Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Zia Martuchis, sorella maggiore e figlia consacrata

di Maryory Ortiz e Martha Alvarez

Il lavoro nel giornalismo è stato essenziale per Gabriel José de la Concordia García Márquez nel suo cammino verso il Premio Nobel per la Letteratura. Ma questa fondamentale attività per la democrazia, condotta da García Márquez, era piena di eventi imprevisti, insidie, paure, minacce, espatrio volontario, divieto di ingresso negli Stati Uniti, protezione dei messicani e morte in esilio. Le condizioni lavorative dei giornalisti colombiani degli ultimi decenni non hanno conosciuto maggiori cambiamenti, il rischio alla propria incolumità è ancora grande vista la insofferenza di alcuni settori del potere e della vita socioeconomica alla verità pubblica. 

Il lavoro dei giornalisti è uno dei punti cardinali fondamentali in un ordine democratico, perché nel rispetto della verità, sono utili per la pubblica amministrazione e i cittadini, affinché possano conoscere oggettivamente gli eventi naturali e sociali, in particolare per formarsi e allenarsi a una pluralità ideologica, per decidere il proprio destino e influenzare nel bene comune.

Il cittadino istruito e informato è l'incudine su cui sono sostenute e forgiate l'economia, la politica e tutte le infrastrutture materiali e immateriali dei settori della vita di una nazione. Da quel punto di vista ogni persona diventa un educatore e un intellettuale a beneficio dell'umanità.

Le nuove idee ispiratrici che circolano e attraversano i confini della nostra società globalizzata, vedono la necessità di ricostruire e aggiornare gli insegnamenti dei padri fondatori, che avevano contribuito a immaginare una società più giusta ed equa, a rendere la nostra società, nella sua complessità, capace di diventare ‘La Alternativa’ in grado di lavorare, costruire e fare un mondo migliore. Manuel Santoro, autore de "Il Manifesto del Socialismo", invita alla riflessione e ogni persona con la sua innata capacità di sviluppare un ruolo importante nell'educazione e nell'informazione, affinché attraverso la propria influenza, creando un pensiero attivo e positivo, in quanto: “L'intellettuale al servizio della comunità è una risorsa positiva, poiché crea le condizioni per una profonda comprensione delle questioni del mondo e crea le condizioni per una convergenza culturale e politica necessaria”. In quel lavoro individuale il giornalismo ha il ruolo più importante.

I lavoratori dell'informazione, i giornalisti, i ricercatori e i media, praticamente, occupano il quarto potere dietro il potere esecutivo, legislativo e giudiziario, e sono estremamente importanti. Ecco perché, ancora una volta, le denunce presentate dal giornalista colombiano Martínez Vallejo scatenano uno scandalo.

La presidenza di una repubblica democratica ha molti doveri, incluso quello di essere trasparente, perché è l'autorità morale e politica suprema, garante del rispetto della legge. La Vice Presidenza della Repubblica ha il dovere di avere le stesse condizioni per poter assumere le responsabilità del presidente, perché è eletto nella stessa data e formula, essendo la seconda posizione dell'esecutivo colombiano, lo rappresenta in caso di assenza parziale o assoluta e nelle missioni o quando sviluppa ordini speciali.

Poche settimane fa la giornalista Julián Martínez Vallejo ha dato l'annuncio a Martha Lucía Ramírez, la prima donna ad assumere la posizione di Vice Presidente della Repubblica nella storia della Colombia, della sua intenzione di pubblicizzare la cauzione che essa ha pagato allo stato nordamericano nel 1997, per liberare Bernardo Ramírez Blanco, suo fratello, catturato negli Stati Uniti in un'operazione per traffico di eroina. Questa nuova denuncia, che infanga la vicepresidente, si unisce ad altre che sono state conosciute quest'anno, in cui è collegata al trafficante di droga Guillermo León Acevedo Giraldo, alias "Memo Fantasma”; e non solo a lei, ma anche a suo marito.

