Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Ambiente! E anche qui le dichiarazioni non bastano più

di Giandiego Marigo

I due punti che seguono sono la logica continuazione, per altro già dichiarata del punto precedente cioè quello riguardante le grandi Opere:

6) Riqualificazione e messa in sicurezza dei territori con salvaguardia e tutela dell'ambiente , del paesaggio e dei beni culturali presenti sul territorio medesimo con valorizzazione del suddetto patrimonio storico ed architettonico, riorganizzazione in termini di controllo e partecipazione collettiva dei settori della gestione ambientale , dei beni comuni e della Green economy

7) Una proposta di legge seria sul Consumo di Suolo, che tenga presente le specifiche e le esigenze d'una tutela ambientale sempre messa in seconda istanza rispetto alle esigenze del Businness.

Avevo premesso nell'esposizione del precedente punto che la scelta di un modo diverso di concepire l'intorno ed il sistema in esso inserito era fondamentale per parlare in qualche modo di una strada differente e di scelte diverse.

Questi due punti , come per altro il precedente sono argomentazioni di cui si parla, di cui si dice, che a volta corrispondono ad impegni reali localizzati e circoscritti, ma raramente vengono inseriti in un contesto ampio che veda mettere in discussione la “visione” che sino ad oggi ha limitato e frustrato ogni dimostrazione di buona volontà.

Basti pensare, per fare un esempio, alla commovente mobilitazione sulla tematica della privatizzazione dell'acqua, che viene quotidianamente elusa ed insultata, da un comportamento globale e mondiale che mai più di oggi ha visto un assalto diretto e costante dell'Elitè al possesso delle acque.

In questo ed in molto altro si dimostra come sia impossibile qualsivoglia moralizzazione di un sistema capitalistico, con buona pace dei Savonarola nostrani e della loro honestè a tempo determinato e strumentale.

Un impegno ambientale serio quindi significa una graduale educazione ad un mondo diverso da questo, una filosofia di fondo che avversi lo spreco, la compulsione al consumo, l'obsolescenza programmata, l'abuso e lo sfruttamento del suolo; che non veda l'essere umano come “padrone” ma come “parte integrata” di un Pianeta Vivente”.

Una visione che sappia inquadrare ed inserire l'evoluzione tecnologica in un contesto di miglioramento della condizione umana generale e favorisca un miglioramento del rapporto di appartenenza anzichè negarlo sistematicamente.

Abbiamo costruito tutta la nostra filosofia per giustificare la proprietà privata ed il diritto al possesso ed il nostro diritto al dominio … proviamo a costruirne una che si fondi sull'Appartenenza e sul Bene Comune?

C'è molto più che non un mero impegno pseudo -ambientalista in questo ed è una di quelle risposte che solo una fase di transizione al Socialismo può veramente dare.

La cultura del Bene Comune, della Partecipazione dal Basso, della Solidarietà, della Condivisione, del Controllo Democratico sono profondamente intrecciate in una consapevolezza ambientale, che superi il generico impegno un poco modaiolo di questi nostri tempi.

Vi sono scelte radicali dietro, che hanno a che a che fare con una visione “Decrescente” del nostro sistema anzichè con il mito tragico della Crescita Eterna. Dietro a quest'impegno c'è una diversa spiegazione di termini importanti quali: Modernità, Progresso, Civiltà.

È preoccupante l'impegno formale, il vuoto partecipativo, il silenzioso assenso … eppure l'impegno/coscienza reali di quello che ci circonda ed è la nostra casa naturale è urgente, immanente perchè il capitalismo e l'elitarismo ci stanno portando, anzi ci hanno già abbandonato in un vicolo senza uscita. Senza una modificazione profonda del nostro modo di “stare” su questo pianeta si perde ogni speranza per la nostra specie. Tragico? No realistico!

A che serve blaterare per esempio in incontri globali se poi, nella pratica quotidiana, si permane in una modalità che sistematicamente distrugge appropriandosi di ogni minutissimo angolo del Pianeta in nome del Massimo profitto? Stiamo cementificando l'impossibile, mentre ci sediamo attorno a tavoli ridicoli in cui ci impegniamo a non consumare ulteriormente il suolo. Continuiamo a costruire cattedrali inutili di vetrocemento all'assoluta sovranità della specie umana (o meglio di una sparuta minoranza di essa) su ciò che ci circonda.

Personalmente ho fatto anche scelte alimentari non carnee, proprio per fare susseguire “comportamenti” alle mere dichiarazioni. Perchè le parole non bastano più. Ce lo stiamo ripetendo da tempo, mentre con l'altra mano rimestiamo nel cemento per costruire un nuovo palazzo inutile ed abbattere qualche albero in più.

L'ambiente è una frontiera importante, fondamentale e vitale ed è anche il territorio in cui si dimostra tutta la violenza e la stupidità del capitalismo. La sua mancanza di prospettiva, il suo fondamentale egoismo. La crudeltà insulsa del sistema competitivo che ha messo in campo per illuderci che il sogno “Amerikano” sia alla portata del mondo intero … mentre nei fatti esso passa ed è passato da una serie di genocidi e di stermini organizzati umani ed animali, dall'esclusione, dalla violenza, dall'appropriazione … dall'abuso ambientale e dallo sfruttamento.

Ambiente, quindi, in una visione olistica e globale, ultima frontiera dell'umanità … il nostro modo di proporre ed intendere la globalizzazione. Qui si misurerà quello che noi chiamiamo Civiltà.

Ultima modifica ilSabato, 12 Gennaio 2019 16:00
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