Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Elezioni in Nicaragua. Trionfa nuovamente il sandinista Daniel Ortega

di Luca Bagatin

Alle elezioni generali del 7 novembre scorso, con il 75% dei consensi, il Presidente sandinista del Nicaragua, Daniel Ortega, si riconferma alla guida del Paese.

Al secondo posto Walter Espinoza del Partito Liberale Costituzionale, con il 14%. A seguire Guillermo Osorno, del Cammino Cristiano Nicaraguense con il 3,4%; Marcelo Montiel dell'Alleanza Liberale del Nicaragua con il 3,2%; Gerson Gutierrez dell'Alleanza per la Repubblica con l'1,8% e Mauricio Ouebe del Partito Liberale Indipendente con l'1,7%.

L'affluenza è stata del 65%.

Soddisfazione da parte del Presidente rieletto Ortega e di sua moglie, Rosario Musillo, riconfermata Vicepresidente.

Il Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale ottiene così 15 su 20 seggi nazionali; Il Partito Liberale Costituzionale ne ottiene 2, mentre L'Alleanza Liberale del Nicaragua; l'Alleanza per la Repubblica e il Partito Liberale Indipendente ne hanno ottenuti uno ciascino.

Il Fronte Sandinista ha ottenuto poi 60 dei 70 seggi dipartimentali; il Partito Liberale Costituzionale ne ha ottenuti 7; l'Alleanza Liberale del Nicaragua ne ha ottenuto 1; il Cammino Cristiano Nicaraguense ne ha ottenuto 1 e così anche il partito indigeno Yatama.

Come da copione, le elezioni in Nicaragua sono state contestate da USA e Unione Europea, che le hanno considerate “una farsa”.

Per contro, il rieletto Daniel Ortega, ha definito USA e UE “colonialisti” e “fascisti”.

Congratulazioni per la rielezione sono invece giunte da Cuba, Venezuela, Bolivia e Russia.

La Russia, attraverso il Ministro degli Esteri Lavrov, ha fatto in particolare presente che: “Secondo la Costituzione del Nicaragua, così come altre costituzioni dei Paesi latinoamericani e di altre regioni, compresa la Costituzione degli Stati Uniti, la sovranità nazionale appartiene al popolo e solo al popolo. In questo caso il popolo nicaraguense, ha il diritto di decidere sulla legittimità del processo elettorale nel proprio Paese”.

Daniel Ortega, 75 anni, fu l'eroe della Rivoluzione Sandinista del 1979, quella che sconfisse il dittatore Anastasio Somoza, sostenuto dagli USA.

Nel 1979, Ortega, diede vita a un governo provvisorio, che coniugò valori democratici, spirituali, teosofici, cristiani, marxisti e socialisti, risollevando le sorti del Paese e garantendo diritti umani prima di allora negati.

Solo nel 1990 il governo sandinista subì una battuta di arresto, con la vittoria alle elezioni della liberal conservatrice Violeta Chamorro, sostenuta dagli USA, la quale avviò riforme economiche che riportarono indietro il Paese e a nuove diseguaglianze.

Solo nel 2006, i sandinisti, guidati nuovamente da Daniel Ortega, il quale fu peraltro grande amico del nostro Presidente del Consiglio socialista Bettino Craxi, tornarono al governo.

Dal 2007, i governi guidati da Ortega, hanno ridotto il tasso di povertà, dal 48% al 24% e la povertà estrema è scesa dal 17% dl 7%. Il Paese è autosufficiente dal punto di vista alimentare per il 92%.

Il Nicaragua è peraltro al quinto posto nel mondo per la parità di genere (sotto Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia) ed il Paese è passato dal 25% di utilizzo di energie rinnovabili, al 52% fra il 2007 e il 2016.

Ultima modifica ilDomenica, 14 Novembre 2021 10:04
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