Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Maria Cano, precursora del pensiero socialista in Colombia In evidenza

di Tomas Emilio Silvera

Ringrazio di nuovo Convergenza Socialista per l'opportunità di pubblicare il presente articolo.

Scrivere sulla figura di Maria Cano, la fondatrice del Partito socialista rivoluzionario della Colombia, è difficile e complicato perché' non ha lasciato nessuna fondamentale, completa opera scritta in merito al suo pensiero politico, ma certo sappiamo - da  serie e attendibili ricerche storiche - che nel 1926 diede inizio al Partito socialista rivoluzionario (PSR), e ne fu la guida per alcuni anni, sia come responsabile sia come prima consigliera.

Nasce nella città di Medellin il 12 agosto 1887 da una famiglia liberale e anticonformista, i cui genitori furono i principali artefici delle idee intellettuali e politiche di questa straordinaria donna, che benché' poco conosciuta è in realtà il perno per studiare il pensiero socialista e progressista colombiano.

I genitori decisero di farla studiare in una scuola pubblica anziché cattolica, e all'epoca per le donne l'Università era proibita, per cui la sua successiva formazione fu come autodidatta; si dedicò al lavoro letterario insieme ad altri intellettuali, scriveva sul giornale "La posta liberale", e sulla rivista "Cyrano" con poesie e novelle.

Sentì l'influenza del movimento letterario femminile dei primi anni del 1900, proveniente dal sud del Continente, con le scrittrici Maria Eastman e Fita Uribe, e che gradualmente si estese nel Paese.

Nel 1924 apre una prima biblioteca popolare gratuita, invitando le librerie e i venditori di giornali a donare libri e documentazione con lo scopo di alimentare la consapevolezza culturale delle classi più disagiate, condannate alla ignoranza e all'analfabetismo. Era importante che gli operai potessero " gustare il piacere squisito di leggere".

A seguito della potente influenza della Rivoluzione Bolscevica, Maria Cano ha lasciato l'impegno letterario per dedicarsi esclusivamente al lavoro politico e sociale.

Maria de los Angeles Cano Marquez, questo il suo nome completo, fu la prima leader donna a organizzare la lotta per i diritti civili fondamentali delle classi lavoratrici, a dirigere gli scioperi degli operai e dei contadini, a collaborare in forma infaticabile a diffondere il generale programma di riscatto sociale. 

Ideò i primi Comitati popolari di lotta. Forniva aiuto alimentare e vestiario ai bisognosi, visitava le prime fabbriche e i laboratori artigianali, ne denunciava le condizioni disumane di sfruttamento. 

Per questo motivo venne soprannominata "Il fiore laburista della Colombia", e nella regione di Caldas ricordano una sua originale " espressione degli 8", ossia 8 ore di lavoro, 8 ore di riposo, 8 ore di studio.

Fu una persona scomoda alla oligarchia e alle forze espansionistiche e imperialistiche britanniche e degli Usa nel territorio latinoamericano.  Il suo impegno politico e sindacale iniziò nelle miniere di Segovia e Remedios, fra gli operai della Tropical Oil Company di Barrancabermeja e nel carcere di Medellin; a partire da qui attraversò tra pericoli e zone impervie tutto il Paese, in auto, treno, con mule e qualche volta in aereo, difendendo i diritti dei lavoratori e delle donne.

La gente si radunava per ascoltare stupita i suoi accalorati discorsi, che incitavano alla unità e alla mobilitazione: "Compagni sollevatevi pronti alla difesa. Formiamo un solo braccio e un solo cuore. Chiudiamo le file e avanti! Ogni momento di incertezza, di indolenza permetterà all'oppressione di insinuarsi".

Nel 1926 le fu affidata l'Organizzazione del Terzo Congresso del Lavoro nella regione di Antioquia, durante il quale Maria Cano insieme ai compagni Tomas Uribe Marquez, Alfonso Romeo, Vicente Adame e Manuel Quintin Lame chiesero la liberazione dei prigionieri politici.

