Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Il governo golpista boliviano ha raschiato il fondo del barile

di Maddalena Celano

Il governo golpista boliviano ha reso omaggio ai militari che hanno assassinato "Che" Guevara e ha minacciato di uccidere “cubani, venezuelani e argentini”.

La presidente golpista della Bolivia, Jeanine Áñez, ha presieduto un evento, questo 9 ottobre 2020, per rendere omaggio a 47 soldati boliviani morti nel 1967, mentre si scontravano con la roccaforte della guerriglia guidata da 'Che' Guevara, che fu poi catturato e giustiziato a La Higuera, durante la dittatura di René Barrientos, un alleato degli Stati Uniti che offrì, peraltro, rifugio anche a diversi nazisti fuggiaschi.

La presidente ha descritto la morte dei guerriglieri del “Che” come “assassini codardi", appellando i mercenari boliviani come “eroi” che hanno fermato il “Che” e la sua “invasione criminale e comunista”.

“La lezione che noi boliviani abbiamo dato al mondo, con la sconfitta e la morte di 'Che' Guevara in Bolivia, è che la dittatura comunista qui non ha spazio, né il comunista, né il fascista, né il populista; nessuna dittatura passerà e metterà radici in questa nazione e in questo suolo”, ha affermato la presidente golpista.

Durante la cerimonia, Jeanine Áñez ha sottolineato che potrebbero esserci differenze di idee tra i vari progetti politici, ma il popolo boliviano non permetterà mai che la tirannia si stabilisca nel Paese.

Añez ha riconosciuto il valore dei 47 mercenari caduti a Ñancahuazú e ha fatto riferimento al fatto che si è sentita orgogliosa e soddisfatta quando ha compiuto l'atto di riparazione alla memoria dei famigerati mercenari.

“Noi boliviani vogliamo una democrazia, il miglior tributo e compenso ai boliviani caduti per fermare il “Che” e la sua invasione criminale e comunista, è costruire ora e insieme, la libertà e la democrazia che tutta la Bolivia desidera”, ha affermato.

"Che Guevara, il suo messaggio di morte e il suo scopo di insanguinare la Bolivia si sono incontrati con il popolo boliviano, e oggi questo popolo boliviano, tomba dei tiranni, costruisce la sua democrazia e issa la sua libertà con gioia", ha detto congratulandosi con le forze armate per la sconfitta di quello classificato come invasore comunista.

Nello stesso atto, il ministro della Difesa boliviano, Fernando López Julio, ha indicato che 53 anni fa i guerriglieri del 'Che' "arrivarono ad imporre con le armi un modello politico ed economico" e ammonisce che “cubani, venezuelani, argentini o chiunque sia, troveranno la morte nei nostri territori”.

Inoltre, López ha criticato l'ex presidente della Bolivia, Evo Morales, per aver scambiato "l’orgoglio per la vergogna" e per aver "macchiato l'onore" delle forze armate boliviane.

Uno dei motti che Fidel Castro ed Ernesto Guevara hanno gridato, con massima veemenza, è stato "patria o morte", di fronte alla folla che rispondeva sempre "vinceremo".

Decenni dopo che lo slogan della Cuba socialista divenne un emblema dei movimenti progressisti latinoamericani, l'ex presidente boliviano Evo Morales riuscì a far cantare, inni rivoluzionari e progressisti, anche alle truppe del suo paese.

Questo è successo durante gli anni di Morales, fino a questo venerdì 9 ottobre 2020, quando il governo della presidente golpista e fascista, Jeanine Áñez, ha tenuto un "atto di riparazione" senza precedenti verso i mercenari che hanno posto fine alla vita della guerriglia guevarista, in quel paese sudamericano.

"Congratulazioni per la sconfitta dell'invasore comunista", ha detto venerdì mattina la leader golpista, in una cerimonia davanti ai soldati che hanno partecipato alla campagna del 1967.

In realtà, la storia tra le forze armate di quel paese sudamericano e la guerriglia argentino-cubana ha radici profonde.

Quando Ernesto Guevara fu catturato, 53 anni fa, in una delle valli boliviane, i militari lo celebrarono come atto di difesa della sovranità del loro paese.

Così ha raccontato alla stampa, Teófilo Zárate, presidente della Confederazione degli ex combattenti di Ñancahuazú, la riserva di mercenari che, più di mezzo secolo dopo, afferma ancora di aver sconfitto militarmente il Che.

"Siamo andati per adempiere a un dovere e obbedire alla chiamata del paese", ha detto il militare in pensione (ma in uniforme da campagna) in un atto senza precedenti in cui il governo transitorio ha riparato i soldati che hanno combattuto nel 1967.

In realtà è tutto falso, perché “Che” si preparò a entrare in Bolivia, almeno due anni prima del suo arrivo in quel paese.

Aveva già il sostegno di militanti boliviani fedeli e diversi sostegni politici, ma ha anche affrontato comunisti critici e l'immediato rifiuto del governo dell'epoca che incontrò il supporto dei Servizi Segreti Statunitensi.

Il progetto di Guevara di "esportare la Rivoluzione cubana" in Sud America viene segnalato come un fallimento militare, ma non si nega che quanto accaduto, più di mezzo secolo fa, lo ha reso un'icona della sinistra latinoamericana.

Fu fucilato il 9 ottobre 1967 in una città vicino a Vallegrande, nel sud-est della Bolivia.

Trent'anni dopo, secondo quanto assicurato dalla polizia scientifica di Cuba, i resti della cosiddetta "guerriglia eroica" furono trovati in quella città e successivamente trasferiti a Cuba.

La squallida riparazione reazionaria

Durante i quasi 14 anni di governo di Evo Morales, i "combattenti" della guerriglia contro il Che furono rivendicati in diverse occasioni.

Le azioni militari in omaggio ai mercenari che hanno combattuto il socialista argentino-cubano, Ernesto “Che” Guevara, non sono mai stati proibiti, ma quelle azioni sono state messe in secondo piano, di fronte alle apparizioni di Morales con intellettuali e artisti cubani, come Silvio Rodríguez.

Per questo motivo, quest'anno, il governo golpista della Bolivia ha deciso di compiere un "atto di riparazione" verso i militari che hanno partecipato a quel conflitto armato.

Dopo le dimissioni di Evo Morales e l'insediamento della golpista, la Bolivia ha ordinato la partenza di oltre 700 cubani che lavoravano come medici o insegnanti nelle aree più povere del paese, e le sue relazioni con l'isola caraibica si sono congelate.

Un segnale ben diverso da quello che l'ex presidente boliviano ha inviato, in innumerevoli occasioni, quando ha incoraggiato i suoi seguaci con il grido di Fidelista e Guevarista "fino alla vittoria sempre".

Ernesto Che Guevara è morto cinquantatré anni fa, nelle terre selvagge della Bolivia, vicino a Vallegrande. È stato catturato a Quebrada del Yuro, un arido burrone vicino alla città di La Higuera, dove ha trascorso la sua ultima notte in una piccola scuola, che è ancora lì. La mattina successiva è stato giustiziato per ordine del presidente boliviano e dell'ufficiale della CIA, che era presente durante il suo interrogatorio. La sua salma è stata trasportata in aereo a Vallegrande, dove è stata esposta alla stampa. Fu lì che fu scattata l'iconica fotografia di un Guevara simile a Gesù Cristo che divenne famoso, insieme a quella che Alberto Korda gli fece all'Avana nel 1960, in cui lo si vede indossare il suo berretto con una stella. Ora appare su milioni di t-shirt e poster, in tutto il mondo. Un mondo che non avrebbe riconosciuto.

Ricordiamo il “Che” più per gli eventi epocali accaduti meno di un anno dopo la sua morte, quando nel 1968 centinaia di migliaia di giovani scesero in piazza in dozzine di capitali e università di tutto il pianeta e cambiarono il modo di vivere: loro, i loro figli e, oggi, i figli dei loro figli.

Il medico argentino ha difeso varie idee e cause durante la sua vita.  Il Che si è opposto alla dipendenza di Cuba dalla canna da zucchero. Ma nel 1970 Castro aveva impegnato il suo paese a produrre dieci milioni di tonnellate di zucchero per l'Unione Sovietica, cosa che ha sconvolto l'economia dell'isola.

Il Che ha anche lottato per la creazione di un "uomo nuovo", attraverso il socialismo cubano, e contro i vizi del regime precedente, incentrato sul turismo di massa, la prostituzione e il gioco d'azzardo. 

Tuttavia, il Che divenne famoso in tutto il mondo per aver cercato di diffondere le idee della rivoluzione cubana. Ha provato a farlo come un osservatore perspicace di ciò che è realmente accaduto nella Sierra Maestra: una rivoluzione sotto la minaccia delle armi. Ha predicato la lotta armata a centinaia, se non migliaia, di giovani entusiasti in America Latina e in Africa; ha dato la sua vita per essa, e loro la loro. Fino al 1979, in Nicaragua, nessuno dei “fochi rivoluzionari” che lui, o Castro, cercarono di accendere nella regione sopravvisse, tanto meno furono alimentati. I risultati di queste battaglie purtroppo non furono le gloriose istantanee di uomini barbuti che entrarono a L'Avana, nel gennaio 1959, ma piuttosto colpi di stato reazionari, torture contro la gioventù progressista, centinaia di sparizioni e migliaia di vite studentesche perse invano.

Quando, dopo diversi anni, la sinistra finalmente salì in massa al potere, in varie nazioni latinoamericane, il suo percorso e le sue caratteristiche non assomigliavano molto alla visione del Che. Tuttavia l’ideale unionista, anti-imperialista e progressista restò in vita. Abili leader sindacali e indigeni, intellettuali carismatici, cospiratori militari, sindaci e legislatori innovatori sono gradualmente aumentati, tra le fila dei loro partiti politici, dei loro sistemi elettorali e dei governi dei loro paesi.

Una volta in carica, non hanno governato come avrebbe voluto il Che, tuttavia attuarono riforme coraggiose e popolari. Erano tutt'altro che rivoluzionari idealisti: si tratta piuttosto di riformatori socialdemocratici (nel senso più genuino del termine), cristiano-democratici moderati o nazionalisti con una visione del sociale audace. Alcuni di loro hanno sollevato milioni di loro concittadini dalla povertà e dalla disuguaglianza, altri hanno rafforzato le istituzioni democratiche nel tempo, e alcuni sono sopravvissuti al potere proprio grazie all’ aiuto di Cuba e dei cubani.

Tuttavia, i milioni di giovani in tutto il mondo che indossano l'effige del Che sul petto sono il prodotto di ciò che è venuto a simboleggiare. Gli studenti scesi in piazza a Berkeley e Riverside Heights, a Città del Messico e nella Rive Gauche di Parigi, a Praga e Milano, a pochi mesi dalla sua morte, portavano già manifesti e striscioni del rivoluzionario-martire. Loro, a differenza di lui, hanno cambiato radicalmente il mondo, sebbene non nel modo in cui il rivoluzionario argentino-cubano si sarebbe aspettato.

La loro ribellione era esistenziale, culturale, generazionale e contro la guerra e ha posto le basi per le libertà di cui tutti godiamo oggi, almeno nelle nazioni occidentali, in America Latina e in buona parte dell’Asia. La libertà delle donne di vivere il proprio corpo come meglio si crede e combattere gli innumerevoli abusi; la libertà delle persone di colore di votare e combattere il razzismo dove si manifesta; la libertà degli studenti universitari di partecipare alla progettazione e realizzazione di piani educativi; la crescente possibilità per le persone con diversi orientamenti sessuali di uscire dall'ombra; la libertà di scelta che abbiamo tutti di vivere la nostra sessualità, l'amore e l'età adulta: tutte queste gioie della vita nel 21° secolo, in un modo o nell'altro, derivano da quegli anni Sessanta, del secolo precedente.

Per eterogenesi dei fini, “Che” Guevara divenne un'icona culturale, non politica o ideologica. 

Tuttavia, il suo contributo politico contro l’imperialismo, contro il liberal-capitalismo e contro l’omologazione globalista dei popoli, resiste eroicamente e nonostante tutto, attraverso il contributo di diversi leader rivoluzionari, in America Latina, Africa e Asia.

Breve biografia del martire-rivoluzionario “demonizzato”

Ernesto Guevara Lynch de la Serna (Rosario, Argentina, 14 giugno del 1928 - La Higuera, Bolivia, 9 ottobre del 1967), noto come “Che” Guevara, fu medico, politico, guerrigliero, scrittore, giornalista, fotografo e rivoluzionario comunista argentino, naturalizzato cubano.

Fu uno degli ideologi e comandanti della Rivoluzione Cubana. Guevara ha partecipato dalla rivolta armata fino al 1965, successivamente si dedicò all'organizzazione dello Stato Cubano. Ha ricoperto diversi incarichi di alto livello, nella sua amministrazione e nel suo governo, in particolare nell'area economica. È stato presidente della Banca Nazionale, direttore del Dipartimento di Industrializzazione dell'Istituto nazionale di riforma agraria (INRA) e Ministro dell'Industria. In ambito diplomatico ha ricoperto il ruolo di capo, in diverse missioni internazionali.

Convinto della necessità di estendere la lotta armata in tutto il “terzo mondo”, Che Guevara ha promosso l'installazione di " fochi” di guerriglia in diversi paesi dell'America Latina. Tra il 1965 e il 1967, ha combattuto lui stesso in Congo e Bolivia. In quest'ultimo paese, fu catturato e giustiziato clandestinamente dall’ esercito boliviano, in collaborazione con la CIA, il 9 mese di ottobre, 1967.

La sua figura, quale simbolo di rilevanza mondiale, suscita nell'opinione pubblica grandi passioni, sia “pro” che “contro”. Per molti dei suoi sostenitori rappresenta la lotta contro le ingiustizie sociali, mentre i suoi detrattori lo giudicano negativamente.

Il suo ritratto fotografico, opera di Alberto Korda, è una delle immagini più riprodotte al mondo, sia nell'originale che nelle varianti che riproducono il contorno del suo volto, per uso simbolico.

Scheda biografica di "Che" Guevara

Ernesto “Che” Guevara Lynch de la Serna (Rosario, Argentina, 14 giugno del 1928 - La Higuera, Bolivia, 9 ottobre del 1967) fu il maggiore dei cinque figli di Ernesto Guevara Lynch (1900-1987) e Celia de la Serna (1906-1965). Entrambi appartenevano a famiglie dell'alta borghesia e della cosiddetta aristocrazia argentina. Un bis-bisnonno paterno, Patricio Julián Lynch y Roo, fu addirittura considerato l'uomo più ricco del Sud America. 

Sebbene molte delle biografie del più tardi chiamato “Che” Guevara e il racconto della famiglia stessa attribuiscano a sua madre di essere una discendente di José de la Serna e Hinojosa, l'ultimo viceré spagnolo di Lima, questa circostanza risulta improbabile poiché il viceré José de la Serna è morto senza lasciare discendenti. Celia de la Serna discendeva dallo spagnolo Juan Manuel de la Serna y de la Quintana (di origine cantabrica, nato a Ontón), che si trasferì al vicereame di Río de la Plata alla fine del XVIII secolo, stabilendosi nella città di Montevideo, dove sposò Paula Catalina Rafaela Loaces y Arandía nel 1802. Secondo il genealogista Narciso Binayán Carmona, discendeva dal Conquistatore, esploratore e colonizzatore spagnolo Domingo Martínez de Irala (1509-1556) e Leonor "Ivoty'i Ju" Moquiracé, indigena Guaranì membro del personale dell'harem di costui. 