I giornalisti Gonzalo Guillén e Julián Martínez hanno presentato la loro indagine, documentandola seriamente. La stampa tradizionale colombiana, ha cercato di ammorbidire il problema per renderlo invisibile, ma è stato difficile nasconderlo, al punto che molte agenzie di stampa e portali internazionali hanno fatto eco alle notizie rivelate dal portale indipendente "La Nueva Prensa", mettendo in evidenza il lavoro dei media indipendenti.

Claudia Báez, nel 2016, ha coperto l'elezione degli Stati Uniti e le sue opere giornalistiche indipendenti sono apparse sulla stampa di El Tiempo, El Espectador, ProPublica e France24, e per questo caso dal suo account Twitter, il 12 giugno, si è interrogata sull'opera della stampa tradizionale e i crediti che bisogna dare alla ricerca indipendente.

 

I lavoratori della comunicazione sociale, che si occupano di indagini giornalistiche, considerati un diritto fondamentale sancito dall'articolo 20 della Costituzione politica della Colombia, sono protetti e d’accordo a questo principio, teoricamente, non dovrebbe esistere censura. Ma nonostante ciò, il giornalismo è stato storicamente violato, minacciato e persino bombardato da diverse tribune. Nei decenni passati, i governi hanno chiuso giornali e radiodiffusioni e alcuni partiti politici si sono appropriati. Inoltre, i cartelli della droga non si accontentano di minacciare e pressare sui giornalisti, molti sono stati rapiti, altri sono stati assassinati e, nel settembre 1989, hanno letteralmente bombardato il quartier generale del più antico giornale in Colombia: "El Espectador", nella parte occidentale di Bogotá.

Attualmente, il giornalismo non è solo oggetto di attenzione pubblica in cui il lavoratore e il datore di lavoro sono esposti alle corrispondenti denunce penali, ma va oltre: i comunicatori rischiano la vita per mano delle forze oscure del narcotraffico, del para-militarismo e delle bande criminali. Per illustrare la situazione attuale, Juan Camilo Hernández, direttore del Programma di comunicazione sociale e giornalismo dell'Università della Sabana, afferma: “Le pressioni sulla stampa hanno uno stile diverso: una pressione più intelligente e meno evidente. Alcune forme di abuso contro il giornalismo sono “las chuzadas", spionaggio illegale, strane azioni penali, intercettazioni e "autocensura" per interessi finanziari”. Queste affermazioni attraverso il portale dell’Alma Mater, una delle più importanti per l'accettazione e la tradizione nella formazione dei lavoratori nella comunicazione sociale e nel giornalismo, dice molto.

Grazie all'intermediazione del Premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, vista la situazione di rischio per i lavoratori dell’informazione è nata la ‘Fondazione per la Libertà di Stampa’ (FLIP). La FLIP è l'organizzazione non governativa che contribuisce alla protezione dei giornalisti, promuove la libertà di espressione e l'accesso alle informazioni e, monitora le violazioni contro la libertà di stampa. La FLIP indica che nel solo 2020 e fino al 5 luglio ci sono state denunciate 208 violazioni della libertà di espressione, con 345 vittime.

La situazione dei comunicatori colombiani a causa del "clima di violenza e autocensura", e la censura in quanto tale, trascende e si fa sentire nella classificazione di Reporter Senza Frontiere, che, analizzando i dati di 180 nazioni, elabora una categoria di libertà di stampa nel mondo. La Colombia si trova nella "Situazione difficile" al 130° posto, con un punteggio di 42,66, che la pone in una situazione migliore soltanto rispetto al Messico, Venezuela, Honduras, Cuba nel continente e anche su un piccolo gruppo di nazioni africane e dell’Asia; tuttavia, la situazione è molto drammatica.

La vita degli operai dell’informazione è una altalena di momenti di rischio. Il 14 giugno, il giornalista Julián Martínez ha pubblicato che la sua vita è in pericolo. “Questa persecuzione risponde al fatto che Martínez, insieme al giornalista Gonzalo Guillén, ha pubblicato sui media La Nueva Prensa e Cuarto de Hora un presunto rapporto tra il marito del vicepresidente Marta Lucía Ramírez, Álvaro Rincón, con un trafficante di droga noto come ‘Memo Fantasma’”, ha annunciato il portale fundamedios.us della Fondazione andina per l'osservazione e lo studio dei media (Fundamedios). Fundamedios è conosciuta come un'organizzazione non governativa ecuadoriana, ha intitolato il documento: "Giornalista è minacciato di morte e denuncia lo spionaggio dell'intelligence colombiana", il giorno dopo la comunicazione presentata da Martínez sul suo account Twitter personale.

