Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

La formula del “Buon Vivere”: socialità, territorialità, partecipazione e attenzione ai bisogni

di Giandiego Marigo

Continuo nell'elencazione dei punti proposti alla discussione del Partito per quanto riguarda la sfera del sociale.

2) Controllo delle tariffe dei servizi essenziali con particolare attenzione alle situazioni sociali di reale bisogno

Questo secondo punto appare quasi ovvio ed è fonte d'immensa retorica da parte di quasi tutti, che siano partiti di quella che chiamano DX piuttosto che di quella che chiamano SX. Tutti ne parlano ma, intanto, la logica delle privatizzazioni, attraversa entrambi gli schieramenti di questo bipolarismo inesistente e malato.

La cultura della “assoluta necessità di privatizzare” è data per scontata, quasi che il controllo dello Stato sui beni comuni fosse una sorta di malattia contagiosa e mortale da debellare e sconfiggere ad ogni costo.

Siamo Socialisti veri … non siamo affatto d'accordo, pur coscienti del fatto che un sistema partecipativo e controllato dal basso esiga un popolo cosciente, preparato e disposto all'organizzazione ed alla pratica di questo controllo democratico e quindi esiga una preparazione ed una accetazione della democrazia anche da chi la controlla oltre che da chi, teoricamente, la governa.

A parole ogni comune provvede a forme di assistenza e di taglio delle tariffe ai bisognosi, ma questo è appunto teorico, mentre nella pratica esiste l'obbligo di portare tutte le aziende di servizi comunali nel campo del privato, dove l'unica logica e l'unica filosofia è quella del “Massimo Profitto” e non certo del Servizio Sociale. Le scelte coraggiose, per esempio, del Regno Unito, in campo ferrorviario, sono lì a dimostrare come le privatizzazioni siano una sciagura per la qualità del servizio pubblico. Noi restiamo convinti che un reale controllo sociale delle tariffe dei servizi di prima necessità ed essenziali sia necessaria e che essa debba essere democraticamente verificata e controllata e debba altrsì coinvolgere quelli che normalmente si definiscono “servizi alla persona” perchè alla fine, ammettiamolo, sulla definizione di “essenzialità” ci sarebbe moltissimo da discutere su che cosa debba essere realmente considerato tale.

Luce, Gas, Acqua … certo ma la cura nei casi in cui necessiti? L'avviamento e l'accompagnamento al lavoro dei disabili e dei casi emergenziali che oggi è del tutto ipotetico … forse questi non sono servizi essenziali? Come l'assistenza ai cronici gravi, piuttosto che l'accompagnamento degli anziani non autonomi, oggi lasciato con assoluta indifferenza alle famiglie, Tutto il comparto che riguarda le povertà dove la dismissione e l'abbandono diventano norma … tutti questi ed altri a noi paiono servizi essenziali! E rientrano quindi in quella disciplina al proposito che ci pare urgente, oltre che necessaria

3) Riqualificazione e riorganizzazione sociale e culturale delle periferie, con la creazione di settori di supporto efficienti per servizi alla persona ed organizzazione della cultura e degli eventi, implementazione di centri sociali autogestiti e controllati democraticamente dal territorio.

In questo stesso alveo scorre questo nostro terzo punto, che ha attinenza ovvia con la solidarietà diffusa che viene praticata nel paese sin dai tempi delle primissime organizzazioni operaie, ma che diviene oggi pratica salvifica ed indispensabile. La creazione di luoghi specificamente addetti, fra le alre cose, all'educazione alla partecipazione democratica e dove si organizza e prende corpo quel controllo democratico dal basso di cui stiamo parlando diffusamente. Sono luoghi di cultura altra e popolare, sono luoghi che hanno profondi legami con l'intorno ed i territorio, sono fucine di Democrazia Partecipata. Il Movimento si è spesso caratterizzato con l'occupazione di spazi dismessi, che sono poi divenuti luoghi di aggregazione reale, di proposta culturale e politica. Questa pratica è, quasi sempre, osteggiata dal Sistema, eppure essa è, non solo salvifica, ma profondamente utile ed in questo senso deve vedere riconosciuta la propria fondamentale importanza. La cultura diffusa, i luoghi per la pratica delle sperimentazioni musicali, teatrali, per le scuole per i migranti, per gli ambulatori popolari … per i centri di assistenza legale e fiscale … per palestre e doposcuola, per l'organizzazione del tempo libero.

Tutto questo è elemento indispensabile al recupero delle periferie che sono spesso mercé del più cattivo e del più forte e territori di riserva, bagni di coltura per mafie e criminalità organizzata. La pratica della socialità organizzata, la diffusione della cultura dìe dell'arte, con la possibilità di esserne parte e creatori è scelta di FONDAMENTALE importanza per il “buon vivere” che a parole, viene da tutti implementato ma che nella pratica corrisponde, persino nel piccolo delle piccole città di provincia, all'abbandono delle periferie, alla dimenticanza … ai quartieri dormitorio, alle strade della prostituzione dello spaccio o peggio alle zone totalmente preda delle mafie e dei gruppi criminali organizzati. Un'idea di città è, come un'idea di socialità elemnto indispensabile per una fase di transizione al Socialismo.

Ultima modifica ilSabato, 08 Dicembre 2018 08:42
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