Ernesto menziona occasionalmente i suoi antenati nei suoi scritti.

La sua famiglia nucleare era socialmente situata nella classe medio-alta. Suo padre, Ernesto Rafael Guevara Lynch, ha condotto una vita economicamente agiata grazie al reddito che ha ottenuto dall'eredità ricevuta dai suoi genitori. Alla nascita del figlio, aveva appena acquistato, insieme a parte dell'eredità della moglie, un'importante piantagione di erba mate a Caraguatay , una zona rurale della provincia di Misiones, nel territorio di Montecarlo, a circa 200 km a nord dalla capitale Posadas , sul fiume Paranà. A quei tempi i lavoratori yerbatal, conosciuti come mensúes, furono sottoposti ad un regime di sfruttamento lavorativo praticamente di schiavitù, come illustrato dal romanzo The Dark River, di Alfredo Varela, su cui fu tratto il film Las aguas bajan turbias, ambientato nell'opera degli yerbatales di quegli anni. La proprietà fu battezzata con il nome di La Misionera e il suo sfruttamento portò successivamente all'installazione di un mulino per erbe aromatiche a Rosario. Il Guevara guadagnava anche dal cantiere navale Rio de la Plata, che era di proprietà di diversi membri della sua famiglia e si trovava a San Fernando, fino a quando non fu bruciato nel 1930. Tuttavia, queste attività non permisero alla famiglia di prosperare abbastanza, così decisero la vendita della yerbatal, negli anni '40, per creare una proprietà immobiliare e acquistare una casa a Buenos Aires. A Córdoba, Ernesto Sr. fondò un'impresa di costruzioni civili con un socio che fallì nel 1947. Nel 1948 ricevette un'altra importante eredità dopo la morte della madre, Ana Isabel Lynch Ortiz. Alcune biografie le attribuiscono erroneamente il titolo di ingegnere e ideologo socialista. Si è risposato e ha avuto tre figli. Nel 1987 ha scritto un libro dal titolo My son el Che.

Celia de la Serna apparteneva a una famiglia tradizionale di grandi allevatori di Buenos Aires. Suo padre si è suicidato quando lei aveva due anni e sua madre è morta quando aveva quindici. Allora venne affidata alle cure di sua sorella Carmen e di una zia. Apparteneva a una generazione di donne argentine progressiste di classe superiore che promuovevano il femminismo, la libertà sessuale e l'autonomia delle donne, la cui rappresentante più fedele era Victoria Ocampo. 

I genitori del Che si sposarono il 10 dicembre 1927, quando Celia era incinta di tre mesi. Il fatto era considerato riprovevole per la morale di quegli anni, ma indica anche un atteggiamento poco conservatore da parte dei suoi genitori e soprattutto da parte della madre, nonostante qualche anno prima fosse sul punto di diventare suora. 

Nel 1948 si separarono, sebbene continuassero a vivere sotto lo stesso tetto, un altro comportamento insolito dell'alta borghesia argentina che portava a un certo ostracismo. Dopo Ernesto, hanno avuto altri quattro figli: Celia (nata nel 1929), Roberto (nato nel 1932), Ana María (1934-1990) e Juan Martín (nato nel 1943).

Una caratteristica dei genitori di Ernesto, che ha fortemente influenzato la sua infanzia e giovinezza, è stato il loro costante spostamento e trasferimento. Fino a quando non lasciò definitivamente l'Argentina nel 1953, la famiglia del Che aveva almeno dodici indirizzi a Buenos Aires, Cara guatai, San Isidro, Alta Gracia e Córdoba.

La Nascita 

Che Guevara nacque nell'edificio Entre Ríos 480, nella città di Rosario. Al quinto piano si trova l'appartamento dove visse per alcune settimane.

Ernesto Guevara nasce nella città argentina di Rosario, in provincia di Santa Fe, nel 1928. Il certificato di nascita indica che i suoi genitori hanno dichiarato che sarebbe nato il 14 giugno, ma secondo alcune fonti, è nato il 14 maggio 1928, esattamente un mese prima. 

A quel tempo, i suoi genitori alternavano la loro residenza nella città di Buenos Aires con quella di Caraguataí, nella provincia di Misiones, separata da 1800 km di corso d'acqua, dove si occupavano delle proprie piantagioni di erba mate. È da questo luogo dove, con l'avvicinarsi del momento del parto, i genitori di Ernesto hanno deciso di tornare a Buenos Aires.  Sempre secondo la storia di famiglia, il bambino fu registrato il giorno successivo con il nome di Ernesto Guevara e dopo che la madre fu dimessa, si stabilirono per alcuni giorni in un appartamento situato al quinto piano, all'angolo di via Urquiza, finché entrambi non furono in grado di riprendere il viaggio per Buenos Aires.

Contrariamente a questa versione generale, il biografo Jon Lee Anderson offre una spiegazione della presenza della madre a Misiones quando è incinta e dell'urgenza dello sbarco a Rosario, sottolineando che la data indicata nel certificato di nascita ufficiale è falsa e che Ernesto Guevara fosse nato il 14 come maggio nel 1928, esattamente un mese prima. Il motivo sarebbe stato l'intenzione dei genitori di nascondere lo stato di gravidanza della madre al momento del matrimonio, circostanza che è stata successivamente riconosciuta dal padre. Secondo questa spiegazione, i Guevara si sono allontanati da Buenos Aires durante la gravidanza e poi sono andati intenzionalmente a Rosario per impedire che si conoscesse la vera data del parto. Anderson supporta la sua versione nei dati forniti da Julia Constenla, biografa di Celia de la Serna, a seguito delle sue conversazioni con lei e nelle incongruenze del certificato di nascita.   Ernesto Guevara fu presentato a volte, durante la sua vita, come "prematuro" un termine che all'epoca era paragonato al "risultato di una relazione extra-coniugale". 

Primi anni: tra Caraguataí e Buenos Aires 

I primi anni di Ernesto furono trascorsi tra le case che i suoi genitori avevano a Buenos Aires e Caraguataí, andando e venendo sui vapori del fiume Paraná, secondo le esigenze per la produzione di erbe e del clima. Fin dal primo momento Ernesto ha ricevuto il soprannome di Ernestito dai suoi genitori, per differenziarlo dal padre, e successivamente di Teté, con il quale la sua famiglia e gli amici d'infanzia lo chiamavano intercambiabilmente.

A Buenos Aires si stabilirono in zone tipiche dell'alta borghesia: prima nel quartiere di Palermo (Santa Fe e Guise), poi nel quartiere San Isidro (via Alem) e infine nel quartiere Recoleta. Vivendo a San Isidro, a due anni ebbe il primo attacco d' asma, una malattia di cui soffrì per tutta la vita e che avrebbe portato la famiglia a trasferirsi a Córdoba. Il padre dava sempre la colpa alla madre per l'asma di Ernesto, attribuendola alla bronchite aggravata dalla disattenzione di quest'ultima in una fredda mattina mentre nuotava al San Isidro Yacht Club. 

A Caraguataí, i genitori di Ernesto hanno assunto una tata per il figlio: Carmen Arias, una donna galiziana che sarebbe vissuta con la famiglia fino al 1937 e che gli ha dato il soprannome di Teté . A causa della gravità e della persistenza dell'asma che colpì Ernesto, la famiglia cercò di trovare un luogo con un clima più adatto. Seguendo le raccomandazioni dei medici, decisero di trasferirsi nella provincia di Córdoba, una destinazione classica di quel tempo per le persone con problemi respiratori a causa delle sue condizioni climatiche e dell'altitudine più elevata. Dopo aver trascorso del tempo nella stessa città di Córdoba, capitale della provincia, la famiglia Guevara Lynch si stabilì in Alta Gracia.

Alta Gracia, Córdoba. Infanzia e adolescenza 

La provincia di Córdoba, al centro dell'Argentina. La città montuosa dell'Alta Gracia si trova a 40 km a sud-ovest della capitale Córdoba.

A casa della famiglia Guevara, in Alta Gracia (Córdoba), all'ingresso è possibile vedere una statua di Ernesto bambino, seduto sul muro.

Ernesto Guevara visse 17 anni a Córdoba, dal 1930 all'inizio del 1947, attraversando gran parte della sua infanzia e tutta l'adolescenza.  In Alta Gracia ha frequentato la scuola primaria e la scuola secondaria nella città di Córdoba. Anche lì ha avuto le sue prime esperienze sessuali e ha formato il suo gruppo di amici, con i quali avrebbe poi condiviso le sue prime preoccupazioni sociali e i suoi viaggi attraverso l'America Latina. Poco prima di tornare a Buenos Aires, ha anche vissuto per alcuni mesi a Villa María.

La famiglia aveva diversi indirizzi in Alta Gracia, ma il principale era Villa Nydia, nella zona di Villa Carlos Pellegrini, dove attualmente si trova il Museo Ernesto Che Guevara.

Ernesto ha completato i suoi studi primari presso le scuole pubbliche San Martín e Santiago de Liniers tra il 1937 e il 1941. I suoi studi secondari si sono svolti tra il 1942 e il 1946, prima alla Scuola Nazionale di Monserrat (quattro anni), terminando il ciclo presso la Scuola Nazionale Deán Funes, situata nella città di Córdoba, dove la famiglia finì per trasferirsi nel 1943.

L' asma ha determinato in gran parte le caratteristiche dell'infanzia di Ernesto Guevara. Gli attacchi furono costanti e di tale gravità che lo portarono addirittura a rimanere prostrato per giorni. Limitava le sue possibilità di andare a scuola, che entrò solo nel 1937 quando aveva otto anni iniziando in seconda elementare (saltando prima inferiore e superiore). Limitava le sue possibilità di fare sport, attività che gli appassiona e che praticava anche, anche se molte volte i suoi amici dovevano portarlo con sé per tornare a casa. Per combattere l'asma è stato sottoposto a diete e cure mediche costanti. D'altronde la sua malattia lo ha reso un lettore straordinario, un grande giocatore scacchi e ha generato in lui un forte spirito di disciplina e autocontrollo.

Alta Gracia era una piccola città estiva dell'alta borghesia di Cordoba situata nelle prime catene montuose 39 km a sud-ovest della città di Córdoba, capoluogo della provincia omonima. Le montagne di Córdoba, per il loro clima secco e la loro altezza, sono state tradizionalmente una delle principali destinazioni turistiche del paese, e il luogo per eccellenza che cercavano le persone con malattie respiratorie.

Nella prima adolescenza Ernesto prediligeva i libri di avventura, come le lotte di Sandokan, di Emilio Salgari e, soprattutto, gli straordinari viaggi di Jules Verne, tra cui Cinque settimane in mongolfieraViaggio al centro della TerraDalla Terra sulla Luna e Ventimila leghe sotto i mari. Anni dopo, essendo già a Cuba, avrebbe chiesto che gli fossero spediti i suoi tre volumi rilegati in pelle delle opere complete di Verne. 

Successivamente ha sviluppato un gusto particolare per la poesia e la filosofia. Tra i suoi poeti preferiti, Baudelaire si è distinto, in particolare la sua dura e controversa opera Las flores del mal, Pablo Neruda, in particolare le sue poesie d'amore e León de Greiff. Era appassionato di filosofia esistenzialista, che lo portò a preferire le opere di Sartre, Kafka e Camus, e le teorie psicanalitiche di Freud. 

Ernesto Guevara si è distinto durante la sua infanzia e adolescenza per la sua ribellione. Estremamente indisponente, con dure discussioni con i suoi genitori e insegnanti, spettinato al punto da essere chiamato Chancho Guevara (soprannome che ha adottato volentieri). In quegli anni Córdoba e l'Alta Gracia accolsero in particolare un numero notevole di profughi repubblicani della guerra civile spagnola, e anche tedeschi legati ai nazisti. Il musicista Manuel de Falla si era stabilito in Alta Gracia e alcuni dei migliori amici di Ernesto, i fratelli González Aguilar, erano figli di un alto capo militare repubblicano spagnolo, anch'egli rifugiato lì. D'altra parte, alcune città di Córdoba come La Falda, La Cumbrecita e Villa General Belgrano erano centri per rifugiati tedeschi con evidenti simpatie naziste. Il padre di Ernesto venne ad organizzare durante la seconda guerra mondiale un piccolo gruppo per spiare le attività naziste a Córdoba, a cui partecipò anche Ernestito. 

Nel 1942 Ernesto Guevara iniziò i suoi studi secondari presso il Colegio Deán Funes, situato all'angolo tra Perù e Independencia, nel quartiere di Nueva Córdoba (nella città di Córdoba). Córdoba, che a quel tempo contava circa 350.000 abitanti, stava iniziando a subire trasformazioni decisive a causa di un notevole processo di industrializzazione per il quale era chiamata la Detroit argentina. Frequenta gli studi secondari (tra il 1942 e il 1946) in un momento di grandi cambiamenti e trasformazioni politiche in Argentina. Tra il 1943 e il 1946 emerse il peronismo, che ottenne un massiccio sostegno dalla classe operaia e, al contrario, un massiccio rifiuto da parte della classe media e medio-alta. Gli studenti sono stati uno dei gruppi che più attivamente si sono mobilitati contro il nascente peronismo, con lo slogan "no alla dittatura delle espadrillas".

Una volta al liceo e installato a Córdoba, la vita di Ernesto divenne più pubblica. Contrariamente a quanto dicono alcune biografie, Ernesto Guevara non portò avanti alcuna militanza politica o sociale a Córdoba (o più tardi a Buenos Aires). 

I genitori di Ernesto e tutta la sua famiglia, ovviamente, erano apertamente anti-peronisti, così come la stragrande maggioranza delle classi medie e alte. Ernesto, d'altro canto, non sembra mai aver tenuto posizioni anti-peroniste. Al contrario, è noto che la famiglia gli attribuì sentimenti favorevoli al peronismo. Riguardo al Partito Comunista Argentino, Ernesto Guevara ha esplicitamente e apertamente respinto la sua posizione, mentre "criticava aspramente il suo settarismo". Se in lui, negli ultimi anni della sua adolescenza, ha cominciato ad apparire un'ideologia chiara, è stata la sua posizione antimperialista e in particolare la sua posizione fermamente contraria all'imperialismo statunitense, ideologia con profonde radici nella cultura politico-sociale argentina. Nel novembre 1943 il suo migliore amico, Alberto Granado, e altri studenti, furono arrestati dalla polizia durante una manifestazione studentesca contro il governo. Insieme a Tomás Granado, il fratello minore di Alberto, andava ogni giorno in carcere a trovarlo. Forse inaspettatamente, quando è stata organizzata una grande marcia per chiedere la libertà di Alberto e degli altri prigionieri politici, non solo ha rifiutato di partecipare, ma ha anche sostenuto che "la marcia è stata un gesto inutile e che avrebbero solo fatto in modo che "li rovinassero".

Lo scrittore Ernesto Sábato sostiene in un breve accenno inserito nel suo libro di memorie Before the End, di aver incontrato Ernesto Guevara, in quegli anni.

Il racconto di Sábato non ha corrispondenza cronologica. Sábato visse per due anni a Córdoba, tra il 1943 e il 1945, nella città di El Pantanillo, nella remota Valle Traslasierra, dietro le Sierras Grandes. In quegli anni Guevara studiava ancora al liceo, nella capitale Córdoba. D'altra parte, il secondo viaggio latinoamericano di Guevara, subito dopo la laurea in medicina, iniziò nel 1953, un decennio dopo la storia di Sábato, e non passò per Córdoba, ma partì invece in treno direttamente in Bolivia.

