Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La mano invisibile dei prestiti non aiuta la salute

di Martha Alvarez

La ricerca del Dorato è il miraggio che alimenta il desiderio di avventura e dà forza all’idealismo europeo durante la “scoperta” dell’America e ha guidato la mano invisibile dell’economia delle conquiste. Durante il medioevo, e finora, non sussiste nessuna ambizione più grande che il possesso della formula dell’alchimia che permetta trasmutare il non fare, ovvero la pigrizia, in benessere e il poco lavorare in abbondante ricchezza. Attualmente c’è un urgente bisogno d’una formula che contribuisca alla salute dei popoli e a trovare un equilibrio socio-economico.  

Al tempo delle conquiste dei popoli originari e del territorio americano, la maggioranza dei nuovi arrivati, i conquistatori, erano analfabeti, che dovevano attendere il racconto degli altri per arrivare alla conoscenza. Ovvero, la mitologia intorno alla città d’oro aveva già una realtà tangibile fin dai tempi del re Salomone e il re di Tiro che avevano cumulato tanto oro, al punto da considerarlo un metallo comune. I punti convergenti per dare l’idea ai canti e la letteratura universale si trovano scritti, ancora, nei passaggi che evocano la visione rivelatrice che ha il profeta Giovanni nell’Isola di Patmos. Nell’Apocalisse, scritto alla fine del primo secolo, si elabora l’idea della città d’oro, fino che sembra “di cristallo trasparente", e dà l’idea di un gioielliere che ha sviluppato un accurato lavoro di purificazione. Però, d’accordo con il racconto biblico a questa città s’arriva solo alla fine dei tempi e accoglie solo chi ha agito in modo buono e giusto.

All’arrivo degli avventurieri spagnoli, nella prima decade del sedicesimo secolo, i popoli nativi americani si sono affrettati a offrire il meglio delle cose in loro possesso, senza sospettare che così facendo rischiavano la propria vita.  Rendendosi conto dell’errore, dell’avidità e crudeltà degli invasori hanno proceduto a nascondere alcuni tesori. Gli stranieri accecati dell’idea del Dorato hanno abbattuto chi conosceva i cammini verso le miniere e le tecniche d’elaborazione del pregiato metallo. Tuttavia, in Europa non si sono mai fermati gli arrivi di risorse americane. Ora sono distribuite globalmente in tutti i paesi industriali.

Le ricchezze delle nazioni prima della conquista, sono ancora uno ostacolo. Gli spagnoli, arrivati alle zone del sud del Rio Bravo, trovarono un clima più mite, ricchezze d’oro, argento e pietre preziose, e non hanno sviluppato il desiderio di lavorare e produrre il proprio cibo, ma hanno voluto che altri facessero il lavoro, schiavizzando i nativi e portando nuovi schiavi. Al trovare città molto ricche e organizzate si sono affaticati a perpetrare le istituzioni copiando il sistema imperante in Europa: aristocrazia, burocrazia, e altri privilegi concessi dallo stato come monopolio, giurisdizione e dominino incontestato sopra zone geografiche e popolazioni, onorando concessioni minerarie, redditi pubblici e altro che non impegnava né fisico né intelletto. Le innovazioni tecnologiche sono state poche e la maggioranza erano contrarie a esse.

Altri migranti sono arrivati a terre dove la densità della popolazione era minore, non era possibile asservirla e la terra non era ricca in risorse. Visto che avevano scelto per fuggire dai soprusi delle caste governanti in Europa, della mancanza d’opportunità economica e delle persecuzioni contro la libertà religiosa e di coscienza, si sono impegnati a produrre. Molti hanno contribuito al progresso della scienza e della tecnologia, altri sono diventati pirati e pochi sono attualmente i banchieri del mondo.

Al Sud del Fiume Bravo con l’avvento dell’indipendenza, sviluppatosi generalmente in forma violenta, meno di 200 anni fa, la situazione economica non mutò di molto. La cultura sociale e le istituzioni sono una perpetrazione dei controlli politici, economici e d’imposizione di tasse già esistenti nel XVIII sotto il controllo iberico. I politici attuali ancora mettono le travi nelle ruote dell’imprenditoria e spengono lo spirito imprenditoriale. La ricchezza dei pochi è ottenuta per prestazioni sottopagate e lavoro altrui mal remunerato, al limite dello schiavismo. La perpetrazione dei privilegi e poca mutabilità della burocrazia, non permettono l’autonomia politica e l’attivazione degli ascensori sociali.

