Rivista aperiodica teorica del Socialismo
Organo politico di Convergenza Socialista

L'ASINistra

di Giandiego Marigo

Non è mia, lo confesso, l'ho sentita dire ad un compagno/amico di Rifondazione, ma l'ironia descrive bene questo eterno vorrei ma non posso, l'incertezza, il vuoto. Un'AreA che dice tutto ed il suo contrario, frammentata, divisa, indefinita, a conti fatti. Una serie di agglomerati a sinistra del PD contraddittori ed in eterna concorrenza fra loro per essere i prediletti dalla Grande Madre dai facili costumi.

Se ci di ferma a riflettere sulla sua pochezza passa la voglia di fare alcunchè. Si parta da LeU, Sinistra critica collegata filo doppio con SI teorizzatori del codismo e di fatto supporter del Partito Democratico (ammesso che esista ancora). Autolesionisti per teorizzazione che si consegnano in cambio di uno sgabello di seconda fila alla tavola dei governanti (o anche dell'opposizione consacrata che è poi uguale), fra le grinfie di chi, per sua natura costitutiva e per vocazione dichiarata è nato per “Liberalizzare” e “Normalizzare” il pensiero social-comunista.

La vocazione genericamente progressista, il femminismo di maniera, l'ambientalismo senza critica del Capitalismo, il neo-liberismo soft, sono il risultato di tale vocazione. I supporters per contro si dibattono in un vuoto ideale che li consuma e che finalizza , ogni loro azione, all'idea malata del contare, dell'esserci dell'avere, appunto, lo sgabello di seconda fila di cui si parlava. Non parlano più da tempo di Socialismo, costoro, mantengono un profilo genericamente progressista, rinnegando in parte sé stessi, sull'altare del loro spostamento verso il PD. Ne teorizzano la conquista e gioiscono dell'uscita del Mostro Renzi, eternamente occupati nel “salvare il salvabile” di un partito che ha rinunciato a sé stesso già dai tempi del Veltronismo ed anche prima. In questa azione non si rendono conto (in realtà forse se ne rendono conto il che è pure peggio) di contribuire fattivamente all'affossamento di ogni idea di organizzazione della classe. Pullulano, ed è ovvio, di funzionari sindacali, di addetti ai lavori di associazioni No Profit … di intellettuali ben remunerati e riconosciuti … anche se pullulare è termine molto ottimistico per un agglomerato in eterna contrazione.

Il Vorrei ma non posso o meglio non lo so più fare si ingigantisce di fronte all'esperienza di Rifondazione, un partito che ha sperperato e buttato al vento una credibilità originale del 8/9 % del paese reale in compromessi, politicanze di basso profilo, in un tira e molla doloroso fra quello che diceva di essere e quello che poi faceva. Per carità, a criticare son tutti buoni, ed è sin troppo facile stigmatizzare, ma c'è dolore … molto in questo che scrivo. L'umile scrivano è in pista sin dai tempi di Avanguardia Operaia, passando per Democrazia Proletaria … ha visto, attivamente, l'Arcobaleno, l'Altra Europa, Potere al Popolo (a costo di contraddizioni con la sua stessa appartenenza). Ha praticato i tavoli de “La sinistra” non sto quindi criticando il nulla, ma semmai me stesso e la mia impotenza … l'incapacità di modificare un lungo tragitto verso la fine per consunzione e svuotamento, che molti vedono, ma che nessuno sembra poter fermare.

Oggi Rifondazione è l'ombra di se stessa, divisa, attraversata da fazioni e cordate in un autolesionistico ed interminabile assalto al Comitato Centrale che non vivifica, ma uccide. Dilaniata fra anti-europeismo. Altreuropeismo e potere al populismo. Mentre la “Soluzione Umbra”, mina gli stessi rapporti democratici interni al partito e prospetta soluzioni in autentico stile codista.

Che dire dei numerosi Partiti Comunisti, confusi fra rimembranza e Sovranismo di sinistra, fra anti-europeismo e vetero stalinismo … quanti sono? Abbiamo perso il conto. Dispiace dirlo ed in realtà rispecchia la condizione dell'AreA, non ci si compiace affatto di questa condizione che è avvisaglia di ulteriore frammentazione

L'Area dei Movimenti'? In bilico, in parte colonizzata dalle associazioni pro PD. In altra parte da residui storici d'una sinistra diversa che non c'è più. Tirata per la giacca fra anti-europesmo pseudo-sovranista e l'indeterminatezza delle forze sin qui citate, che pure intervengono in questo teatro e ne sono parte (ancora, anche se non si sa per quanto).

Mentre una frangia consistente di quello che fu AreA oggi si rivolge alla confusione del “Sovranismo di sinistra” contraddizione in termini per degli internazionalisti se mai ne è esista una e si impantana in alleanze trasversali con una o l'altra delle svariate anime più o meno sovraniste di M5S quando non addirittura con la LEGA (la critica confusa e pochissimo chiara, anche se doverosa e necessaria, al governo presunto Giallo-Rosso che poi di rosso non ha nemmanco le intenzioni, né è esempio e risultanza).

È imbarazzante e doloroso constatare come non vi sia reale soluzione a questo male, se non su un piano meramente ed eternamente teorico, quand'anche si alzino voci di “ragione e razionalità” esse rimangono inascoltate e minoritarie, marginali, certamente citate, ma al medesimo temo mai attuate. Mentre l'abbrivio rimane invariato, le pratiche codiste continuano (si veda l'alleanza umbra fra PD, M5S e Rifondazione) nonostante le continue dichiarazioni e l'immancabile petulanza sulla necessità di un ritorno ai territori, al lavoro di base, al confronto con la classe.

Le soluzioni? La riproposta e la riscoperta del Socialismo e la sua evoluzione spirituale e filosofica a partire dalle sue basi storiche, la capacità d'essere parte del cambiamento che pure, in qualche modo, è in corso, la territorialità in una visione ampia ed internazionalista, il collegamento con la Sinistra socialista e anti-capitalista in Europa e nel mondo, una chiara marcatura di carattere dell'AreA.

Il collegamento con le necessità e l'individuazione di quella che è trasformazione e modernizzazione della classe. La proposta e l'attuazione pratica del “Controllo Democratico dal Basso”, la partecipazione … la premessa che la soluzione stia in un'Unità nella chiarezza e dove la necessità del Fronte divenga “centrale”. L'acquisizione non parolaia che Anti-capitalismo e Anti-liberismo siano l'origine di ogni progressismo, la lontananza dal PD.

Però queste sono parole, analisi, dichiarazioni di principio, come in fondo tutto questo articolo … ripetuto con parole diverse sin troppe volte e, sinceramente, la speranza di questo vostro scrivano, di non morire in un paese sostanzialmente democristiano va, via via, affievolendosi. Tutto questo scrivere si infrange poi con la pochezza dei risultati, con il minoritarismo, con la mancanza di partecipazione rimangono parole sulla carta o nell'etere internettaro … mentre dovrebbero divenire pratiche e capacità di ascolto e coinvolgimento. Purtroppo, diciamolo con sincerità L'ASINistra è ancora lì, nonostante tutto. In questo la Cassandra Convergenza che fa … pur avendo saggezza e ragioni, resta, al momento quel che è … una Cassandra appunto, in attesa di diventare qualche cosa che non sia solo testimonianza … forse.

 

Ultima modifica ilLunedì, 14 Ottobre 2019 17:11
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