Alla fine del 1946 Ernesto terminò gli studi secondari. Nello stesso anno ottiene il suo primo lavoro, insieme ad Alberto Granado, nel laboratorio della Direzione delle Strade della Provincia di Córdoba. Poco dopo averlo ricevuto, è stato inviato nel comune di Villa María (provincia di Córdoba), 100 km a sud, per partecipare nei mesi successivi alla costruzione di una strada.

Nel 1947 la famiglia Guevara-De la Serna crolla. La società di costruzioni di suo padre fallì e i Guevara decisero di separarsi e trasferirsi a Buenos Aires. Nel maggio di quell'anno la nonna si ammalò gravemente, cosa che portò Ernesto a dimettersi dal suo lavoro e trasferirsi nella capitale argentina, dove sarebbe rimasto dopo la morte di lei.

Poco prima di partire, a Villa María, ha scritto la poesia che è trascritta nel riquadro a destra, in cui fa appello alla sua forza di volontà per sconfiggere il destino.

Ernesto ha avuto grandi amici durante la sua infanzia e adolescenza a Córdoba; due di loro si sono distinti: 

  • Carlos Calica Ferrer: Uno dei suoi primi amici. Lo ha incontrato quando avevano entrambi due o tre anni. Ernesto era appena arrivato in Alta Gracia. Calica era figlio di un ricco medico specializzato in malattie respiratorie che viveva in Alta Gracia. Uno dei suoi pazienti era lo stesso Ernesto. Il primo rapporto sessuale di Ernesto fu con la domestica della famiglia Ferrer, organizzato dallo stesso Calica (a quel tempo era comune nell'alta borghesia fare sesso con le "cameriere" che lavoravano nelle case), cameriera che divenne sua amante fissa, per qualche mese. Calica ed Ernesto fecero il Secondo viaggio latinoamericano (1953-1954). Nel 2006 ha scritto il libro De Ernesto al Che. Il secondo e ultimo viaggio di Guevara in America Latina.
  • Alberto Granado: il fratello maggiore di Tomás Granado, quest'ultimo compagno di classe della scuola secondaria di Ernesto e anche un amico. Erano entrambi figli di un ferroviere. Aveva sei anni più di Ernesto, studente di biochimica e allenatore della squadra di rugby del club dell'Estudiantes in cui avrebbe giocato Ernesto. Condividevano il gusto per le donne, il rugby, il vino, la letteratura e i viaggi. Ha avuto una grande influenza sulla scelta di Ernesto di una carriera medica. Alberto Granado ed Ernesto hanno fatto il primo viaggio in America Latina (1952), che riflette il film The Motorcycle Diaries, dove il loro personaggio è interpretato dall'attore Rodrigo de la Serna. Dopo la rivoluzione cubana si stabilì a Cuba. Nel 1995 ha scritto il libro Con Che Guevara. Da Córdoba all'Avana.

Buenos Aires, medicina e viaggi 

Ernesto Guevara rimase a Buenos Aires dal gennaio 1947 al 7 luglio 1952, quando partirà per il suo primo viaggio in America Latina.

Il primo anno la famiglia ha vissuto nella casa della nonna materna, recentemente deceduta, situata ad Arenales e Uriburu, nell'esclusivo quartiere di Recoleta, o Barrio Norte, a tre isolati dalla Facoltà di Medicina dell'Università di Buenos Aires. Iniziò a studiare nel 1948 per laurearsi in medicina l'11 aprile 1953. L'anno successivo suo padre vendette l'erba mate, comprò una casa ad Aráoz 2180, nel quartiere di Palermo e aprì un'agenzia immobiliare all'angolo tra Paraguay e Aráoz.

In questo periodo Ernesto si dedica alla sua carriera e inizia a lavorare come assistente in una clinica specializzata in allergie e che si dedica alla ricerca sull'asma, diretta dal Dr. Salvador Pisani. Alla Facoltà di Medicina conosce Berta Gilda Tita Infante, militante dell'università comunista di Córdoba, con la quale manterrà una forte amicizia per il resto della sua vita.

A Buenos Aires Guevara si dedicò al rugby, sport caratteristico dell'alta borghesia di Buenos Aires, prima nell'importante San Isidro Club e successivamente, a causa dei suoi limiti di asma, nel piccolo e defunto Yporá Rugby Club (1948) e in l'Atalaya Polo Club (1949). 

Ha poi curato la prima rivista dedicata al rugby in Argentina, sotto il nome di Tackle, e nella quale ha scritto anche cronache sotto lo pseudonimo di "Chang Cho", alludendo al proprio soprannome di "Chancho". 

Ha anche continuato le sue intense attività di lettura e scrivendo i suoi quaderni filosofici. In questi anni ha dimostrato una crescente dedizione alla filosofia sociale. Nel suo terzo taccuino rivela un grande interesse per il pensiero di Karl Marx. Ha anche prestato grande attenzione alle idee di Nehru sul processo di decolonizzazione e industrializzazione in India, notando e raccomandando calorosamente il suo libro The Discovery of India

Nel 1950 si innamora di María del Carmen Chichina Ferreyra, una ragazza di 16 anni proveniente da una delle famiglie più ricche e aristocratiche di Córdoba. La relazione durò più di due anni, nonostante l'opposizione diretta della famiglia, che lo vedeva come un "hippie malato" per via del suo aspetto, delle sue idee radicali e provocatorie, e del suo desiderio di sposarsi e trascorrere la luna di miele in un viaggio in camper, attraverso l'America Latina.

Mentre era a Buenos Aires, Ernesto Guevara iniziò a viaggiare precariamente, in autostop, in bicicletta o in moto, con pochi soldi, sempre più lontano. I viaggi di Guevara significherebbero un'esperienza sociale e umana, che lo metterebbe in contatto con i lavoratori e le persone umili dell'Argentina e dell'America Latina, e lo porterebbe finalmente a unirsi al gruppo di guerriglia che avrebbe portato avanti la Rivoluzione cubana.

I viaggi 

Una volta stabilito a Buenos Aires, Ernesto iniziò a viaggiare in maniera avventurosa, senza risorse, generalmente andando a Córdoba, con il suo amico Carlos Figueroa.

Viaggio nel nord-ovest argentino (1950) 

Il 1° gennaio del 1950 compì il suo primo viaggio su una motocicletta, visitando l'amico Alberto Granado a San Francisco del Chañar, Cordoba (Argentina) e i suoi amici d'infanzia a Córdoba Capitale, continuando a il nord-ovest per conoscere le province più povere e arretrate del paese, Santiago dell’Estero, Tucumán, Salta, Jujuy, Catamarca, La Rioja e ritorno attraverso San Juan, Mendoza, San Luis. In totale ha percorso 4.500 chilometri.

Nel 1951 Guevara fu assunto come paramedico di bordo nella flotta della compagnia petrolifera statale argentina Yacimientos Petrolifos Fiscales (YPF). Il 9 febbraio 1951 si è imbarcato per la prima volta. In questi viaggi percorse la costa atlantica del Sud America, dal porto patagonico alla colonia britannica di Trinidad e Tobago, passando per Curaçao, la Guyana britannica, il Venezuela e diversi porti del Brasile.

Il primo viaggio in America Latina (1952) 

Il film The Motorcycle Diaries è la storia di questo viaggio.

Nel 1952 Ernesto Guevara compì il primo dei suoi due viaggi internazionali in America con Alberto Granado. Sono arrivati il 4 gennaio del 1952, da San Francisco, Cordoba sulla moto di Granado, chiamata la Poderosa II. Il viaggio è durato sette mesi e dopo aver attraversato Buenos Aires, Miramar e Bariloche, sono entrati in Cile attraverso il lago Todos los Santos. In Cile sono passati da Osorno, Valdivia, Temuco e Santiago, dove hanno abbandonato la moto, danneggiata in modo permanente. Sono andati al porto di Valparaíso da dove si sono sistemati su una nave da carico ad Antofagasta. Da lì via terra, prevalentemente in camion, visita la gigantesca miniera di rame di Chuquicamata per poi recarti al confine con il Perù, scalando le montagne della provincia di Tarata, nella regione di Tacna, fino al Lago Titicaca. Ad aprile arrivarono a Cusco, l'antica capitale dell'Impero Inca. Hanno visitato le città Inca della Valle Sacra degli Incas e Machu Pichu e poi sono partiti per Abancay, capitale della Regione Apurímac, dove hanno visitato il lebbrosario di Huambo, vicino alla città di Andahuaylas.

Il 1° maggio 1952 arrivarono a Lima dove stabilirono uno stretto rapporto con il medico Hugo Pesce, noto specialista in lebbra, discepolo di José Carlos Mariátegui e leader del Partito Comunista Peruviano, che avrebbe influenzato in modo decisivo le decisioni di vita che Guevara avrebbe adottato.  Il dottor Pesce li porta all'ospedale Portada de Guía, un lebbrosario situato alla periferia di Lima.  In questo luogo curano pazienti affetti dal morbo di Hansen e vivono alcuni mesi. Da lì sono andati a Pucallpa dove si sono imbarcati per Iquitose si stabilirono per collaborare con il lebbrosario San Pablo sulle rive del Rio delle Amazzoni, dove medici e pazienti diedero loro una zattera chiamata Mambo-Tango per continuare il loro viaggio navigando sul fiume a valle. In gommone, hanno raggiunto la città di confine colombiana di Leticia, dove hanno servito come allenatori per la squadra di calcio della città. Volarono da idrovolante a Bogotá e lì sono rimasti presso le strutture della città universitaria della Università Nazionale di Colombia e il suo ospedale, San Juan de Dios. A quel tempo, la Colombia stava attraversando l'era de La Violencia, dove sono stati arrestati ma prontamente rilasciati. In autobus sono andati a Caracas, la capitale del Venezuela, dove Granado ha ottenuto un lavoro in un lebbrosario su consiglio di Pesce. Ernesto, dal canto suo, dovette terminare gli studi, decise quindi di rientrare, utilizzando un aereo cargo di un parente che aveva fatto uno scalo precedente a Miami, dove lavorava come domestico di una hostess e lavapiatti in un ristorante. Il 31 luglio come nel 1952 è tornato a Buenos Aires.

Guevara e Granado hanno realizzato entrambi i diari di viaggio, conosciuti in tutto il mondo come The Motorcycle Diaries, da cui è stato tratto l’omonimo film di Walter Salles del 2004, che racconta questo viaggio. Per entrambi il viaggio ha significato un contatto diretto con i settori sociali più trascurati e sfruttati dell'America Latina. Per Ernesto Guevara era importante iniziare a definire le sue idee e sentimenti sulle gravi disuguaglianze sociali in America Latina, il ruolo degli Stati Uniti e quali potrebbero essere le soluzioni. L'influenza del dottor Hugo Pesce su Ernesto fu grandissima, sia per la sua visione mariatguista del marxismo, che ha riconsiderato il ruolo degli indigeni e dei contadini nei cambiamenti sociali in America Latina, come l'esempio personale di vita di medico dedito ai problemi di salute dei poveri e degli emarginati. Quando ha pubblicato il suo primo libro, La guerra di guerriglia, Che Guevara gli ha inviato una copia dedicata a Pesce, dicendogli che ha riconosciuto di aver causato "un grande cambiamento nel mio atteggiamento verso la vita". 

Un campione di quelle prime idee è stato presentato il 14 giugno del 1952, mentre prestava servizio 24 anni, e il personale del lebbrosario di San Pablo gli offrì una festa. Guevara scrisse le sue impressioni di quel giorno sotto il titolo "El día de San Guevara", e raccontò di aver detto le seguenti parole ai suoi ospiti:

Crediamo, e dopo questo viaggio più fermamente di prima, che la divisione dell'America in nazionalità incerte e illusorie sia completamente fittizia. Costituiamo un'unica razza meticcia, che dal Messico allo Stretto di Magellano presenta notevoli somiglianze etnografiche. Pertanto, cercando di togliere ogni fardello di scarso provincialismo, brindo al Perù e all'America Unida.

Al ritorno a Buenos Aires, Guevara ha rivisto il suo diario e ha scritto alcuni appunti di viaggio dove, tra le altre cose, dice:

La persona che ha scritto queste note è morta quando ha calpestato di nuovo il suolo argentino […] io, non sono io; almeno non sono lo stesso io interiore. Questo vagare senza meta attraverso la nostra "Grande America" mi ha cambiato più di quanto pensassi.

Ha terminato i suoi studi di medicina presso l'UBA (Università Nazionale di Buenos Aires). In sei mesi superò le 14 materie mancanti e l'11 aprile 1953 ottenne il titolo di dottore, registrato con il fascicolo 1058, registrazione 1116, pagina 153 della Facoltà di Scienze Mediche dell'Università di Buenos Aires.

Il secondo viaggio in America Latina (1953-1954) 

Nel 1953 Ernesto Guevara iniziò con il suo amico d'infanzia Carlos Calica Ferrer il secondo dei suoi due viaggi internazionali in America. L'obiettivo era andare a Caracas dove li aspettava Alberto Granado.

Partirono il 7 luglio 1953 da Buenos Aires in treno per la Bolivia. Trascorsero diverse settimane a La Paz nel mezzo della rivoluzione iniziata nel 1952 dal Movimento nazionalista rivoluzionario (MNR). Lì incontrarono Ricardo Rojo, che in seguito si sarebbe unito a un gruppo di viaggiatori argentini che si sarebbero espansi. Ernesto e Calica hanno proseguito per Puno, Cuzco e Machu Picchu, quindi si sono diretti a Lima, dove hanno rivisto il dottor Pesce. Da Lima si sono recati a Guayaquil, in Ecuador, con il bus. Lì hanno integrato un gruppo di argentini composto da loro due, Ricardo Rojo, Eduardo Gualo García, Oscar Valdo Valdovinos e Andro Petiso Herrero, che vivevano insieme nella stessa pensione.

Da Guayaquil, Ernesto decise di andare in Guatemala per assistere alla rivoluzione che il colonnello Jacobo Arbenz stava conducendo lì. Calica si separò quindi da Ernesto per recarsi a Caracas, dove lo aspettava Alberto Granado, che vi soggiornò dieci anni. Dopo complicate trattative, Ernesto si imbarcò con Gualo García per Panama, dove rimase per alcuni mesi, in condizioni economiche critiche. Da lì hanno attraversato il Costa Rica, poi il Nicaragua a dito. Lì incontrarono Rojo ei fratelli Walter e Domingo Beveraggi Allende, proseguendo con questi ultimi in auto fino al Guatemala, di passaggio ad Honduras fino ed El Salvador. Il 24 dicembre 1953 arrivò senza soldi in Guatemala, dove si sarebbe stabilito.

Il periodo in Guatemala (1954) 

Ernesto Guevara ha trascorso poco più di nove mesi in Guatemala. La sua vita lì era difficile, contraddittoria e complessa, rispetto sia alla sua vita personale che alle sue idee e alla definizione del ruolo che voleva interpretare.