Sono passati diversi secoli ricercando il Dorato. L’idea persiste. A Bogotà, in Colombia, il principale aeroporto fu nominato con il mitico nome: El Dorado. Solo all’inizio del presente, a luglio de 2002, il Centro di Documentazione Mapuche, riportava la scoperta di un possibile dorado. Nel loro portale si legge: «Scoprono la mitica città di "El Dorado". La scoperta è stata fatta da una spedizione internazionale nella giungla amazzonica del Perù. Specialisti con geo-radar hanno confermato che sotto una laguna ci sono caverne e tunnel dove, secondo la leggenda, erano nascosti i tesori degli ultimi Inca». Non sappiamo quanto sia vero, tuttavia, siamo consapevoli che nei paesi dell'America Latina hanno ancora territori molto ricchi, una popolazione molto povera e una casta di sovrani e banchieri indolenti.

Le denunce della vice presidente dell’esecutivo della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Delcy Rodríguez, che l’ultima settimana di maggio 2020, avvisava alla comunità internazionale e che “La Banca d’Inghilterra in collusione con criminali dal colletto bianco come Guaidó ha imbastito un complotto per appropriarsi dell’oro del Venezuela, patrimonio pubblico della nazione”.  L’accusa di non rispettare gli accordi di diritto internazionale pubblico sono gravissime.

La denuncia pubblica è andata oltre, visto che la vice presidente Rodríguez, ha voluto allertare a tutte le nazioni riguardo lo sviluppo di una nuova forma di pirateria e furto alle nazioni latinoamericane dicendo: “In qualsiasi momento questa banca non lo conosce come cliente per conservare il suo oro.” Inoltre, annunciava d’aver agito a tutela dell’interesse del popolo venezuelano nei tribunali inglesi e internazionali.

La situazione dovrebbe allertare alle nazioni, visto che il caso venezuelano è un precedente pericoloso per tutti. Nessuna banca, oppure, nessuna nazione dovrebbe fare caso omesso della autodeterminazione dei popoli di volere darsi il governo che preferisce. La legalità del governo di Nicolas Maduro è riconosciuta dalla comunità delle nazioni. Venezuela ha tutti gli organi amministrativi, legislativi e giurisdizionali che corrispondono ad ogni nazione civile e democratica.

L’amministrazione venezuelana ha già chiesto diverse volte la devoluzione delle riserve dell’oro, alla quale ha bisogno soprattutto in questa fase critica dello sviluppo della pandemia. All’osservarsi i primi casi di Covid-19 ha visto la necessità d’investire le riserve per potenziare il sistema di salute, acquisire materiale sanitario per proteggere i medici e rifornirsi del cibo e medicine che ha bisogno. Inghilterra non può negare gli oggetti, i loro preziosi, che i rappresentanti democraticamente eletti d’una nazione, in nome del popolo, possano mettere in custodia, pagando. La banca inglese attenta contra la salute dei milioni di venezuelani e non solo.

Le riserve e la Custodia delle riserve di oro sono importantissime a garanzia della indipendenza e la ricchezza di una nazione. L’oro è il principale valore ombrello delle famiglie, imprese, inversori e dei governi. Di fatto, i fondi d’inversione sono i principali detentori delle migliaia di tonnellate d’oro nel globo.

Le principali riserve d’oro sovrane dei paesi latinoamericani sono custodite nelle banche nazionali, come deposito di valore. Wikipedia al classificare le riserve d’oro mondiali, riporta i dati venezuelani aggiornati al 2020, però la maggioranza dei dati sono del 2017. Se si considera interessante conoscere quante tonnellate e la percentuale che occupa sul totale delle riserve internazionali della nazione, ecco alcuni dati: al trentesimo posto della classifica globale delle riserve sovrane Wikipedia, sta il Messico che ha dichiarato 120,5 tonnellate e il 3% delle riserve; al trentasettesimo posto il Venezuela con 90 tonnellate che rappresentano il 64,8% delle riserve. Al quarantesimo posto l’Argentina ha 61,7 tonnellate e sono il 6,5% delle riserve. Successivamente appare Peru 34,7 con tonnellate e sono 3,6% delle riserve, Brasile 33,6 tonnellate e rappresentano 0,5% delle riserve, Bolivia 28,3 tonnellate e sono il 13,4% delle riserve, Ecuador con 26,3 tonnellate che sono il 31,0% delle riserve, El Salvador 7,3 tonnellate e le riserve sono il 10,6%, Guatemala ha 6,9 tonnellate, e sono il 5,3% delle riserve e, Colombia riporta 6,9 tonnellate e le riserve sono l’1,1%. Appariranno Aruba, Suriname, Trinidad e Tobago, Honduras e successivamente altre nazioni.  

