Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Sanità Pubblica: un diritto da garantire e sviluppare

di Giandiego Marigo

Questo quarto punto della piattaforma proposta alla discussione del partito è fortemente sentito nel tessuto sociale. La realtà dell'abbandono graduale e metodico della Sanità Pubblica a favore del privato è stato ripetutamente toccato negli scritti e nelle attività del nostro partito.

È punto qualificante del Pensiero Sociale a livello mondiale e frontiera di differenziazione e resistenza nei confronti del pensiero privatizzante capitalistico o peggio di quello depopolante del neo-liberismo modernista.

Nel caso del nostro paese, abbiamo avuto per molti anni una delle migliori assistenze sanitarie pubbliche dell'occidente. La nostra costituzione garantisce il diritto, ma, si sa, il dettato costituzionale in Italia è spesso negato o sepolto da decreti legge e modificazioni in itinere e comunque mai attuato realmente. Non è l'unico comparto della carta costituzionale ad essere sotto attacco, ma è quasi certamente il più evidente e quello che crea maggiori strascichi ed effetti evidenti.

Milioni di Italiani che non si curano, perchè l'accesso alla sanità, soprattutto pubblica, diviene sempre più complesso, macchinoso e costoso sono una realtà sempre più immanente.

Creazione delle “Case della Salute” con inglobamento dei servizi ambulatoriali di territorio. Tali case debbono poter intervenire in modo fattivo sui settori più “economicamente onerosi” quali le cure dentistiche, la rieducazione e la prevenzione fisioterapica, l'assistenza agli anziani ed ai disabili presso le loro abitazioni, assistenza ed accompagnamento dei malati psichici, salute pubblica.

Diviene quindi evidente l'importanza del punto di programma che si cita qui sopra, con particolare rilievo all'idea concepita da Giulio Alfredo Macaccaro, fondatore dell'Associazione Medicina Democratica cioè quella della Casa della Salute radicata e presente nel territorio.

Per Convergenza Socialista L'impegno sullo Stato Sociale è fondamento dell'Azione Territoriale.

Nel punto di programma si specifica, necessariamente una forma di scaletta dei servizi che devono rientrare nel concetto generale, proprio perchè, quelli citati sono, anche quelli maggiormente colpiti dall'abbandono e dalla privatizzazione. Divenendo l'assoluta frontiera della povertà e l'evidenza pratica dell'incuria di questo sistema.

È abbastanza ovvio in un punto di programma siffatto come esso richieda una visione differente del sistema paese da parte sia di chi eroga che di chi fruisce del servizio medesimo. Molto diversa rispetto a quella che oggi appare la più in voga. Tale profonda differenza è, in realtà, insita nel concetto stesso di Casa della Salute (così come viene esposto da Macaccaro) che ribalta il rapporto con l'utenza: non è l'utente ultimo a cercare la Sanità ma al contrario è il sistema a provvedere alla sua stessa vocazione in profonda connessione con il territorio e le sue istituzioni, svolgendo fra l'altro e finalmente il suo ruolo di garante della prevenzione e della Salute Pubblica. Accettando il proprio ruolo anche educativo e didattico, non che di indicazione degli stili di vita o delle scelte di prevenzione di piaghe diffuse come le malattie croniche e degenerative o dei problemi sociali come l'obesità infantile o la malattia mentale (solo per fare alcuni esempi).

Un passo sostanziale verso una Transizione al Socialismo passa anche di qui. Così come ci passa la realizzazione dei punti già precedentemente toccati nelle mie dissertazioni: Il Controllo Democratico dal Basso e la Solidarietà diffusa trovano la propria applicazione naturale in questo campo. Nelle scelte metodologiche che conseguono alla sua attuazione nel sociale con l'implementazione di una corretta educazione dell'utente-partecipativo ed il controllo degli abusi pur presenti in un sistema selvaggio e discriminatorio come quello in cui siamo immersi.

La Sanità diffusa e pubblica come diritto e come ausilio alla vita, parte essenziale del “Buon Vivere” dove educazione alimentare e medicina alternativa ed olistica giocano un ruolo fondamentale e di reale Cambiamento ana.

È ovvio, per finire, che i ragionieri del Grande Nulla Europeo e Globale opporranno i propri conti della serva e la propria visione strumentale, dichiaracomportamentale e spirituale e quindi reale e che si muove nel senso della Civiltà Umndo a gran voce il primato del privato che li rende , non a caso, molto ricchi e fa di loro privilegiati quando non addirittura degli appartenenti ad una elitè, ma essa, così come i loto conti e le loro regole partono unicamente da un concetto Capitalistico che li descrive come padroni e signori della materia e con un maggior diritto alla vita ed alla felicità. Tale visione non ci appartiene. E va detto: il mondo si cambia solo cambiando sé stessi, certo, ma sicuramente cambiandolo realmente e praticamente cioè modificando proprio questa Visione.

Ultima modifica ilGiovedì, 20 Dicembre 2018 19:33
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