Nel 1954 il Guatemala era in una situazione politica critica. Dieci anni prima, un movimento studentesco inquadrato nel vasto movimento della Riforma dell'Università Latinoamericana, aveva rovesciato il dittatore Jorge Ubico Castañeda e imposto un sistema democratico per la prima volta nella storia guatemalteca, con l'elezione di Juan José Arévalo come presidente. Arévalo, un educatore di formazione argentina che aderiva a un'ideologia che chiamava "socialismo spirituale", ha avviato una serie di riforme politiche e sociali. Il suo successore (eletto nel 1951), il colonnello Jacobo Arbenz, approfondì queste misure e nel 1952 iniziò un importante processo di riforma agraria., che ha seriamente compromesso gli interessi dell'azienda americana United Fruit, che aveva forti legami con l'amministrazione del presidente Eisenhower. Ritenendo che fosse un governo comunista, gli Stati Uniti iniziarono quindi a operare per destabilizzare il Guatemala e rovesciare il governo di Arbenz. Il colpo di stato iniziò il 18 giugno 1954, con il bombardamento della città da parte di aerei militari e l'invasione dall'Honduras da parte di un esercito golpista al comando di Carlos Castillo Armas e il sostegno aperto della CIA. I combattimenti durarono fino al 3 luglio quando Castillo Armas conquistò la capitale e iniziò un lungo periodo di dittature militari.

Guevara è arrivato sei mesi prima del colpo di stato. In quel periodo ha provato più volte a lavorare come medico di stato ma non ci riuscì e i suoi problemi finanziari erano molto gravi.

In quei giorni il Guatemala era un focolaio di gruppi di esiliati e militanti progressisti e di sinistra, principalmente latinoamericani. Poco dopo il suo arrivo incontrerà Hilda Gadea (1925-1974), un'esiliata peruviana, leader dell'APRA che collaborò con il governo di Arbenz e che in seguito divenne la sua prima moglie. Nel frattempo, avrebbe incontrato la famiglia dell'esule nicaraguense Edelberto Torres. Ñico López ed Ernesto hanno stabilito una solida amicizia. Fu proprio Ñico a dargli il soprannome di " Che ", in conseguenza dell'uso permanente che Ernesto fece di quella parola tipica del dialetto del River Plate, usata per evocare l'altro.

Le idee di Guevara si erano evolute, diventando molto più politicamente impegnato, con una chiara simpatia per il comunismo. Nonostante ciò, sarebbe rimasto lontano da qualsiasi organizzazione politica e quando poco dopo il Partito dei Lavoratori Guatemaltechi (PGT), di tendenza comunista, lo informò che doveva aderire al partito per poter lavorare come medico nello Stato, respinse indignato la richiesta.  Il suo incipiente pensiero politico si manifestò per la prima volta apertamente in una lettera inviata a sua zia Beatriz il 10 dicembre 1953, poco prima di arrivare in Guatemala dove dice, tra l'altro:

“Nel frattempo ho avuto l'opportunità di attraversare i domini della United Fruit, convincendomi ancora una volta di quanto siano terribili queste piovre. Ho giurato davanti a una foto del vecchio e piangente compagno Stalin di non riposare finché non vedrò queste piovre capitaliste annientate. In Guatemala perfezionerò me stesso e realizzerò ciò di cui ho bisogno per essere un vero rivoluzionario. [...] Tuo nipote, quello con la salute di ferro, lo stomaco vuoto e una fede splendente nel futuro socialista. Ciao.”

In Guatemala, ha iniziato a progettare un libro dal titolo Il ruolo del medico in America Latina, in cui considerava la "medicina sociale preventiva" e il medico come un asse centrale per una trasformazione rivoluzionaria, volta a stabilire una società socialista.

Alla fine di maggio 1954, Guevara lasciò il Guatemala per El Salvador per rinnovare il visto, cogliendo l'occasione per visitare San Salvador e le rovine Maya di Chalchuapa e Quiriguá, quest'ultima sempre in Guatemala.

Al ritorno in Guatemala, la situazione del governo era disperata e l'attacco era imminente. Il 16 giugno, aerei di mercenari militari iniziarono a bombardare Città del Guatemala e due giorni dopo un esercito comandato da Castillo Armas entrò nel paese dall'Honduras. Ernesto si arruolò nelle brigate sanitarie e nelle brigate giovanili comuniste che di notte pattugliavano le strade. La sua brigata prende il nome da Augusto César Sandino ed era guidata dal volontario nicaraguense Rodolfo Romero, al quale il Che si sarebbe rivolto diversi anni dopo per organizzare la guerriglia in Nicaragua. Le milizie comuniste chiesero invano la consegna di armi al governo.

Il 27 giugno 1954, i capi dell'esercito guatemalteco decisero di ignorare l'autorità di Arbenz e chiederne le dimissioni. Sei giorni dopo Castillo Armas è entrato nella capitale per instaurare una dittatura e abrogare le misure sociali adottate dal governo democratico.

Dalla caduta del governo di Arbenz, Che Guevara trasse conclusioni fondamentali che avrebbero poi influenzato direttamente le sue azioni durante la rivoluzione cubana. In particolare, Guevara ha concluso che era essenziale epurare dall'esercito i potenziali golpisti, poiché nei momenti cruciali non erano consapevoli della catena di comando e si rivoltarono contro il governo. Hilda fu arrestata ed Ernesto si rifugiò nell'ambasciata argentina dove fu incluso tra i profughi comunisti. Alla fine di agosto arrivò per lui il salvacondotto, e subito andò a cercare Hilda, che era stata rilasciata poco prima. Tuttavia, la relazione tra i due sembrava finita ea metà settembre Ernesto andò da solo in Messico.

Il periodo in Messico (1954-1956)

Che Guevara sarebbe rimasto poco più di due anni in Messico. Lì ha definito le sue idee politiche, si è sposato, ha avuto la sua prima figlia e si è unito al movimento del 26 luglio guidato da Fidel Castro per formare un gruppo di guerriglia a Cuba, per rovesciare il dittatore Batista e iniziare una rivoluzione sociale.

Nel 1954 il Messico era una sorta di santuario per i politici perseguitati di tutto il mondo. D'altra parte, il Messico aveva sviluppato una solida cultura popolare con un'identità latinoamericana derivata dalla rivoluzione messicana del 1910, la prima rivoluzione sociale riuscita nella storia, rappresentata nei famosi murales di Rivera, Siqueiros e Orozco; dai riformisti UNAM, con un cinema con una propria lingua, con stelle come Cantinflas e María Félix, così come nelle manifestazioni musicali di una propria identità come il bolero e il ranchera.

In Messico, Guevara ha lavorato per un periodo come fotografo per l'Agenzia Argentina Latina, che ha chiuso poco dopo, e poi per il General Hospital e il Children's Hospital per un piccolo stipendio come allergologo e ricercatore.

Prima della fine del 1954 anche Hilda Gadea si stabilì in Messico, riprendendo il tipo di relazione complessa che avevano intrattenuto in Guatemala, in cui i rapporti sessuali erano combinati con il suo atteggiamento materno, oltre che con una forte comprensione culturale. Pochi giorni dopo, ha incontrato per caso per strada Ñico López, che lo ha invitato a partecipare alle riunioni del gruppo di Moncadisti cubani che si incontravano coordinati da María Antonia González, in un appartamento centrale situato a Emparán 49.

A quel tempo, Fidel Castro stava scontando una condanna a dieci anni di prigione a Cuba, per aver guidato l'assalto alla Caserma Moncada, il 26 luglio 1953. Il fatto lo aveva reso una figura nazionale. Nel maggio 1955, il dittatore Fulgencio Batista approvò una legge di amnistia, liberando Fidel Castro, suo fratello Raúl e altri diciotto moncadisti. Poco dopo, il 12 giugno, hanno creato il Movimento 26 luglio, un'organizzazione il cui scopo era rovesciare Batista e che aveva un'ideologia democratica antimperialista fondata sulle idee di José Martí e principalmente anticomunista.

A quel tempo, poco dopo l'inizio della Guerra Fredda e come eredità del maccartismo, l'accusa di "comunismo" fu generalizzata in America Latina come tattica per screditare e reprimere i movimenti democratici e sociali. Juan José Arévalo avrebbe messo in guardia su questo meccanismo nel suo libro Anti-Communism in Latin America (1959)

Nel giugno 1955 Raúl Castro si stabilì in Messico per prepararsi all'arrivo del fratello, da dove avrebbe organizzato un gruppo di guerriglieri per tornare a Cuba. Appena arrivato, ha incontrato Ernesto Guevara; entrambi si sono accordati dal primo momento. Raúl Castro, a differenza di Fidel, era appartenuto al Partito Comunista, chiamato Partito Socialista Popolare (PSP) a Cuba ed era molto più radicale nei suoi atteggiamenti e posizioni. 

Il 7 luglio 1955 Fidel Castro arrivò in Messico. Due settimane dopo ha offerto al Che di unirsi al Movimento 26 luglio come medico e ha subito accettato. Quasi contemporaneamente, Hilda Gadea lo informò che era incinta e il 18 agosto si erano sposati, anche se era ovvio che per Guevara si trattava di una decisione forzata dalle circostanze. I due si sono poi trasferiti in un appartamento in 40 Napoles Street a Colonia Juárez. In luna di miele a novembre hanno visitato le rovine Maya del Chiapas e della penisola dello Yucatan: Palenque, Chichén-Itzá e Uxmal.

Nel febbraio 1956, un gruppo di una ventina di persone iniziò l'addestramento alla guerriglia sotto il comando del colonnello spagnolo Alberto Bayo Giroud. Il 15 febbraio nacque la loro figlia Hilda Beatriz Guevara. Tra il 20 e il 24 giugno 1956, Fidel Castro, suo fratello Raúl, Che Guevara e la maggior parte del gruppo del Movimento del 26 luglio, in Messico, furono arrestati dalla polizia messicana. In quell'occasione il comportamento di Ernesto fu strano, perché nelle tre volte che fu interrogato, confessò apertamente di essere un comunista, che si stavano preparando a compiere una rivoluzione a Cuba e che era un sostenitore della lotta armata rivoluzionaria in tutta l'America Latina. Fidel Castro avrebbe in seguito utilizzato il comportamento del Che come esempio della sua "piena onestà". Ottenere la libertà del gruppo è stato estremamente difficile, soprattutto quella di Ernesto Guevara, rimasto in carcere quando Fidel Castro è stato rilasciato il 24 luglio, perché i suoi documenti di immigrazione erano scaduti e si era professato comunista. Per ottenere la libertà del Che, Castro ha ritardato la partenza per Cuba e ha avviato trattative tra le autorità messicane che sono rimaste nascoste. Fu in quel periodo che Ernesto scrisse una poesia intitolata Canto a Fidel. 

Il 10 marzo 1952, un colpo di stato, guidato dal generale Fulgencio Batista aveva rovesciato il presidente democratico Carlos Prío Socarrás, del Partito autentico, in un quadro internazionale che stava attraversando i primi momenti della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. Batista ha installato una sanguinosa dittatura sulla base della lotta al comunismo. Tuttavia, lo scandaloso livello di corruzione e violazione dei diritti umani portò alla formazione di un'opposizione generalizzata di ogni orientamento politico, a favore dell'insurrezione per cacciare Batista dal potere, in cui parteciparono i partiti politici di opposizione, i sindacati, il movimento studentesco e persino settori della comunità imprenditoriale, proprietari terrieri, forze armate e lo stesso governo degli Stati Uniti, che ha addirittura interrotto la sua fornitura di armi. Lo stesso presidente deposto, Carlos Prío Socarrás, ha espresso quel clima rivoluzionario dicendo: "Trionferò con ogni mezzo, anche il più estremo". In questo contesto, il movimento del 26 luglio avrebbe agito come un'evoluzione rivoluzionaria del Partito ortodosso, di ideologia fondamentalmente nazionalista - anticomunista, che cerca in ogni momento di articolare le sue forze con altri settori dell'opposizione, con il progetto di stabilire un governo democratico nazionalista. Sia l'ex presidente Carlos Prío Socarrás del Partito autentico, sia la CIA, hanno sostenuto finanziariamente la guerriglia di Castro nei suoi primi anni. Nel frattempo, Fidel Castro, che era stato un importante leader giovanile dell'altro grande partito, il Partito ortodosso, e che era diventato famoso per aver tentato di prendere il sopravvento nella Caserma Moncada nel 1952 - dichiarata apertamente di detenere una posizione anticomunista. Da parte sua, pur mantenendo stretti rapporti con Fidel Castro e con i guerriglieri della Sierra Maestra, il Partito Socialista Popolare (comunista) ha criticato l'esperienza di guerriglia, attribuendole un tentativo di colpo di stato puramente avventuroso. Infine, diverse forze politiche a quel tempo avevano organizzazioni armate oltre al Movimento del 26 luglio, come la Direzione Rivoluzionaria del 13 marzo, il Partito Socialista Popolare e il Secondo Fronte Nazionale dell'Escambray.

Il 25 novembre 1956 un gruppo di 82 guerriglieri del Movimento 26 luglio che si erano formati in Messico si imbarcò nel porto del comune di Tuxpan (Veracruz) diretti a Cuba sullo yacht Granma. Guidato da Fidel Castro, il gruppo comprendeva anche Raúl Castro, Camilo Cienfuegos, Juan Almeida e Che Guevara, tra gli altri.

Il viaggio è durato sette giorni, due in più del previsto, per cui era già partito il gruppo che avrebbe sostenuto il loro arrivo a Cuba. Prima dell'alba del 2 dicembre, lo yacht si è arenato sulla costa sud-occidentale, vicino alla spiaggia di Las Coloradas, nel Golfo di Guacanayabo, quindi i ribelli hanno dovuto lasciare la maggior parte delle munizioni, del cibo e delle medicine sulla barca.

Tre giorni dopo, mentre stavano ancora cercando di organizzarsi, il gruppo è caduto in un'imboscata dell'esercito ad Allegria de Pio. La maggior parte del gruppo è morta in combattimento. Guevara fu ferito superficialmente al collo e cadde in una sorta di torpore da cui fu portato fuori da Juan Almeida Bosque, per riorganizzare un gruppo di otto uomini in una situazione disperata a causa della fame, della sete e della persecuzione da parte dell'esercito.

Il numero esatto dei sopravvissuti è sconosciuto. Sebbene la storia ufficiale parli di dodici, è noto che almeno 20 guerriglieri degli 82 giunti a Granma si sono incontrati nella Sierra Maestra. L'immagine dei dodici uomini sembra essere stata presa da un episodio dell'indipendenza cubana nel 1868, a Yara , nell'est di Cuba, quando le truppe comandate da Carlos Manuel de Céspedes affrontarono un distaccamento colonialista e furono sconfitte. La tradizione orale racconta che quando Céspedes fu lasciato solo con un pugno di patrioti, un uomo scoraggiato accennò alla resa, rispondendo: «Sono rimasti ancora dodici uomini; bastano per fare l'indipendenza di Cuba».

In quell'occasione Che Guevara fu severamente rimproverato da Fidel Castro a causa della perdita delle sue armi, che erano state nascoste per suo ordine nella casa di un contadino poi razziato dall'esercito. Come simbolo di degrado, Castro prese la pistola dal Che. Anni dopo, avrebbe ricordato che l '"aspra recriminazione" di Fidel è rimasta "impressa nella mia mente per il resto della campagna e fino ad oggi". 