Al sud del Rio Bravo il sottosuolo dei paesi latinoamericani custodisce ancora il dorato nascosto visto quanto sono ricchi in risorse minerarie. Oltre all’oro, l’argento, il rame, ferro, stagno, piombo, zinco, antimonio, cadmio, pietra calcare, bentonite, cloruro di sodio, litio, coltan e molti altri minerali necessari nell’industria, che include l’industria degli ipertecnologici, sono produttori di importanti risorse energetiche come petrolio e carbone, di pietre preziose come topazi, smeraldi e acquamarina tra i più importanti.

I progetti d’inversione della esplorazione e dell’industria mineraria globalmente sono i più consistenti. Le transnazionali con partecipazione degli stati sono molto presenti. Gli enti a carico della vigilanza della esplorazione mineraria, che principalmente vigilano lo sviluppo sono: le Agenzie Nazionali Minerarie, i Servizi Geologici, le Agenzie Nazionali di Idrocarburi e i Ministeri di Mine ed Energia. Tante volte le zone minerarie hanno deficit nei servizi idrici e di fornitura elettrica.

La infrastruttura e la logistica non è adeguata, però si sta fortemente sviluppando. Alcune pratiche miniere primitive hanno conto della cura dell’ambiente circostante, altre usano mercurio contaminano gravemente le risorse idriche e attentano contra la salute degli abitanti.

Chi è a capo dell’operatore pubblico dovrebbe attivarsi come Salomone per creare politiche adeguate e cumulare oro, non disperdere il proprio oro. L’interesse dei governati, non dovrebbe tendere a soddisfare i bisogni d’una parte della società, ma a fornire i beni e servizi d’interesse generale, nel nome del bene comune. Argentina, Messico e il Venezuela, finora, maneggiando con cura le proprie risorse, hanno affrontato la pandemia senza erodere il tessuto sociale, adottato politiche economiche e sanitarie equilibrate.

D’altra parte il Cile, Ecuador e Peru hanno a capo dei leader che non hanno agito adottando politiche per il benessere del popolo, offrendo misure di contenimento adeguati alle famiglie più bisognose e alle piccole medie- imprese, affinché la fame degli individui, la povertà delle famiglie e la disoccupazione nazionale non aumentassero, ma hanno approfittato della pandemia per allacciare rapporti finanziari con operatori esteri che non fanno a cuore l’interesse della società.

Gli operatori esteri sono attualmente il principale strumento d’aiuto e solidarietà per le nazioni latinoamericane, sia per la rilevanza dei rapporti commerciali e finanziari. Per aiutare a contenere la pandemia, il soft power sviluppato generosamente da Cina e Russia, con la partecipazione del personale medico offerto da Cuba, ha generato nuove forme per superare, oppure, confermare la teoria della cospirazione, perché andava a riempire il vuoto lasciato dalle potenze europee e nordamericane.

Gli aiuti offerti, ovverosia, quei prodotti di prima necessità, urgentemente necessari per fare funzionare i sistemi di salute pubblica in deficit hanno coniato una nuova voce: la “diplomazia delle mascherine”. Ovverosia, durante i primi tempi dell’emergenza, mediante un’intensa attività diplomatica, la così detta diplomazia delle mascherine, il governo di Xi Jinping vuole calmierare il danno d’immagine che l’autocratico virus Covid-19 ha imposto. Sono attrezzature e dispositivi di sicurezza sanitaria, e conoscenza che hanno assunto il ruolo di ambasciatori senza petulanza, ipocrisia, e autocompiacimento.

Di fatto, i governi alfieri della destra latinoamericana che per un certo tempo avevano cercato di prendere le distanze dei governi cubani, russi, e cinesi hanno dovuto rivendicare amicizie mai avute o volute con Diaz- Canel, Vladimir Putin o Xi Jinping. Il virus ancora oggi è fase di comprensione e visto il beneficio che anche Italia e i paesi latinoamericani hanno ricevuto, si considera che polemiche sono inutili. Il personale, gli strumenti e l’assistenza non saranno totalmente gratuiti, pero è stato utile ed opportuno. Il “Grazie di cuore”, si è fatto sentire.

