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Storia della penetrazione ideologica degli USA nei Paesi latinoamericani

Storia della penetrazione ideologica degli USA nei Paesi latinoamericani

di Tomas Emilio Silvera

Ancora una volta, esprimo la mia sentita gratitudine a Convergenza Socialista per offrire la possibilità di far conoscere un aspetto della complessa problematica socio-politica dell'America Latina. In questo articolo saranno ripercorse le distinte tappe, le forme e i mezzi della penetrazione ideologica degli USA nel Centro e Sud America, il cui obbiettivo consiste nell'attirarsi le classi medie, in primo luogo gli intellettuali, i professionisti, i leaders dei partiti politici della borghesia, e i dirigenti delle organizzazioni studentesche.

I dirigenti della politica estera USA pensano che senza un adeguato modellamento ideologico dei paesi latinoamericani il loro predominio potrebbe diventare poco solido.

H.F. Holland, aiutante del segretario di stato per la direzione degli aiuti internazionali, scrisse già nel 1955 che "senza questo modellamento nessuna struttura economica, politica o militare eretta da noi potrebbe essere consistente e duratura".

I circoli governativi statunitensi esportano la loro ideologia dietro la maschera dell'interscambio culturale. "La diplomazia culturale - afferma una dichiarazione ufficiale del dipartimento di stato nel definire i principi della politica estera - svolge oggi un grande ruolo, insieme alla diplomazia politica ed economica, nei nostri rapporti con le altre nazioni".

T.W.Palmer, specialista nel servizio di propaganda yanqui, scrive apertamente che per interscambio culturale si intende l'orientamento ideologico dell'opinione pubblica verso una direzione vantaggiosa per l'imperialismo degli Stati Uniti: "Prima della prima guerra mondiale, le relazioni internazionali si distinguevano in tre categorie, quelle diplomatiche, politiche e militari. Ora ne e' sorta una quarta, definita in diverse maniere come culturale, psicologica, emozionale ed anche morale e spirituale, ma il termine  che la definisce piu' correttamente è ideologica. Gli USA solo attualmete hanno cominciato a studiare questo nuvoloso regno, e perciò questo campo non è stato ancora preso in giusta considerazione, con una necessaria esperienza".

Ma Palmer è molto discreto; più sincero di lui e' W.P.Dizard, alto funzionario della Agenzia Informativa degli Stati Uniti ( Usia): "Per quanto riguarda l'ideologia, noi non siamo mai stati attenti alle nostre frontiere, ma abbiamo sempre esportato le nostre ideologie".

Lo stesso Hollanda indica che la politica di penetrazione ideologica yanqui fu elaborata e utilizzata per la prima volta verso i Paesi dell'America Latina: "Il nostro programma governativo di informazione e di interscambio culturale internazionale, che si espande in tutto il mondo,  nacque nel dipartimento di stato come programma di relazioni culturali con l'America Latina". Questo programma, uguale a molti altri, fu sperimentato prima nell'emisfero occidentale, poi nel resto del mondo. Senza dubbio, prima della vittoria della Rivoluzione cubana, secondo la testimonianza di T.W.Palmer gli imperialisti statunitens'i consideravano l'America Latina ' una zona in gran misura sicura'.

Finalità della propaganda imperialista

Uno dei principi più importanti che si propone la propaganda ideologica nordamericana é ristabilire l'imperialismo yanqui: poichè qualsiasi intento di negare di negare la sua esistenza sarebbe condannato al fallimento, essi cercano di convincere che l'imperialismo è un fenomeno del passato e che si manifestò inoltre in poche regioni.

T.W.Palmer ammette che "qualsiasi persona che facesse una analisi onesta e scrupolosa dei fatti arriverebbe senza dubbio alla conclusione che  le azioni yanqui in Panama e nella zona dei Caraibi nel periodo 1900-1930 corrispondono al concetto dell'imperialismo", e lamenta che nessun serio storico difese la politica statunitense. "Se tale questione avesse un carattere puramente accademico - commenta T.W.Palmer con una sincerità accattivante - non avrebbe nessun peso, dal punto di vista della politica estera. Purtroppo, la politica estera nordamericana nell'emisfero occidentale, nell'opinione di ognuno, è essenzialmente imperialista, e non conviene darne la colpa ai comunisti".

