Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

Il silenzio dell'AreA

di Giandiego Marigo

Ancora di più in questo frangente di crisi governativa è rimbombato fortissimo il silenzio di un'alternativa reale, anche e soprattutto parlamentare, Convergenza Socialista non soffre di cretinismo parlamentare, pur riconoscendo l'importanza di esserci non ne fa una questione di “governabilità” di un sistema che rimane borghese ed elitario, nonostante le sue “molto e sempre più apparenti” contorsioni.

Non amiamo “Il Capitano”, ma ci appare evidente che nonostante questo cambio alla guida e nonostante i palesati antagonismi apparentemente “duri”, la sostanza resti sostanzialmente uguale. Il gioco delle apparenze ci consegna una contrapposizione persino esasperata, ma resta, appunto, un gioco di apparenze.

M5s, PD, destre, al di là di alcuni dettagli comportamentali e di alcuni riferimenti, per altro sempre più labili quantomeno in quella che si insiste a definire “sinistra”, condividono, nella sostanza un progetto di fondo ed un atteggiamento garantista nei confronti della “Struttura sistemica” e del “primo-mondismo”.

Non a caso la primissima professione di fedeltà del Di Maio rinnovato è alla NATO e alla UE.

Nello specifico PD ed M5S hanno entrambi una fortissima vocazione alle privatizzazioni, il “profeta Casaleggio ed il suo portavoce Grillo” non hanno mai, ma proprio mai, fatto mistero della loro smaccata preferenza per il privato rispetto al pubblico, nelle loro pratiche, soprattutto locali e al di là dell'ultima roccaforte dell'acqua pubblica (che resta comunque prevaletemente una chiacchiera) la filosofia del privato, dalla politica al welfare, è argomento portante. Nel caso del PD è palese, evidente la sua appartenenza all'area neo-liberista Soft. Ed, in fondo, per sua natura liberale, finisce con il concordare, con i volatori sopra, sulla necessità di leggerezza della Stato (appunto fondamento del pensiero liberista che il partito rappresenta).

Da tempo, nessuna voce rappresenta un pensiero differente da queste premesse postulate e condivise, da questa forma di liberalismo corrotto. Premesse che, per altro, nella sostanza sono le medesime, che pur con metodologie e comportamenti differenti, supportano il “pensiero di destra”.

Si scherza dicendo che l'Italia sia una sorta di mostruosità con molte destre e nessuna sinistra, ma purtroppo è sempre più reale.

Il silenzio di argomentazioni diverse dalla compulsione alla privatizzazione, alla necessità pragmatica di scelte anti-ecologiche e contrarie alla compatibilità, l'esaltazione di parametri economici del tutto arbitrari tanto nelle misurazioni che nelle scelte che ne conseguono, l'affidamento ai poteri bancari mondiali e quindi all'elitè che detiene l'assoluto potere sul concetto medesimo del denaro, bèh inizia ad essere pesante, onnipresente e un poco tombale.

L'immanenza impotente delle cassandre e dei Don Chisciotte che ancora mettono in campo un'analisi contrapposta risulta, alla fine solo un ronzio fastidioso, silenziato dalla durezza del sistema e dalle sirene d'un consumismo sempre più stratificato e diffuso.

Si discute di variazioni delle forme di democrazia: diretta, indiretta, delegata, rappresentativa, maggioritaria, più o meno liberale, si polemizza inutilmente sul numero di parlamentari e sui loro emolumenti, ma non si affronta la sostanza del fatto che senza “Controllo Democratico dal Basso” nessuna di queste forme abbia reale importanza perchè tutte restano, appunto, formali e non sostanziali.

È un poco come il delirio sovranista, che premette l'uscita dall'Europa ed una ambigua e torbida “sovranità nazionale” alla forma reale e sostanziale di governo degli eventuali paesi sovrani, dando luogo ad alleanze trasversali mostruose in nome della Sovranità Nazionale. O peggio come l'annosa discussione sull'Euro che non tenga conto non solo del fatto che una moneta sia più o meno sovrana, ma anche del chi sia a batterla ed a possederla. Che senso avrebbe infatti una Banca D'Italia, comunque privatizzata, padrona della Lira (anziché dell'Euro) se poi a controllarla fossero i medesimi satrapi che controllano l'FMI ed il medesimo sistema, magari molto più “nazionalista e cupamente sovrano” che oggi sorregge il paese e l'Europa intera.

La necessità di una visione dall'alto, che sappia cogliere gli avvenimenti storici, e “rimanere orgogliosamente schierata con gli interessi popolari e della classe” sarebbe, in questa fase, assolutamente indispensabile.

Non solo a livello parlamentare, l'osso gettato a LeU è , sinceramente, patetico e totalmente ininfluente. E costringe i rimasugli incerti d'una Sinistra molto ipotetica ad accodarsi perdendo qualsivoglia incidenza o peso.

Convergenza Socialista si pone, da sempre, questo obbiettivo, la creazione non già di un polo genericamente progressista, che resterebbe indeterminato e rischierebbe, come oramai sin troppe volte si è verificato, di non mettere davvero in discussione le “caratteristiche sistemiche profonde”, ma un'alternativa realmente Socialista, che reputiamo indispensabile e necessaria. Che sappia proporre le nazionalizzazioni ed il controllo democratico dal basso, il possesso condiviso dei Beni Comuni. La nazionalizzazione delle banche e della grande industria, ma che questo controllo democratico sappia, soprattutto, mantenere, creando un'AreA di Progresso e Civiltà in grado di modificare il paradigma nel quale siamo imprigionati.

Ultima modifica ilDomenica, 15 Settembre 2019 15:58
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