo nuovo.

Permettetemi di concludere questa personale riflessione con una frase del nostro scrittore Gabriel Garcia Marquez nel contesto colombiano:

"…perché un popolo condannato a cento anni di solitudine non avrà una seconda opportunità di vivere sulla terra…"

Ultima modifica ilDomenica, 10 Aprile 2022 06:45
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