Egli esorta a dimostrare il carattere 'umanitario' dell'imperialismo yanqui e riconosce anche che nemmeno i circoli governativi latino americani considerano "il sistema nord americano come l'esempio di uno spirito democratico". Palmer non nega che la forza che attrae la maggioranza degli intellettuali non sono gli Stati Uniti, ma il richiamo del comunismo alla libertà e alla giustizia verso le masse oppresse, e continua dicendo che la discriminazione razziale negli USA è "il tallone d'Achille del sistema nord americano".

Quale soluzione propone? Gli Stati Uniti, secondo lui, non devono lamentare la loro mancanza di popolarità, e il problema dovrebbe essere affrontato" filosoficamente, come una parte del prezzo che il Paese potente deve pagare per il posto preminente che occupa e per il ruolo dirigente che svolge nei rapporti internazionali".

I primi diplomatici in America Latina si sforzavano di presentare la borghesia governante nei loro Paesi come baluardo di tutti gli ideali di giustizia e di democrazia. Questa esaltazione del modo di vita nord americano, questa propaganda, é stata ed é la costante della politica estera statunitense, che secondo H. Aptecker ha sempre contenuto 'molta demagogia'. Nel XIX secolo nessuno pensava di stabilire dei contatti culturali in America Latina perché i governanti statunitensi la consideravano solo una sorgente aurifera destinata ad arricchire i loro interessi commerciali, mentre per quel che riguarda i 'valori' di cui ora tanto parlano i propagandisti yanqui, essi erano a loro indifferenti, sia quelli del loro stesso Paese sia quelli stranieri.

Gli specialisti  nordamericani di propaganda politica estera Charles Thomson e Walter Laves hanno rilevato solo poche attività ufficiali, sul piano dei rapporti culturali con l'estero, durante tutto il XIX secolo.

La formazione di Organizzazioni statunitensi in America Latina

Nel 1919 fu fondato negli Stati Uniti 'l'Istituto della educazione Internazionale', un cui principio era influire sulla opinione pubblica estera, e nel quale lavoravano specialisti della istruzione pubblica.

Nel 1925, nel Segretariato dell'Unione Panamericana, si creò la ' Sezione della cooperazione intellettuale', che non operò fino al 1930. Durante questo periodo nel campo della influenza culturale il lavoro fu realizzato più che altro da organizzazioni religiose e di altro tipo, sovvenzionate dai monopoli,  che attuavano direttamente in America Latina.

Agli inizi del 1930, negli Stati Uniti studiavano solo alcuni giovani latino americani, mentre in America Latina non vi era nessuno studente statunitense. In quel tempo gli USA esercitavano scarsa influenza sulle sfere tradizionali della cultura quali il teatro, la pittura, la letteratura e la musica; vi intervenivano più attivamente i loro rivali europei: spagnoli, inglesi, francesi e italiani.

Delle scuole straniere esistenti in America Latina prima della II guerra mondiale 3/4 erano tedesche, ed il resto italiane e giapponesi; concedevano borse di studio ai Circoli di destra per andare a studiare in Germania; avevano i loro giornali; controllavano varie radioemittenti in Cile, Brasile e altre nazioni, e trasmettevano da Berlino programmi radiofonici in spagnolo e in portoghese.

Erano inviati costantemente in Germania, con tutte le spese pagate, i leaders reazionari locali. I nazisti disponevano di una enorme quantità di denaro per comprare senza scrupoli la stampa ed anche vari dirigenti politici. Il Centro di infiltrazione e propaganda creato da loro a Berlino, 'l'Istituto ispano americano' ( appoggiato dal governo spagnolo franchista) pubblicizzava il lavoro in America Latina.

