Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

A sud del fiume Bravo nei tempi del Covid-19 & Un mondo sovvertito

di Martha Alvarez 

A sud del fiume Bravo nei tempi del Covid-19

Le diseguaglianze sono la realtà, innegabile, costante, praticamente globalizzata. Mostrare le differenze plastiche della geografia urbana mediante fotografie scattate dall’alto grazie a un drone è il soggetto del fotografo Johnny Miller. Il risultato è sorprendente. Pero, è la verità paradossale, polemica, che plasma i conglomerati sociali, dove basta uno spartiacque per rendere evidente il divario dell’ingiustizia sociale, che si mostra il fattore comune, soprattutto al sud del rio Bravo.

Al Sud del Fiume Bravo, o Rio Grande, il fiume che fa parte della frontiera naturale che separa Stati Uniti e Messico, la situazione sociale è un amalgama d’irregolarità dove, talvolta, trionfa la democrazia, i popoli convivono in forma pacifica, i cittadini hanno una qualità di vita dignitosa, le famiglie abitano fiduciose, senza maggiori paure e gli individui hanno accesso a servizi funzionanti. Però, basta una strada, un fiume, un tornante dopo una collina sono sufficienti per vedere il cambio del paesaggio urbano e trovare gli antonimi alle parole: eguaglianza, giustizia, pari opportunità, dignità sociale, libertà d’opinione, opportunità, salute, educazione, abitazione, e ogni cosa buona degna del buon nome.

Le differenze della società delle nazioni che si sviluppano al sud del fiume sono definite praticamente dalla cultura prodotto dell’incontro dei popoli iberici e i nativi americani. Le differenze sono essenzialmente geografiche. Ora, senza importare le differenze dei luoghi dove abitano le persone di grande solvibilità economica e potere d'acquisto e d'altra parte il ceto medio e i poverissimi, tutti sono costretti a osservare la sana distanza. Tutti potranno uscire di casa per provvedere agli acquisti dei generi di prima necessità, alimenti e medicine d’accordo alle disposizioni governative: c’è chi una volta alla settimana, altri d’accordo alla rotazione regolata dall'ultimo numero del documento di identità, e c’è chi attende misure più restrittive valide nel weekend. 

C’è chi può uscire con libertà per aiutare o sorvegliare. Però, si è sviluppata una psicosi discriminante verso il personale medico- sanitario per il fatto che sono gli eroi che stanno al centro del rischio. Di fatto, sono numerose le denunce che comunicano un malessere e che sono state vittime di atti che violano i loro diritti: non può usare i mezzi pubblici durante il trasferimento dalle loro comunità ai loro centri di lavoro, tassisti avevano negato loro i servizi, discriminazione nell'accesso ai servizi, violenza verbale e fisica.

Forse se le nazioni americane più ricche e profondamente religiose, così tanto da sfidare gli effetti spaventosi della pandemia, ricordano i poveri e i bisognosi. Hanno in mente i Padri fondatori fuggitivi e si ricordano di coloro che hanno bisogno di protezione umanitaria. È vero che ad un certo punto devi applicare il consiglio e partire. “Se in qualsiasi casa o città si rifiutano di ricevervi o ascoltarvi, lascia quel posto e scuoti la polvere dai piedi in segno di rifiuto.” Non vale la pena stare dove nessuno ci vuole.

 

Un mondo sovvertito

Al Sud del Fiume Bravo i popoli composti da paesi colonizzati da nazioni come la Spagna e il Portogallo, affrontano attuando politiche di contenimento dell’epidemia nel miglior modo possibile: arrangiandosi. Ad aprile del 2019, i mezzi di comunicazione avevano documentato una carovana di migranti partiti da paesi d’origine: Honduras, El Salvador, Nicaragua e altri paesi del centro e sud America. Sono partiti fuggendo dalla violenza delle bande, dei gruppi paramilitari, della povertà e mancanza d’opportunità, per motivi politici e personali. Però al giro d’un anno, la situazione da gennaio all’ultima settimana di marzo 2020 era capovolta: la migrazione era ferma e molti volevano ritornare ai paesi d’origine. La maggioranza delle frontiere terrestri erano chiuse.

