Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

De "la politica"

di Giandiego Marigo

Ci hanno convinti che la politica sia “sporca e pragmatica”, meramente amministrativa. È conforme ed utile al potere che, in tempi di partecipazione (presunta) democratica, dopo anni ed anni, liberalismo-calvinista, patinati d'una partecipazione di massa, che non esiste e sconfina nella massificazione, la gente ne sia convinta. L'allontanamento dell'elettorato dalla pratica del diritto di voto, per esempio, è utile a chi detiene il potere, quasi quanto la partecipazione un poco becera di chi continua a votare. Per un Socialista la partecipazione e quindi la politica è altro che non questo meccanismo, falsamente democratico, ma decisamente falsato dal controllo sistemico.

Hanno ridotto la politica (quantomeno quella che oggi viene definita tale) al marasma maleodorante che, purtroppo, è (negare l'evidenza di una degenerazione reale è sempre stupido) spacciando l'istruzione sistemica e la filosofia del potere per “uniche, indiscutibili verità”, piegando il loro tanto decantato “metodo scientifico” alle esigenze di una cerchia di iniziati che si credono onnipotenti ed onniscienti. Narrando della storia quello che conveniva, esaltando della letteratura e della poesia, quel che faceva conmodo o quantomeno meno scomodo. Certo fra le loro contraddizioni s'è creato lo spazio perchè “La Verità” trapelasse, ma essa è sempre faticosa ed emarginata.

In quasi tre millenni di “filosofia occidentale” hanno giustificato a iosa una delle premesse meno realistiche e più mostruose della presunta Natura Umana, frutto di prevaricazione e risultato di una prepotenza iniziale quando non addirittura di un omicidio cioè: la Proprietà Privata. E' questo che insegnano nelle loro scuole, trattando la proprietà come “diritto” fondamentale dell'essere umano (premessa fondamentale del liberalismo, per altro). Ingigantendone la portata e comparandolo ed affiancandolo ai diritti fondamentali sino a farlo divenire la premessa, unica, della loro azione sociale.

Un sistema impostato sulla proprietà non potrà mai essere un sistema equo, giusto ed onesto.

L'intenzione politica (meglio se socialista, ma non necessariamente) che premette l'operato di quelli che chiameremo “partecipativi” è altra, molto diversa dallo stereotipo che ci viene rimandato dalla nostra cultura (sia essa bassa o alta, poco cambia), o quantomeno, così dovrebbe essere.

Purtroppo non è, non sempre, anzi si va rarefacendo quella che chiameremo “evidenza della diversità” (spesso confinata all'idealismo ed all'illusione); sin troppo spesso le metodologie ed i contenuti delle scuole sistemiche (nella comunicazione, per esempio, ma non solo, purtroppo) diventano assoluti, piegando al “pensiero unico” anche i portatori di diversità.

D'altra parte il meccanismo di isolamento sociale e di emarginazione che accompagna il pensiero d'alternativa è un metodo terribile e micidialmente efficacie anche laddove dovrebbe regnare l'antagonismo e la distanza dalla normalizzazione piccolo borghese.

In parte, consistente, derivano da questa preponderanza della programmazione basale del sistema gran parte dei nostri fallimenti, piccoli e grandi. Quando il Sistema, nel piccolo ci isola e nel grande ci circonda con i suoi bisogni inventati e le sue scale valoriali distorte e mediaticamente veicolate ed urlate come assolute verità, inesorabilmente finiamo per trovarci soli in mezzo al campo della contesa (il famoso Avanti tutti … ti volti e non c'è più nessuno).

Oppure per ricadere negli archetipi del modello “politico” sistemico, in cui competizione, arrivismo, ambizione, egoismo ed egotismo, nonché la cura meticolosa dei propri interessi premessi a qualsiasi illusione di servizio, divengono fondamenti dell'immagine che il “buon politico” deve rimandare di sé, anzi finiscono con l'essere i pregi che vengono ricercati in lui.