La forte crisi di Wall Street alla fine del 1929 aprì profonde crepe nel cemento considerato indistruttibile del capitalismo nordamericano, e lo sforzo dei monopoli yanquis per sollevare la precaria situazione, a costo del brutale sfruttamento dei popoli latino americani, originò una ondata di manifestazioni antimperialiste che intaccarono fortemente il prestigio statunitense. Ciò costrinse Washington a rivedere la politica internazionale verso i vicini del Sud, e dopo una ' dolorosa riconsiderazione', il governo di Rooswelt sostituì alla politica del dollaro quella del buon vicinato.

Nel 1936, la Conferenza internazionale riunita a Buenos Aires decise, su iniziativa della delegazione statunitense, un accordo sullo sviluppo dei rapporti culturali fra i Paesi americani. L'idea di questo accordo sorse nel Dipartimento di Stato nord damericano, dove fu anche programmata.

L'accordo prevedeva l'interscambio di studenti, insegnanti e professori fra i Paesi dell'America, per via governativa. Invitando ad accettare questo accordo, la delegazione yanqui dichiarò  che lo sviluppo dei legami culturali ' è uno dei metodi più efficaci per la formazione della opinione pubblica latino americana capace di appoggiare lo stato di cose esistente nell'emisfero occidentale', e senza dubbio non intendevano qualsiasi stato di cose, ma quello determinato in cui essi avevano un ruolo determinante.

Nel maggio 1938, il governo degli USA costituì per la prima volta un organo ufficiale di propaganda, subordinato al Dipartimento di Stato, 'il Comitato interdipartimentale di cooperazione con le repubbliche americane', in cui erano rappresentati 13 ministeri ed altre istituzioni governative. A capo del Comitato fu designato il Sottosegretario di Stato Sumner Welles, esperto in questioni latino americane. Il fondo economico del Comitato fu stabilito all'inizio in 370.000 dollari, e l'intenzione era quella di pianificare la propaganda in America Latina, dietro la maschera dei rapporti culturali. Nel luglio dello stesso anno fu creata un'altra Organizzazione nel Dipartimento di Stato, ' la Sezione delle relazioni culturali con le Repubbliche Americane' per realizzare i piani elaborati dal Comitato inderdipartimentale.

Nel 1939 il Dipartimento di Stato svolse un enorme lavoro fra i rappresentanti della cultura nord americana, con il fine di spiegare loro il significato politico delle relazioni culturali con l'America Latina dal punto di vista degli interessi imperialisti, e per attirarli verso questo tipo di attività.

Nell'agosto del 1940 Nelson Rockfeller, proprietario di enormi investimenti in Messico, Brasile, Venezuela ed altri Paesi latinoamericani, fu nominato coordinatore degli scambi culturali e commerciali interamericani; gli agenti di Rockfeller finanziarono tipografie, case editrici, riviste, giornali, radioemittenti, centri culturali, e concessero borse di studio.

Invitarono anche negli Stati Uniti influenti personaggi, accolti con grandi manifestazioni di ossequio; così Rockfeller creò nelle più impo rtanti città del Paese una serie di organizzazioni specializzate chiamate 'Centri interamericani', che dovevano istruire le autorità locali sulla forma migliore di ricevere le personalità latino americane, di cosa parlare con loro, ecc.

Nel 1942 fu creato' l'Istituto di scambi interamericani' che stabilì contatti con diverse organizzazioni latino americane che si occupavano di agricoltura e di sanità. 

Nel 1943 sorse un nuovo Centro propagandistico, il 'Fondo culturale interamericano', che poi divenne un Dipartimento dell'Istituto di scambi interamericani. Thomson e Laves segnalano che Rockfeller ed il suo gruppo concepivano i legami culturali solamente come una sicurezza per la propaganda della politica estera statunitense.

L'altro esperto W.Dizard affermava: "Sotto la attiva direzione di Rockfeller, la nuova agenzia cominciò la prima operazione politico propagandistica estera degli Stati Uniti. In tutte le nostre ambasciate nei Paesi latino americani furono aperte nuove biblioteche e centri di interscambio culturale, auspicati dal Governo. La missione di Rooswelt del 'buon vicino' era costantemente ripetuta, sia dalla radio sia dalla stampa a lui subordinate".

