Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Colombia: il governo di Duque ha contribuito a dare il colpo di grazia alle relazioni statunitensi con Cuba

di Maddalena Celano

Il governo di Iván Duque parte da molte false partenze in politica estera. Ma la sua crociata contro Cuba è la più seria e difficile da capire.

Sia nell'opposizione che in alcuni settori legati al governo di Iván Duque, esiste  consenso sull'idea che, nella politica estera colombiana, vengano commessi molti errori. Da quando è entrato in carica, con l'idea di abbattere Nicolás Maduro come uno dei suoi cavalli di battaglia, il Presidente Duque e il suo team, hanno fatto una serie di passi falsi che sono difficili da comprendere.

L'errore peggiore, su questo fronte, stava forse nel pensare che il governo venezuelano potesse essere facilmente rovesciato per sostenere Juan Guaidó. Tuttavia, il tempo ha determinato che questa scommessa non ha funzionato, poiché potrebbe aver rafforzato la posizione del governo venezuelano, oggi più aggrappato al potere che mai.

I mercenari disposti al confine tra Venezuela e Colombia  non hanno ottenuto molto; l'accerchiamento diplomatico non ha portato grandi risultati; Guaidó ha perso la forza e il sostegno popolare. Chiedere a quest'ultimo di espellere Aida Merlano è stato un gesto ridicolo; Anche le foto false di Duque alle Nazioni Unite e le alleanze con Donald Trump hanno innescato un'arma a doppio taglio. Ma all'interno di questa catena di errori, nella politica internazionale, forse il più grave è stato l'atteggiamento ostile contro Cuba, un Paese che è stato fondamentale nei vari tentativi di negoziare la pace con i gruppi armati.

Tutto ebbe inizio quando l'ELN ha lanciato una bomba alla General Santander Police School. A quel punto, il tavolo per il dialogo di pace, con il gruppo guerrigliero, fu installato a L'Avana e il presidente Duque aveva annunciato un periodo di valutazione per definirne la “manutenzione” o la sospensione del tavolo. Va ricordato che questo tavolo di negoziazione è arrivato fino a Cuba perché lo stesso governo colombiano lo aveva richiesto, dopo che Lenín Moreno, presidente dell'Ecuador, avrebbe espulso la delegazione ELN dal territorio.

Ovviamente, le difficoltà sono arrivate quando il presidente ha chiesto a Cuba di ignorare i protocolli, per interrompere i dialoghi, e di estradare i negoziatori appartenenti all’ ELN, che si trovano all'Avana, per la Colombia.

Fu una richiesta senza né capo e né coda. Il protocollo infranto era stato firmato non solo dal governo Colombiano e dalle delegazioni ELN, ma anche da Cuba, dal Venezuela, dal Cile, dalla Norvegia e dall’ Ecuador, come paesi garanti. Si stabilí  che, accertate le procedure di pacificazione tra le parti, i guerriglieri avrebbero fornito le coordinate ai paesi garanti in modo da verificare la cessazione delle operazioni militari, per 72 ore, e quindi i guerriglieri sarebbero tornati in Colombia.

Con la decisione di sospendere il tavolo di pace, la cosa logica sarebbe stata che il governo della Colombia fornisse spiegazioni, all'opinione pubblica, sul perché abbia ritirato i protocolli, precedentemente firmati da quel gruppo di paesi. Tuttavia, forse guidato dall'umore dell'indignazione collettiva del momento, il presidente Duque prosegue su una strada scivolosa, rendendosi complice di errori internazionali, fatali per il destino di tutto il continente latino-americano.

Ciò che era giusto e logico, non era minacciare Cuba di rompere le relazioni e lanciare una campagna per il governo Trump per inserirla nell'elenco dei paesi che non cooperano nella lotta contro il terrorismo, ma rispettare gli accordi di pace precedenti stilati e portare a compimenti tutti gli impegni internazionali sottoscritti gli anni precedenti.

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Maggio 2020 07:36
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