A sud del Rio Bravo le scelte di politica monetarie, fiscale e di cooperazione internazionale sono, anche esse agli antipodi: alcuni ricercano il dorado personale e altri il benessere per tutti. Sono i governanti coloro che con le loro scelte determinano la salute e il benessere del proprio popolo. Tutti i cittadini in virtù del giusto diritto dovrebbero sorvegliare sull’operato, però la corruzione, la corsa al pane quotidiano e la bassa istruzione sono un muro grezzo che impedisce l’acceso alla vera partecipazione di tutti alla gestione, sorveglianza de attenzione della cosa pubblica.

I governi devono trovare uno spazio economico per rafforzar la spesa pubblica garantendo il contenimento della pandemia, come si questo fosse parte della formula magica. Però, Lenin Moreno presidente dell’Ecuador ha scelto pagare il debito pubblico e continuare a indebitare il proprio popolo già sottoposto a una forte crisi social, economica e sanitaria. El Salvador ha indebitato l’89% del PIL, visto che il Parlamento ha approvato milioni di dollari per appoggiare la riattivazione economica.  D’altra parte, Alberto Fernandez in Argentina ha elaborato un programma d’aiuto sociale senza rincorre all’indebitamento internazionale. Andrés Manuel Lòpez Obrador (AMLO) si rifiuta d’indebitare il Messico. Cuba ha denunciato il blocco navale che ha impedito l’arrivo delle donazioni che la Jack Ma Foundation, fondatrice della società Alibaba, aveva offerto al governo cubano. Certo è che i governi nazionali e la comunità internazionale fanno la differenza.

Il paese più povero, Haiti, ha bisogno d’attivare la propria economia e richiede, ancora, della solidarietà internazionale, visto che nel 2019 è arrivato a spendere pro-capite solo 37 dollari. Con 182 positivi all’11 maggio, successivamente il 29 maggio ha riportato un incremento che arriva a 1.320 casi positivi e nello steso periodo è da passato da 15 a 34 deceduti. Mentre il ricco della regione, il Brasile, in un anno spende 1.282 dollari; la cifra non è sufficiente visto che un’alta percentuale della popolazione che lo abita sotto pandemia sta in una condizione di fragilità sanitaria, e la endemica vulnerabilità sociale e povertà economica.

Di fatto, il paese più ricco e più popoloso latinoamericano, il “Brasile sta lottando contro due virus: il Covid-19 e il bolsonarovirus”, come ha affermato Joao Doria, governatore dello stato di San Paolo. L’attuale governo del negazionista brasiliano Jair Bolsonaro, tristemente ha permesso la nazione d’occupare la sesta posizione globale per il numero dei decessi 26.991 e 438.812 persone positive al virus, ovvero globalmente dopo gli Stati Uniti rappresentava il secondo per pessima amministrazione della pandemia. A Rio de Janeiro sono state le forze illegali a imporre il coprifuoco.

Trascurando la salute dei brasiliani, dando priorità all’economia e scaricando il peso del contenimento della pandemia nei governatori regionali, il presidente Jair Bolsonaro non ha richiesto una quarantena sociale nazionale come misura per prevenire la crescita esponenziale del contagio. Bolsonaro sembra aver presso posizioni sbagliate e irresponsabili, andando contro il comune senso, il proprio ministro della salute e l'OMS, fintantoché, il Tribunale Supremo federale ha deciso, il 15 aprile, che i governi locali, statali e municipali, possono imporre misure restrittive per contenere la pandemia, sollevando la responsabilità al presidente. Tuttavia, Bolsonaro contestato da diversi fronti, non ha cambiato abitudini, ha rilevato il Ministro della Salute e accettato la rinuncia del Ministro di Giustizia.  Comunque, a giorni d’avere incaricato il nuovo Ministro, anche questo ha presentato le dimissioni. Il Parlamento brasiliano ha registrato 31 richieste d’impeachment in meno di 16 mesi dal giuramento. L’inchiesta autorizzata dalla Corte Suprema potrebbe sollevarlo dall’incarico.

Da continuare la crisi, l’attiva una lotta tra l’esecutivo, il sistema giudiziale e la tensione sociale, il sistema politico brasiliano potrebbe collassare. L’allerta, dall’ex presidente Ignazio Lula da Silva, arriva via twitter il 28 maggio: “Um aviso aos democratas do Brasil: os golpistas já colocaram o pé na nossa varanda. Se não houver reação, eles arrombarão a nossa porta.” Al levare una voce allerta dicendo: “Un avvertimento per i democratici in Brasile: il colpo di stato è già salito sul nostro androne. Se non ci sono reazioni, busseranno alla nostra porta” Lula, desidera che i cittadini e la comunità internazionali s’attivino per salvaguardare la speranza democratica dei latinoamericani.