Verso il 1935 a Washington fu lanciata una nuova missione: 'guadagnarsi la buona volontà e la fiducia dei latino americani'.  I leaders politici statunitensi cominciarono a visitare i Paesi dell'America Latina, e nei loro discorsi ed interventi assicuravano la  sincerità della loro amicizia e la loro simpatia  verso i popoli latino americani.

Il vice presidente Henry Wallace, vari ministri, alti funzionari del governo, membri del Congresso e le loro mogli si dedicarono ad imparare lo spagnolo per poter conversare direttamente con loro.

Nel 1937 il senato USA approvò una legge che permetteva al governo di finanziare l'invio di studenti all'estero e specialmente in America Latina: contemporaneamente  negli Stati Uniti arrivarono cantanti, attori, pittori e scienziati latino americani.Furono  distribuite a centinaia borse di studio, firmati i primi accordi sull'interscambio culturale: gli Stati Uniti inviarono ' esperti' in vari rami della storia, dell'economia, della sociologia, della etnografia, della pedagogia, della pubblicità, per fare delle investigazioni e degli studi sulla situazione in questi Paesi.

Nelle ambasciate degli Stati Uniti in America Latina comparvero anche, insieme agli aggregati culturali, aggregati di stampa e sindacali i quali in varie forme di indirizzare la stampa e le radio locali ai messaggi dell'ambasciata yanqui, e si infiltravano nelle Università e negli altri Centri studenteschi, nei sindacati e nelle organizzazioni operaie mentre negli USA alcune personalità governative elogiavano gli eroi della Guerra di indipendenza latino americana del 1810-1826, per innalzare il rispetto dei popoli dell'America Latina verso i loro eroi nazionali.

Durante la II Guerra mondiale la propaganda yanqui aumentò, e approfittando della partecipazione statunitense al blocco militare antifascista, il governo USA appariva come un acerrimo difensore dei popoli latino americani contro l'aggressione nazista, e da quel momento in poi sarebbero stati distrutti i vecchi metodi imperialisti.

Nel 1945 fu promossa la legge Fulbright in base alla quale parte dei guadagni provenienti dalla vendita del materiale bellico in eccedenza fu destinata al finanziamento dei borsisti nord americani all'estero, e agli studenti degli altri Paesi negli USA. Nel 1961 erano più di 17.800 i giovani nord americani che studiavano e avevano studiato all'estero.

Cooperazione tecnica : un nuovo modo di penetrazione

Nel 1949 il presidente Truman annunciò il programma di aiuto tecnico- scientifico verso i Paesi in via di sviluppo, poi conosciuto come 'il 4° punto del programma d'aiuto ai Paesi in via di sviluppo'; la propaganda nord americana annunciò ai quattro venti che sarebbe stata la salvezza da tutti i mali, così frequenti in questi Paesi.

I risultati sono però stati così insignificanti che non ha avuto alcun seguito.

Nel 1960 il presidente Eisenhower annunciò il suo ' Nuovo piano di sviluppo sociale'dei Paesi latino americani, ma anche questo è stato dimenticato.  In cambio, la penetrazione ideologica degli USA in America Latina è andata aumentando sempre più, i circoli governativi dando speciale rilievo  al lavoro politico fra le masse studentesche e i professori universitari latino americani, perchè uno dei principi fondamentali della penetrazione ideologica consiste nel neutralizzare politicamente le Università, debilitare la disposizione antimperialista dei giovani, integrare i dubbiosi, e rinforzare le attività degli opportunisti.

Fra i documenti del Congresso sulla situazione della istruzione superiore in America Latina, effettuato nella Università cattolica di Washington nel 1961, è detto che dopo il fallimento della politica di 'aiuto' verso i Paesi latino americani ( nell'ambito economico e militare), è necessario lavorare attivamente nel campo culturale, ed in primo luogo tenere sotto controllo le Università di questi Paesi .

La borsa di studio come strumento imperialista

Il lavoro di 'cattura' si effettua principalmente attraverso borse di studio e contributi concessi a giovani latino americani per studiare negli USA. Nel 1960 circa 10.000 latinoamericani studiarono in diverse scuole di insegnamento superiore degli USA, nello stesso tempo 1049 nord americani studiavano presso le Università latino americane ed altrettanti assistevano a corsi estivi in alcune di esse.

