Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Economia del consumo vs economia dell’uso: una riflessione tra inflazione e deflazione

di Roberto Spagnuolo

Possibile che la deflazione sia un male così grave per la crescita sostenibile della società? Laddove il valore in termini monetari dei beni perde peso a beneficio di quello in termini reali; il mercato finanziario puro si svalorizza rispetto all’economia reale; in un certo senso il breve termine perde appeal rispetto al lungo termine; laddove il bene (valore) di consumo entra in crisi rispetto al bene (valore) d’uso; ancora, dove indebitare il domani per consumare oggi entra in competizione con l’avere redditi di lavoro oggi ma per consumare dopodomani; laddove anche il valore di beni/servizi sociali (lungo periodo) incorpora il reale valore del lavoro e delle risorse utilizzate, a dispetto del valore dei beni di consumo misurato sui mercati finanziari; scopo finanziario di profitto viene recuperato dallo scopo reale d’uso e, in ultima analisi, il consumismo si macchia di connotazioni socialiste.

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La dignità del lavoro: diritto e politiche

di Roberto Spagnuolo

(Costituzione artt. 3, co.1; 36, co.1; 41, co.2; Dl 87/2018-legge 96/2018, Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese)

Ciò che rileva dal posizionamento costituzionale della dignità è l’anteporre la persona allo Stato (principio personalistico); il valore dell’uomo deve essere riconosciuto e protetto dallo Stato, per cui, è la persona, nella sua concretezza, a fondamento dell’ordinamento. I valori dell’individuo e della società vengono fusi attraverso l’unità di misura comune della dignità: umana, sociale ed esistenziale. La nobilitazione della persona passa, quindi, attraverso la sua realizzazione esistenziale, il suo contributo sociale, la sua crescita individuale. In una parola, il suo ciclo di lavoro.

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La Solidarietà. Dall’economia dei consumi all’economia dei bisogni

di Roberto Spagnuolo

Con l’entrata della Solidarietà nella Costituzione, si è voluto delineare chiaramente l’intervento pubblico nella società con finalità redistributive e riallocative, fine mai considerato nella parte fondante degli statuti liberali sino allora emanati. La solidarietà non è stata nemmeno parte di studio degli economisti, probabilmente proprio perché considerata ininfluente rispetto all’approccio dogmatico che guarda ai valori benéfici del mercato in sé. Tuttavia, essa è emersa nelle implicazioni degli interventi sul mercato e nel mercato stesso, in ragione degli effetti sociali dovuti alla continua ricerca di efficienza, quest’ultima sinora unico veicolo di creazione di ricchezza senza mai contemplarne la pur minima forma di distribuzione.

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