La débâcle dello sbarco è stata notizia in prima pagina e i due fratelli Castro ed Ernesto Guevara sono apparsi sulla lista dei morti data dal governo, colpendo profondamente le loro famiglie. Tuttavia, l'ultimo giorno dell'anno, i genitori del “Che” hanno ricevuto da lui un biglietto scritto a mano, timbrato dalla posta cubana, che diceva:

Cari vecchietti: sto bene, ne ho spesi solo 2 e ne sono rimasti cinque. Continuo a lavorare sulla stessa cosa, la comunicazione è sporadica e continuerà ad esserlo, ma confido che Dio è argentino. Un grande abbraccio a tutti, Teté. 

La Sierra Maestra 

La Sierra Maestra è una catena montuosa allungata situata sulla costa nell'estremo sud-est dell'isola di Cuba, a poco più di 800 km dalla sua capitale, L'Avana, situata all'altra estremità. Il suo punto più alto è la vetta del Turquino (1974 metri sopra il mare), situata all'incirca al centro. Misura 250 km di lunghezza per 60 km di larghezza. All'estremità orientale della catena, gli ultimi contrafforti si collegano con la città di Santiago de Cuba, mentre nella parte centrale si collega a nord con la città di Bayamo. Negli anni '50 la regione era completamente ricoperta da una fitta e umida foresta tropicale. Era una zona marginale, abitata da circa 60.000 contadini, chiamati guajiros a Cuba, dediti all'agricoltura di sopravvivenza in precarie terre di possesso, ma anche da banditi, contrabbandieri, fuggitivi e proprietari terrieri che imponevano il loro potere sotto la minaccia delle armi. Attualmente l'area contiene diversi parchi nazionali.

 Una volta stabilito il gruppo guerrigliero sulla Sierra Maestra, il Movimento 26 luglio è stato organizzato in tutto il paese per sostenere i guerriglieri in montagna, mentre nelle città di pianura si è cercato di stringere alleanze con altri partiti di opposizione, i sindacati, il movimento studentesco e la stessa ambasciata americana. L'esistenza di due settori nel Movimento 26 luglio, chiamati El Llano e La Sierra, e le tensioni che sarebbero apparse tra di loro sarebbero molto importanti in futuro. Tra i leader più importanti che hanno lavorato nella pianura c'erano Frank Pasi, Vilma Esponi, Celia Sanchez, Faustino Pere, Carlos Franchi, Hayden Santamaria, Armando Art, René Ramosa La tour (Daniel), per lo più democratici anticomunisti.

In Sierra Maestra, Che Guevara ha agito come medico e combattente. Nonostante soffrisse di gravi attacchi d' asma in un paese che ha uno dei tassi di asma più alti al mondo, a causa del suo clima, si è subito distinto per il suo coraggio spericolato, visione tattica e capacità di leadership.

Guevara ha anche imposto la sua personalità essendo severo contro atti di indisciplina, tradimento e crimini; non solo nelle truppe stesse, ma anche nei confronti dei soldati nemici e dei contadini che abitavano la zona. Questo aspetto divenne evidente il 17 febbraio 1957, quando scoprirono che uno dei guerriglieri, Eutimio Guerra, era un traditore che aveva dato al nemico la situazione del gruppo, che consentiva all'esercito di bombardare la loro posizione sulla vetta di Caracas e poi tendere loro un'imboscata sulle alture di Spinosa, mettendoli sull'orlo della sconfitta definitiva. Fidel Castro decise allora che sarebbe stato fucilato per tradimento, ma senza indicare chi lo avrebbe giustiziato. Vista l'indecisione generale, fu Che Guevara a giustiziarlo sparandogli alla testa. Al contrario, Guevara sembra aver agito con tolleranza di fronte agli errori dei suoi stessi uomini e dei prigionieri nemici. In diverse occasioni, è intervenuto con Fidel Castro per impedire le esecuzioni, così come i soldati feriti trattati dal punto di vista medico, vietando severamente la tortura o la fucilazione dei prigionieri. 

Nel corso dei primi mesi del 1957, il piccolo gruppo di guerriglieri è rimasto precariamente con poco sostegno da parte della popolazione rurale nella zona, con poca disciplina militare, ospitando infiltrati, vessati da una rete di spie contadine (spie) e dalle truppe governative. Si susseguirono una serie di piccoli combattimenti, come l'attacco al distaccamento di La Paz (2 soldati uccisi), Arroyo dell’Inferno (tre soldati uccisi), il bombardamento aereo del Cerro Caracas (nessuna vittima), l'imboscata di Los Alto de Spinosa (un guerrigliero morto).

Alla fine di febbraio è apparsa sul New York Times, il quotidiano più letto negli Stati Uniti, un'intervista a Fidel Castro condotta da Herbert Matthew sulla Sierra Maestra. L'impatto è stato enorme e ha cominciato a generare grande simpatia per i guerriglieri nell'opinione pubblica nazionale e internazionale. In quel periodo, per rafforzare i rapporti con i contadini che vivevano nella Sierra, i Guairo, il gruppo guerrigliero iniziò a offrire i servizi medici di Che Guevara, che iniziò così a farsi conoscere nella regione.

Il 28 aprile Fidel Castro ha ottenuto un altro duro colpo: ha tenuto una conferenza stampa per la rete radiofonica e televisiva statunitense CBS, in cima al monte Turquino, la montagna più alta di Cuba.

Alla fine di maggio, l'esercito di guerriglia era cresciuto a 128 combattenti ben armati e addestrati e il 28 maggio ha prodotto la sua prima azione di qualsiasi entità, l'attacco alla Caserma Le Ubero, dove morirono 6 guerriglieri e 14 soldati e vi fu un gran numero di feriti. Su entrambi i lati. Dopo il combattimento, Castro ha deciso di lasciare Che Guevara a occuparsi dei feriti per non ritardare il gruppo principale di fronte all'imminente persecuzione da parte delle truppe governative. Guevara ha quindi curato tutti i feriti, da entrambe le parti, e ha raggiunto un gentlemen Agreement con il medico di caserma per lasciare i feriti più gravi, a condizione che fossero rispettati al momento della detenzione, un patto che è stato rispettato dall'esercito Cubano.

Il Che e quattro uomini (Joel Iglesias, Alejandro Omate (Cantinella), "Vilo" Alcuna e una guida) dovettero quindi occuparsi di nascondere, proteggere e curare i sette guerriglieri feriti per cinquanta giorni. Durante questo periodo, Guevara non solo servì e mantenne tutti protetti, ma impose anche la disciplina al gruppo, reclutò nuovi guerriglieri, ottenne l'appoggio decisivo di uno dei capisquadra di una grande tenuta della zona e stabilì un sistema di approvvigionamento e comunicazione con la città di Santiago. Quando si è riunito agli altri, il 17 luglio, Che aveva un piccolo esercito autonomo di 26 combattenti. A quel punto i ribelli erano già riusciti a liberare un piccolo territorio a ovest di Pico Turquino e 200 uomini disciplinati e fiduciosi. Quel giorno, Fidel Castro decise di formare una seconda colonna con 75 uomini, che in seguito avrebbe chiamato “Quarta Colonna” per generare la sensazione di un maggior numero di truppe. Allo stesso tempo, promosse Che Guevara al grado di capitano e cinque giorni dopo lo nominò comandante della formazione. Fino a quel momento, solo Fidel Castro aveva il grado di comandante. D'ora in poi, sarebbe stato chiamato” Comandante Che Guevara".

Comandante della Quarta Colonna 

La Seconda Colonna (in seguito chiamata "Quarta" per confondere il nemico) era originariamente composta da quattro plotoni guidati da Juan Almeida, Ramiro Valdés, Ciro Redondo e Allo Sardina. Successivamente si unì Camilo Cienfuegos, con il quale stabilì una stretta amicizia, sostituendo Allo Sardina come suo secondo in comando.

Guevara si distinse integrando le sue truppe con guairo e neri, che allora erano il settore più emarginato del Paese, in un momento in cui il razzismo e la segregazione razziale erano ancora una forza potente, anche tra gli stessi membri del Movimento 26 luglio. 

I novizi che componevano la colonna furono battezzati "descamisados", la famosa parola usata da Eva Perón per rivolgersi ai lavoratori argentini, disprezzata anche con il termine " teste nere ".  La rigida disciplina nella colonna comandata da Guevara fece sì che diversi guerriglieri richiedessero il loro trasferimento sull'altra colonna. Ma allo stesso tempo, il suo comportamento giusto ed egualitario e la formazione che dava ai suoi uomini, dall'alfabetizzazione alla complessa letteratura politica, finirono per formare un gruppo fortemente solidale.

Le truppe governative erano guidate da Ángel Sánchez Mosquera che ha attuato una sporca politica di guerra nella regione. Il 29 novembre 1957 attaccarono provocando due morti, tra cui quella di Ciro Redondo. Il Che fu ferito (al piede) così come Cantinflas e altri cinque combattenti, e la base di El Hombrito fu completamente distrutta. La colonna si è poi spostata in un luogo chiamato La Mesa, dove hanno ricostruito la base con tutte le sue infrastrutture e avviato anche una stazione radio, Radio Rebelde , che iniziò a trasmettere il 24 febbraio 1958 ed è ancora in onda.

All'inizio del 1958, Fidel Castro era diventato l'uomo più richiesto dalla stampa internazionale e decine di giornalisti da tutto il mondo si recarono nella Sierra Maestra per intervistarlo. Da parte sua, Che Guevara divenne la figura centrale della stampa a difesa di Batista e fu più volte diffamato e calunniato. Il 16 febbraio l'esercito guerrigliero ha attaccato la caserma di Pino del Agua con diverse vittime da entrambe le parti. Poco dopo arrivò, di tendenza peronista, il giornalista argentino Jorge Masetti, che sarebbe poi diventato uno dei fondatori dell'agenzia di stampa cubana Prensa Latina e organizzatore a Salta (Argentina) nel 1963 del primo tentativo di guerriglia di Che Guevara fuori Cuba. 

Il Che sarebbe entrato in conflitto con i leader del Movimento 26 luglio che operavano nella pianura. Lo consideravano un marxista estremista con troppa influenza su Fidel Castro.

Il 27 febbraio 1958, Fidel Castro decise di espandere le operazioni di guerriglia creando tre nuove colonne sotto il comando di Juan Alme ida, Raul Castro e Camilo Cienfuegos, che nominò comandanti. Alme ida doveva agire nella zona orientale della Sierra Maestra, Raul Castro doveva aprire un Secondo Fronte e stabilirsi nella Sierra Crystal, a nord di Santiago. Ad aprile Camilo Cienfuegos è stato nominato capo militare dell'area compresa tra le città di Bayamo, Manzanilla e Las Tuna, mentre Castro ha stabilito il suo quartier generale a La Plata.

Il 3 maggio si è tenuto un incontro ad Alto de Compié del Movimento 26 luglio, che è stato fondamentale e in cui è stato drasticamente riorganizzato per imporre l'egemonia di Fidel Castro e del gruppo delle montagne sui membri della pianura. Il 7 agosto 1958, l'esercito iniziò il ritiro di massa dalla Sierra Maestra. La debolezza di Batista divenne evidente e Fidel Castro decise quindi di espandere la guerra al resto di Cuba. Che Guevara e Camilo Cienfuegos dovettero marciare verso nord per dividere in due l'isola e preparare l'attacco alla città strategica di Santa Clara, chiave per la strada per L'Avana, mentre Fidel e Raul Castro sarebbero rimasti a est per controllare la regione e finalmente attaccare Santiago de Cuba.

La battaglia di Santa Clara 

Il 31 agosto 1958, le colonne di Che Guevara e Camilo Cienfuegos, si avviarono a piedi verso l'ovest di Cuba. Ci sono volute sei settimane per raggiungere la zona montuosa di Escambray, nell'antica provincia di Las Villas, costituita dalle attuali province di Villa Clara, Santo Spirito e Cienfuegos, al centro dell'isola, dopo aver attraversato circa 600 km di zone paludose, molestate da aerei e plotoni governativi.

Guevara avrebbe allestito il suo campo su un altopiano inaccessibile situato a 630 metri di altezza, nell'attuale comune di Santo Spirito. Lì creò una scuola militare seguendo il modello utilizzato nella Sierra Maestra, per formare nuovi volontari, oltre a una centrale idroelettrica, un ospedale, varie officine e fabbriche, e un giornale: Il Miliziano. Altre forze di guerriglia erano attive nell'area, come il Secondo Fronte Nazionale guidato dallo spagnolo Elly Guterres Menomo, la Direzione Rivoluzionaria guidata da Faure Comun e Rolando Cubala, e il Partito (Comunista). Hanno agito anche le forze di guerriglia e i politici locali del Movimento 26 Luglio, il cui principale leader era Enrique Oltuski. In generale, queste forze erano in contrasto tra loro e la piena unificazione non era mai stata possibile. In quel periodo, il Che avrebbe incontrato anche Aleida March, guerrigliera e militante attiva del Movimento 26 Luglio, che sarebbe diventata la sua seconda moglie nel 1959 e dalla quale avrebbe avuto quattro figli.

Il 3 novembre 1958 Batista tenne le elezioni per cercare di attenuare l'opposizione generalizzata e produrre una soluzione elettorale che isolasse i gruppi di guerriglia. Questi e i gruppi di opposizione hanno sabotato le elezioni che hanno registrato un'affluenza molto bassa, delegittimando completamente il candidato eletto, Andrés Rivero Agüero, che non ha mai assunto la presidenza.

A Las Villas, Che Guevara finì di plasmare la Colonna Otto, collocando in posizioni chiave gli uomini di cui si fidava di più, la maggior parte dei quali provenienti dai settori più poveri. Tra loro spiccavano gli uomini della sua guardia del corpo: Juan Alberto Castellano, Hermes Pena, Carlos Collo (Tua), Leonardo Tamaro (Urbano) e Harry Ville gas (Pombo). Sotto il suo comando erano anche soldati che avrebbero costituito il suo gruppo più intimo, come Joel Iglesias, Roberto Rodríguez (Le Vaquero), Juan Vitalio Alcuna (Vilo), Orlando Pantoja (Olo), Eliseo Reyes, Manuel Hernández Osorio, Jesús Suárez Gayol (el Rubio), Orlando Borrego. Molti di questi uomini avrebbero costituito la famosa Suicide Squad al comando di "El Vaquerito", composta da volontari e incaricata delle missioni più difficili.

Alla fine di novembre, le truppe governative hanno attaccato le posizioni di Che Guevara e Camilo Cienfuegos. I combattimenti durarono una settimana, al termine della quale l'esercito di Batista si ritirò allo sbando e con pesanti perdite di uomini e attrezzature. Guevara e Cienfuegos hanno quindi contrattaccato, seguendo una strategia di isolamento delle guarnigioni governative l'una dall'altra, facendo saltare in aria strade e ponti ferroviari. Nei giorni seguenti i reggimenti capitolarono uno per uno: Fomento, Guayos, Cabaiguán (dove il Che si fratturò il gomito e fu steccato e il suo braccio fu fasciato), Placetas, Sancti Spíritus.

Quindi, la colonna di Cienfuegos è andata a prendere Yaguajay, in un'importante battaglia che è durata dal 21 dicembre al 31 dicembre, mentre Guevara ha preso Remedios e il porto di Caibarién il 26 dicembre e la caserma Camajuaní il giorno successivo, dove le truppe governative sono fuggite senza combattere.