Circa 60 Centri di insegnamento superiore statunitensi hanno scritto ricerche insieme a diverse Università latino americane sulla reciproca cooperazione, in vari rami.

Nel Consiglio americano dell'educazione (American council of education) c'è un Dipartimento scolastico interamericano che dirige e sovvenziona centri bilingue in America Latina, sopratutto nel Centro America.

Una nuova esperienza è stata l'utilizzazione di personalità artistiche.  " Il Dipartimento di Stato - scriveva il poeta cileno Pablo Neruda- dà milioni di dollari per la sua pubblicità nei nostri Paesi. Gli yanqui invadono l'America Latina di letteratura propagandistica che arriva fino nelle scuole, come per esempio nelle riviste 'Vision' e 'Arriba el telon', sature del veleno della propaganda imperialista. La maggioranza delle case editrici dei giornali più influenti dipendono dalle ambasciate statunitensi. Gli yanquis distribuiscono le borse di studio e concedono aiuti economici nelle loro elezioni, discriminatamente, cercando di comprare ogni individuo, e metodi simili sono ugualmente impiegati nei Paesi dell'America Latina".

Il più importante degli organi di propaganda statunitense , l'Agenzia informativa degli Stati Uniti (Usia) ha lavorato dal 1934 sotto varie denominazioni,  e dal 1934 la direzione è stata del' Dipartimento di coordinazione del consiglio di sicurezza nazionale' formato dal Dipartimento di Stato, dalla Cia, dalla Usia e dal Pentagono.

Per incrementare la lotta ideologica contro i Paesi socialisti fu creato 'lo Stato Maggiore della guerra psicologica e politica' sotto gli ordini del Presidente degli Stati Uniti.

Nel 1961 la Usia, vero ministero della propaganda yanqui , contava 219 succursali in 99 Paesi, in cui lavoravano 1250 esperti in pubblicità; il suo fondo finanziario ufficiale in quell'anno arrivò a 111 milioni di dollari, di una gran parte destinati all'America Latina.

Dei 128 Centri 'culturali bilingui' finanziati dall'Usia, circa 90 sono in America Latina, il primo fu creato a Buenos Aires nel 1927 su iniziativa di un gruppo di capitalisti yanquis. Il principio basilare dei Centri, secondo una dichiarazione ufficiale dell'Usia, consisteva nello stimolare l'attività della ' Alleanza per il Progresso' e ' smascherare' il governo di Fidel Castro.

La stampa come elemento di calunnia

L'Usia edita in 22 lingue riviste calunniose: 'Cahiers du Congres de Defense de la culture' e 'Problèmes de comunisme',  'Selezione del Reader's Digest' stampato in spagnolo in Messico, con una tiratura di 350.000 copie.

In alcuni Paesi la Usia edita bollettini informativi speciali; in Argentina  ad esempio il bollettino 'Informaciones' ha raggiunto una tiratura di 40.000 copie.

Nel 1961 la Usia ha inoltre editato, sempre in America Latina, 130 libri per una distribuzione gratuita , con una tiratura di 600.000 copie in cui veniva ' smascherato' il comunismo ed esaltato il modo di vita nord americano. Nel Messico venne fondato un imponente centro poligrafico. Sempre nel 1961, in collaborazione con delle compagnie hollywoodiane furono filmate e distribuite pellicole anti cubane, e nello stesso spirito fu diffuso mensilmente il notiziario cinematografico 'Horizontes' visto da circa 40 milioni di latino americani.

Il notiziario settimanale (di 15 minuti) 'Revista Pan Americana' si presenta in 41 città, con 12 milioni di spettatori al giorno. La Usia lavora in stretto rapporto con i monopoli che operano all'estero.

"L'Agenzia - scrive una dichiarazione ufficiale della Usia - sostiene le multinazionali commerciali all'estero, procurando ai loro rappresentanti tutto il materiale informativo necessario sulla politica estera statunitense. Gli agenti dell'Usia li istruiscono anche per quel che riguarda i loro rapporti con la società locale e il loro ruolo sociale ed educativo".