Come lavoratore Julián Martínez Vallejo, ha una tradizione nella ricerca della verità, per essere in grado di fornire informazioni oggettive che aiutano la pubblica amministrazione e i cittadini. Per questo motivo è stato il vincitore del "Premio giornalistico nazionale Simón Bolívar", per il suo libro che ha esaminato documenti e file del Dipartimento amministrativo di sicurezza (DAS). La DAS è stata la principale agenzia di intelligence colombiana, sciolta nel 2011, perché ha effettuato intercettazioni illegali dirette a politici dell'opposizione, magistrati delle alte corti, difensori dei diritti umani e giornalisti. È stata sostituita ed è “l'agenzia di intelligence nazionale colombiana” (ANIC), chi si occupa di servizi attualmente. Lo scorso marzo, Martínez Vallejo, "a causa delle indagini condotte su un presunto acquisto di voto nella campagna del presidente Iván Duque da parte del trafficante di droga ‘Ñeñe Hernández’, ha denunciato anche ritorsioni contro di lui", conclude la nota dal portale Fundamedios.

Il presidente Iván Duque e la vicepresidente sono arrivati ​​al "potere promettendo una feroce lotta contro il traffico di droga e il crimine", come afferma Ariel Ávila dal portale del giornale spagnolo El Paìs. Ma secondo l'autore dell'indagine, Martínez Vallejo, il presidente non è stato adeguatamente informato dalla vicepresidente in merito al caso del fratello. In Colombia, una repubblica presidenziale, Duque è l'attuale capo di stato ed esecutivo, massima autorità amministrativa e comandante supremo delle Forze Armate. Come massimo rappresentante del popolo sovrano, tutta la sua vita pubblica e privata è soggetta alla trasparenza richiesta dal governo. "Gli scandali della vicepresidente" da soli sembrano infangare i funzionari e "il governo colombiano sta affrontando un'ondata di controversie sul traffico di droga che vanno oltre i suoi scarsi risultati nella lotta contro la droga", come intitola e sottotitola la nota di El Pais.

Il giornalismo nel suo lavoro sa che deve ottenere le informazioni e deve eseguire tutti i controlli necessari per non mancare La Verità e non violare i diritti dei cittadini di essere adeguatamente informati. Fin dall'inizio, la vicepresidente ha cercato di presentare la denuncia come un attacco politico basato su "una tragedia familiare" e con l'intenzione di collegarla a un crimine in cui non avrebbe nulla a che fare. Ciò che ha iniziato ad aprire la discussione sull'argomento nel paese. Ella si difende dicendo di aver informato alcuni dei suoi superiori politici in privato, ma al datore di lavoro, che siamo tutti cittadini, non è mai stato informato di nulla.

Il senatore Gustavo Francisco Petro Urrego, ex candidato alla presidenza e principale oppositore del governo, dai vari media accusa non solo a Ramírez, anche il governo e il suo partito, il Centro democratico, assicurando che: “il traffico di droga è al massimo potere della Colombia e in ciò risiede la sua forza, per questo è rimasto così negli ultimi quattro decenni”. Sottolinea anche, “una profonda bancarotta etica del governo colombiano” e ha chiesto le dimissioni della vice presidente.

 

La vita familiare è il fondamento della società. La vita di un politico dovrebbe essere pulita e, se possibile, tutti i congiunti dovrebbero essere moralmente irreprensibili. I legami familiari e commerciali sono importanti perché possono influenzare la vita economica e sociale della nazione. Il fatto sembra un pagamento normale, in un atto di solidarietà con la famiglia, in cui una sorella maggiore si sacrifica per il più giovane dei suoi fratelli. Ma il fatto trascende dallo stesso peso che rappresenta.