La tenuta socioeconomica è a rischio in tutte le nazioni. I paesi latinoamericani spendono in media il 2,2% del PIL per mantenere il sistema della salute. Molto meno di quello che spendono in difesa e polizia. Allora, visto che il rafforzamento dei sistemi sanitari richiede una spesa pubblica maggiore e migliore, alcuni esponenti politici principalmente dell’opposizione, hanno proposto l’utilizzo dei denari destinate alla difesa nazionale.

L’economia è fragile. Se bene tutti i popoli siano umili e resilienti, la povertà è molto vicina ad inglobare 186 milioni di persone, e la povertà estrema tocca più di 67,5 milioni. D’accordo all’organo delle Nazioni Unite, la Comisione Economica per l’America Latina e i Caraibi (CEPAL), nel 2019 la popolazione dell’America latina e i Caraibi ha circa 630 milioni d’abitanti. Inoltre, la popolazione di 58 milioni di persone over 65, si potrebbe vedere profondamente affettata. Nei quartieri popolari gli anziani senza protezione e sicurezza sociale, si confrontano con giovani senza opportunità, senza lavoro, senza protezione fisica, senza politiche pubbliche. All’avanzare l’ombra della pandemia, tutto ciò indica che si richiede misure urgente da parte dei governi.

Non solo i settori più poveri soffrono. La recessione globale sta generando sconforto nelle imprese e timore nei lavoratori dipendenti. L’attività d’impresa si ha visto coinvolta nella congiuntura globale che ha rilevato effetti indiretti, d’accordo alla CEPAL: “1) La diminuzione dell'attività economica dei suoi principali partner commerciali e i suoi effetti; 2) La caduta dei prezzi dei prodotti primari; 3) L'interruzione delle catene del valore globali; 4) la minore domanda di servizi turistici; 5) La riduzione delle rimesse e 6) L'intensificazione dell'avversione al rischio e il peggioramento delle condizioni finanziarie globali”. Inoltre, la CEPAL informava che i costi di contenimento della pandemia avranno un peso produzione significativo arrivando fino al 67% del PIL regionale e i l’occupazione sta colpendo, d’accordo i pronostici fino al 64% dell'occupazione formale.

La formula dell’alchimia che contribuisca alla salute dei popoli e a trovare un equilibrio socio-economico la devono trovare i governati. Sono stati eletti per dare risposte. Dopo i fatti della primavera latinoamericana, in che i governi neoliberisti attuando le loro politiche, hanno sottoposto al popolo a scioperi e proteste, hanno aggiunto il crollo nel valore delle esportazioni della regione è previsto superiore al 10,7% nel 2020, però senza l’indecenza del Covid-19. Si rende urgentemente necessario il possesso di quella formula che permetta trasmutare il non fare, ovvero la pigrizia e l’indolenza di alcuni governi, in benessere. Trovare un’idea che trasmuta il poco lavorare o la corruzione di molti amministratori in abbondante ricchezza per condividerla rifondendo di cibo, medicina e welfare ai settori più deboli, è un imperativo.

La CEPAL, mediante la segretaria Esecutiva, Alicia Bàrcena, ha chiesto un’integrazione regionale che guardi più avanti delle divergenze politiche. Che metta in produzione alimenti o permetta mediati lo scambio, aperture di frontiere, l’arrivo di essi risorse mediche. Di fatto, per ora, l’unica opzione strategica a breve e medio termine per mitigare gli effetti negativi del virus Covid-19 nella regione è quella di spostarsi verso un nuovo modello di sviluppo attraverso una maggiore integrazione.

Al sud del Rio bravo il dorato potrebbe arrivare all’ora della condonazione. Tra le principali economie, il governo argentino, messicano e venezuelano cercano di evitare di indebitare ulteriormente il futuro dei propri popoli, facendo leva nella possibilità di fare fruttare sapientemente le proprie risorse. I dati sulla contagiosità del virus riforniti della diretta da Infoviral, su Facebook e YouTube, per il 29 maggio 78.023 contagi e 8.579 decessi per il Messico. L’Argentina, dalla sua parte aveva riportato 14.702 contagi e 508 deceduti. Venezuela, che tra tutte le nazioni latinoamericane per prima aveva adottato le politiche di contenimento, grazie a un ottimo sistema sanitario, una popolazione civile e altamente collaborativa e un governo che dà fiducia nelle istituzioni sociali, aveva registrato solo 11 morti e 1.325 casi positivi. Potemmo opinare che i dati non sono corretti come l’opposizione afferma, tuttavia, gli oppositori al governo non sono in grado di fornire prove concrete che i governi non dicono la verità. Oppure il popolo attraverso le reti sociali potrebbe denunciare e riportare la vera situazione come è successo in Ecuador. 