Intervenendo ad una riunione della Sottocommissione degli scambi latino americani della Camera dei rappresentanti di Washington nel febbraio 1963, il sottosegretario dell'Usia  Wilson affermò che tale Organizzazione utilizzava tutti i mezzi a sua disposizione per ' decapitare' i comunisti  nell'emisfero occidentale, ed informò che i programmi radiofonici 'La voce d'America' (in spagnolo e portoghese), il cui scopo era screditare la rivoluzione cubana, erano aumentati da 1 a 12 ore giornaliere.

Nel 1962 tali programmi erano trasmessi da 150 radioemittenti latino americane ad onda media; una nuova èquipe trasmittente della Usia  installata nel 1961 nello Stato del Nord Carolina, equivalente in potenza a quasi 100 delle più grandi radio emittenti americane d'onda media, ha permesso l'intensificazione della attività della 'Voce d'America'.

La Usia rivolge speciale attenzione al lavoro fra i leaders giovanili e sindacali latino americani, e per questo nel 1963 arrivarono 34 'specialisti' dell'Agenzia in America Latina.

Oltre le succursali ufficiali della Usia, attuano in America Latina molte organizzazioni propagandistiche di diverse denominazioni. Gli yanquis  preferiscono realizzare i loro neri propositi propagandistici tramite scrittori banali ed avventurieri di ogni tipo.

Nel 1963 erano presenti in Brasile oltre 3000 cittadini nord americani con incarichi diplomatici, militari, o rappresentanti del Governo USA;  nel Ministero della Difesa hanno i propri uffici i rappresentanti delle Forze Armate nord americane, e Il Dipartimento tecnico dell'agricoltura, in cui lavorano molti funzionari yanquis, ha rappresentanti in una serie di organismi e uffici statali brasiliani.

Uno degli scopi di propaganda yanqui consiste nel convincere i popoli latino americani che gli Stati Uniti sono sinceramente interessati al loro progresso. " Più fiducia nella buona intenzione della cooperazione tecnica" esortano  l'ecuadoriano Galo Plaza ed il messicano Alfonso Cortina,  funzionari della 'Associazione di Pianificazione Nazionale (NPA)", anche questa una agenzia propagandistica dei monopoli yanqui in America Latina.

Ma se i colonizzatori si preoccupassero veramente della cultura e delle loro vittime non sarebbe ciò che sempre sono e furono: sfruttatori, e la Storia dell'umanità non conosce miracoli di questa specie. E' per questo che i piani dei colonizzatori, le loro promesse, i loro progetti di cooperazione tecnica ed aiuto educativo e di sviluppo culturale sono stati un completo fallimento.

La Chiesa al servizio dell'imperialismo in America Latina

Anche i sacerdoti e i missionari svolgono una grande attività nella propaganda ideologica statunitense in America Latina.

"Lo studio dei problemi ideologici non si può considerare completo (scrive T.Palmer) senza un commento, almeno superficiale, sul ruolo dei missionari in America Latina. Attraverso di essi i nord americani appaiono agli occhi dei latino americani come un popolo autenticamente religioso. I missionari cattolici e protestanti possono collaborare nella diffusione delle idee cristiane in America Latina, che rappresentano un potente antidoto contro il comunismo".

Secondo i dati di un gruppo di investigatori della 'Associazione di pianificazione nazionale', nel decennio del 1950 lavoravano in America Latina circa 2000 sacerdoti rappresentanti 59 gruppi religiosi statunitensi; essi dirigevano vari ospedali ed infermerie, scuole elementari e medie, centri di studi speciali ed anche due importanti istituti scolastici: l'Istituto Mackenzie a San Paolo, con scuola elementare, media e Università, e il Collegiio San Josè a Buenfields in Nicaragua.

Hanno anche circa 40 scuole agricole, sopratutto nelle zone abitate dagli indigeni.

