Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Fermare le grandi opere! Apparenza e sostanza

di Giandiego Marigo

Vi sono punti sulla piattaforma politica di un partito come il nostro che più di altri chiariscono il senso della distanza e della differenza delle visioni che li sottendono. Ritengo questo sotto elencato uno di quei punti:

5) Sospensione immediata delle cosiddette “Grandi Opere” con assoluto rifiuto di pagamento di eventuali penali o di oscuri ignobili contratti capestro, re-indirizzamento dell'uso del danaro pubblico sulla riqualificazione, conservazione e modernizzazione dell'esistente.

Non si tratta di una dichiarazione nuova, anzi essa ha caratterizzato molta della “resistenza”, reale ed apparente, al sistema delle corruttele e del costante “diktat” dell'Europa finanziaria ed, appunto, delle Grandi Opere inutili e clientelari, ma non solo.

L'impossibilità, dimostrata, di attuare tale impegno in un sistema come il nostro, intrecciato di clientele ed asservito alle logiche del capitale è la palese dimostrazione pratica di come delle dichiarazioni di principio che non siano supportate da reali contenuti di modificazione della visione e dell'ordinamento sistemico, lascino esattamente e letteralmente “il tempo che trovano”. È quindi evidente che per mantenere un impegno siffatto si debba vedere un paese diverso ed una Europa diversa da quelli che in modo più o meno dichiarato e palese sono stati praticati sin qui.

Perchè non basta “dichiarare” delle intenzioni per accarezzare la rabbia o lo scontento. Si deve praticare e vedere un mondo in cui tali dichiarazioni divengano possibili, perchè le scelte che accompagnano il vero cambiamento sono di sostanza e non di apparenza o peggio dichiarazioni strumentali e finalizzate alla mera raccolta di consensi.

Per Convergenza Socialista questo punto è, non solo qualificante, ma premessa di un modo differente di intendere il nostro rapporto con la modernità e quello che viene , normalmente definito Progresso. Il renderlo possibile passa, ed è ovvio per un socialista, da una profonda modificazione della società e ne è appunto premessa. Non velleitarismo, ma reale volontà di cambiamento, quindi.

Non tanto e non solo per le scelte che lo accompagnano e che sono molto diverse da quelle percorse sin qui, ma soprattutto per il rifiuto a caricarsi di conseguenze capestro che non sono scelte popolari, ma trappole sistemiche e pretesti inventati da chi vuol proteggere ad ogni costo i propri affari (che più sono loschi e sporchi e più sono, stranamente, protetti da pesanti clausole). E per la volontà certa ed incrollabile di riqualificare l'esistente, anzichè, semplicemente lasciarlo alla corruzione ed al tempo o peggio privatizzarlo sinchè, come il Ponte Morandi non cade su se stesso. Mentre si getta altro cemento, si spianano foreste e si azzera l'ambiente per costruire autostrade inutili o avveniristici treni che non trasportano nulla e nessuno. Il Grande Nulla compulsivo, la modernità consumistica ad obsolescenza programmata del Capitalismo.

Porre questa questione, ribadendola, proprio laddove il fantasmagorico e molto “presunto” governo del cambiamento giallo-verde-nero dimostra tutta la sua impotenza e falsità è per noi questione di sostanza, appunto, e non di apparenza. Ribadirlo oggi, mentre ogni atteggiamento di dissenso viene sempre più emarginato e criminalizzato è il rischio che ci prendiamo … con un certo orgoglio.

Si vedrà, nel proseguo di di questa elencazione di punti come esso sia parte di un discorso più ampio ed anche di natura spirituale e filosofica, come cioè riguardi il modo di immaginare e pensare il mondo in cui viviamo e la qualità della visione di futuro. Nonchè la definizione ed il senso deo termini abusati di Progresso, Civiltà e Modernità.

Ultima modifica ilVenerdì, 04 Gennaio 2019 15:17
Devi effettuare il login per inviare commenti