Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Convergenza Socialista e Arcilesbica: luci e ombre sulla proposta di legge contro l’omofobia

di Maddalena Celano

Tavolo con le associazioni LGBTQ+ e convegno “Per la dignità delle persone, contro la violenza omotransfobica”

Questo lunedì 2 dicembre alle ore 14:00, presso la sede nazionale del Partito Democratico (Via di Sant'Andrea delle Fratte 16, Roma), vi sono stati  momenti di elaborazione e approfondimento politico e giuridico sull’iter legislativo proposto dall’On. Alessandro Zan e dalla Senatrice Monica Cirinnà. Era presente anche l’on. Boldrini (che ha proposto un disegno di legge simile ma che prevede anche il reato di misoginia) e numerosi membri delle Associazioni LGBTIQ. 

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La politica delle donne e il femminismo “di classe” come soluzione: la risposta a Rita Segato

di Maddalena Celano

Intervento scritto per la serata di solidarietà internazionale "Con Cuba e l'America Latina" promossa da La Villetta d'Italia per Cuba. Venerdì 29 Novembre 2019.

Questo 25 novembre 2019, in tutta l’America Latina, c’é stata una mobilitazione generale delle donne, con gli slogan #Abbasso il colpo di stato in Bolivia #Fuera Piñera #Fuera il FMI dell'America Latina. 

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Il femminismo o è abolizionista o non lo è: la complicità del femminismo mainstream con la violenza sessista e le diseguaglianze

di Maddalena Celano

La rivoluzione è l'abolizione della prostituzione. Convergenza Socialista è per l’abolizione della prostituzione. Il femminismo è  socialista, anticapitalista e abolizionista.

Lo scorso anno, il movimento femminista spagnolo ha dichiarato guerra, per la prima volta, alla prostituzione e al cosiddetto “utero in affitto”. Dopo anni di esitazione e dibattiti, 80 gruppi hanno incluso queste pratiche nella "violenza maschilista" e hanno chiesto che fossero definite "pratiche incompatibili con i diritti umani delle donne".

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Femminismo sì, ma anticapitalista

di Mariarita Galentino

Le immagini delle marea femminista in lotta ormai in ogni angolo del pianeta tolgono il fiato e riempiono di speranza: donne, giovanissime, soggettività diverse, tutte insieme e tutte in piazza a gran voce. Numeri impressionanti che non si vedevano da tempo.

Proprio per questo è fondamentale assumere il femminismo respingendo il pericolo di un addomesticamento che lo rende innocuo, incapace di impensierire la mascolinità egemonica, e addirittura caro ad essa.

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Donne, Femminismo, Lgbt+: eredità di coscienza e di rivolta

di Mariarita Galentino

“Qual è la cosa peggiore che puoi dire ad una donna? Non tirarti indietro adesso. Stai pensando probabilmente a parole come puttana, cagna, troia, (ti ho chiesto di non trattenerti!), vacca.

Ok. Adesso qual è la cosa peggiore che puoi dire ad un uomo? Frocio, femminuccia, cagna, figa. Ho sentito persino il termine mangina (da man, uomo + vagina).

Cosa noti?

La cosa peggiore che puoi dire ad una ragazza è che è una ragazza.

La cosa peggiore che puoi dire ad un ragazzo è che è una ragazza.

Essere donna è l’insulto peggiore”.[1]

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La sfida femminista nella storia socialista

di Maddalena Celano

É opportuno rivedere alcuni dibattiti tra femminismo e marxismo. Pur riconoscendo i risultati della storia delle donne, è fondamentale analizzare i tentativi di fondare una storia del femminismo, della teoria patriarcale e del post-strutturalismo.  Cercando di comprendere cosa costituisca una teoria della storia, si sostiene che sia il patriarcato che il post-strutturalismo non possano sostenere la nozione di storicità. Il dibattito sulla legislazione protettiva nella Gran Bretagna, nel diciannovesimo secolo, è vista come esempio di  divergenze tra interpretazioni marxiste e femministe. 

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