L'OSA: istituzione vergognosa

Gli aggressori ideologici yanquis si intromettono apertamente nella politica interna dei Paesi latino americani; le ambasciate nord americane spendono milioni di dollari durante le campagne elettorali per imporre ai popoli, con l'inganno, presidenti convenienti a Washington.

Anche la tristemente nota Organizzazione degli Stati americani (controllata dagli yanquis) é utilizzata per la penetrazione ideologica.

La OSA nelle sue esaltate dichiarazioni specialmente quella di Bogotà- approvata dalla Conferenza Panamericana del 1948 - annuncia i suoi interessi per lo sviluppo culturale ed educativo latino americano, e in realtà tutta l'attività è diretta  contro i movimenti di liberazione nazionale e contro l'autentica cultura dei popoli latino americani.

Nel Segretariato generale della OSA denominato 'Unione Panamericana' con sede a Washington esistono vari dipartimenti il cui lavoro è direttamente orientato a formare il pensiero della opinione pubblica latino americana, in senso favorevole all'imperialismo yanqui.

La OSA e tutti gli organismi da essa dipendenti svolgono una diffusa attività culturale: organizzano conferenze  panamericane sull'educazione, sull'arte, sulla storia; unificano testi di studio con spirito di panamericanismo e di quello che chiamano ' comunità culturale, ecc.

L'intenzione di tutte queste attività è creare una apparenza di lavoro utile alla cultura, per addomesticaree e comprare con piccole donazioni i più instabili intellettuali latino americani.

" Ultimamente - scriveva nel 1963 Crisologo Gatica, dirigente della 'Unione latino americana dei lavoratori dell'educazione'- si è fatto sentire così fortemente il desiderio dei circoli monopolisti degli USA di svolgere il ruolo di  della istruzione superiore nei Paesi latino americani che l'OSA ( la cui subordinazione al Dipartimento di Stato é ben nota) giudica che le nostre Università aiutano il consolidamento del panamericanismo".

Collaborano attivamente, nella penetrazione ideologica, anche ' i Corpi di Pace' il più numeroso dei quali fu proprio in America Latina nel 1964. I loro scopi sono stati segnalati da un loro dirigente, Shriver: "I Corpi di Pace devono indirizzare gli sforzi per arrestare l'influenza della Rivoluzione cubana".

Il programma dei loro agenti è ampio: essi non solo apprendono la lingua del Paese, la sua storia e la sua economia, ma anche a decifrare informazioni, maneggiare emissori portatili, fotografare obiettivi importanti, riferire sulla situazione sociale, economica e militare del Paese; sono scelti tiratori, veloci corridori, ecc.. e logicamente i loro istruttori hanno molta esperienza. Lo stesso Shriver fu agente dei servizi di spionaggio negli USA.

I circoli governativi statunitensi considerano rilevante il fatto di inculcare l'odio verso i movimenti di liberazione nazionale dei popoli fra gli ufficiali degli eserciti latino americani.

"Scuole speciali - scriveva nel 1963 il Wall Stree Journal, portavoce dei monopoli yanquis - si incaricano di insegnare agli ufficiali delle forze armate la tecnica della lotta contro la guerriglia e le manifestazioni cittadine".

I militari latino americani fanno simili esperienze nei Centri di istruzione di Fort Bragg ( Carolina del Nord) e nel ' 'Collegio Interamericano di difesa ( Distretto Federale della Columbia).

Nel luglio 1963, gli USA aprirono una ' Accademia di Polizia interamericana' nella zona del Canale di Panama dove permanentemente 70-80 ufficiali latino americani si preparano per 12 settimane alla lotta contro le ' attività sovversive' dei loro rispettivi Paesi. Gruppi di 2-5 funzionari politici nordamericani organizzano analoghi centri in 11 Paesi latino americani, con il proposito di indebolire il movimento operaio. Nel suo intervento durante il XII Congresso del Partito Comunista Cileno  , Oscar Astudillo , membro della Commissione politica del comitato centrale,  dichiarò che " l'imperialismo cerca metodi nuovi di penetrazione  ideologica per dividere il movimento operaio, attraverso la adulazione e la corruzione. Noi - continua- dobbiamo stare attenti al fatto che attualmente alla penetrazione culturale, economica e militare dell'imperialismo si aggiunge quella ideologica attraverso varie organizzazioni come 'Club 4s', ' Caritas International', le missioni religiose, uffici di assistenza, cosi come anche attraverso il numeroso gruppo di ' esperti sindacali' che lavoroano nelle ambasciate yanquis sotto il diretto controllo del Dipartimento di Stato" .