Il quotidiano El País, sul suo account Twitter ufficiale, il 13 giugno annuncia: "La vicepresidente della Colombia, Marta Lucía Ramírez, ha nascosto che suo fratello ha scontato una condanna per traffico di droga negli Stati Uniti". Quindi, è sufficiente ascoltare l'intervista caricata sullo stesso Twitter e fare una piccola analisi della dichiarazione ufficiale da lei pubblicata attraverso il suo account, per notare che c'è molto che vuole nascondere con le tue parole. Parole e gesti che un leader politico dovrebbe evitare, perché sta impiegando tempo prezioso dalle funzioni e dalle risorse pubbliche alla funzione. Si deve vedere che ha dovuto pubblicare la giustificazione sulla carta intestata, usando i mezzi a sua disposizione per la sua posizione.

Nella dichiarazione ufficiale, le prime dichiarazioni della vicepresidente non cercano di aiutare la nazione a trovare la riconciliazione della pace tanto attesa; non usa la carta intestata per creare uno slogan politico o pubblicizzare una azione amministrativa per ridurre le disuguaglianze e l'ingiustizia socioeconomica; tanto meno per incoraggiare i medici di prima linea a fronte nella lotta contro un virus globale. Le sue parole hanno lo scopo di mostrare questo fatto come una questione puramente personale e familiare, che le ha fatto mettere in discussione il suo lavoro all'interno del settore pubblico e statale, dato che sapeva che a un certo punto questa situazione sarebbe stata pubblicamente conosciuta.

 

Sorpassando tutto, in questo modo, forse l'unica cosa da rimproverare alla vicepresidente è che negli anni seguenti non avrebbe manifestato a coloro che erano i suoi elettori al Parlamento e alla presidenza della Repubblica, seguendo le orme dell'ex vicepresidente, anche esso uribista, Óscar Naranjo, quando ha riconosciuto che suo fratello era stato catturato e condannato per traffico di droga.

Il pensiero politico della carriera di Marta Lucía Ramírez Blanco, sfortunatamente, sembra essere un’altra fallacia confermata, che rappresenta la vita di molti cittadini che vengono a ricoprire un’alta carica di elezione popolare e ha una lunga carriera in posizioni importanti nella pubblica amministrazione. Nel periodo 1990-1991, la zia Martuchis è stata viceministro del commercio estero, poi è stata ministro incaricato di questo portafoglio dal 1998 al 2002 e successivamente ambasciatore della Colombia in Francia, durante il governo di Andrés Pastrana. Ha continuato come Ministro della Difesa nel governo Alvaro Uribe Vélez. Pertanto, il caso della Primera vicepresidente e figlia consacrata della Colombia, è più che familiare, perché le accuse importanti includono la lotta endemica contro il traffico di droga nazionale e internazionale.

La tragedia familiare è nazionale e le "Madri di falsi positivi" lo sanno bene, specialmente quelle di Soacha e Bogotá. In effetti il ​​gruppo di "Madri dei falsi positivi della Colombia" dal loro account Twitter ha scritto: "Tragedia familiare la nostra". La vicepresidente è nota come l'amata "zia Martuchis", perché dall'ambiente del giornalismo satirico e soprattutto da maggio 2019, è uscito un trillo del fumettista del giornale El Tiempo, Julio César González, meglio noto come “Matador”, quando uscì in difesa del giornalista Nicholas Casey, del New York Times.  Nicholas Casey ha pubblicato un rapporto sui "falsi positivi" a opera dell'esercito sotto il comando del presidente Duque, come accaduto molto tempo fa, sotto il governo di Alvaro Uribe, e aveva dichiarato che avrebbe dovuto lasciare la Colombia a causa delle minacce. Il caso storico si stava ripetendo: alla nazione e ai congiunti e al governo stava mentendo. Le famiglie di onesti militari, di polizia e della società civile che vivevano in aree periferiche o lavoravano come contadini, piangevano insieme; soprattutto le madri e donne che i loro figli, fratelli, padri o mariti venivano fatti passare come combattenti caduti.

