Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Scuola, misura della nostra civiltà

di Giandiego Marigo

8) Reintroduzione nella scuola dell'educazione civica, con particolarissima attenzione all'insegnamento del “controllo democratico dal basso” anche con strutture di reale controllo della scuola pubblica da organismi collettivi territoriali misti e con simulazione del lavoro politico reale e della struttura istituzionale del Paese. Interruzione dei finanziamenti alla scuola privata

La scuola è un “punto dolente” in questo sistema e sempre più lo sta diventando. Non a caso il primissimo fronte del Socialismo e del Solidarismo operaio sono state l'alfabetizzazione e le scuole domenicali.

Una scuola per tutti, che premi il merito reale , ma che non punisca e non selezioni, ma dia universale possibilità di acquisizione e crescita. Che doni al paese una reale classe dirigente in un contesto sociale che non tenda ad una meritocrazia competitiva e punitiva, ma piuttosto ad una uniformazione delle possibilità ed a una reale didattica diffusa. Con docenti, giustamente pagati e vocati alla loro altissima funzione.

La scuola è pubblica per sua estrema ed intima vocazione, l'idea di una scuola privata è, in sé una deformazione elitaria, un invito implicito ad una stratificazione sociale basata sulla capienza materiale.

La scelta, palesata da questo sistema, anche in piena auto-definizione democratica, anche e soprattutto mentre apparentemente propagandava una propria vocazione liberale e tendente alla fornitura di pari opportunità è, da sempre, stata quella di creare una dicotomia di classe.

Riservando, anche di fronte ad una fortissima spinta egualitaria della società 8/900centesca, alla sua classe dominante un diverso e più specifico livello di istruzione, mimando una uguaglianza non reale nell'accesso alla possibilità di promozione sociale in un contesto filosofico-spirituale che rimaneva fortissimamente, ma non realmente, competitivo e meritocratico.

Le scuole di indirizzo religioso e , comunque, private sono da sempre la “frontiera della differenza sociale”. Tanto che la nostra costituzione nata dalla resistenza si preoccupa di definire il primato della scuola scuola pubblica. Tale dettato costituzionale, frutto per altro di una situazione sociale molto caratterizzata, è stato fortemente disatteso, privilegiando palesemente, finanziariamente e politicamente la scuola privata, prima con l'invenzione della definizione di “paritaria”, sino ad un finanziamento palese estrapolato e sotratto alla scuola pubblica.

Gradualmente, sino all'oggi che vede la scuola pubblica prostrata, svuotata e svilita divenire, quasi unicamente, contenitore e deposito di futuri disoccupati, nonostante l'eroica resistenza di un, sempre più ristretto, manipolo di docenti che credevano e credono nella loro funzione.

Tale svuotamento avviene a molti livelli, da quello squisitamente finanziario, sottraendo e tagliando le rimesse, sino a quello della programmazione e della docenza, svuotandola di contenuti e cassando materie importanti con il pretesto di avvicinare la scuola alle esigenze del mondo del Lavoro, riducendola così, sempre di più ad un ruolo meramente professionale e falsamente tecnico e deprivandola del suo ruolo didattico generale e della sua funzione di laboratorio di socialità complessa. Parlare della scuola in modo completo e compiuto è estremamente complesso e non lo si farà in questo contesto, in cui l'analisi potrà essere solamente generale senza poter scendere nei partiolari della didattica e delle scelte di fondo.

Una lancia però deve essere spezzata sulla funzione sociale della scuola che dovrebbe essere palestra per il cittadino futuro. In questo senso ci appare, decisamente sciagurata la scelta di limitare lo studio della Storia ed eliminare la pratica dell'Educazione Civica nel contesto della programmazione didattica. Anzi riteniamo di dovere proporre che proprio la pratica di queste materie diventi il contesto in cui le giovani menti vengano indirizzate ed educate ad un futuro di partecipazione attiva ed alla pratica salvifica del Controllo Democratico dal Basso, dove, insieme allo studio della filosofia, della Storia dell'Arte e del dettato costituzionale si formino cittadini con ampio senso critico e capacità di lettura dell'avvenimento politico e sociale.

Mi rendo conto di avere solo sfiorato questo argomento … e me ne dolgo, scusandomi, perchè esso e fondamento di qualsiasi progetto sociale possibile. Davvero La Scuola ha attinenza con il futuro, con il presente e con il passato, ma soprattutto è il luogo in cui una società promuove e coltiva ogni propria speranza di crescita.

 

Ultima modifica ilSabato, 19 Gennaio 2019 15:50
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