Ha inoltre combattuto contro la pena di morte, insieme all'ex Presidente Carlos Eugenio Restrepo.

Durante l'intensa attività politica è stata arrestata diverse volte e posta sotto sorveglianza dalla Polizia perché' il suo lavoro si rivolgeva essenzialmente contro l'ingiustizia sociale della élite, contro le pratiche delle società statunitensi in Colombia e contro la feroce repressione del Governo nei confronti della opposizione.

Maria Cano ha fondato con altri collaboratori il quotidiano "La giustizia" e scritto pubblicazioni dal contenuto rivoluzionario.

Ha anche difeso e sostenuto il leader Augusto Cesar Sandino contro l'invasione in Nicaragua dei militari statunitensi nel 1928.

Ma con lei si associa soprattutto la dolorosissima vicenda storica dello sciopero dei braccianti delle piantagioni di banano della United Fruit Company, sciopero durato un mese nella zona caraibica di Cienaga - Magdalena e culminato il 6 dicembre 1928 nel massacro di 3000 lavoratori inermi da parte dell'esercito colombiano al comando del colonnello Carlos Cortez Vargas, per ordine del Governo.

Maria Cano anche in questa situazione fu accusata di cospirazione nel ruolo di sindacalista e voce dei braccianti, e incarcerata. Anche a Medellin i suoi compagni furono detenuti.

Dopo la strage a Cienaga- Magdalena e con un periodo di recessione nel 1930 ci fu un indebolimento delle attività del Congresso Operaio Nazionale, sorsero divisioni all'interno del Partito socialista rivoluzionario e per contrasti ideologici fra i ranghi socialisti Maria Cano rimase politicamente sempre più isolata.

Si dedicò allora a lavorare come operaia e poi come bibliotecaria nella sua città nativa, e nella regione di Antioquia fu incaricata per la nascente Organizzazione democratica delle donne.

Alla fine della 2°Guerra Mondiale e del nazismo, invitata ad una riunione nella sua città proclamò tali parole:

"Un mondo nuovo sorge ora nell'epoca della libertà nutrita con sangue, pianto e tortura. È un dovere rispondere all'appello della Storia. Dobbiamo far sì che anche la Colombia risponda. Ogni volta diventano più ampi gli orizzonti della libertà, della giustizia e della pace. Oggi come ieri mi ritengo un soldato del mondo".

Possiamo ricordarla inoltre in un memorabile discorso di saluto inviato alla Organizzazione democratica delle donne il giorno 8 marzo 1960:

"Ho iniziato il primo viaggio attraverso la zona mineraria di Segovia in Antioquia, poi come una bandiera al vento mi spinsi per tutta la Colombia: da Buenaventura nel mar Pacifico fino a Santa Marta nel mar Atlantico la mia voce di donna stimolò le moltitudini. Perché furono moltitudini come vasti fiumi quelle che affluirono nei teatri e nelle piazze pubbliche per ascoltare il messaggio della lotta (...), già la donna non stava più solo in casa, nella piccola bottega familiare o nell'orto, ma nelle grandi fabbriche, nell'ampio commercio, in Uffici e istituzioni. Non è logico allora che la donna abbia gli stessi diritti dell'uomo su ogni fronte della vita economica, sociale e politica della Nazione?".

Della sua vita privata, si può citare l'unione con lo scrittore e politico comunista Ignacio Torres Giraldo.

Maria Cano muore a Medellin il 26 aprile 1967.

Purtroppo né in Colombia né in America Latina è conosciuta come merita; la sua vita sempre attenta all'ambito sociale, politico, educativo e culturale rispecchia l'immagine sofferta ma tenace, creativa e fiduciosa  nel sogno di un Paese libero, democratico e socialista, rispettoso dei valori umani e della pace.

Ultima modifica ilSabato, 02 Ottobre 2021 16:05
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