Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Dell'unificazione dei momenti di opposizione anti-sistemica

di Giandiego Marigo

Molto del residuo antagonistico sociale oggi si muove su tematiche “limitate”, non già e non solo per l'impatto, ma soprattutto e specificatamente per modalità e forme.

Si legge in questo modo il fiorire di associazioni specifiche e gruppi di lavoro che si impegnano, in modo encomiabile si deve dire, su tematiche svariate e specifiche, che riguardano la sfera dei diritti umani e della tutela dell'ambiente.

Nessuno qui vuole remare contro queste iniziative esse sono un aspetto positivo, anche se a nostro umilissimo parere residuale. Quello che secondo noi manca è il collegamento sinergico e la profondità dell'analisi. Alcune di queste “specificità” espongono aspetti anche mostruosi del “Sistema”, ma sembrano volersi fermare alla sua superficie, all'aspetto specifico e pratico della mostruosità affrontata senza spingersi in un'analisi circostanziate delle cause che muovono questi accadimenti.

Senza collegarli fra loro e verso l'alto sorpassando le concause circostanziali e spingendosi sino all'origine delle problematiche, ma limitando intervento e studio agli effetti che poi, specificatamente affrontano le diverse tematiche anche con grande ed ammirevole decisione e tenacia, ma con una sorta di ignavia supponente che si ferma alla specificità rifiutandosi di inoltrarsi nelle origini sistemiche dei problemi ed avvalorandone, in ultima analisi, l'ineluttabilità. O peggio affrontandole solo con verbose ed inutili analisi, che non si estendono ad una visione globale.

Fra queste tematiche, oggi, divengono centrali alcune, quali quelle sulle migranze, su quello che viene definito con il solito inglesismo Global Warming … mentre prende quota la resistenza attiva al 5G, che sta facendo in occidente strage di alberi e che prepara la strada all'intelligenza artificiale ed all'industria 4.0. Tutte tematiche forti, importanti e coinvolgenti, realistiche.

Altri argomenti in voga le diversità, gli orientamenti sessuali, il generico ambientalismo con la lotta alla cementificazione ed al consumo di territorio; nonchè l'organizzazione parcellizzata del solidarismo.

Tutti indirizzi e percorsi fondamentali, che nella contemporaneità, però, si muovono in compartimenti stagni, affiancati per alcuni tratti di strada alle lotte di resistenza più tradizionali ed alle organizzazioni vetuste e generalizzanti della cosiddetta Area Progressista.

I roghi dolosi in Amazzonia, Siberia, Groenlandia, Africa centrale, Grecia, Spagna sollevano sdegno (anche se ammantato di una certa ipocrisia, visto che esso riguarda, molti carnivori, principali interpreti ed artefici/fruitori del mercato che per primo è causa di questi disastri) anche se raramente producono reali scelte di “diversità” e di opposizione reale ed attiva.

Tutto questo avviene e continua ad avvenire nel “corpo” della società, creando una miriade di “Focus e di onde momentanee” che competono fra loro per autodefinirsi “centrali” e “fondamentali”, ma che rarmente producono reali richieste di modificazione sostanziale che non sia mera speculazione generalistica. Spesso con la medesima visceralità dispersiva che si riscontra nel folle antagonismo all'interno delle compagini che formerebbero, volendolo, quella che vorremmo chiamare Sinistra.

Si arriva a vignette ed ironie nelle quali si contrappone la difesa dei diritti sociali e del Welfare state o l'organizzazione dei lavoratori alla sensibilità e all'allarme sul “Riscaldamento globale”. Saltando a piè pari il primo responsabile e cioè il Capitalismo e la sua invenzione della “Società Dei Consumi”.

Non è insolito, purtroppo il vedere contrapporsi un sincero ambientalista contro un vetusto sindacalista o un “Neo-buonista” che si occupi di accoglienza e migranze … quasi che non fosse il medesimo “sistema” ad aver prodotto tutte queste alterazioni e brutture.

Quasi che non fosse la medesima filosofia ad essere sottesa a tutti i motori che le muovono e che le causano.

Questa “frammentazione” anche ideale si misura persino nelle istanze che si autodefiniscono unitarie e che soffrono del protagonismo dei leader dei rispettivi movimenti in implicita e silente ma continua lotta per l'emersione del proprio comparto come dirigente e primario.

Eppure questo collegamento che individui il capitalismo con la sua logica del “Massimo Profitto” e con la demenziale follia “dell'Eterna Crescita” sorretta dall'antica e salda filosofia dell'appropriazione del Plusvalore, è necessario indispensabile e vivifico. Realmente unificante!

Se non si crea questo collegamento, comprendendo quindi la necessità assoluta di un cambiamento paradigmatico … in realtà non si comprende nulla e si continua in una donchisciottesca lotta contro le pale dei mulini a vento. Che può anche riservare fugaci soddisfazioni e vittorie, ma che non cambia e non esaurisce mai il motore primario dell'orrore.

Si veda appunto l'indignazione e la preoccupazione (di cui più sopra si è parlato) prodotte dai roghi amazzonici … essi non nascono dal nulla, ma derivano da una logica ed una filosofia secolari. Così come i Salvini e Bolsonaro così come i Trump sono i prodotti di un pensiero diffuso e di una esigenza elitaria che è la medesima che produce i Renzi e gli Obama.

La foresta brucia per una precisa scelta: che è quella di fare spazio all'allevamento ed alla coltura industriali, scelta di fondo in chiave di “eterna crescita” e di soddisfazione delle esigenze di un mercato sempre più assetato di sangue. Di quel medesimo Brasile, che ha prodotto la vittoria di Bolsonaro, più o meno regolare che fosse, così come il medesimo pensiero che costruisce e giustifica il muro messicano e i roghi del KKK produce Trump e quello che gioisce della chiusura i porti e si compiace degli annegamenti Salvini.

Ma sempre e dietro a tutto questo c'è la filosofia del capitalismo, vero padrone del mondo insieme all'elite secolare che lo ha prodotto ed implementato. Questa filosofia cinica e tendenzialmente omicida che giustifica la prevaricazione e che spaccia per naturale meritocrazia la prevalenza del forte e del ricco.

Dietro a tutto, ma proprio a tutto questo c'è il medesimo pensiero, da sempre, ed è quello che sancisce il diritto del forte e del ricco a prevalere sul debole e sul povero che poi viene spacciato per Darwinismo e realismo.

Che è poi il medesimo che produce il riduzionismo scientifico che ammorba quella che chiamiamo Scienza.

Un collegamento sinergico fra tutti quei pensieri che definiamo antagonisti è indispensabile, perchè il capitalismo ragiona a livello mondiale … e non da ieri e nemmeno dall'altro ieri, ma da sempre. Quand'anche anche per ricrearsi e mantenersi, aumentando sempre la propria ricchezza si inventi guerre e lotte fratricide … a rimetterci non è certo il monolite del loro potere che anzi ne esce rafforzato … ma come sempre la carne da cannone.

Ultima modifica ilDomenica, 01 Settembre 2019 09:59
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