I Presidente Alberto Fernández, Andrés Manuel Lopez Obrador e Nicolas Maduro, sono supportati d’altri leader, che “non lavorano col favore delle tenebre”. Senza dubbio voleva allertare i popoli riguardo i poteri apolidi che non sempre lavorano a favore del popolo. I leader che lavorano a favore del popolo, anche se non hanno cariche importanti, si mostrano a sfavore del ricorso a più indebitamenti nazionali e chiedono alle potenze un condono del debito estero.

La campagna di condonazione - guidata dagli ex presidenti del Brasile, Dilma Rousseff; il colombiano, Ernesto Samper; l’ecuadoriano, Rafael Correa; il paraguaiano, Fernando Lugo; l’ex vicepresidente della Bolivia, Álvaro García Linera; gli ex ministro degli esteri argentino Jorge Taiana; il brasiliano, Celso Amorim, e la politica cilena, Camila Vallejo Dowling- è partita sotto lo slogan “La hora de la condonación de la deuda para América Latina”, ovverosia: l’ora del condono del debito per l’America latina. Anche se ha altri promotori di spicco della politica continentale e il nome dell’ex premier spagnolo, José Luis Rodríguez Zapatero, oltre a politici e accademici non latinoamericani, detta iniziativa nel futuro racconterà la propria verità.

Però, altri i governi e oppositori, i neoliberisti sembrano andare contro corrente. Per i paesi latinoamericani, il principale operatore finanziario transnazionale è Fondo Monetario Internazionale (FMI), creato nel 1944, per aiutare a garantire la stabilità economica e monetaria delle nazioni. Però, la banca, che raccoglie il risparmio delle famiglie e li cede in prestito alle imprese o ad altri operatori economici non guarda l’interesse del debitore, vuole garanzie, e quasi sempre riesci a imporre patti leonini. I più vulnerabili sono quelli che finiscono per pagare i piatti e le tazze rotte delle scelte dei governanti.

Davanti a un piccolo virus autocratico, i governi sudamericani, per discutere le questioni di cooperazione a livello sanitario, attivarono il Foro per il Progresso del Sudamerica (Prosur). I mandatari si sono confrontati in diverse riunioni virtuali, come se fossero piccoli leader a capo di piccoli e poveri paesi, per darsi forza e coraggio. Supportati dal loro staff di cancellieri e ministri della sanità, governi della destra latinoamericana, che hanno asservito in breve tempo i propri concittadini alla economia neoliberista, come la presidente della Bolivia, Jeanine Áñez, e Lenin Moreno dell'Ecuador, si sono incontrati virtualmente con il presidente del Cile, Sebastián Piñera, della Colombia, Iván Duque Márquez; il paraguaiano Mario Abdo Benítez e l'uruguaiano, Luis A. Lacalle Pou. Ha partecipato all’incontro, come un fatto novello, un apparente gigante salvatore dell’economia, sotto il quali si sono schierati: Luis Alberto Moreno, presidente della Banca Inter-Americana di Sviluppo (BID). Pero Moreno stava lì per servire di ponte con la Banca Mondiale.

I partecipanti alle riunioni di Prosur, l’ultima sviluppata il 26 di maggio, integrandosi con i rappresentanti del Brasile e Guyana, hanno accordato un’azione congiunta per trovare i mercati e riuscire ad acquisire i prodotti che avevano bisogno per affrontare la pandemia. I governi satelliti delle potenze occidentali, dopo aver sistematicamente attuato politiche repressive sul proprio popolo durante le manifestazioni del secondo semestre 2019, hanno dovuto aggrapparsi alla resilienza del popolo e al telefono e alle teleconferenze per chiedere l’aiuto cinese, cubano e russo, che utilmente disprezzavano. Tuttavia, alla presenza della Banca, concordarono stabilire meccanismi di credito per affrontare i tempi della pandemia e i futuri.