La via era così chiara per attaccare Santa Clara, quarta città di Cuba e ultimo baluardo del governo prima dell'Avana. Batista fortificò Santa Clara inviando 2.000 soldati e un treno blindato, al comando dell'ufficiale più addestrato a sua disposizione, il colonnello Joaquín Casella. In totale, le forze governative contavano 3.500 soldati per affrontare 350 guerriglieri. Il 28 dicembre iniziò l'attacco. La battaglia fu sanguinosa e durò tre giorni in tutta la città. Morì uno degli uomini più importanti della colonna otto, Roberto le Vaquero Rodríguez. Guevara aveva stabilito che la priorità della battaglia fosse il treno blindato, che finalmente fu preso il 29 dicembre nel pomeriggio.

Il sequestro del treno blindato è stato il grilletto per la caduta di Batista. Una volta appresa la notizia, il dittatore prese la decisione di fuggire da Cuba, cosa che fece poche ore dopo, alle tre del mattino del 1° gennaio 1959, con i suoi familiari e diversi funzionari, tra cui il presidente eletto André R. Agüero. e suo fratello che era il sindaco dell'Avana.

Nel frattempo, le trionfanti forze ribelli in tutta l'isola, comprese le truppe di Guevara, hanno proceduto ad arrestare membri della dittatura di Batista e sparare a quelli considerati criminali di guerra in processi sommari.  A Santa Clara, Che Guevara ha dato l'ordine di sparare al capo della polizia, Cornelio Rojas, tra gli altri detenuti. Il colonnello Joaquín Casillas, condannato nel 1948 per l'omicidio del sindacalista Jesús Menéndez e successivamente rilasciato, fu arrestato e anche ucciso. La versione ufficiale indica che Casillas è stato ucciso mentre cercava di scappare, ma è molto probabile che sia stato ucciso per ordine di Che Guevara. 

Su ordine di Fidel Castro, le colonne di Che Guevara e Camilo Cienfuegos si recarono poi all'Avana per occupare le caserme Columbia e La Cabaña, cosa che fecero rispettivamente il 2 e 3 gennaio 1959.

Il governo: i primi mesi del 1959 

Il presidente del governo rivoluzionario Manuel Urrutia, insieme a Che Guevara e Camilo Cienfuegos.

Dopo aver preso il potere, l'opposizione ha formato un nuovo governo. Il presidente era Manuel Urrutia Lleó e il primo ministro José Miró Cardona. I ministri erano Regino Boti (Economia), Rufo López Fresquet (Tesoro), Roberto Agramonte (Relazioni estere), Armando Hart (Istruzione), Enrique Oltuski (Comunicazione), Luis Orlando Rodríguez (Interno), Osvaldo Dorticós Torrado (Leggi rivoluzionarie) e Faustino Perez (Recupero di proprietà acquisite illegalmente). Fidel Castro è rimasto comandante in capo delle forze armate. Era un governo anticomunista moderato e pronunciato. Inizialmente, il comandante Ernesto Guevara è stato nominato capo della fortezza di San Carlos de La Cabaña , ma in seguito ha svolto diverse funzioni chiave, tra cui direttore del dipartimento di industrializzazione dell'Istituto nazionale di riforma agraria (INRA), ministro dell'Industria e presidente della Banca nazionale, oltre a rappresentare Cuba a livello internazionale in diverse occasioni, comprese quelle che hanno portato alla firma di accordi commerciali e militari con l' Unione Sovietica .

Ernesto Guevara ha preso parte anche al gruppo composto da Antonio Núñez Jiménez, Pedro Miret, Alfredo Guevara, Vilma Espin, Oscar Pino Santos e Segundo Ceballos, che aveva operato in top secret dall'inizio della rivoluzione, alle spalle del governo escluso Fidel Castro. Questo gruppo si incontrava ogni sera nella casa in cui viveva Guevara a Tarará, una spa vicino all'Avana. Il gruppo ha funzionato sotto la supervisione di Fidel Castro e il suo scopo era di elaborare e definire leggi chiave, come quella della riforma agraria e la creazione dell'INRA, agendo come un vero governo parallelo. 

Una delle prime decisioni del nuovo governo furono i processi rivoluzionari come parte del processo noto come Commissione di purificazione contro persone considerate criminali di guerra o strettamente associate al regime di Batista, e successivamente nuovi oppositori come il comandante del Secondo Fronte Nazionale dell'Escambray Jesus Carreras Zayas, accusato di sostenere una ribellione nel 1960. Tra gennaio e aprile 1959, circa un migliaio furono denunciati e perseguiti con processi sommari di cui 550 fucilati. Ernesto Guevara, nella sua qualità di capo de La Cabaña, durante i primi mesi della rivoluzione, fu incaricato dei processi e dell'esecuzione dei detenuti nella fortezza. A tal fine, Guevara ha istituito un sistema giudiziario con tribunali di primo grado e una corte d'appello sotto la sua presidenza, che hanno svolto le loro prestazioni in udienze pubbliche, con pubblici ministeri, avvocati della difesa e testimoni.  La legittimità dei processi rivoluzionari e delle esecuzioni da parte del governo cubano sono oggetto di intensi dibattiti che si oppongono apertamente a coloro che simpatizzano con la rivoluzione cubana e a coloro che si oppongono ad essa. 

Il 7 febbraio 1959, il governo approvò una nuova Costituzione che includeva un articolo scritto appositamente da Che Guevara, che concedeva la cittadinanza a qualsiasi straniero che avesse combattuto Batista per due anni o più e servito come comandante per un anno. Pochi giorni dopo, il presidente Urrutia ha dichiarato Ernesto Guevara cittadino cubano di nascita. 

Nei mesi successivi alla presa del potere, i settori più moderati del governo sono stati rimpiazzati da settori più radicali, tra i quali c'era Che Guevara come una delle sue figure di spicco. Dalla sua esperienza alla caduta del governo di Jacobo Arbenz in Guatemala, Che Guevara era convinto che gli Stati Uniti Non avrebbero permesso le riforme economiche e sociali proposte dalla rivoluzione.

Prima di prendere una posizione formale, Guevara ha partecipato attivamente alla stesura della legge di riforma agraria e alla creazione dell'Istituto Nazionale di Riforma Agraria (INRA), promuovendone la versione più radicale, che ha assolutamente vietato i latifondi e ha annullato il requisito costituzionale del previo compenso. Ernesto Guevara pensava che ci fosse un legame inscindibile tra la riforma agraria e la guerriglia. Il 7 maggio 1959 fu approvata la legge di riforma agraria e la creazione dell'INRA. Poco dopo, il 22 maggio, Che Guevara sposò Aleida March e il 12 giugno partì per il primo dei suoi viaggi diplomatici internazionali, per aprire nuovi mercati allo zucchero, prodotto fondamentale dell'economia cubana.  Ha visitato paesi e leader che promuovevano esperienze di profondi mutamenti sociali, che avrebbero poi costituito quello che fu chiamato il movimento del Terzo Mondo (terzomondista), compreso l'Egitto, dove incontrò il generale Gamal Abdel Nasser; l’Indonesia, dove ha incontrato Sukarno; India, dove ha incontrato Jawaharlal Nehru e la Jugoslavia, con Josip Broz Tito. Tra gli altri importanti risultati del viaggio, Cuba ha stabilito relazioni commerciali con l'Unione Sovietica, che alla fine ha accettato di acquistare mezzo milione di tonnellate di zucchero. A quel tempo, la quota cubana nel mercato statunitense era di quasi 3 milioni di tonnellate.

D Subito dopo la caduta di Batista, iniziarono ad essere organizzate attività militari e terroristiche contro il nuovo governo, nonché la preparazione delle truppe per invadere Cuba. 

 Dal 1959, il dittatore Trujillo nella Repubblica Dominicana ha sostenuto un esercito di guerriglia chiamato Legione Anti-Comunista dei Caraibi con il piano di invadere Cuba. 

Negli Stati Uniti, la CIA iniziò a organizzare sabotaggi e promuovere l'organizzazione di gruppi di guerriglia anti-Castro sulla base di ex funzionari favorevoli a Batista, come La Rosa Blanca, e il numero crescente di esiliati cubani contrari alle misure sempre più radicali e filo-comuniste della Rivoluzione.

Nel settembre 1959 Che Guevara fu incaricato di organizzare il Dipartimento per l'industrializzazione dell'INRA, che sarebbe diventato il Ministero dell'Industria l'anno successivo. Poco dopo, il 26 novembre 1959, prima delle dimissioni e della fuga della maggior parte degli specialisti, fu nominato presidente della Banca nazionale. Curiosamente, ha firmato i biglietti emessi durante il suo mandato solo con il suo soprannome "Che". Il 20 febbraio 1960 fu creato il Central Planning Board (JUCEPLAN), il cui principale promotore era Guevara e che stabilì la pianificazione centralizzata a Cuba.

Dalle sue posizioni economiche, Che Guevara ha promosso la nazionalizzazione di aziende nazionali ed estere e settori chiave dell'economia, pianificazione centralizzata e volontariato. Guevara ha anche cercato di sviluppare l'industria pesante attraverso l'industria siderurgica, al fine di spezzare la specializzazione economica e la dipendenza dallo zucchero. Aveva l'appoggio di un gruppo di giovani che si erano formati con lui come specialisti, poiché la Colonna 8 era a Escambray, tra i quali spiccava Orlando Borrego, suo vice ministro, che avrebbe ricoperto in futuro posizioni economiche elevate. Ha anche sostenuto la soppressione dell'autonomia universitaria, una delle principali bandiere del movimento latinoamericano per la riforma universitaria.

Il 28 luglio 1960, prima del Primo Congresso della Gioventù latinoamericana, tenutosi all'Avana, il Che sostenne un concetto che in seguito avrebbe ampiamente sviluppato: l'idea del "nuovo uomo socialista", che concepì come un nuovo tipo umano che si sarebbe sviluppato. alla pari del socialismo, e in cui il sentimento di solidarietà e impegno per la società prevarrebbe sull'interesse personale e sull'egoismo. Il volontariato era per lui un'espressione fondamentale dell'uomo nuovo. Si dedica personalmente ogni sabato al volontariato, nelle linee di produzione degli stabilimenti, alla vendemmia, come operaio nei cantieri, e ha promosso questo atteggiamento tra gli altri funzionari, che non sempre hanno accolto con favore la sua austerità e la sua proposta di dare l'esempio con il comportamento personale. 

Il 7 novembre 1960 Che Guevara iniziò un viaggio di due mesi attraverso i paesi comunisti: Cecoslovacchia, Unione Sovietica, Cina, Corea e Germania Democratica. In Unione Sovietica, è stato invitato a condividere con il primo ministro Nikita Khrushchev e il resto del Soviet supremo il palco principale della parata che celebra l'anniversario della rivoluzione russa, che è stato un evento eccezionale.

Il viaggio ha avuto molto successo e sia l'Unione Sovietica che la Cina hanno deciso di acquistare la maggior parte del raccolto cubano. In Cina ha incontrato Mao Zedong e Zhou Enlai. Nella Germania Democratica avrebbe incontrato Tamara Bunke, una argentino-tedesca, che subito dopo si sarebbe trasferita a Cuba e che in seguito si sarebbe unita alla guerriglia del Che in Bolivia, con il nome di Tania. Ma soprattutto, il risultato principale del viaggio è stato quello di consolidare l'alleanza tra Cuba e l’Unione Sovietica. Un rapporto dell'intelligence del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti valuta l'esito del viaggio di Guevara come segue:

Al termine della visita, Cuba aveva accordi commerciali finanziari, oltre a legami culturali, con tutti i paesi del blocco, relazioni diplomatiche con tutti tranne la Germania dell'Est, e accordi di assistenza scientifica e tecnica con tutti tranne l'Albania.

Confronto con gli Stati Uniti 

Il 3 gennaio 1961, in uno degli ultimi provvedimenti della sua amministrazione prima di cedere il potere a John F. Kennedy, il presidente Eisenhower interruppe le relazioni diplomatiche tra gli Stati Uniti e Cuba. Il confronto aperto era imminente.

Il 17 aprile 1961, dei mercenari pro-USA invasero la Baia dei Porci invase dal Nicaragua, dove furono foraggiati e arringati dal dittatore Luis Somoza Debayle, con un esercito di 1.500 uomini per lo più cubani, addestrati in Guatemala, utilizzando navi della United Fruit. Company, con il sostegno aperto della CIA. Il giorno dopo era chiaro che l'esercito cubano aveva controllato la situazione. La CIA ha quindi chiesto al presidente Kennedy, che aveva assunto la presidenza meno di tre mesi fa, l'intervento aperto degli Stati Uniti con l'Air Force, ma ha rifiutato. Per questo motivo, la comunità cubana anti-castrista negli Stati Uniti ha pubblicamente sostenuto che il presidente Kennedy era un traditore. 

Quattro mesi dopo, Kennedy propose un'Alleanza per il Progresso all'incontro dell'OAS a Punta del Este , un massiccio piano di aiuti senza precedenti per lo sviluppo dei paesi latinoamericani in chiave liberista e a favore del capitalismo. È ovvio che è stata la rivoluzione cubana e il sostegno dimostrato dalla popolazione a spingere gli Stati Uniti a promuovere un piano il cui obiettivo dichiarato era ridurre la povertà e le disuguaglianze nel subcontinente. Cuba, rappresentata nell'occasione da Che Guevara, non si oppose in linea di principio al piano statunitense, ma sostenne che era prima necessario che gli Stati Uniti consentissero il libero scambio di prodotti latinoamericani, eliminassero i sussidi protezionistici per i suoi prodotti e promuovessero l'industrializzazione dell'America Latina.

In occasione di questo viaggio, Guevara ha incontrato i presidenti democratici dell'Argentina, Arturo Frondizi e, del Brasile, Jânio Quadros. I due presidenti furono rovesciati poco dopo in due distinti colpi di stato militari appoggiati dagli Stati Uniti, e in entrambi i casi l'incontro con il Che fu uno degli argomenti usati dai golpisti militari.

Il fallimento dell'invasione della Baia dei Porci portò al licenziamento del direttore della CIA Allen Dulles e alla sua sostituzione con John McCone. Nel novembre 1961 la CIA istituì un gigantesco programma chiamato Operazione Mangusta, guidato da Edward Lansdale, al fine di organizzare atti di sabotaggio, terrorismo, assassinii selettivi di leader cubani, attacchi militari e infiltrazioni che avrebbero destabilizzato il governo cubano e lo avrebbero condotto al crollo entro ottobre 1962.  L'offensiva di isolamento contro Cuba è avanzata nel gennaio 1962 quando i paesi americani hanno deciso di escluderla dall'OAS.

Che Guevara ha sempre avuto un pensiero fortemente internazionalista. Non solo era favorevole a nuove esperienze di guerriglia che si aprivano in altre parti del mondo, ma credeva anche che solo generalizzando la lotta armata in America Latina, Asia e Africa sarebbe stato possibile sconfiggere l’imperialismo. Guevara era apertamente in disaccordo con la strategia di pacifica convivenza proposta dall'Unione Sovietica e lui stesso si vedeva combattere nuove rivoluzioni.

Dal momento in cui la Rivoluzione cubana ha preso il potere, il Che ha iniziato a organizzare e promuovere esperienze di guerriglia in America Latina, evidenziando quelle che sono state aperte in Guatemala, Nicaragua, Perù, Colombia, Venezuela e Argentina. Tutte fallirono, ma in alcuni casi gettarono le basi per futuri movimenti di guerriglia, come il Fronte di liberazione nazionale sandinista in Nicaragua e i Tupamaros in Uruguay.

Questa posizione portò a un forte confronto tra Che Guevara e i partiti comunisti dell'America Latina, che in generale non approvavano la strategia di lotta armata generalizzata da lui proposta.