Gruppi di manifestanti sul lato messicano del confine hanno benedetto il muro costruito dagli USA, e hanno bloccato le corsie di accesso al Messico. Hanno osservato l’andamento della epidemia negli stati alla frontiera e rilevato la superiorità dei numeri dei contagiati al nord e richiesto controlli più rigorosi per rilevare il virus nel flusso che s’incamminava verso il sud del confine. Ragionevolmente hanno affermato di essere preoccupati che persone dagli USA potessero importare nuovi casi di Covid-19 in Messico.

Alla presenza della pandemia, Donal Trump presidente degli USA, il 20 marzo 2020, ha firmato un dispositivo per accelerare la deportazione dei migranti per timore che potrebbero rappresentare come fonte di propagazione virulenta ed essere un peso per la società. Il sito vanguardia.com, riportava dati del quotidiano Washington Post, affermando che il 09 aprile 2020, rendevano noto che il governo degli USA, coperto dalle norme di emergenza adottate per prevenirne la diffusione della pandemia, ha espulso circa 10.000 immigrati dal 21 marzo. Le espulsioni rapide di persone trattenute nei centri del governo Donald Trump ha portato l'immigrazione irregolare al punto più basso degli ultimi decenni e hanno anche chiuso le porte ai richiedenti asilo. Le deportazioni sommarie hanno generato circa un 56% in meno di migrazione dal Messico verso gli USA, anche per il timore del virus, visto che gli stati di frontiera nordamericani sono più infettati che gli stati messicani.

Non tutte le porte sono state chiuse per i migranti provenienti dal sud del fiume. I contadini sono lavoratori essenziali e fanno funzionare la catena di somministri, però molti dei braccianti sono irregolari. Le contraddizioni del governo Trump sono state evidenti anche sotto la pandemia: da una parte ha attuato veloci politice di “deportazioni”, d’altra parte il governo ha invitato e cerca di proteggere gli immigrati privi di documenti, purché lavoranti nei supermercati, nell’industria alimentare, e soprattutto, i braccianti come “lavoratori essenziali” per l’agricoltura e l’edilizia. El Pais, in un articolo a firma di Pablo Gimòn y Pablo Ximènez de Sandoval informava che in California i braccianti irregolari sono circa il 60% di coloro che lavorano nei campi. Inoltre, hanno evidenziato come il governo nordamericano ha chiesto d’accelerare i visti per medici stranieri. Laconicamente avevano scritto: “Una pandemia globale deve essere arrivata perché le amministrazioni statunitensi riconoscano per iscritto che gli immigrati irregolari non possono essere sostituiti. Né terrorizzarli.

 

FONTI

Lavanguardia.com. Trump ha deportado a 10.000 inmigrantes en medio de la pandemia. https://www.lavanguardia.com/internacional/20200410/48403339046/trump-deportado-inmigrantes-pandemia-coronavirus.html, ultima consulta 22 aprile 2020

Andrès Carvajal. Más de 34.000 migrantes han llegado a Cúcuta para cruzar a Venezuela. https://www.eltiempo.com/colombia/otras-ciudades/regreso-de-migrantes-venezolanos-a-su-pais-por-la-crisis-del-coronavirus-484642, Ultima consulta 22 aprile 2020

Pablo Gimòn y Pablo Ximènez de Sandoval. El coronavirus rompe las costuras de la política migratoria de Trump. https://elpais.com/internacional/2020-04-12/el-coronavirus-rompe-las-costuras-de-la-politica-migratoria-de-trump.html . Ultima consulta il 22 aprile 2020

Sacra Bibbia Marco 6:11

Ultima modifica ilGiovedì, 23 Aprile 2020 14:47
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