Anche le compagnie private ed i monopoli yanquis  in America Latina danno enormi quantità di denaro per questa propaganda, tramite ad esempio ' Il Reporter Esso' ( trasmesso in quasi tutti i nostri Paesi), finanziato dalla 'Standard Oil Company'.

I monopoli petroliferi pubblicano  anche delle riviste letterarie come 'La rivista Shell' in Venezuela. I dipartimenti di propaganda delle compagnie 'Esso', 'Shell', 'American Express', 'United Fruit Company', 'Coca Cola' ecc.., le agenzie bancarie e di viaggio statunitensi  cercano di attirare scrittori e giornalisti di talento.

La propaganda yanqui impiega anche ogni tipo di rinnegati, opportunisti e provocatori espulsi dai movimenti rivoluzionari.

Vari 'teorici' clericali reazionari aiutano molto l'imperialismo yanqui,volendo dimostrare le 'affinità' di cultura e di destino dell'America Latina e degli Stati Uniti, proveniente secondo loro dalla 'civilizzazione cristiana comune a tutto l'emisfero occidentale'.

I propagandisti della USIA assicurano che gli USA finanziano in notevole quantità le attività culturali in America Latina, nel 1961 per 55 milioni di dollari.

L'aiuto nord americano viene offerto spesso ai governi latino americani, affinchè mantengano una attività ostile verso la Rivoluzione cubana: i popoli latino americani  rifiutano , e sempre lo hanno fatto, il commercio ideologico dell'imperialismo yanqui. Il professore Dexter Perkins, noto specialista di problemi latino americani, scrive nel suo libro ' Gli USA e la Regione dei Caraibi' che " i latino americani considerano questo commercio come un installamento dell'imperialismo ' morale'. Essi non vogliono però essere 'salvati' da dirigenti statali yanquis, da sacerdoti yanquis, nè da professori yanquis. Noi potremmo esercitare una influenza più effettiva con l'esempio e non con alteri sermoni sulle nostre virtù".

Certo i miracoli non esistono, nè nella natura, nè nella società umana, e gli yanquis non possono dare l'esempio dell'altruismo e di interesse per la soluzione dei problemi latino americani senza capovolgere la loro situazione di classe.  L'aggressione ideologica degli USA in America Latina è diretta contro i movimenti di liberazione nazionale e vuole screditare il comunismo e l'esperienza della Rivoluzione cubana, ma nonostante questo i movimenti crescono e maturano; i maggiori diffusori delle idee della emancipazione dei diritti umani  in America Latina sono proprio i monopoli nord americani che saccheggiano le ricchezze di questi popoli, lasciandoli nella miseria e nell'abbandono. Questi monopoli, insieme alla borghesia nazionale e ai latifondisti criolli, suscitano l'indignazione dei popoli e creano condizioni di vita tali che i lavoratori capiscono che l'unica via d'uscita è costruire la resistenza e la profonda consapevolezza sociale verso il cambiamento.

"Che cosa abbiamo ottenuto in cambio delle enormi spese per la penetrazione ideologica in America Latina?" si domanda il leader politico yanqui Eugen Winston Castle e risponde: "Una tale impopolarità  che in molte Regioni dell' Europa, Asia e anche in questo Emisfero la parola ' nord americano' è divenuta sinonimo di disprezzo mal dissimulato, e la nostra caduta agli occhi dell'opinione pubblica è stata una vera catastrofe".

La penetrazione ideologica degli Stati Uniti in America Latina, come anche negli altri Paesi del mondo, ha mostrato di essere un completo fallimento.

Ultima modifica ilSabato, 11 Settembre 2021 13:35
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