In realtà, Che Guevara voleva iniziare la lotta armata nel suo paese natale. Nel 1963, dopo un lungo addestramento a Cuba, inviò un gruppo di guerriglieri in Argentina. Era diretto da Jorge Masetti, il giornalista peronista che aveva diretto l'agenzia Prensa Latina e che ha dovuto dimettersi dal suo incarico a causa del suo confronto con il Partito Comunista Cubano (PSP). Il gruppo si stabilì nella provincia di Salta, sotto il nome di Esercito di guerriglia popolare (EGP), con basi in Bolivia, Córdoba e Buenos Aires. Masetti ha ricoperto il grado di secondo comandante, riservando il grado di primo comandante a Guevara. Dopo aver inviato una lettera al presidente democratico Arturo Illia in cui annunciava la sua decisione di iniziare la lotta armata, il gruppo subì diverse complicazioni che portarono al completo collasso nel 1964. Alcuni dei suoi membri morirono in combattimento, come il cubano Hermes Peña, uno degli uomini della cerchia ristretta di Guevara; altri furono arrestati e Masetti scomparve nella giungla senza lasciare traccia.

In questo contesto, tra il 17 marzo e il 17 aprile 1964, Che Guevara avrebbe incontrato Juan Domingo Perón nella casa in cui quest'ultimo visse in esilio a Madrid. L'incontro è stato custodito nel più grande dei segreti ed è stato conosciuto grazie al giornalista Rogelio García Lupo.   Che diede a Perón fondi per sostenere il loro ritorno in Argentina, tentativo che fu impedito dal governo brasiliano quell'anno. Alla fine del 1964 Che Guevara aveva deciso di lasciare il governo per guidare l'invio di truppe cubane in altri paesi al fine di sostenere i movimenti rivoluzionari in corso. L'Africa e soprattutto la Repubblica Democratica del Congo, dove Patrice Lumumba era stato assassinato nel 1961 con la partecipazione della CIA, e in cui agiva una guerriglia ribelle sostenuta dalla Tanzania, sembravano una causa appropriata per intervenire. La Repubblica Democratica del Congo, situata nell'Africa centrale e al confine con nove paesi, è apparsa al Che come un gigantesco "centro focale" da cui la rivoluzione potrebbe essere irradiata a tutto il continente.

All'inizio del 1965 scrisse una famosa lettera a Fidel Castro, rassegnando le dimissioni da tutte le sue posizioni e dalla sua nazionalità cubana e annunciando la sua partenza per "nuovi campi di battaglia". È in quella lettera che compare la frase "fino alla vittoria sempre", nella firma, ampiamente diffusa da allora. La lettera fu letta da Castro durante il Primo Congresso del Partito Comunista Cubano e trasmessa in televisione nell'ottobre dello stesso anno, provocando un enorme scalpore, sia dentro che fuori Cuba. A quel punto Che Guevara era scomparso dalla vita pubblica e non si sapeva dove si trovasse.

Il 19 aprile arriva sotto la falsa identità di Ramón Benítez, nella città di Dar es Salaam in Tanzania, poi incontra il leader anticolonialista Julius Nyerere, da dove si sarebbe organizzato il sostegno cubano ai ribelli congolesi. Cuba aveva deciso di sostenere la lotta del Comitato di Liberazione Nazionale (CNL) del Congo. L'anno precedente, il CNL era riuscito a stabilire per alcuni mesi, una "zona liberata" con il nome di Repubblica Popolare del Congo, con capitale a Stanleyville (oggi Kisangani) e in quel periodo manteneva un governo in esilio guidato da Cristophe Gbenyee stava combattendo per mantenere il controllo su una vasta area nella regione orientale del paese, al confine con la Tanzania e il Burundi, sul lago Tanganica. Che Guevara mantenne un contatto diretto con Laurent-Désiré Kabila, allora capo militare di secondo grado.

Guevara si sarebbe insediato nella zona di combattimento, mentre i capi militari congolesi difficilmente andavano in prima linea e rimanevano la maggior parte del tempo nella città di Dar es Salaam, in Tanzania.

La partecipazione cubana alla ribellione congolese è stata un'esperienza disastrosa. I quaderni scritti da Guevara iniziano con la seguente frase:

Questa è la storia di un fallimento. 

La mancanza di conoscenza della lingua e dei costumi swahili, le molteplici frazioni interne ed esterne dei gruppi rivoluzionari, la disorganizzazione e la mancanza di disciplina delle truppe, e infine la cessazione del sostegno dalla Tanzania, portarono a una sconfitta dopo l'altra. In questo modo, il Che, al comando di 120 cubani, compresi alcuni della sua cerchia ristretta - come Carlos Coello (Tuma) e Harry Villegas (Pombo) - è stato costretto a ordinare un ritiro di emergenza quando l'Esercito di liberazione congolese ha deciso di abbandonare la lotta e le truppe mercenarie. I sostenitori bianchi del governo avevano occupato la maggior parte della "zona liberata" e si stavano preparando a prendere la base e prenderla prigioniera. Durante la campagna, che durò nove mesi, sei guerriglieri cubani morti e, infine, dopo i congolesi abbandonato la lotta, Guevara ha dovuto ritirare in una situazione che ha descritto come vergognoso il 20 novembre, 1965. 120 Egli stesso ha inviato un messaggio a Nyerere lamentando la cessazione del sostegno dalla Tanzania che diceva:

Cuba ha offerto aiuti previa approvazione della Tanzania, ha accettato e l'aiuto è diventato effettivo. Senza condizioni né limiti di tempo. Comprendiamo le difficoltà in Tanzania oggi, ma non siamo d'accordo con le loro opinioni. Cuba non si tira indietro dai suoi impegni, né può accettare una vergognosa fuga lasciando il fratello in disgrazia in balia dei mercenari. 

In una delle sue ultime annotazioni sui taccuini del Congo dice:

Non c'era un solo tratto di grandezza in quel ritiro.

Tre giorni dopo che Guevara lasciò il Congo, Joseph Mobutu prese il potere con un colpo di stato, instaurando una dittatura che sarebbe durata trent'anni. Nel 1996, Laurent-Désiré Kabila, il leader della guerriglia consigliato dal Che in Congo, avrebbe guidato una ribellione armata che lo avrebbe portato a rovesciare Mobutu.

Tra Africa e Bolivia

Dopo il ritiro dal Congo, il Che si nascose per diverse settimane nell'ambasciata cubana in Tanzania, dove colse l'occasione per scrivere il suo ricordo dell'esperienza fallita, che sarebbe poi stato pubblicato, nel 1999, come Passages from the revolutionary war: Congo.

Successivamente si trasferì a Praga, dove rimase per cinque mesi in una casa sicura dei servizi segreti cubani. Questo è uno dei periodi meno conosciuti della sua vita in cui ha analizzato i suoi prossimi passi che lo avrebbero portato ad avviare un'azione di guerriglia in Bolivia.

Alcuni dei suoi biografi ritengono molto probabile che abbia studiato e scritto molto, ma fino al 2006 non c'era la certezza che esistessero i presunti quaderni di Praga.  Dopo aver analizzato diverse opzioni, Che Guevara, con il sostegno di Fidel Castro, decise di stabilire un “foco” di guerriglia in Bolivia, un paese che, trovandosi nel cuore del Sud America, e al confine con Argentina, Cile, Perù, Brasile e Paraguay, ha permesso di estendersi con facile guerriglia in tutto il subcontinente, specialmente nel suo paese natale.

Il 21 luglio, nel 1966, il Che tornò segretamente a Cuba. Lì incontra Fidel Castro, sua moglie, Orlando Borrego, e il gruppo di guerriglieri che lo avrebbero accompagnato in Bolivia. Il 2 novembre, senza rivelare la sua identità, ha visto i suoi figli per l'ultima volta, tranne Hildita, la maggiore, perché poteva riconoscerlo.

Poco dopo, tra settembre e ottobre 1966, Che Guevara si incontrò di nuovo con Perón a Madrid, per chiedere il sostegno del peronismo al suo progetto di guerriglia in Bolivia. Perón ha promesso di non impedire a quei peronisti che volevano accompagnare Guevara di farlo, ma non ha accettato di coinvolgere il movimento peronista in quanto tale in un'azione di guerriglia in Bolivia.

La Bolivia 

Nel 1966, la Bolivia era governata da una dittatura militare guidata dal generale René Barrientos, che aveva rovesciato il presidente Víctor Paz Estenssoro e posto fine alla Rivoluzione del 1952, di tendenza nazionalista-popolare, promossa dal MNR.

Il 7 novembre del 1966, il giorno in cui inizia il suo diario della Bolivia, Ernesto Guevara si stabilì in una zona montagnosa e boschiva situata nei pressi del fiume Ñancahuazú , sud-est del paese, dove ai piedi delle Ande Unite con la regione del Gran Chaco .

Il gruppo guerrigliero stabile era composto da 16 cubani, tra i quali molti degli uomini della sua cerchia ristretta, 26 boliviani, 3 peruviani, e 2 argentini.  Un totale di 47 combattenti, di cui Tania era l'unica donna, sebbene un’altra donna, Loyola Guzmán, abbia svolto un ruolo importante nel gruppo di sostegno, ed è stata anche arrestata e torturata. Presero il nome di Esercito di Liberazione Nazionale Boliviano (ELN), con sezioni di supporto in Argentina, Cile e Perù.

L'11 marzo 1967, due disertori furono arrestati, allertando il governo che, lo stesso giorno, richiese la cooperazione degli Stati Uniti e organizzò un sistema di intelligence coordinato con Argentina, Brasile, Cile, Perù e Paraguay.

Il 23 marzo iniziarono gli scontri armati: l'ELN ha bloccato un'unità militare e ucciso sette soldati. Poco dopo, hanno lasciato il campo per sfuggire all'accerchiamento che l'esercito boliviano ha iniziato a formare. Il 3 aprile Guevara ha diviso le sue forze, mettendo Juan Acuña Nuñez ("Vilo" o "Joaquín") al comando della seconda colonna. Entrambi i gruppi si erano persi e non si sarebbero mai più incontrati.

In successive scaramucce, i suoi uomini furono uccisi: Jesús Suárez Gayol , Jorge Vázquez Viaña (Loro) , che era disperso, ed Eliseo Reyes, che lo accompagnava dalla Sierra Maestra.

Il 20 aprile, l'ELN ha subito un duro colpo quando due membri della rete di supporto, Régis Debray e Ciro Bustos, furono catturati mentre cercavano di lasciare l'area. Entrambi sono stati torturati e hanno finito per fornire informazioni importanti. Molto discussi sono stati gli atti di Debray e Bustos, sotto tortura, così come, d'altra parte, l'inazione di Mario Monje, segretario generale del Partito comunista boliviano, che avrebbe dovuto offrire supporto logistico.

A quel tempo scrisse il suo Messaggio ai Popoli del Mondo che fu letto all'incontro del Tricontinentale (Asia, Africa e America Latina), e che contiene le sue dichiarazioni più radicali e forti, proponendo una guerra mondiale aperta contro gli Stati Uniti, in chiaro contraddizione con la "pacifica convivenza" che l'Unione Sovietica ed i partiti comunisti latinoamericani sostenevano a quel tempo, nel quadro concettuale della Guerra Fredda. Guevara ha scritto quel documento con una delle sue frasi più memorabili:

Creare due, tre ... molti Vietnam, è la parola d'ordine. 

Il testo del documento fa riferimento alle guerre che si sono generate in tutti i continenti, dalla fine della seconda guerra mondiale, sottolineando l'estrema crudeltà che gli Stati Uniti stavano contro il Vietnam e come, anche se il popolo vietnamita combatteva da solo, la superpotenza americana sembrava "impantanata". Guevara conclude, quindi, che l'imperialismo usa la guerra come ricatto e che la risposta del popolo dovrebbe essere quella di non temere la guerra imperialista ma di reagire ai suoi ricatti politici ed economici. Il Che prosegue nel documento che, sotto lo slogan "non permetteremo un'altra Cuba", gli Stati Uniti affermavano di essere pronti per un intervento sanguinoso generalizzato per impedirlo. Quindi analizza gli interventi in ogni continente, per concludere che in America Latina stava maturando una ribellione, che avrebbe acquisito un carattere continentale. Guevara avverte quindi che la liberazione non sarebbe consentita pacificamente dagli Stati Uniti e che non dovrebbero esserci illusioni, poiché sarebbe una lunga guerra, in cui "la repressione andrà alla ricerca di facili vittime", massacrando la popolazione contadina o bombardando le città. Poiché poi le città furono spinte nella lotta, non c'era altra scelta che prepararsi. Sostiene che le oligarchie utilizzerebbero "tutta la capacità di repressione, tutta la capacità di brutalità e demagogia" e che il primo compito sarebbe quello di sopravvivere e prepararsi spiritualmente a "resistere a repressioni più violente". Propone quindi di ricorrere all'odio come "fattore di combattimento" per resistere a queste aggressioni e per essere in grado di "galvanizzare lo spirito nazionale", sostenendo che "un popolo senza odio non può trionfare su un nemico brutale". Avverte quindi che in seguito la guerra dovrà essere portata anche ai paesi aggressori, e che sicuramente ciò li renderebbe più brutali ma minerebbe anche il loro morale.

Nel giugno e luglio 1967, l'ELN perse altri sette uomini: Casildo Condori , Antonio Sánchez Díaz , Carlos Coello (Tuma), Julio Velazco , Serapio Aquino , Raúl Quispaya e Martínez Tamayo (Papi).

Il 1° agosto 1967, la CIA inviò due agenti a unirsi alla caccia a Che Guevara: i cubano-americani Gustavo Villoldo e Félix Ismael Rodríguez. Il 31 agosto 1967, l'esercito tese un'imboscata alla seconda colonna a Vado del Yeso, mentre stavano attraversando il fiume, provocando la morte di tutti tranne uno: Vilo Acuña, Tamara Bunke, Apolinar Aquino, Walter Arencibia, Moisés Guevara, Gustavo Machín, Freddy Maymura, Israel Reyes e Restituto Cabrera. I loro corpi furono prima esposti come trofei e poi sepolti segretamente. Dopo aver fatto una lunga deviazione e aver preso Samaipata per un'ora, la prima colonna era stata isolata e con l'uscita al Rio Grande bloccata, costringendoli a salire sulla montagna in direzione di La Higuera. Il 26 settembre entrarono nel piccolo borgo di La Higuera e, all'uscita, l'avanguardia cadde in un'imboscata, uccidendone tre (Coco Peredo, Mario Gutiérrez e Manuel Hernández).

I 17 sopravvissuti sono fuggiti salendo ancora più in alto, e il 7 ottobre hanno iniziato a scendere verso il fiume. 

L'8 ottobre sono i guerriglieri “guevaristi” stati sorpresi nella Quebrada del Churo.  Che Guevara ordinò di dividere il gruppo in due, mandando avanti i malati e rimanendo con gli altri per affrontare le truppe governative. 

La cattura di Che Guevara in Bolivia

Dopo tre ore di combattimento, Guevara fu leggermente ferito a una gamba e catturato con Simeón Cuba (Willy), mentre tre dei suoi uomini persero la vita: Rene Martínez Tamayo, Orlando Pantoja (Olo) e Aniceto Reinaga. Alberto Fernández Montes de Oca è stato gravemente ferito ed è morto il giorno successivo. Anche il giorno successivo Juan Pablo Chang (el Chino) sarebbe stato catturato. Quattro altri guerriglieri furono perseguitati e morirono nel combattimento dei Cajones, quattro giorni dopo: Octavio de la Concepción de la Pedraja (Moro), Francisco Huanca (Pablo), Lucio Garvan (Eustaquio) e Jaime Arana (Chapaco).