La lotta dei congiunti colombiani non ha risposta, soprattutto i parenti degli scomparsi, torturati e morti in attesa che il vittimizzatore, lo Stato, faccia chiarezza. In un momento di terrorismo di Stato, durante il governo di Uribe, tra il 2006 e il 2009, illegalmente, alcuni membri dell’esercito hanno rapito e presentato a giovani e contadini come guerriglieri uccisi in combattimento. Facendo riferimento a ciò che Ramírez diceva, le associazioni di congiunti hanno ricordato quello che per loro sì è una vera tragedia familiare.

La maggior parte di queste famiglie, circa 10.000 casi, non ha ancora né verità né giustizia, né tanto meno riparazioni. Quindi, in seguito, chiarendo il suo caso, su un altro Twitter hanno ribadito il commento: "Ripeti con noi: tragedia familiare la causata dall'uribismo con falsi positivi". Ma il caso della vicepresidente è diverso, perché mentre le famiglie dei poveri e dei contadini piangevano e soffrivano il dolore dell'incertezza, zia Martuchis era anche senatrice e candidata alla presidenza della nazione, tra le altre posizioni e ambizioni.

Il problema etico della famiglia Ramírez Blanco, per essere chiari, ha a che fare con un fratello di traffico internazionale di eroina e una sorella che gestisce la politica antidroga, che ha a che fare con "bombardare i contadini e irrorarli con glifosato accusandoli di narco-terroristi", secondo il senatore Gustavo Petro, nel programma "Voces RCN" del 23 giugno 2020.

La vicepresidente continua a cercare di giustificarsi, sottolineando la giovane età del fratello. Bernardo Ramírez, tuttavia, era abbastanza grande. In effetti, un 36enne non può essere considerato un giovane ambizioso che desidera soldi facili e finisce nei guai come gli innocenti. Senza dubbio, a 36 anni c'è una chiara distinzione tra la vendita di droga in un parco per pochi pesos e il reclutamento di persone come muli e il trasporto di eroina da Aruba agli Stati Uniti, come afferma dal suo account Twitter Ignacio Gómez, meglio noto come Nacho Gómez. Su Wikipedia a Gómez viene riconosciuta la attività come giornalista ad alto rischio, avrebbe prodotto preziose "relazioni su criminalità organizzata, corruzione e gruppi paramilitari”; nel suo lavoro di giornalista ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui quello del 2000, L'Amnesty Media Award: il "Premio speciale per il giornalismo sui diritti umani sotto minaccia”; nel 2002 ha ottenuto il "International Press Freedom Award" dal Comitato per la protezione dei giornalisti; e nel 2010 la School of Journalism of Missouri, ha assegnato all'organizzazione FLIP di Gomez, la medaglia d'onore del Missouri, per il distinto servizio giornalistico.

 

Il portale La Nueva Prensa indica che dopo la cattura, del ‘fratellino’, “Il trafficante di droga ha chiesto di poter andare a New York per incontrare sua sorella Marta Lucía Ramírez Blanco, che, ha assicurato, era una persona molto importante in grado di risolvere questa situazione criminale per il traffico di eroina”. C'è un accento su di esso perché sembra che tutti possano avere un'idea di cosa significhi.

È noto che negoziare con la giustizia degli Stati Uniti in casi comprovati non è così semplice come in Colombia, dove potrebbero allungare il processo fino a quando non viene precluso, oppure i testimoni e gli archivi scompaiono, evitando di prendere decisioni giudiziarie.

L'argomento normativo con cui è detenuto Ramírez Blanco è una cospirazione per il traffico di stupefacenti, che porta alla condanna di questo crimine dopo aver negoziato con il sistema giudiziario americano. Il fratellino inizialmente è stato catturato per tre crimini e in tribunale è stato dimostrato che il suo ruolo, oltre l'accoglienza e la consegna di droghe, è stato reclutatore di persone negli Stati Uniti per recarsi ad Aruba, come affermano i giornalisti investigativi Guillén e Martínez nell'intervista con María Jimena Duzán, di "SemanaTv" sui media alternativi.

In questo senso, è chiaro che Bernardo Ramirez Blanco aveva preziose informazioni da offrire alla giustizia nordamericana per negoziare un singolo crimine e una riduzione della pena, oltre alle condizioni per la sua liberazione. La domanda per una parte della società è: che tipo di informazioni preziose?

