Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Conoscere ed essere il proprio territorio

di Giandiego Marigo

Censimento dei valori territoriali che renda l'immagine di cosa esista realmente sul territorio e possa essere valorizzato ed implementato.

No eolico selvaggio, No biomasse senza criterio, No carbone e nucleare, organizzazione di una “filosofia energetica” d'alternativa, valorizzazione del risparmio energetico del criterio sano di decrescita, valorizzazione della ricerca scientifica nel campo delle energie alternative e sostenibili. Valorizzazione del solare di ultima generazione, dell'eolico leggero e delle ricerche sul movimento delle acque.

Studio approfondito e scelte conseguenti orientate alla tutela della salute, della sostenibilità e compatibilità nel settore del trattamento dei rifiuti, privilegiando le scelte virtuose dedicate al riciclo ed alla pratica reale del “rifiuto zero”.

Siamo arrivati quasi alla fine della serie di punti proposti dal dipartimento “Sociale” alla discussione del partito e dei suoi componenti, quindi appare giusto e doveroso toccare una dei punti più vocativi del nostro piccolo (per ora) partito. Essere nel territorio sino ad essere territorio, abbiamo coscientemente scelto di partire da lì sin dai termini statutari di questo nostro gruppo di lavoro.

Questa scelta garantisce la qualità ed il controllo politico dal basso del nostro percorso, dai territori ci aspettiamo la linfa che nutrirà questo nostro grande albero, il senso stesso del nostro intervento sulla realtà. Questa scelta ci limita o ci rende miopi alla globalità? Niente affatto, essa interviene laddove i problemi, i bisogni e qualsiasi movimento prende origine, parte dalla conoscenza della realtà e dalla partecipazione attiva.

Certo bisogna conoscere quello di cui si parla, profondamente, per appartenenza e non con la freddezza dell'intellettuale distaccato. Non si tratta qui della retorica della popolarità, il populismo non ci appartiene, lasciamo ad altri la palma del nazional-popolare, ma semmai si essere, ripercorrendo un detto Maoista “come pesci nell'acqua”.

Scegliere questo percorso, mantenendo la qualità e il livello di una cultura complessa e articolata, senza concedere spazio alla stupidità volgare del populismo e del localismo più becero è, in realtà, un compito alto, di grande livello intellettuale e culturale.

Si verifica qui la continuazione pragmatica dei discorsi sulla cultura diffusa e altra affrontati precedentemente. Iniziare con un censimento della realtà politica, culturale artigianale, industriale e creativa del territorio in cui viviamo ci appare la strada più fattiva per approcciare a questo obiettivo.

Uno degli ambiti più qualificanti e rilevanti nella conoscenza del proprio territorio è senza alcun dubbio quello della filosofia energetica e del trattamento dei rifiuti, due problematiche di fortissima attinenza con le “fotografie” dei nostri territori tutti, più o meno.

Sottovalutare queste questioni o scegliere la strada del pragmatismo compromissorio è, a nostro parere, pura follia. È questo un ambito in cui una visione d'alternativa diviene reale, tangibile e in cui “mantenere le posizioni di Civiltà” e le scelte d'alternativa sostenibile è molto importante. La facilità al tradimento di questi valori, praticata da tutta la politica liberale e anche populistica di questi ultimi anni su questioni di questa importanza fondamentale è la cartina al tornasole della sostanziale differenza fra una visione socialista e tutto il resto.

Agire sul territorio e sulle scelte dei piccoli nuclei, garentendo la possibilità della “liberazione dal contatore” che è all'oggi obiettivo fondamentale del liberismo che trasmuta il “possesso dei mezzi di produzione” nel “controllo delle fonti energetiche” che permettono al meccanismo di funzionare. Al Capitalismo moderno interessano i rubinetti e le fonti da cui l'energia viene erogata in modo da garantirsene controllo e possesso (anche con l'uso della prevaricazione e della violenza e persino della guerra e lo sterminio, quand'anche mascherato da operazione umanitaria) e, quindi, la possibilità di monetizzare all'infinito ciò che non appartiene ad alcuno.

Un punto d'importanza e di rilievo ci appare quello dell'eolico, dove l'eccesso e l'abuso incontrollato ha dimostrato di cozzare contro la “cultura del paesaggio”. Sviluppare la ricerca dell'eolico leggero e “personalizzato” ci sembra una strada praticabile, come dimostrano le ultime ricerche nel settore.

Non ci attribuiremo qui la paternità del “rifiuto zero”, già altri comici hanno fatto questa operazione “sedendocisi sopra” (Una volta si diceva mettendoci il cappello) sino al momento in cui decidano di tradirne lo spirito per opportunità e non ci interessa affatto di accodarci alla loro pratica della comicità a pagamento, ma senza alcun dubbio quella del trattamento dei rifiuti è una delle rilevanze assolute, impastate di futuro e globali perchè una visione territoriale permette anche di alzare lo sguardo sulla realtà d'un pianeta vivente, e quindi va implementata la ricerca e la pratica di questa filosofia estremamente produttiva ed utile ad un futuro migliore e ad un mondo altro e diverso da questo.

Ultima modifica ilDomenica, 03 Marzo 2019 15:43
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