I sei guerriglieri in testa, Harry Villegas (Pombo), Dariel Alarcón (Benigno), Leonardo Tamayo (Urbano), Inti Peredo , David Adriazola (Darío) e Julio Méndez Korne (Ñato) sono riusciti a fuggire. L'esercito li inseguì, uccidendo Ñato, ma i restanti cinque riuscirono finalmente a lasciare la Bolivia per il Cile.

Morte 

Nella battaglia in Quebrada del Churo, Guevara fu colpito alla gamba sinistra, fatto prigioniero insieme a Simeón Cuba Sanabria (Willy) e trasferito a La Higuera dove furono rinchiusi a scuola, in aule separate. Lì avrebbero trovato posto anche i cadaveri dei guerriglieri morti e anche Juan Pablo Chang, sarebbe stato trattenuto lì, il giorno successivo. Tra i beni sequestrati dai militari, c'era il diario personale che il Che scriveva in Bolivia.

La mattina del 9 ottobre, il governo boliviano ha annunciato che Ernesto Guevara era morto in combattimento, il giorno prima. Contemporaneamente, arrivarono il colonnello Joaquín Zenteno Anaya e l'agente della CIA Félix Rodríguez. Poco dopo mezzogiorno, il presidente Barrientos diede l'ordine di giustiziare Che Guevara. Ci sono dubbi e versioni contraddittorie sul grado di sostegno che la decisione ha ricevuto dagli Stati Uniti, ma la verità è che, come registrato nel rapporto segreto di Félix Rodríguez, la CIA era presente da tempo nel luogo. È stato l'agente Rodríguez a ricevere l'ordine di sparare a Guevara e lo ha trasmesso agli ufficiali boliviani, così come è stato lui a dire a Che Guevara che sarebbe stato ucciso.  Prima dell'esecuzione, Félix Rodríguez, un agente sotto copertura della CIA, lo interrogò e lo portò fuori dall'aula per scattare diverse fotografie, l'ultima in cui appare vivo. Lo stesso Rodríguez racconta quel momento in questo modo:

Sono uscito dalla stanza, fuori era pieno di soldati. Sono andato dal sergente Terán, che sapeva che stava eseguendo tutto questo. Ho detto: "Sergente, ci sono istruzioni dal suo governo per eliminare il prigioniero". Metto la mano all'altezza del mento: "Non tirarlo su qui, tiralo giù, perché si supponga che quest'uomo sia morto per le ferite da combattimento". "Sì, mio capitano, sì, mio capitano, ha detto. Era circa l'una del pomeriggio in Bolivia. Da lì poi mi sono ritirato nel luogo avanzato dove avevo fotografato il giornale e verso l'una e dieci ho sentito un piccolo scoppio. 

Ho mandato Terán a eseguire l'ordine. Gli ho detto che avrebbe dovuto sparare [al Che] sotto il collo perché doveva apparire morto in combattimento. 

Poco prima, Simeón Cuba e Juan Pablo Chang avevano subito la stessa sorte. Nel 1977, la rivista Paris Match intervistò Mario Terán, che raccontò gli ultimi momenti di Che Guevara come segue:

Ho esitato 40 minuti prima di eseguire l'ordine. Sono andato dal colonnello Pérez nella speranza che l'avesse annullato. Ma il colonnello era furioso. Quindi sono andato. Quello è stato il momento peggiore della mia vita. Quando sono arrivato, il Che era seduto su una panchina. Quando mi ha visto ha detto: "Sei venuto per uccidermi". Mi sono sentito impacciato e ho abbassato la testa senza rispondere. Poi mi ha chiesto: "Cosa hanno detto gli altri?" Ho risposto che non avevano detto nulla e lui ha risposto: "Sono stati coraggiosi!" Non ho avuto il coraggio di sparare. In quel momento ho visto Che grande, molto grande, enorme. I suoi occhi brillavano luminosi. Si sentiva come se fosse sopra di lui e quando mi fissava, ho avuto le vertigini. Ho pensato che con un movimento veloce il Che potesse togliermi l'arma. "Stai calmo", disse, "e mira bene!" Ucciderà un uomo! Poi ho fatto un passo indietro, verso la soglia della porta, Ho chiuso gli occhi e ho sparato la prima raffica. Che, con le gambe in frantumi, cadde a terra, si contorse e iniziò a versare molto sangue. Ho ripreso il morale e ho sparato il secondo colpo, colpendolo al braccio, alla spalla e al cuore. Era già morto.

Curiosamente, sarebbero i medici cubani a restituire nel 2007 la vista di Teran, nell'ambito di una delle campagne di solidarietà con il governo boliviano di Evo Morales; la notizia è stata diffusa dal quotidiano ufficiale Granma nell'anniversario della morte di Guevara che ha detto;

Mario Terán tenterà con il suo crimine di distruggere un sogno e un'idea, Che vince un altro combattimento. 

I suoi resti 

Nel pomeriggio del 9 ottobre 1967, il corpo di Che Guevara fu portato in elicottero a Vallegrande e collocato in una lavanderia d' ospedale, dove rimase esposto al pubblico durante quel giorno e, il giorno successivo, con l'introduzione in grande quantità di formaldeide per prevenire la decomposizione.

Centinaia di persone (soldati, residenti, curiosi, giornalisti) sono venuti a vedere il corpo. Ci sono un gran numero di foto di quei momenti, in cui il Che appare con gli occhi aperti. Le suore dell'ospedale e le donne del villaggio gli hanno tagliato le ciocche di capelli per conservarle come talismani.  I soldati e gli ufficiali tennero gli indumenti che indossava il Che quando morì. Poiché era già stato deciso che il corpo di Che Guevara sarebbe stato fatto scomparire, come quello del resto dei guerriglieri. La notte del 10 ottobre le mani del cadavere furono tagliate per conservarle come prova della morte.

Esistono diverse versioni sulla destinazione finale del cadavere. Il generale Juan José Torres ha dichiarato che il corpo era stato cremato, mentre il generale Alfredo Ovando ha affermato il contrario. Esiste consenso tra i militari boliviani presenti sulla scena sul fatto che l'ordine di cremazione era reale ma non poteva essere eseguito per mancanza di mezzi adeguati, e anche per evitare una possibile reazione negativa da parte della popolazione, dovuta al fatto che in Bolivia la cremazione era illegale.  C'era anche un certo consenso sul fatto che il corpo del Che fosse stato sepolto all'alba dell'11 ottobre dal tenente colonnello Selich, in una fossa diversa dagli altri sei guerriglieri. 

Ricerca e scoperta del corpo 

Dallo stesso anno della sua morte, il governo cubano ha avviato le indagini volte a ritrovare i resti di Che Guevara e dei suoi compagni, senza alcun risultato. Agenti cubani si sono recati in Bolivia, nel 1995, e il dottor Jorge González Pérez, allora direttore dell'Istituto di medicina legale di Cuba, riuscì a trovare i resti del “Che” nel 1997. 

Tra il dicembre 1995 e il marzo 1996 furono ritrovati i resti di quattro compagni di Guevara morti nel combattimento del 14 ottobre 1967 a Cajones. Questi erano: Jaime Arana Campero, Octavio de la Concepción de la Pedraja, Lucio Edilverto Garvan Hidalgo e Francisco Huanca Flores. L'obiettivo dell'indagine era recuperare tutti i guerriglieri caduti. Dei 36 corpi, 23 sono stati sepolti in Valle Grande e 13 in altre zone. 

Il 28 giugno 1997, grazie alle dichiarazioni del generale in pensione Mario Vargas Salinas e alle pressioni internazionali che hanno portato il governo boliviano di Gonzalo Sánchez ad autorizzare l'avvio delle indagini, un team di scienziati cubani ha rinvenuto sette corpi sepolti in Valle Grande, in una sola fossa comune, e si identificarono tra loro, con il supporto della Squadra di antropologia forense argentina, i resti di Ernesto Guevara e quelle di sei dei suoi uomini, Alberto Fernández Montes de Oca (Pacho), René Martínez Tamayo (Arturo), Orlando Pantoja Tamayo (Olo), Aniceto Reinaga (Aniceto), Simeón Cuba (Willy) e Juan Pablo Chang (El Chino)

Il corpo, secondo il rapporto del team, non aveva mani, aveva un alto contenuto di formaldeide e indossava indumenti e oggetti compatibili con quelli che si presume indossasse al momento della sepoltura (è stato trovato coperto da una giacca che in una tasca aveva una piccola borsa con tabacco da pipa tagliato). Il 12 luglio 1997, i resti furono portati a Cuba, dove furono ricevuti da una folla per essere sepolti a Santa Clara, presso il Memoriale Ernesto Guevara, dove si trovano attualmente i resti della maggior parte dei guerriglieri che lo hanno accompagnato nella sua spedizione.

San Ernesto de La Higuera 

Attualmente, a La Higuera (Bolivia), la figura del Che continua ad essere ricordata dai suoi abitanti con riverenza, tanto da essere stata santificata, entrando a far parte dei credi di quella regione andina, con il nome di "San Ernesto di La Higuera". Il lavatoio dell'ospedale Señor de Malta a Vallegrande, dove è stato esposto il corpo senza vita del Che, è diventata un luogo di culto dove il Che viene adorato con fiori e altre offerte. La strada di 60 chilometri, tra La Higuera e Vallegrande, è conosciuta come "La Ruta del Che" ed è diventata una meta turistica e di pellegrinaggio.  Gli eventi storici che hanno avuto luogo in Bolivia hanno dato al Che, negli anni, il tono di un personaggio leggendario circondato dal misticismo. I contadini di La Higuera hanno affermato di essere stati testimoni di eventi miracolosi affidandosi allo spirito del Che, mentre Félix Rodríguez, l'agente della CIA incaricato dell'operazione che ha catturato il Che, ha iniziato a soffrire di attacchi d'asma dopo la sua esecuzione. 

Pensiero 

Che Guevara ha sviluppato una serie di idee e concetti che sono diventati noti come " Guevarismo ". Il suo pensiero si rifà all'antimperialismo, al marxismo e al comunismo come elementi di base, ma con riflessioni su come realizzare una rivoluzione e creare una società socialista.  Guevara ha dato un ruolo fondamentale alla lotta armata. Dalla sua esperienza ha sviluppato un'intera teoria sulla guerriglia. Per lui, quando in un paese esistono "condizioni oggettive" per una rivoluzione, un piccolo "foco" guerrigliero può creare le "condizioni soggettive" e scatenare una rivolta generale della popolazione. Questi postulati furono presi e interpretati dal filosofo Régis Debray, dando origine al foquismo, spesso erroneamente attribuito a Guevara. 

Per il Che c'era uno stretto legame tra guerriglieri, contadini e riforma agraria. Questa posizione differenziava il suo pensiero dal socialismo europeo o sovietico, più legato all'importanza della classe operaia industriale, e avvicinava il Che alle idee maoiste. Il suo libro The Guerrilla War è un manuale in cui sono esposte le tattiche e le strategie utilizzate nella guerriglia cubana.

Ha dato un ruolo fondamentale all'etica individuale, sia nella guerriglia durante la rivoluzione, sia al cittadino nella società socialista. Sviluppò questo aspetto sotto il concetto di "nuovo uomo socialista", che vedeva come un individuo fortemente mosso da un'etica personale che lo spinge alla solidarietà e al bene comune, senza bisogno di incentivi materiali per farlo.  A questo proposito, Guevara dava un valore centrale al lavoro di volontariato che vedeva come l'attività fondamentale per formare "l'uomo nuovo".

Matrimoni e figli 

Ernesto Guevara è stato sposato due volte e ha avuto sei figli.

Il suo primo matrimonio fu con Hilda Gadea (Perù 1925 - L'Avana, 1974) il 18 agosto 1955, nella chiesa di San Francisco Javier, Tepotzotlal, in Messico. Gadea è stata una economista e militante del partito APRA che ha incontrato Guevara in Guatemala. Insieme hanno avuto una figlia, Hilda Beatriz Guevara Gadea (15 febbraio 1956 - 1995). Hilda Beatriz ha avuto un figlio (il nipote del Che), Canek Sánchez Guevara, un filosofo anarchico.  Ernesto Guevara ha divorziato da Hilda Gadea nel 1959. Dopo la rivoluzione cubana, Hilda si è stabilita a Cuba dove ha ricoperto incarichi di rilievo. Ha scritto un libro, sul suo ex marito, dal titolo Che Guevara: gli anni decisivi (Messico: Aguilar Editor, 1972).

Il suo secondo matrimonio fu con Aleida March Torres, il 9 giugno 1959, a L'Avana. March era un militante del Movimento 26 Luglio della provincia di Las Villas e una pedagogista. Che Guevara la incontrò, nel 1958, quando stava sviluppando la sua offensiva finale contro il regime di Batista, poco prima della battaglia di Santa Clara. Insieme hanno avuto quattro figli:

  • Aleida Guevara March, nata il 17 novembre 1960,
  • Camilo Guevara March, nato il 20 maggio 1962,
  • Celia Guevara March, nata il 14 giugno 1963 e
  • Ernesto Guevara March, nato il 24 febbraio 1965

Aleida March presiede il Centro Studi Che Guevara, situato nella casa che condividevano a L'Avana.

Secondo Jorge Castañeda, Ernesto Guevara ha avuto anche un figlio a seguito di una relazione extraconiugale con Lidia Rosa López:

  • Omar Pérez, nato il 19 marzo 1964

Sebbene non sia stato riconosciuto, Ernesto Guevara avrebbe scelto il suo nome.

Adesione alle idee di Che Guevara 

Ampi settori, in diversi paesi del mondo, hanno espresso la loro adesione alle azioni, alla personalità e agli ideali di Che Guevara.

Personalità delle ideologie e caratteristiche più diverse hanno espresso la loro simpatia per Che Guevara, come Jean Paul Sartre, Juan Domingo Perón, i calciatori Diego Maradona e Thierry Henry, il pugile Mike Tyson, il  leader dissidente cinese Leung Kwok-hung, il musicista Carlos Santana, l'attore Pierre Richard, lo scrittore Gabriel García Márquez, il leader ceceno Shamil Basáyev, il gruppo musicale Rage Against the Machine e il leader sandinista Edén Pastora, tra molti altri.

Interessante anche il confronto tra Che Guevara ed Evo Morales fatto da Indiana Reque Terán, figlia del colonnello Luis Reque Terán, uno dei soldati boliviani che guidò la lotta contro i guerriglieri di Guevara a Ñancahuazú e si concluse con il suo omicidio.

Il presidente della Bolivia, Evo Morales, continua a sostenere gli ideali di Che Guevara, ma lo fa pacificamente e in una democrazia.

Nel 2006, il presidente della Bolivia Evo Morales, ha ordinato di collocare nel palazzo presidenziale un enorme ritratto di Che Guevara.  Nel 2007 Che Guevara è stato scelto dal pubblico argentino come uno dei cinque argentini più importanti della storia, insieme a Juan Manuel Fangio, José de San Martín, René Favaloro e Alberto Olmedo, nel programma televisivo El gen argentino. 

 

Ultima modifica ilDomenica, 18 Ottobre 2020 07:28
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