Secoli di modello Cristiano-Giudaico che hanno mutuato e distorto il modello aristotelico-platonico (già in sé, comunque, fortemente elitario), hanno fortissimamente contribuito a questo stereotipo culturale, anche se il verbo evangelico predicherebbe altro. La resa a quella che viene definita “Natura Umana” è totale, l'accesso monetizzato all'indulgenza plenaria pratica normalizzata che ci trasciniamo sin dall'alba dei tempi.

In un contesto come questo diviene difficile l'affermazione del modello socialista, che si fonda su premesse completamente e realmente diverse e che parte da un modello filosofico minoritario, nei secoli.

Modello che premette l'umanità come composta da eguali e che fa della condivisione, della circolarità e della compassione i suoi fondamenti costitutivi.

In realtà questo modello viene liquidato sin dalla nostra infanzia come una variazione utopistica (il sistema si premura di descriverlo come velleitario, inutile e fondamentalmente e totalmente utopistico), una illusione distopica e un poco sonnambulistica.

Tale input ci accompagna sin dalla prima infanzia nella famiglia, ci viene ammannito nella scuola sin dall'asilo. La proprietà, la condivisione concessa come favore, la compassione come atto di carità e non di condivisione.

Nella scuola poi la competizione è pane quotidiano, i migliori i meritevoli, la meritocrazia non del merito reale ma della gara fine a sé stessa, della competizione con un vincitore ed un vinto.

La rigidità della storia, l'obbligo della condivisione dei modelli letterari e filosofici. L'emarginazione sistematica, quando non l'omissione del dissenso e dell'alternativa. Il dogmatismo della matematica e delle scienze esatte, che negano lo stesso metodo scientifico con le su domande per attardarsi sui postulati e sulla verità delle risposte.

Sino alla criminalizzazione più o meno velata, a seconda dei periodi storici, del pensiero diverso, descritto come folle, criminale o velleitario. La nostra scuola non ci insegna Giordano Bruno, eppure egli è stato un pensatore gigantesco nei suoi tempi,del periodo napoleonico non ci parla dei popoli, ma degli imperatori. Di Roma e dei Greci ci dice unicamente di quel che conviene all'affermazione del pensiero occidentale.

Sino alla scienza che viene descritta come confermata ed esatta solo nei limiti di convenienza (ancora oggi la quantistica latita e Tesla non compare o viene liquidato come un inventore un poco ciarlatano). Definendo assolute ed uniche le acquisizioni che la convenienza del potere ha dettato.

Quelli che ho portato sono solo piccoli esempi, semplicistici e banali forse, non parliamo poi dell'istruzione universitaria, influenzata da baronie arroganti e pseudo-scienziati saccenti, che trasmettono un modello senza riconoscere di farlo.

Nelle università di economia, per esempio, l'attuale modello dei mercati finanziari è santificato, unico, indiscutibile e immanente. La teorizzazione del Miglior Mondo Possibile arriva a livelli di “linguaggio crittografico d'eccellenza” si stabilisce cioè in sé stesso e si auto-giustifica escludendo i non-sapienti con un trucco linguistico e settario che ci deriva e c'insegue sin dai sacerdoti dell'antico Egitto e forse anche da prima. Per cui la segretezza di un linguaggio diviene in sé divisione iniziatica e conservazione della sapienza.

Chi non comprendere quel che dico è ignorante e come tale non ha diritto di parola.

Questo meccanismo infetta la nostra esistenza e sconfina nella politica. Consegnandoci un mazzo di addetti ai lavori, teoricamente competenti che escludono automaticamente l'idea ed il contenuto, premettendo il metodo alla ragione. Si fa così, quindi questo è l'unico modo e l'unico modo stabilisce l'unico mondo possibile. Non ci sono poveri nelle liste della nostra politica, men che meno in quella che chiamammo sinistra.

Siamo prigionieri, più o meno tutti, di questa sequenza sapienziale, di questo trucco che stabilisce la cultura del potere come l'unica condivisibile e quindi definisce condivisa la cultura del potere. È un sofisma in realtà, come lo è la definizione che la politica sia sporca ed i politici tutti uguali a meno che, non si sia proprio noi, con la nostra incapacità di superare ipnosi e programmazione ad avvalorare questo concetto.

Ultima modifica ilDomenica, 16 Giugno 2019 15:30
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