Come lavoratore, giornalista, scrittore e criminologo Daniel Mendoza Leal, "Delator", si interroga anche sul caso di zia Martuchis, in particolare sul denaro. Daniel Mendoza è l'autore della serie "Matarife", un breve documentario di produzione e risonanza internazionale, che ancora si trasmette utilizzando media prevalentemente alternativi. Dalle pagine di "L'ideologia socialista", attraverso l'articolo pubblicato il 31 maggio, intitolato: “Matarife, un genocida innominabile. Il fenomeno nei social network che vuole risvegliare la Colombia” è stato informato su questo argomento rilevante. I collegamenti sono alla fine, nelle fonti. Nel terzo capitolo della serie, che è stato trasmesso all'inizio di giugno, viene nominato l'attuale vicepresidente della Colombia, che probabilmente quando era ministro della Difesa tenne riunioni con i capi paramilitari. Naturalmente, Marta Lucía Ramírez ha annunciato misure legali per presunta diffamazione. Tuttavia, l'8 luglio un primo impulso giudiziario è stato perso dal leader del partito di governo, senatore ed ex presidente Uribe contro la serie Matarife.

La questione delle tasse e imposte è importante in qualunque nazione. Daniel Mendoza, inizialmente sul Twitter pone due domande: sulla dichiarazione dei redditi e sull'oblio di rendere pubbliche le condizioni di suo fratello.

 

Come lavoratrice del settore pubblico è vero che la zia Martuchis aveva una posizione che all'epoca le permetteva una vita molto più che confortevole rispetto la maggioranza dei concittadini, che anche suo marito aveva una reputazione importante e un reddito significativo. Al momento della cattura del fratello, la zia era presidente esecutivo di INVERCOLSA, la principale compagnia del gas, che essendo un'entità mista, gestiva fondi pubblici e privati. A quel tempo, poteva dire che si tratta di una tragedia familiare, come vuole dimostrarlo oggi per giustificare la sua mancanza di trasparenza. Ciò che genera dubbi è il valore pagato per l'ammenda, 150.000 USD, che gli indici corrispondono oggi a 800.000 USD, come affermato da @ElQueLosDELATA. Dove hai avuto così tanti soldi? Hai denunciato tale importo allo stato colombiano? Chi è l'altra persona, che oltre a suo marito firma il pagamento della cauzione Luz Mireya Rodríguez? Quest'ultima domanda può essere lasciata senza risposta a meno che le autorità o i giornalisti rispettabili ritengano che sia importante.

 

Questi eventi politici e informativi si intersecano con un altro, non meno scandaloso e non meno preoccupante, poiché la società immobiliare che collega la zia e suo marito, Álvaro Rincón, con il trafficante di droga Guillermo León Acevedo Giraldo, alias "Memo Fantasma", era già in vigore al momento dell'arresto.

La solidarietà di Martuchis con suo fratello è comprensibile e come si conosce la distanza tra le azioni di una persona e di un'altra, anche se correlate, consanguinee, dello stesso nucleo familiare, congiunte. Tuttavia, quello stesso anno della cattura di suo fratello, i fatti si sarebbero verificati per quello che in seguito divenne noto come “Chuzadas” o intercettazioni illegali, con Marta Lucía Ramírez come ministro della difesa del governo di Uribe.

Il portale Publimetro.co in un paragrafo di Andrés Hernández evidenzia alcuni aspetti storici e mette chiaramente in relazione il ruolo di protettore che avrebbe:

In poche parole, José Miguel Narváez, l'amico del paramilitare Carlos Castaño, il professore dei paramilitari e le Autodifese Unite di Colombia, il determinante dell'omicidio di Jaime Garzón e il precursore dei pedinamenti, intercettazioni illegali di oppositori, giornalisti e magistrati, è stato premiato dall'allora Ministra della Difesa e oggi la Vice Presidente della Colombia Marta Lucía Ramírez e per ordine diretto dello stesso Presidente della Colombia, oggi Senatore Álvaro Uribe Vélez, prima nel Ministero della Difesa e poi nel DAS, entità in cui era il promotore del fantasma delle chuzadas, quella che ha preso il sopravvento come bandiera e politica del governo”.