I governi del Cile, Ecuador e Perù recentemente hanno rafforzato il debito con il FMI. Il ricorso al credito flessibile, ha impegnato al Cile, visto che il presidente Sebastián Piñera ha chiesto di 23.800 milioni di dollari. Il paese si è visto sotto il costante fuoco della “primavera latinoamericana”, una serie di proteste che hanno coinvolto lo stato, come principale attore oppressore e i cittadini che chiedevano migliori condizioni per i settori della salute, l’educazione, pensioni, l’abbassamento delle tasse e il rispetto della vita dei popoli originari.  Il 29 maggio la diretta di Infoviral, una pagina in Facebook, riportava per Cile 86.493 contagi e 490 decessi.

Inettitudine e neoliberalismo hanno governato gli ultimi anni nell’Ecuador. Le proteste e la pandemia hanno tolto la maschera alle politiche neoliberisti, implementate da differenti governi, e hanno fatto vedere il primo volto del Sistema sanitario al collasso. L’erede del grosso lavoro d’ammodernamento sviluppato dall’ex presidente Rafael Correa e del Movimento per la Rivoluzione dei Cittadini (MRC), l’attuale presidente, Lenín Moreno ha scelto di tradire il voto dei cittadini e i principi del movimento che lo ha portato al potere, e ha dato la priorità al pagamento del debito pubblico, ricorso a un altro debito, e di fatto, non ha investimenti per salvare vite umane. Moreno, recentemente, ha negoziato un indebitando ulteriormente della nazione per 1.440 milioni dollari da organismi multilaterali: 640 dal FMI, 500 dalla Banca Mondiale e 300 dalla Banca per lo Sviluppo dell’America Latina e i Caraibi.

All’arrivo al governo, le politiche socialiste e di welfare implementate dal governo del ex presidente Rafael Correa, Moreno li ha ridotte drasticamente. Correa aveva attuato politiche che avevano visto una consistente riduzione del tasso di povertà dal 37% al 22,5%, e lo sviluppo dello stato sociale con un sistema sanitario gratuito per tutti, grazie all’uso sapiente del denaro pubblico e finanziato anche dalle royalties cinesi collegate all’estrazione del greggio.  All’arrivo della pandemia, il proprio ex presidente Correa, ha dovuto prendere la voce e denunciare alla comunità internazionale i gravi errori di calcolo politico, l’inettitudine, l’inefficienza, la mancanza di trasparenza e totale mistificazione dei fatti, generati dalle scelte di Moreno. Correa e la Revoluciòn ciudadana hanno riconosciuto l’errore e non pensavano aver covato un traditore, un Giuda. Il giornalista Flavio Bacchetta, nel blog de ilfattoquotidiano.it, il 10 aprile scriveva la propria rassegna dei fatti e concludeva: “A ulteriore riprova che il neoliberismo mondiale, dopo aver causato lo sfascio del servizio sanitario pubblico, è stato il migliore alleato della pandemia globale in corso”. I cittadini chiamano il di Moreno “il desgobierno de la miseria”. I settori richiamano il ritorno dell’umanista Correa. Il 29 maggio Infoviral, su YouTube, l’Ecuador dalla sua parte aveva riportato 38.471 contagi e 3.313 deceduti.

Il FMI ha approvato al Perù, la cifra di US$11.000 milioni, anche essi flessibili e a fini di prevenzione, ovvero, in caso di bisogno. Una delle strategie più nocive per l’economia e la salute del proprio popolo, le ha sviluppato il peruviano Martin Vizcarra, che ha permesso che le forze di polizia abusassero della loro capacità d’imperio e oltretutto, non conosce le condizioni di povertà delle famiglie e che la realtà dell’economia informale, che elevano la possibilità d’osservare la quarantena a la categoria del lusso: “se non si lavora sulle strade, le famiglie non possono mangiare”. In questo modo osservare la pandemia è una trappola mortale. Perù si classifica dopo il Brasile, come la nazione con il peggior andamento degli effetti negativi della pandemia tra i paesi latinoamericani con 141.779 contagi e 4.099 morti.

