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La Cina è comunista? Pensate ancora che il comunismo non esista? Ecco 5 paesi in cui c'è In evidenza
Cerchiamo di chiarire una questione che in molti ci chiedono di chiarire. Diversi operai, lavoratori e compagni ci chiedono se la Cina, ma non solo, sia un paese comunista, oppure no. Ebbene, in questo breve intervento della Scuola Rossa vi segnaleremo un po’ di punti fermi, punti di riferimento che vi consentiranno di capire meglio la questione.
Il video qui: https://youtu.be/p5LRLt0pVNM?si=DMuDSpV9LVaGKxZ3
Iniziamo con il dire che la società comunista è divisa in due fasi differenti. La prima fase della società comunista, indicata come socialismo, e la fase superiore della società comunista, indicata come comunismo maturo. Spieghiamo questi termini e queste fasi nel nostro piano di studi.
È importante da subito fare questa distinzione poiché in moltissimi si confondono tra comunismo e socialismo. Anche molti dirigenti politici che si definiscono “comunisti”. Ebbene, da ora vi sarà chiaro che il socialismo è solo la fase inferiore, oppure la prima fase, della società comunista. La società comunista si estende ben oltre.
Il secondo dato che bisogna spiegare è che ciò che viene definito come materialismo dialettico, materialismo storico, marxismo-leninismo, socialismo scientifico, è scienza. Una scienza precisa, non un’opinione. Ci sono categorie e definizioni precise che vanno rispettate, e che possono essere assorbite solo attraverso lo studio.
Per esempio, scrive Marx che
"...Tra la società capitalistica e la società comunista vi è il periodo della trasformazione rivoluzionaria dell'una nell'altra. Ad esso corrisponde anche un periodo politico di transizione, il cui Stato non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato..." [K. Marx, Critica del programma di Gotha, bordeaux, 2018 p. 27]. Ciò in un testo del 1875, quindi in un Marx maturo che aveva assorbito gli insegnamenti rivoluzionari della Comune di Parigi del 1871.
Lenin segue Marx, e riprende la critica al programma di Gotha nel suo “Stato e Rivoluzione”. Scrive Lenin:
«Democrazia per l'immensa maggioranza del popolo e repressione con la forza, vale a dire esclusione dalla democrazia, per gli sfruttatori, gli oppressori del popolo: tale è la trasformazione che subisce la democrazia nella transizione dal capitalismo al comunismo.» [V. Lenin, Stato e rivoluzione, red star press, 2015, p. 108]
Quindi un paese transita dall’essere società capitalista ad iniziare il suo divenire società comunista se in questo paese è stata fatta la rivoluzione socialista, e ciò significa presa del potere politico, da una parte, e inizio della costruzione dello Stato socialista il che equivale all’implementazione della dittatura del proletariato.
La rivoluzione proletaria, socialista, è l’atto formale in cui muore la dittatura della borghesia e nasce la dittatura del proletariato. In modo dialettico, ovvero mediante un cambiamento qualitativo e, di conseguenza, un cambiamento radicale, violento, improvviso. Come la natura ci insegna.
Terzo dato. Ci sono 3 fasi nella formazione di una nuova società dopo che ha avuto luogo la rivoluzione socialista e si sta instaurando/ è stata instaurata la dittatura del proletariato:
I - periodo di transizione dal capitalismo al comunismo;
II - comunismo in prima fase (o fase inferiore, abitualmente chiamato socialismo);
III - comunismo in seconda fase (la fase superiore) o comunismo completo.
Quindi, tenendo conto di questi brevi punti, la Cina è un paese socialista oppure no?
Iniziamo con il dire che la Cina ha consegnato alla storia la vittoriosa rivoluzione socialista del 1949, con la fondazione della Repubblica popolare cinese e la guida di Mao. Quindi, il primo punto è rispettato – in Cina è stata fatta la rivoluzione socialista.
Inoltre, la Cina è guidata da un forte partito comunista che ha sotto controllo la propria economia pianificata mediante piani quinquennali. Siamo al quindicesimo piano quinquennale, iniziato quest’anno e che si concluderà nel 2030. Certamente la Cina ha fatto un passo indietro nel post-Mao per farne due in avanti ma senza lasciare mai la strada del marxismo-leninismo. Rimane un paese socialista il cui comunismo esiste come momento del divenire. Un passo indietro per farne due avanti. Sicuramente approfondiremo questo aspetto in futuro.
Andiamo oltre. La costituzione cinese, che in pochi hanno voglia di leggere, dice chiaramente al primo articolo che,
“La Repubblica Popolare Cinese è uno stato socialista sotto la dittatura democratica popolare diretta dalla classe operaia e basata sull'alleanza degli operai e dei contadini.”
Inoltre, sempre nella costituzione della Cina, viene riportato che “nella fase primaria del socialismo, lo stato sostiene il sistema economico di base con la proprietà pubblica che rimane dominante”.
Ciò significa che il capitale esiste in Cina, ma sotto la dittatura del proletariato guidata dal partito comunista della Cina. Per questo motivo, il comunismo in Cina così come nel Laos, a Cuba, nel Vietnam, esiste come il momento del divenire. La Corea del Nord, invece, è più avanti all’interno dell’evoluzione della società comunista rispetto ai quattro paesi appena menzionati. Non è nella fase di transizione all’interno della società comunista, ma è nel socialismo il cui obiettivo è la distruzione delle classi sociali. In altri termini, la Corea del Nord è l’unico paese tra questi cinque paesi socialisti in cui il comunismo esiste come essere perché lì siamo nella fase inferiore della società comunista, ovvero nel socialismo.
In sintesi, mentre la Corea del Nord è nel socialismo e continua la lotta di classe, implementando la dittatura del proletariato, poiché si rende necessaria la difesa contro le forze imperialistiche esterne al paese, gli altri quattro paesi socialisti (Cina, Cuba, Laos, Vietnam) sono nella fase di transizione al termine della quale si sarà sfociati, auspichiamo, nella fase inferiore della società comunista. Il socialismo, appunto.
Per quale motivo, allora, la Corea del Nord non è sfociata nella fase superiore della società comunista? Ricordiamoci sempre, come ripeteva spesso Stalin, che vi una differenza sostanziale tra la costruzione e la finalizzazione del socialismo in un paese e la vittoria del socialismo nello stesso paese. Per aver vinto è necessario aver distrutto la borghesia mondiale nella sua essenza. Fino ad allora, lo stato socialista e, quindi, la dittatura del proletariato devono esistere e fare il loro utile lavoro contro le influenze malefiche delle oligarchie finanziarie.
Oggi nel mondo abbiamo cinque paesi socialisti, e in numero di abitanti:
- Cina (1,4 miliardi di persone);
- Corea del Nord (26,6 milioni);
- Cuba (11 milioni);
- Vietnam (102 milioni);
- Laos (7,8 milioni).
In totale, più o meno 1,5 miliardi di abitanti in questo pianeta vivono nel socialismo. Purtroppo, questo campo socialista ha subito perdite in Europa e ha visto la scomparsa dell'Unione Sovietica socialista.
Approfondiremo questa questione prossimamente.
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