Rivista aperiodica teorica del Socialismo
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L'ascesa di Soleimani al potere

Soleimani Soleimani

di Maddalena Celano

Nato l'11 marzo 1957, si dice che Soleimani sia cresciuto vicino alla montagna e alla storica città iraniana di Rabor, famosa per le sue foreste, i suoi raccolti di albicocche, noci e pesche e i suoi coraggiosi soldati. Ma, il Dipartimento di Stato Americano, afferma che sia nato nella capitale religiosa iraniana di Qom.

Poco si sa della sua infanzia, anche se i resoconti iraniani suggeriscono che il padre di Soleimani fosse un contadino che ricevette un pezzo di terra, sotto lo Shah Mohammad Reza Pahlavi, ma in seguito fu gravato da debiti.

All'età di 13 anni, Soleimani iniziò a lavorare nel settore delle costruzioni, in seguito come impiegato della Kerman Water Organization. La rivoluzione islamica del 1979, in Iran, spazzò via lo Shah dal potere e Soleimani si unì  alla Guardia Rivoluzionaria. Poco dopo, l'Iraq invase l'Iran e iniziò la sanguinosa guerra di otto anni e Soleimani decise di partecipare direttamente al conflitto bellico e darsi alla carriera militare. I combattimenti uccisero oltre 1 milione di persone e videro l'Iran mandare ondate di truppe poco armate, nei campi minati, sotto il fuoco delle forze irachene, compresi soldati adolescenti. Le unità militari di Solemani furono attaccate anche da armi chimiche irachene.

In mezzo alla carneficina, Soleimani divenne noto per la sua opposizione alle "morti insignificanti" sul campo di battaglia, mentre piangeva, a volte con fervore, quando esortava i suoi uomini a combattere, abbracciandoli individualmente.

Dopo la guerra Iraq-Iran, Soleimani scomparve dalla vista pubblica per diversi anni, qualcosa che gli analisti attribuiscono ai suoi disaccordi in guerra con Hashemi Rafsanjani, che diventò presidente dell'Iran dal 1989 al 1997. Ma dopo il ritiro di Rafsanjani, Soleimani divenne capo della Forza Quds. Come capo della Forza di Quds - o Gerusalemme -, Solemani supervisionò le operazioni estere della Guardia e partecipò all'invasione dell'Iraq, del 2003, e al rovesciamento di Saddam Hussein.

Secondo dispacci diplomatici segreti statunitensi, rilasciati da WikiLeaks, i funzionari statunitensi hanno apertamente discusso sugli sforzi iracheni per raggiungere Soleimani e per fermare gli attacchi missilistici nella zona verde, altamente protetta di Baghdad nel 2009. Un altro dispaccio, risalente al 2007, parla dell'allora presidente iracheno Jalal Talabani che offre, a un funzionario Americano, un messaggio di Soleimani che riconosce di avere "centinaia" di agenti nel paese, mentre affermava: "Lo giuro sulla tomba di (il defunto Ayatollah Ruhollah) Khomeini non ho mai autorizzato un proiettile contro gli Stati Uniti".

I funzionari statunitensi, all'epoca, respinsero le varie richieste di Soleimani quando vedevano l'Iran come incendiaria e come pompiere l’ Iraq, controllando alcune milizie sciite mentre contemporaneamente mescolavano il dissenso e lanciavano attacchi. Le forze statunitensi avrebbero incolpato la Forza Quds di un attacco a Karbala, secondo cui avrebbe ucciso cinque truppe americane. 

L'Iran, importante sostenitore di Assad, ha inviato Soleimani in Siria, diverse volte, per condurre attacchi contro l'ISIS e altri attori che si oppongono al dominio di Assad. Mentre una coalizione guidata dagli Stati Uniti si concentrò sugli attacchi aerei, diverse vittorie via terra, per le forze irachene, sono state ottenute solo grazie all’ intelligenza militare di Soleimani. 

Ultima modifica ilLunedì, 06 Gennaio 2020 15:08
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