Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

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Il futuro del lavoro

di Renato Gatti

L’amico Aldo Potenza mi ha segnalato un documento dell’ISPI (italian insititute for international political studies) intitolato IL FUTURO DEL LAVORO UOMO VS MACCHINA? La segnalazione è conseguenza della mia attenzione al problema che è stata spesso, e continua ad essere, tema per miei interventi e scritti e che è motivo dominante nelle tesi su Economia e Lavoro elaborate nel febbraio del 2019 alla convention di Socialismo XXI secolo tenutasi a Rimini.

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  • Pubblicato in Economia

Riduzione del tempo di lavoro

di Renato Gatti

In molti post che affrontano il tema della digitalizzazione e della robotizzazione viene affermato che un modo di affrontare il problema è quello della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario.

Ammetto che proporre che l’incremento della produttività vada distribuito anche al lavoro salariato o come aumento della paga oraria o della riduzione del tempo di lavoro, abbia una sua logica economica valida per un’economia keynesiana, lungi, quindi, dall’essere perseguita in questa unione europea in cui ci troviamo ad operare.

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Modello economico, lavoro, welfare e la “proporzione socialista”

di Roberto Spagnuolo

L’influenza su lavoro e welfare dei cambiamenti mondiali, all’interno del modello attuale di sviluppo economico, è decisamente a sfavore dell’equilibrio sociale ma a beneficio della crescita accentrata di capitale e reddito. La trasformazione tecnologica con l’avvento dell’AI e dei robot, la globalizzazione dei mercati con la relativa domanda di lavoro in continua competizione sovranazionale sui relativi costi, uniti al cambiamento demografico europeo (inteso come invecchiamento ed equità intergenerazionale) alimentano una continua relazione inversa (perversa) tra crescita della ricchezza, concentrazione della medesima e crescita dei bisogni sociali collaterali a tale sviluppo.

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Appello comune per le elezioni europee 2019. Per un'Europa delle lavoratrici e dei lavoratori, dei popoli

Introduzione di Manuel Santoro

Convergenza Socialista aderisce, insieme ad altre organizzazioni politiche europee, all'appello comune per una Europa delle lavoratrici, dei lavoratori. Dei popoli.

Soprattutto in questo frangente storico in cui le destre sovraniste, nazionaliste e xenofobe sono in forte ascesa e il liberismo globalista riprende una dialettica pericolosa per le classi lavoratrici, è urgente riattualizzare discorsi oggi apparentemente lontani ma concretamente attuali e ricucire relazioni in Europa su fondamenta politiche classiste.

Riteniamo, quindi, fondamentale ricercare forme di unità con formazioni politiche che rimettano al centro la questione del lavoro e del lavoratore, del contrasto tra capitale e lavoro salariato, e la questione sociale. Le elezioni europee si avvicinano e riteniamo che uno sforzo politico-programmatico unitario sia necessario in Europa per destrutturarla definitivamente ed avviarci con forza verso la costruzione dell’Europa socialista.

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Se trenta ore vi sembran poche

di Giandiego Marigo

Questo punto è “condiviso” in tutti i compartimenti del partito, non si tratta di una “conquista” squisitamente sociale, ma ha fortissime implicazioni sul piano della socialità. Meglio di me potranno parlarne coloro che si occupano di lavoro e, va detto, si tratta di un obbiettivo di “lungo corso” all'interno della sinistra radicale, oggi purtroppo messo un poco troppo da parte e silenziato.

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La dignità del lavoro: diritto e politiche

di Roberto Spagnuolo

(Costituzione artt. 3, co.1; 36, co.1; 41, co.2; Dl 87/2018-legge 96/2018, Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese)

Ciò che rileva dal posizionamento costituzionale della dignità è l’anteporre la persona allo Stato (principio personalistico); il valore dell’uomo deve essere riconosciuto e protetto dallo Stato, per cui, è la persona, nella sua concretezza, a fondamento dell’ordinamento. I valori dell’individuo e della società vengono fusi attraverso l’unità di misura comune della dignità: umana, sociale ed esistenziale. La nobilitazione della persona passa, quindi, attraverso la sua realizzazione esistenziale, il suo contributo sociale, la sua crescita individuale. In una parola, il suo ciclo di lavoro.

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  • Pubblicato in Sociale

Morti bianche: una strage silenziosa

Ospito nel mio spazio, con grande piacere, questa intervista-articolo di Tiziana Gentili. La sicurezza sul lavoro è, a nostro umilissimo parere, una questione fondamentale anche se essa non può essere disgiunta da un'analisi più complessiva del lavoro medesimo a livello sociale ed anche filosofico-concettuale.

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La Solidarietà. Dall’economia dei consumi all’economia dei bisogni

di Roberto Spagnuolo

Con l’entrata della Solidarietà nella Costituzione, si è voluto delineare chiaramente l’intervento pubblico nella società con finalità redistributive e riallocative, fine mai considerato nella parte fondante degli statuti liberali sino allora emanati. La solidarietà non è stata nemmeno parte di studio degli economisti, probabilmente proprio perché considerata ininfluente rispetto all’approccio dogmatico che guarda ai valori benéfici del mercato in sé. Tuttavia, essa è emersa nelle implicazioni degli interventi sul mercato e nel mercato stesso, in ragione degli effetti sociali dovuti alla continua ricerca di efficienza, quest’ultima sinora unico veicolo di creazione di ricchezza senza mai contemplarne la pur minima forma di distribuzione.

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Il lavoro, le fazioni e l’intervento pubblico

di Roberto Spagnuolo

A urne chiuse si ripropongono gli stessi problemi strutturali che da decenni accompagnano il mondo del lavoro: formazione non adeguata, rispetto alle esigenze evolutive del mercato del lavoro; inesistente riqualificazione; scarsa o nulla valutazione e valorizzazione dei meriti, specie nella PA; alto peso finanziario delle pensioni sul mercato del lavoro attivo; bassa produttività privata del lavoro e scarsa valutazione della proficuità sociale dello stesso; scarsa cultura manageriale cooperativa, specie nella PA; bassa cultura digitale; alta presenza di rendite di posizione che ostacolano innovazione e investimenti.

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