C’è bisogno di rompere il dominio della menzogna che minaccia di rompere tutto. Potrebbe sembrare che tutto sia una coincidenza, o che sia un attacco politico, poiché è diventata la moda dell'uribismo di rispondere. Le prove sono chiare e forti e, dopo un mese di conoscenza di queste indagini, la Vicepresidente della Colombia ha molta paglia per parlare del traffico di droga e per diventare vicepresidente.

I documenti che impegnano la vicepresidente e le figure del partito di governo che la serie "El Matarife" ha presentato finora, erano pubblici al momento. Ieri come oggi in Colombia, i giornalisti della denuncia corrono rischi elevati per difendere la libertà della stampa e per pubblicizzare le avventure della gente al potere e alla pubblica amministrazione. Se Cristo stesso, perseguitato e martirizzato per aver aiutato il popolo insegnando, guarendo e nutrendoli, affermava: "conoscerete la verità e la verità vi farà liberi", la verità che il popolo colombiano offre libertà è nelle mani degli operai, giornalisti e investigatori, che agiscono alla ricerca di quella vera verità e la rendono nota con il pericolo della propria vita.

Se c'è qualcosa di rivoluzionario è la Verità, anche sé, la zia Martuchis, sorella maggiore e figlia consacrata vuole nasconderla. Noi abbiamo fiducia e il popolo colombiano è superiore ai suoi dirigenti.

 

FONTI:

Manuel Santoro. Il Manifesto del Socialismo Da che cosa Cominciare? p.27-28.

Gonzalo Guillén y Julián Martínez. La vicepresidente de Colombia pagó en Miami fianza de US$ 150 mil para liberar a su hermano condenado por tráfico de heroína. https://www.lanuevaprensa.com.co/component/k2/la-vicepresidente-de-colombia-pago-en-miami-fianza-de-us-150-mil-para-liberar-a-su-hermano-condenado-por-trafico-de-heroina; última consulta 8 julio 2020

SemanaTv, María Jimena Duzán. https://www.youtube.com/watch?v=2DX8Q3t-h08; última consulta 8 julio 2020

Andrés Hernández. Marta Lucía y el asesino de Jaime Garzón. https://www.publimetro.co/co/columnas/2020/06/15/marta-lucia-asesino-jaime-garzon.html; última consulta 8 julio 2020

Universidad de la Sabana. https://www.unisabana.edu.co/portaldenoticias/al-dia/la-aporreada-libertad-de-prensa-en-colombia/?L=0; última consulta 5 julio 2020

Fundación para la Libertad de Prensa. Violaciones a la libertad de prensa. https://www.flip.org.co/index.php/es/. última consulta 5 julio 2020

Reporteros Sin Fronteras. Clasificación Mundial de la Libertad de Prensa 2020. https://rsf.org/es/clasificacion; Un clima de violencia y autocensura. https://rsf.org/es/colombia;  Ultima consultación 5 julio 2020.

Fundamedios. Periodista es amenazado de muerte y denuncia espionaje de la Inteligencia colombiana. http://www.fundamedios.us/incidentes/periodista-amenazado-muerte-espionaje-inteligencia-colombiana/. última consulta 5 julio 2020

Ariel Ávila. Los escándalos de la vicepresidenta. https://elpais.com/opinion/2020-06-17/los-escandalos-de-la-vicepresidenta.html; última consulta 5 julio 2020

Twitter:

https://twitter.com/elpais_america/status/1271779349960761344

Facebook; Wikipedia, Sacra Bibbia Giovanni 8:32, Twitter

Maryory Catherin Ortiz. Matarife, un genocida innominabile. Il fenomeno nei social network che vuole risvegliare la Colombia. https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/canali-tematici/esteri/item/343-matarife-colombia-ortiz-socialismo-convergenzasocialista-ideologia. Matarife: Un Genocida innombrable. El fenómeno en redes sociales que quiere despertar a Colombia. https://www.ideologiasocialista.it/index.php/home/canali-tematici/esteri/itemlist/tag/Maryory%20Ortiz.

Ultima modifica ilLunedì, 13 Luglio 2020 17:16
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