Al sud del Rio bravo, si ha confermato che la mano invisibile dei prestiti non aiuta la salute, essendo un fatto che la pandemia ha sottolineato.  I soldi dei prestiti si disperdono negli oscuri meandri dell’incapacità dei governanti, la corruzione e il mal affare. I paesi latinoamericani hanno bisogno di giustizia sociale e d’usare i propri ricorsi a beneficio del proprio popolo. Un esempio importante è la previsione che si faceva in un portale informativo riguardo la capacità estrattiva della Bolivia e affermava: “se podrán extraer metales por 200 millones de dólares por año, de los cuales 39 millones quedarían en el país a modo de impuestos”. Ovvero, "I metalli possono essere estratti per 200 milioni di dollari all'anno, di cui 39 milioni rimarrebbero nel paese come tasse”, a dimostrare che solo meno d’una quinta parte delle risorse estratte sono teoricamente a beneficio del popolo. Se esse nazioni avessero la possibilità di sfruttarle, elaborarle e venderle, la mano invisibile dell’economia darebbe opportunità e benessere per tutti.

C’è il bisogno, dell’alchimista che possa trasformare la mancanza d’opportunità e di lavoro prendendoli come se fossero metalli vili e li tramuti in risorse necessarie per la vita. Di fatto ora, con lo sviluppo delle moderne tecnologie, è urgente, che la comunità internazionale rivolga gli occhi della giustizia e l’equità verso queste ricche nazioni e paghe bene i prodotti, non permetta il saccheggio né la pirateria.

Visto che “la mano invisibile dei prestiti non aiuta la salute” delle popolazioni latinoamericane, perché i denari non arrivano al popolo, vero proprietario, si rende necessario ricordare le parole del Proverbio bibliche del già nominato re Salomone che non passeranno mai: “La giustizia fa onore a una nazione, ma il peccato segna il declino dei popoli”. Ecco il punto.

Ora che l’ingegno umano ha trovata la formula materiale che tramuta ogni pietra in oro, si rende necessario che la poca capacità della azione amministrativa e d’iniziativa imprenditoriale siano tramutati in giustizia sociale ed equità a beneficio di tutti i componenti dell’ecosfera.

Il Dorato ancora sussiste come ideale da raggiungere. Il punto focale di questa voce è dire che i governanti potranno dimenticare il fato, oppure, l’evento democratico che li ha portato alla testa dei propri popoli per agire nella costruzione del bene comune, però, che si lo dimenticano, il popolo, tal volta sente il bisogno d’alzare la voce per ricordare che c’è una giustizia trascendentale. Ci sono nazioni dove la corruzione è punita severamente, tuttavia, molti mandatari e molti amministrativi giocano d’azzardo, sfidando non solo le norme non scritte della morale e dell’etica, sino che arrivano a violare palesemente le leggi civili, scritte. C’è bisogno di punirli.

Bisogna mostrare solidarietà con altri popoli e dire ai politici e industriali che elaborano scelte contrarie al bene comune che ora non possono essere più tollerati. In appoggio agli organi e istituzioni preposte, anche a noi, come utenti delle risorse latinoamericane, corrisponde dire che le palesi violazioni dei diritti umani da parte delle forze dell’ordine, la corruzione, la pauperizzazione dei contadini, l’assassinato dei leader sociali e degli operatori internazionali a difesa dei diritti umani, sono i principali peccati che hanno fatto declinare queste prospere nazioni. C’è tanto bisogno di giustizia. Tanta giustizia sociale. 

Se la justicia ingrandisce le nazioni.  Allora bisogna alzare la voce e intimidire a quei governanti avidi e incapaci, che se trincerano dietro simpatie, egoismi e interessi personali, dimenticando il destino comune e i fondamentali bisogni di empatia e solidarietà. Bisogna denunciare il sistema bancario, oppure rinunciare a esso.

La giustizia è la vera mano invisibile che insieme all’altra, quella chiamata equità, insieme favoriscono la mano invisibile dell’economia e fanno possibile che l’opzione dei prestiti, se necessari, aiuti veramente alla salute di tutti i popoli.  Se alla fine dei tempi i cittadini di questo mondo ambiscono camminare nella città d’oro trasparente, più che prestiti leonini, se necessita giustizia sociale.

 

FONTI:

Diario La Nueva Provincia S.R.L. Descubren la mítica ciudad de "El Dorado”. http://www.mapuche.info/indgen/nuevaprovincia020726.html. Ultima consulta 29 maggio 2020

InfoViral. https://www.youtube.com/watch?v=Dn9xHmfvHUk. Ultima consulta 29 maggio 2020

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Ana Maria Roura della BBC News Mondo, BBC News Mundo, RT en Español. twitter, Facebook, wikipedia, DW Español, Sacra Bibbia Apocalisse 21 e Proverbi 14:34

Ultima modifica ilDomenica, 31 Maggio 2020 14:01
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