Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Tessuto, Sinergia, Connessione, Circolarità ed Orizzontalità. Una società sana è creativa per propria intrinseca natura

di Giandiego Marigo

11) Valorizzazione delle capacità intrinseche del territorio, con case editrici letterarie e musicali cooperative, più o meno autogestite, ma certamente controllate democraticamente, valorizzazione delle capacità artigianali e delle valenze artistiche figurative e cinematografiche, creazioni di “Mercati d'alternativa” che sfuggano alle leggi di un mercato funzionale unicamente al profitto per lavorare sui bisogni e sulle qualità.

12) Rilancio della Cultura diffusa, liberando i comuni dai laccioli che impediscono una reale Funzione di stimolo e volano in questo senso, creazione di una rete stabile di intellettuali, insegnanti ed operatori culturali che lavori in tale direzione. 

Pur essendo due punti distinti questi due hanno fortissima connessione fra loro e con i precedenti. Questo avviene perchè la società, soprattutto nel concetto d'un socialista è un tessuto sinergico ed interconnesso. Una società sana è creativa, multietnica e socialmente attiva. Ogni periodo storico che abbia segnato positivamente il cammino della civiltà è stato caratterizzato da un fortissimo coefficiente creativo, perchè i periodi di flusso sono in sé portatori di novità e di vita. L'inserirsi di una filosofia sociale di alta qualità produce, inesorabilmente, un tessuto sociale sano.

Abbiamo molto parlato nel tempo del significato dei termini Civiltà e Progresso. L'argomento si è affrontato da vari punti di vista, più o meno pragmatici,ma il significato profondo di tutto questo disquisire e che nulla avviene veramente, nel senso del cambiamento, se la spiritualità e la filosofia che sottendono un ordinamento sociale, non si modificano con lui.

Il mutare di un tessuto sociale trova motore ed inerzia dall'avvenire di cambiamenti profondi del pensiero umano.Abbiamo costruito la nostra filosofia sul “diritto alla difesa della proprietà” il pensiero e di conseguenza la produzione di beni “cosiddetti” culturali è sempre stata determinato dall'assoluta necessità del potere di giustificarsi. In questo modo e da questa necessità primaria è derivato gran parte del pensiero umano sino, praticamente, alle soglie del '900.

Gli ideali “socialisti, comunisti, libertari” pur presenti in alcune ardite teorie filosofiche non erano mai sufficientemente valorizzati perchè non erano consoni al potere, non erano utili alla sua perpetuazione e venivano quindi non considerati e liquidati come marginali. Questo è avvenuto per moltissimo “pensiero nobile” così come per il “pensiero femminile”.

Riaffermare la possibilità di un pensiero d'alternativa, diverso, umanistico, popolare e dal basso. Difendere ed affermare l'idea di una cultura diffusa, di una conoscenza condivisa. L'idea del “Pianeta vivente”, della circolarità orizzontale, di un divino onnicomprensivo e quindi, anche femminile, d'una appartenenza che sostituisce il dominio.

Affermare la logica del Bene Comune, della responsabilità condivisa della democrazia diffusa e dal basso è un modo altro di concepire il mondo che, difficilmente il potere potrà mai veramente accettare. Non a caso, il potere interviene anche duramente, usando la sua faccia peggiore laddove embrioni di questo pensiero si affermino, provando strade pacifiche alla propria diffusione.

L' elitè mondiale non può permettere che un pensiero diverso dal proprio trovi la forza di una vera spiritualità condivisa, non potrà mai permettere che l'affermazione della “selezione darwiniana” del più forte, del più furbo, del più ricco, del più cattivo, non sia il pensiero che sorregge il mondo. Essa non consentirà mai, pacificamente, che il pensiero che accompagna la nostra civiltà avochi dalla difesa del “Diritto divino alla proprietà” … non permetterà mai che condivisione ed orizzontalità sostituiscano la piramide su cui si fonda la loro geometria.

Una modificazione paradigmatica di questa portata non può che essere graduale, se pure accompagnata da importanti stravolgimenti, essa pretende e contempla l'eliminazione delle scorie d'una società verticale e profondamente maschile. Dare respiro a questa transizione, favorendola è compito d'un socialista e d'un intellettuale che accetti ed in questo senso si muovono questi due punti … e sempre in questo senso si stabilisce la connessione con i punti precedentemente svolti. Proprio per la premessa qui fatta che la Società è un tessuto, una rete naturale ed è possibile avviarla, anche pacificamente, ad una fase transitoria, differente da quella praticata sino ad ora, almeno sino a che Il potere, sempre vigile, non porrà con la sua innata violenza dei limiti al fenomeno ... e lo farà, senza alcun dubbio, lo ha sempre fatto! (basta alzare lo sguardo sul Sud America e sul Venezuela, ma non solo)  

Per finire un'ultima considerazione l'Elitè agisce e pensa globalmente, anche quando finge interessi nazionalistici e di parte (si tratta sempre di interpretazioni d'una medesima realtà nei rapporti di forza) o noi riusciamo a “parlare” al medesimo livello, pur restando radicati nei territori da cui nasciamo, oppure ci risulterà difficile dove non impossibile creare un'alternativa ad una forma di potere ormai, chiaramente e palesemente, mondiale.

Senza una cultura diffusa ed una creatività costante ed indirizzata agli interessi popolari sarà difficile trovare i linguaggi che ci permettano d'essere compresi dalla Moltitudine Manipolata e dominata dall'unico pensiero ammannito a piene mani dall'Elitè.

 

Ultima modifica ilMercoledì, 20 Febbraio 2019 17:26
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